Pagina aggiornata a settembre 2026
Il Ministro degli Esteri Tajani ha lanciato l’iniziativa “Food for Gaza” l’11 marzo 2024 in un incontro a Roma con il Direttore Generale dell’Organizzazione ONU per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), Qu Dongyu, la Direttrice Esecutiva del Programma Alimentare Mondiale (PAM), Cindy McCain, e il Vice Segretario Generale della Federazione Internazionale della Croce Rossa (FICROSS), Xavier Castellanos.
Food for Gaza ha il pieno sostegno di Israele e dell’Autorità nazionale palestinese, i cui Ministri degli Esteri l’hanno indicata come un modello da seguire.
L’iniziativa è stata finanziata attraverso contributi deliberati dal Consiglio dei Ministri per interventi di emergenza nella Striscia di Gaza, pari a circa 40 milioni di euro, inclusivi di uno stanziamento di 10 milioni di euro destinato a OMS e UNICEF per sostenere gli ospedali, procurare medicine e supportare le attività di emergenza in campo medico-sanitario nella Striscia.
L’iniziativa Food For Gaza comprende 3 aree di intervento:
- Aiuti umanitari
- Accoglienza e cure mediche
- Programmi educativi
AIUTI UMANITARI

Grazie a Food for Gaza l’Italia ha destinato alla Striscia di Gaza circa 2.400 tonnellate di aiuti alimentari, sanitari e beni di prima necessità. Gli aiuti sono transitati attraverso il Programma Alimentare Mondiale e la Croce Rossa Internazionale, istituzioni autorevoli e imparziali, che godono della fiducia di entrambe le parti.
Fra le operazioni di maggiore portata finora realizzate, il PAM ha distribuito 2.000 tonnellate di farina, attraverso convogli partiti dalla Giordania, per assistere circa un milione di
palestinesi nella Striscia.
Inoltre, con la collaborazione decisiva del Ministero della Difesa, sono stati realizzati aviolanci per paracadutare direttamente su Gaza circa 100 tonnellate di derrate alimentari.

Come parte degli aiuti umanitari, a febbraio 2025 sono stati consegnati al PAM 15 camion speciali, poi modificati per poter fungere da “muletti” per la distribuzione di aiuti all’interno della Striscia. Inoltre, insieme ai mezzi sono state consegnate 15 tonnellate di aiuti umanitari con beni di prima necessità, tra cui coperte e materiale igienico-sanitario, destinati all’assistenza di circa 1.200 persone.
Ad agosto 2025 è stato possibile sbloccare l’ingresso a Gaza anche di 60 tonnellate di mangimi ad alta densità nutrizionale per animali. Si tratta di un’iniziativa realizzata in collaborazione con la FAO. Il primo ciclo di distribuzione ha previsto la fornitura di 2 sacchi (100 kg) a ciascun pastore con almeno un capo di bestiame, per raggiungere complessivamente circa 200 beneficiari verificati. È, inoltre, stato previsto l’ingresso di 3.500 kit veterinari destinati alla cura degli animali.
ACCOGLIENZA E CURE MEDICHE

