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Italia-Turchia: summit a Roma per la cooperazione e lo sviluppo

Martedì 8 maggio si svolge a Villa Madama il vertice governativo italo-turco presieduto dal Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti e dal Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan. Al vertice, che si concluderà con la firma di alcuni accordi, partecipano i Ministri degli Esteri, dell’Economia, dell’Interno, dello Sviluppo economico, del Lavoro e dell’Ambiente. Il summit bilaterale a Roma è stato preceduto da un forum economico in Turchia con la partecipazione di circa 250 tra le principali aziende italiane e turche che l’Ambasciatore italiano Giampaolo Scarante ritiene sia stato “un grande successo” a conferma che l’Italia “sta operando come sistema” su uno dei grandi mercati regionali emergenti.


Un ritmo di crescita dell’8,5% l’anno


La Turchia viaggia a un ritmo di crescita dell’8,5% l’anno, è già la 16ma economia mondiale e punta a diventare l’ottava fra 10 anni, arrivando a 25mila euro di reddito procapite. Le imprese italiane guidate da Confindustria, Abi e Ice hanno partecipato a Istanbul al forum economico, con l’obiettivo di allargare la quota di mercato italiana nel paese, esplorare dove investire – le banche italiane, ha precisato il vicepresidente Abi Guido Rosa, mettono 8 miliardi a disposizione delle imprese che vogliono operare in Turchia – e moltiplicare le joint venture con le imprese turche, penetrare insieme i mercati di Asia Centrale, Medio Oriente, Est-Europa”. Gli investimenti italiani nel paese (quasi 80 milioni di abitanti, 100 fra 10 anni, un territorio 3 volte quello dell’Italia) sono iniziati 50 anni fa, con Fiat e Pirelli nel ruolo di apripista. Ora oltre 900 imprese italiane operano in Turchia e l’Italia è il quarto partner commerciale di Ankara con un interscambio di 21,3 miliardi di dollari nel 2011 (+ 28%).


Investimenti in infrastrutture

La Turchia ha enormi progetti di investimenti fra l’altro in infrastrutture e nel settore energetico, per centinaia di miliardi da qui al 2023. L’interscambio commerciale fra i due paesi è stato di 21,4 miliardi nel 2011. I risultati tangibili della missione degli imprenditori italiani capitanati da Ice, Confindustria e Abi in termini di accordi e investimenti saranno visibili più tardi, ha rilevato Scarante. Le banche italiane hanno messo a disposizione delle imprese che intendono operare in Turchia otto miliardi. La buona salute dei rapporti economici fra i due paesi, ha detto l’ambasciatore italiano, è lo specchio del “rapporto sano” esistente fra i due governi, con “convergenze” sulla maggior parte delle grandi questioni internazionali.

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