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Antonio Tajani: «La minaccia ora si fa pesante vogliono condizionare il voto» (Il Giornale)

Roma. «Le minacce filorusse e la taglia per ottenere informazioni sulla mia famiglia? Sono due giorni che seguiamo la vicenda. Dal primo gennaio abbiamo rivoluzionato il ministero con una direzione generale e una sala operativa cyber attiva 24 ore su 24 collegata con l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, visitata anche dai ministri degli Esteri tedesco e ceco Wadephul e Macinka, e portata a modello. Io ho già il livello di sicurezza più alto, l’attenzione è massima». Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani è tra i bersagli principali della rete cyber legata a ambienti filorussi pronta a pagare per ottenere dati riservati sui «nemici» di Mosca. Un salto di livello Tajani collega senza esitazioni al fermo sostegno dell’Italia a Kiev.

Ministro Tajani, quando ha saputo di questa minaccia diretta?

«Me l’ha segnalata la direzione generale del ministero. Quando il presidente Zelensky venne a Roma ci fu un pesante attacco contro il sito della Farnesina, che abbiamo respinto. Oggi la minaccia si alza di livello, toccando gli affetti personali. Ma le nostre difese cibernetiche sono operative e pronta la risposta a ogni tentativo di intrusione».

Questa operazione è riconducibile al dossier Ucraina. Intendete convocare l’ambasciatore russo?

«Finché non ci sono prove formali bisogna muoversi con cautela insieme all’Intelligence e alla Polizia Postale. Ma la natura della guerra ibrida è chiara: siamo di fronte a reti opache che compiono operazioni illecite. In vista delle prossime scadenze elettorali ci sarà un tentativo sistematico di condizionare l’opinione pubblica e dividere gli europei attraverso la disinformazione. I cittadini italiani sono svegli, ma serve massima vigilanza. È un problema con cui dobbiamo fare i conti».

Dobbiamo abituarci a convivere con questi allarmi? È solo l’inizio?

«Gli attacchi iniziano a essere davvero pesanti. Non si tratta solo di hackeraggio, ma di colpire i cavi, i segreti industriali, gli ospedali, le infrastrutture critiche. È per questo che lunedì al G7 Esteri porrò il tema e ho già scritto al mio omologo francese. I russi non faranno una guerra tradizionale con noi: la minaccia è a 360 gradi e va affrontata attraverso una presa di coscienza collettiva».

Il ministro Crosetto ha chiesto che la sicurezza diventi una priorità nazionale. L’opposizione è consapevole della posta in gioco?

«Lo dico da tempo: investire in sicurezza non significa essere guerrafondai. La sinistra cade in una contraddizione tipica: chiede sicurezza e tutela dei servizi, ma poi protesta ogni volta che si deve spendere per la difesa e la protezione cibernetica. Come pensa di proteggere il Paese senza strumenti adeguati? Di fronte a minacce reali e ad attacchi diretti alle istituzioni, la politica dovrebbe essere unita, non dividersi sulle spese necessarie».

Nel frattempo, Stefano Bonaccini ha pubblicato un suo fotomontaggio con il cappellino Maga di Trump ironizzando sulla linea di Forza Italia.

«Io ho lanciato un appello per evitare l’uso dell’intelligenza artificiale in campagna elettorale. Utilizzarla per manipolare la realtà e dimostrare una tesi falsa alimenta la disinformazione. Evidentemente alla scuola del Pci insegnavano questo. Fare satira va bene, ma ridicolizzare e delegittimare chi rappresenta il Paese nel mondo, proprio nel momento in cui c’è un attacco cibernetico così violento in corso contro le istituzioni, è un atto grave. Mi auguro che la sinistra capisca che quando l’Italia è sotto attacco non serve strumentalizzare, serve responsabilità e volontà di lavorare per la difesa dell’interesse nazionale».

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