L’Italia ha assicurato priorità all’accoglienza di bambini palestinesi malati. Le operazioni sanitarie hanno permesso di ricoverare presso strutture sanitare in Italia 259 pazienti di Gaza, accolti con i loro familiari, per un totale di oltre 940 persone.
L’ultimo gruppo di palestinesi è giunto in Italia da Gaza il 9 febbraio 2026 con tre voli umanitari diretti a Roma, Milano e Pisa. L’operazione ha coinvolto 26 pazienti, tutti affetti da gravi malattie congenite o da importanti ferite e amputazioni, insieme a 91 loro accompagnatori – 117 persone in totale.
Tali operazioni sono state rese possibili grazie al coordinamento della Presidenza del Consiglio, con il raccordo fra Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ministero della Difesa, Ministero dell’Interno e Dipartimento della Protezione Civile, in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità ed il Meccanismo Europeo di Protezione Civile. L’intenso lavoro diplomatico che ha permesso di compiere tali operazioni ha visto impegnate le Ambasciate d’Italia a Tel Aviv e Il Cairo e il Consolato Generale a Gerusalemme.
Le strutture ospedaliere che hanno dato disponibilità nell’ambito dell’ultima operazione di accoglienza sono l’Ospedale Bambino Gesù, il Policlinico Gemelli e il Policlinico Umberto I di Roma; gli Ospedali Santobono e dei Colli di Napoli; l’Ospedale Regina Margherita di Torino; l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova; l’Ospedale San Gerardo di Monza; l’ASST Niguarda di Milano; l’Istituto Gaslini di Genova; e l’Ospedale di Perugia.
In passato, anche altre strutture sanitarie avevano accolto malati palestinesi, tra cui: l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo; gli Ospedali Maggiore, Sant’Orsola e Rizzoli di Bologna; gli Spedali Civili di Brescia; l’Ospedale Pineta Grande di Castel Volturno (Caserta); l’Ospedale di Catania; l’Ospedale Meyer di Firenze; l’Ospedale de L’Aquila; l’Ospedale Pediatrico Apuano di Massa; l’IRCCS San Raffaele, l’Istituto Nazionale dei Tumori, l’Ospedale dei bambini “Vittore Buzzi” e il Policlinico di Milano; il Policlinico di Modena; l’Ospedale Cisanello di Pisa; l’Ospedale San Camillo di Roma; l’Ospedale Veris Delli Ponti di Scorrano (Lecce); l’Ospedale Cattinara di Trieste; l’ASST Sette Laghi di Varese; l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Verona.
L’Italia si conferma così il primo Paese occidentale – più degli altri Stati europei messi assieme – ad aver organizzato il trasferimento in ospedali specializzati di pazienti provenienti dalla Striscia.
PROGRAMMI EDUCATIVI

La Farnesina, grazie alla collaborazione con il Ministero dell’Università e della Ricerca e con la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, ha avviato i “corridoi universitari” per permettere ai giovani palestinesi assegnatari di borse di studio di atenei italiani di lasciare il loro Paese ed essere accolti in Italia.
Sono 271 gli studenti e ricercatori finora giunti in Italia, nell’ambito delle operazioni di accoglienza realizzate con il coordinamento dell’Unità di Crisi della Farnesina, alcune delle quali grazie anche a voli speciali della Guardia di Finanza allestiti dalla Protezione Civile e dal Meccanismo Europeo di Protezione Civile, con il contributo della CRUI. L’ultima operazione di accoglienza è stata realizzata il 15 settembre 2026.
Gli atenei coinvolti sono attualmente più di 41: le Università di Bari, Bergamo, Bologna – Alma Mater, Brescia, Cagliari, Calabria, Camerino, Catania, Ferrara, Foggia, L’Aquila, Macerata, Milano – Bicocca, Milano – Bocconi, Milano – Statale, Modena e Reggio Emilia, Molise, Napoli – Federico II, Napoli – Parthenope, Padova, Palermo, Parma, Pavia, Perugia – Università degli studi, Perugia – Università per stranieri, Piemonte Orientale, Pisa, Roma – La Sapienza, Roma – Tor Vergata, Roma Tre, Sassari, Siena, Torino – Politecnico, Torino – Università degli Studi, Trieste, Tuscia, Udine, Urbino, Varese-Insubria, Venezia – Ca’ Foscari e Venezia – IUAV.
L’operazione è il risultato di un complesso lavoro diplomatico che ha coinvolto le autorità di Israele e Giordania – grazie all’operato delle Ambasciate a Tel Aviv e ad Amman, nonché del Consolato Generale a Gerusalemme – consentendo di aprire un canale per gli studenti ammessi alle Università italiane. Si sta adesso continuando a lavorare per consentire che altri borsisti possano prossimamente essere accolti nel nostro Paese.
Oltre 280 borse di studio sono state assegnate a studenti palestinesi di Gaza, tra i bandi ordinari del sistema delle Università italiane e il progetto “Italian Universities for Palestinian Students” (IUPALS), che coinvolge 41 università italiane. A queste si aggiungono oltre 50 borse assegnate a studenti palestinesi residenti in Cisgiordania.
Grazie alla collaborazione con le Scuole di Terrasanta e con la Fondazione Giovanni Paolo II, l’Italia organizza inoltre dei corsi di lingua italiana a Betlemme e a Ramallah.