«Quest’anno celebriamo i 25 anni di attività della Associazione Donne Italiane Diplomatiche e Dirigenti. Un grande traguardo e un punto di ripartenza per rendere la Farnesina sempre più inclusiva, aperta e capace di valorizzare al meglio il talento delle sue donne. Oggi la diplomazia italiana parla sempre più al femminile. È un cambiamento importante: in questi quattro anni di Governo abbiamo lavorato per promuovere e rafforzare la presenza delle donne a tutti i livelli nella Farnesina, nelle Ambasciate e nei Consolati».
«Non è soltanto una questione di pari opportunità. È una scelta nell’interesse dell’Italia. Un Paese che sa valorizzare tutti i suoi talenti è un Paese più forte, più moderno, più capace di affrontare le sfide del futuro. I risultati si vedono. In questi quattro anni abbiamo puntato con decisione sul rafforzamento della Farnesina: 500 donne sono risultate vincitrici dei concorsi per i diversi ruoli dell’Amministrazione, quasi il 50% del totale. Un importante investimento sulle persone, sulle competenze e sul futuro della nostra diplomazia.
Oggi le donne rappresentano il 26% della carriera diplomatica e nei gradi iniziali superano già il 30%. A giugno ho presieduto la cerimonia di giuramento dei giovani diplomatici che hanno superato il concorso. Per la prima volta abbiamo raggiunto quasi la parità, con il 46% di donne risultate vincitrici. Si tratta del dato più elevato mai registrato. Non è merito di nessuno se non delle candidate che si sono fatte valere.
Non è solo una questione statistica, bensì di rilevanza delle responsabilità e del ruolo che le donne sono chiamate a svolgere oggi al servizio della nostra politica estera. Per questo abbiamo portato in Consiglio dei Ministri la nomina di donne a posizione chiave sia al Ministero che in sedi strategiche all’estero.
Il Vice Segretario Generale politico del Ministero è donna, come la mia Vice Capo di Gabinetto e la mia Capo Segreteria. Ventiquattro Ambasciate e quattro Direzioni Generali sono guidate da donne. Sono state nominate Ambasciatrici in sedi europee di primo piano oltre che in Iran e Afghanistan anche per dare un chiaro messaggio politico sull’importanza cruciale che l’Italia attribuisce alla condizione femminile in tutto il mondo.
Molte sono anche le donne alla guida dei Consolati Generali, presìdi fondamentali per l’assistenza ai nostri connazionali all’estero, una delle mie priorità assolute. Penso a sedi importanti e complesse come Buenos Aires, Los Angeles, Melbourne e Shanghai, dove ogni giorno la nostra diplomazia è vicina agli italiani che vivono e lavorano nel mondo.
Sono risultati incoraggianti, ma non ci accontentiamo. La strada da percorrere è ancora lunga e vogliamo continuare con determinazione. Vogliamo un Ministero in cui ogni donna possa esprimere pienamente il proprio talento, senza ostacoli e senza soffitti di vetro.
In questo percorso ho potuto contare anche sul prezioso contributo dell’Associazione Donne Italiane Diplomatiche e Dirigenti, guidata dalla Presidente Serena Lippi.
Per celebrare il suo 25° anniversario, l’Associazione ha pubblicato un volume dal titolo “Oltre i confini. Sguardi e voci di Ambasciatrici italiane nel mondo”, che viene presentato lunedì alla Farnesina e al quale ho avuto il piacere di contribuire con una prefazione.
Le testimonianze raccolte raccontano storie di donne, di scelte coraggiose, di responsabilità e di spirito di servizio. Storie che mostrano il volto migliore dell’Italia nel mondo e ricordano quanto impegno e sacrificio, anche personale e familiare, ci sia dietro il lavoro di chi rappresenta il nostro Paese all’estero.
Le donne sono protagoniste della nostra azione internazionale: nei processi di pace, nella cooperazione allo sviluppo, nella crescita economica, nella difesa dei diritti e nella lotta contro ogni forma di discriminazione e violenza. In questi giorni ho chiesto alle Autorità iraniane di sospendere la condanna a morte di Najmeh Amini e di garantire a tutte le donne il rispetto dei diritti fondamentali. È un impegno che portiamo avanti in Europa, alle Nazioni Unite e in tutti i principali fori internazionali.
In questa ricorrenza speciale voglio rivolgere un ringraziamento sincero a tutte le donne della Farnesina. Per la passione, la competenza e il senso del dovere con cui ogni giorno servono l’Italia, spesso lontano dalle proprie famiglie e in contesti difficili.
Continuare a valorizzare il loro talento significa investire nel futuro della nostra diplomazia. E nel futuro dell’Italia».