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Accordo UE-Mercosur: nuove opportunità per le imprese italiane

Accordo UE- Mercosur, nuove opportunità per le imprese italiane
Accordo UE- Mercosur, nuove opportunità per le imprese italiane

Quello tra l’Unione Europea (UE) e il Mercato Comune del Sud (Mercosur) è il più grande accordo di libero scambio mai negoziato dalla Commissione Europea. L’intesa, che coinvolge 31 Paesi e un mercato di oltre 700 milioni di consumatori, con un PIL complessivo pari a un quarto di quello mondiale, prevede la progressiva eliminazione dei dazi su oltre il 90% dei prodotti esportati dall’UE verso il Mercosur.

Il Mercosur rappresenta un processo di integrazione regionale nato nel 1991 su iniziativa di Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, a cui si sono aggiunti successivamente Bolivia nel 2024 – con la prospettiva di completare il processo di adesione nel 2028 – e Venezuela – il cui status di membro è tuttavia sospeso dal 2017. La regione possiede un potenziale enorme: si estende su quasi quindici milioni di chilometri quadrati e accoglie una popolazione di circa 270 milioni di abitanti, a cui si aggiungono abbondanti risorse naturali, dalla biodiversità alle risorse energetiche e idriche, elementi che rendono il Mercosur un attore essenziale per le catene di approvvigionamento globali.

L’obiettivo del blocco è promuovere uno spazio comune per scambi e investimenti, integrando le economie nazionali nel mercato globale. Per il Mercosur, l’Europa è il secondo partner negli scambi di merci, assorbendo quasi il 17% del commercio totale, e garantisce un accesso preferenziale alla terza economia mondiale, forte di 450 milioni di consumatori e di circa il 15% del Prodotto Interno Lordo globale. A sua volta, il Mercosur si posiziona come il decimo partner commerciale per l’Europa.

La data del 1° maggio ha sancito l’avvio dell’Interim Trade Agreement (ITA) tra i due blocchi regionali, che consente l’entrata in vigore provvisoria dell’intesa mentre prosegue l’iter di ratifica. L’accordo ha infatti ricevuto il via libera del Consiglio dell’Unione Europea e le celeri ratifiche dei quattro paesi del Mercosur coinvolti nell’accordo (Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay). Da questa data sono quindi diventate operative le disposizioni su dazi preferenziali, regole di origine, procedure doganali, accesso agli appalti pubblici, misure sanitarie e fitosanitarie, trasparenza e risoluzione delle controversie, meccanismi di tutela commerciale e della proprietà intellettuale, e indicazioni geografiche.

Il cambiamento più tangibile riguarda lo smantellamento dei dazi doganali: il Mercosur eliminerà progressivamente le barriere sul 90% delle linee tariffarie in un periodo di 15 anni, mentre l’Unione Europea rimuoverà i dazi sul 92% delle importazioni sudamericane, garantendo un accesso preferenziale scaglionato su un altro 7,5% delle merci.

Il comparto agricolo è stato regolato tramite meccanismi di salvaguardia per evitare perturbazioni di mercato. In particolare, sono state introdotte quote precise per merci a dazio ridotto, tra cui 99.000 tonnellate per la carne bovina, 180.000 t per il pollame (su cinque anni), 45.000 t per il miele e 60.000 t per il riso. A tutela degli operatori europei è stata confermata una rete di sicurezza da oltre sei miliardi di euro, unita a un attento monitoraggio di prezzi e volumi. 

UE MERCOSUR
3° economia mondiale 6° economia mondiale
mercato di 450 milioni di consumatori mercato di 270 milioni di consumatori
2° partner commerciale del Mercosur 10° partner commerciale dell’UE
55,2 miliardi di euro di export di merci verso il Mercosur

macchinari ed elettrodomestici

prodotti chimici e farmaceutici

attrezzature di trasporto

56 miliardi di euro di export di merci verso l’UE

prodotti agricoli

prodotti minerali

carta cellulosa e carta

29 miliardi di euro di export di servizi verso il Mercosur 13,4 miliardi di euro di export di servizi verso l’UE
2014-2024: +36% scambi commerciali tra UE e Mercosur

 

LA DIPLOMAZIA DELLA CRESCITA ITALIANA SI MUOVE PER PRIMA NEL MERCOSUR, PARTENDO DA ARGENTINA E BRASILE

Il tessuto imprenditoriale avrà un ruolo decisivo nell’ambito della competizione globale per intercettare gli investimenti, sviluppare tecnologie all’avanguardia e accedere a nuovi mercati. Le nuove prospettive non si esauriscono infatti nella semplice riduzione delle barriere commerciali alla frontiera. Grandi opportunità risiedono nell’attrazione di capitali, nell’integrazione dei progressi tecnologici, nell’unione delle filiere produttive e nella creazione di partenariati strutturati che consentano alle realtà industriali regionali di competere in mercati a maggior valore aggiunto.

