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Allargamento

L’allargamento dell’Unione Europea è uno strumento chiave per promuovere pace, stabilità, prosperità e sicurezza nei Paesi candidati e potenziali candidati dell’immediato vicinato europeo. Ciò è tanto più vero nell’attuale contesto storico, caratterizzato dall’aggressione russa all’Ucraina, dalle sfide della ripresa economica dopo la pandemia e dalle perduranti crisi migratorie.

Il negoziato di adesione si sviluppa attraverso la specifica procedura prevista nei Trattati europei. La domanda di adesione è presentata al Consiglio; la concessione dello status di candidato è raccomandata dalla Commissione con propria opinione e concessa all’unanimità dal Consiglio (in formato Affari Generali), con l’avallo del Consiglio Europeo.

Il riconoscimento dello status di Paese candidato non implica necessariamente l’inizio immediato delle trattative in vista dell’adesione, che viene deciso all’unanimità dagli Stati membri e si svolge sulla base di un quadro negoziale adottato (anch’esso all’unanimità) dal Consiglio su proposta della Commissione.

I negoziati vengono materialmente condotti nel corso di Conferenze intergovernative (CIG) tra gli Stati membri UE e il Paese candidato, che rappresentano il principale foro di dialogo politico con il Paese candidato. Le trattative si basano sull’acquis dell’UE, che è suddiviso in capitoli negoziali e – in virtù della nuova metodologia di allargamento, adottata nel 2020 – in gruppi di capitoli negoziali. Solo dopo la chiusura provvisoria di tutti i capitoli è possibile procedere con la formalizzazione di un trattato di adesione, adottato dal Consiglio previo parere della Commissione e del Parlamento Europeo, e successivamente firmato dal Paese candidato e dai rappresentanti degli Stati membri. Al termine delle procedure di ratifica da parte di tutti gli Stati membri, il Paese candidato diviene membro dell’Unione Europea.

L’Italia è da sempre impegnata a sostenere la strategia di allargamento dell’Unione; l’azione italiana è volta a garantire un adeguato riconoscimento dei progressi registrati dai Paesi candidati e potenziali tali, allo scopo di incoraggiare tali Paesi a proseguire nel loro cammino di riforme (necessario per soddisfare i principi di democraticità, tutela dei diritti umani e dello Stato di diritto su cui si basa l’UE e per adeguare l’ordinamento dei Paesi candidati all’acquis comunitario).

L’aggressione russa all’Ucraina ha avuto profonde implicazioni sulla politica di allargamento. Dopo la presentazione, il 17 giugno 2022, del parere della Commissione sulle domande di adesione presentate dall’Ucraina, Moldova e Georgia, avanzate nell’immediatezza dell’aggressione russa all’Ucraina, il Consiglio Europeo del successivo 23 giugno si è espresso a favore della concessione dello status per Ucraina e Moldova ed ha riconosciuto le prospettive europee della Georgia. Al contempo, l’aggressione russa in Ucraina ha conferito rinnovata priorità alla stabilizzazione dei Balcani Occidentali quale tassello centrale per la sicurezza europea e ha reso ancora più urgente dare nuovo slancio ai negoziati di adesione con i Balcani occidentali.

Il nostro Paese si è sempre battuto per un avanzamento concreto dell’integrazione europea dei Balcani occidentali, che l’Italia ha costantemente considerato un investimento geostrategico per l’UE e il migliore strumento per consentire l’effettivo avanzamento del percorso di riforme nella regione. È anche grazie all’azione italiana se – all’interno dell’Unione – si è arrivati alla consapevolezza che il riconoscimento dello status di candidati a Ucraina e Moldova e delle prospettive europee della Georgia debba essere accompagnato da una parallela accelerazione per i Balcani. Ne è conseguenza concreta lo svolgimento delle due Conferenze intergovernative (CIG) con Albania e Macedonia del Nord il 19 luglio 2022.

 

Percorso europeo dei Paesi candidati, potenziali candidati E CHE HANNO DOMANDATO L’ADESIONE

Albania

Lo status di Paese candidato è stato concesso nel 2014. La decisione di aprire i negoziati di adesione era stata adottata dal Consiglio europeo già nel marzo 2020. Il 19 luglio 2022, si è tenuta la Conferenza intergovernativa con Tirana che ha sancito formalmente l’avvio dei negoziati.

Bosnia-Erzegovina

La Bosnia gode dello status di Paese potenziale candidato. Sarajevo ha presentato la propria domanda di adesione nel febbraio del 2016; nel 2019, la Commissione ha approvato una propria opinione sulla concessione dello status di candidato, che specifica le riforme necessarie per poter avviare i negoziati di adesione (cd. “transizione da Dayton a Bruxelles”).

Kosovo

Il Kosovo gode dello status di Paese potenziale candidato. Per quanto concerne l’agenda europea, le priorità del Kosovo consistono nell’attuazione dell’Accordo di Stabilizzazione e Associazione firmato nell’aprile 2016 e nell’attuazione delle intese raggiunte con Belgrado nell’ambito del Dialogo facilitato dall’UE. L’avanzamento del percorso europeo di Pristina è infatti subordinato a un accordo vincolante di normalizzazione comprensiva con Belgrado, in attesa di una discussione strategica sul Paese.

Macedonia del Nord

Il Paese è candidato all’adesione fin dal 2005: alla decisione di aprire i negoziati di adesione del marzo 2020, ha fatto seguito il 19 luglio 2022 la prima Conferenza intergovernativa (CIG).

Montenegro

Il Montenegro gode dello status di Paese candidato dal 2010 e ha avviato i negoziati di adesione nel giugno 2012. Podgorica ha aperto tutti i capitoli negoziali, di cui tre provvisoriamente chiusi. Il Montenegro ha accettato di veder applicata la nuova metodologia di allargamento al proprio processo di adesione.

Serbia

Paese candidato dal 2012, il negoziato di adesione con la Serbia è stato avviato nel gennaio 2014. Ad oggi, il percorso europeo di Belgrado annovera 18 capitoli aperti (su 35), di cui due provvisoriamente chiusi. La Serbia ha portato a termine gli adempimenti necessari per l’apertura di quattro ulteriori capitoli, che richiede l’unanime determinazione dei 27 Stati membri. Belgrado ha accettato di vedere applicata la nuova metodologia di allargamento al proprio processo di adesione.

Turchia

Nell’ambito dei negoziati di adesione con la Turchia, avviati nell’ottobre 2005, sono stati aperti finora 16 capitoli, ma allo stato attuale il processo rimane congelato, per via delle criticità del quadro politico interno, sotto i profili del rispetto dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali. Ankara resta comunque un partner strategico per l’UE, anche per la cooperazione sulle migrazioni avviata sulla base della dichiarazione comune del 18 marzo 2016.

Ucraina, Moldova e Georgia

L’Ucraina ha presentato la propria domanda di adesione all’UE il 28 febbraio 2022, mentre Moldova e Georgia hanno presentato le rispettive domande di adesione il 3 marzo 2022. La Commissione ha presentato le proprie opinioni sull’adesione dei tre Paesi il 17 giugno 2022. Il 23 giugno 2022, il Consiglio Europeo si è espresso a favore della concessione dello status per Ucraina e Moldova, individuando per entrambi i Paesi una serie di priorità in cui registrare avanzamenti per l’apertura dei negoziati di adesione. Il Consiglio Europeo ha inoltre riconosciuto le prospettive europee della Georgia e individuato una serie di priorità in cui registrare avanzamenti per la concessione dello status di candidato.