Proprio per intercettare questo dinamismo, l’Argentina ed il Brasile sono stati meta recentemente di una Missione di sistema guidata dal Ministro italiano degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani. La missione ha visto la partecipazione dei vertici di Agenzia ICE, SACE, SIMEST e CDP, nonché di un’ampia delegazione di oltre 100 imprese italiane organizzata da Confindustria. Si tratta della prima missione di sistema di un paese UE nei due principali mercati del Mercosur, dall’entrata in vigore dell’Interim Trade Agreement del 1° maggio.

L’obiettivo è stato quello di rafforzare la presenza economica italiana nei due mercati strategici dell’Argentina e del Brasile e generare nuove collaborazioni, nel quadro non solo della strategia di Diplomazia della Crescita promossa dalla Farnesina, che al Sudamerica riserva un capitolo importante all’interno del Piano d’azione per l’export varato dal Ministro Tajani nel 2025, ma anche alla luce delle prospettive aperte dal nuovo quadro tariffario intercontinentale. I dati confermano la rilevanza del quadrante: il solo interscambio commerciale tra l’Italia e i Paesi del Mercosur ha registrato un balzo del 51% nel periodo compreso tra il 2019 e il 2025.

La missione ha fatto la sua prima tappa l’8 settembre in Argentina, dove sono già pienamente attive oltre 300 imprese a capitale italiano in tutti i comparti considerati prioritari: dall’automotive all’impiantistica, dalle costruzioni all’intera manifattura. Il principale momento politico della giornata si è tenuto presso la Casa Rosada, dove un colloquio con la Presidenza della Repubblica Argentina si è concentrato sul consolidamento del partenariato strategico e sull’attuazione del Piano d’Azione bilaterale 2025-2030.

Sul piano istituzionale ed economico, sono stati siglati due accordi con il Governo argentino mirati a rafforzare la collaborazione sulle materie prime e in materia di politica industriale. In ambito culturale è stato firmato un Accordo quadro di collaborazione e coproduzione internazionale tra il Teatro San Carlo e il Teatro Colón, che prevede iniziative artistiche e progetti formativi congiunti fino al 2029.

In occasione della missione si è tenuto il Forum imprenditoriale bilaterale, che ha acceso i riflettori su cinque macro-settori: agroalimentare, farmaceutico-medicale, transizione energetica, macchinari e impiantistica, e tecnologie digitali. All’interno del Forum hanno avuto luogo circa 1.300 incontri diretti tra le imprese nella sola area di Buenos Aires.  Parallelamente si è svolto il Foro Pymes, curato dall’Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana, con la partecipazione del suo Segretario Generale, Giorgio Silli.

“Italia e Argentina sono unite da un legame di amicizia senza eguali, alimentato dalla presenza in questo Paese di oltre un milione di cittadini italiani e di più di venti milioni di discendenti di origine italiana. Ogni volta che arrivo a Buenos Aires è impossibile non sentirsi immediatamente a casa”, ha dichiarato Tajani, in un editoriale pubblicato sul quotidiano La     Nación al termine della sua permanenza in Argentina.

La delegazione ha successivamente proseguito il proprio percorso a San Paolo, dove il 9 e 10 settembre si sono svolti incontri con le Istituzioni locali e con il sistema imprenditoriale. Il Brasile, dove operano oltre 1.100 aziende con capitale italiano, rappresenta il principale mercato per le esportazioni all’interno del blocco sudamericano e costituisce una naturale piattaforma per gli operatori europei che desiderano espandere la propria presenza nel quadrante sudamericano.

Il nuovo regime doganale potenzia una relazione già assai significativa: nel primo mese dall’entrata in vigore dell’intesa, in via provvisoria, le esportazioni italiane verso il Brasile hanno registrato una crescita del 22,3%, mentre l’import ha segnato un incremento del 21,8%.

Il Forum bilaterale di San Paolo, presieduto dal Ministro Antonio Tajani, dal Ministro dello Sviluppo, dell’Industria, del Commercio e dei Servizi Márcio e dal Presidente della Confindustria di San Paolo, ha esplorato nuove opportunità di collaborazione nei settori a più alto potenziale. La giornata di lavoro si è conclusa con una sessione ristretta di dialogo a cui hanno partecipato una selezione di dirigenti di aziende italiane e brasiliane radicate sul territorio.

La Camera di Commercio Italiana di San Paolo, SIMEST e Cassa Depositi e Prestiti hanno infine firmato un protocollo d’intesa che amplia il quadro istituzionale disponibile per agevolare gli investimenti e i progetti commerciali tra i due Paesi, mettendo a disposizione degli operatori economici italiani e locali una rete di strumenti finanziari, consulenziali e di garanzia.

“Italia e Brasile hanno tutte le condizioni per rafforzare ulteriormente una partnership economica già solida e per farne uno degli assi principali della presenza italiana in America Latina. Proprio per questo ho inserito il Brasile e l’America Latina tra le priorità del Piano per l’internazionalizzazione del nostro tessuto produttivo”, ha ribadito il Ministro Tajani sulle pagine del quotidiano O Globo.

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