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Tajani: «L’utile non è una colpa» (Milano Finanza)

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«Sono molto soddisfatto» della manovra di quest’anno che è «seria e responsabile, che tiene conto di una situazione internazionale complessa e prosegue il percorso avviato dal governo». Il tutto «cercando di distribuire lo sforzo per finanziarla, senza gravare sulle famiglie e sulle imprese» e «senza compromettere l’attrattività del nostro mercato». Con queste parole il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, descrive a MF-Milano Finanza gli obiettivi e gli strumenti per raggiungerli contenuti nel ddl Bilancio 2027.

«Domanda. La sua soddisfazione è anche da segretario di Forza Italia?»

Certamente, FI ha portato nella legge di bilancio molte delle priorità sulle quali si è battuta. Prima di tutto la riduzione dell’Irpef per il ceto medio con l’aliquota del 33% estesa fino a 55mila euro, l’innalzamento a 100mi1a euro della soglia del regime forfettario, le detassazioni e gli incentivi fiscali per i giovani, gli aiuti a famiglie, imprese e anziani. Un risultato al quale tenevamo molto è la card sanitaria da 300 euro per chi ha più di 75 anni e pensione fino a 28mila euro. Chi ha bisogno di cure non può aspettare l’anno successivo per recuperare le spese. Abbiamo rafforzato gli investimenti nel Mezzogiorno, gli incentivi all’occupazione, gli strumenti per sostenere il sistema produttivo. E siamo riusciti a tutelare banche di prossimità e fondazioni bancarie. E questa la nostra idea di economia sociale di mercato: meno tasse, più sviluppo, più solidarietà verso chi è in difficoltà.

Come accennava il taglio dell’Irpef al 33% e stato limitato ai redditi fino a 55mila euro. In nome della necessità di mantenere i conti pubblici in ordine?»

A«vrei voluto arrivare subito a 60mila euro, ma governare significa anche fare i conti con le risorse disponibili e con le conseguenze economiche delle crisi internazionali. L’anno scorso siamo arrivati a 50mila euro, quest’anno a 55mila. E un percorso graduale, ma concreto. Non si tratta di una misura una tantum, ma di una strategia per ridurre la pressione fiscale sul ceto medio, spina dorsale dell’Italia. È la ricetta liberale di Berlusconi: meno tasse più consumi, più consumi più produzione, più produzione più ricavi, più ricavi più gettito fiscale per lo Stato. E dobbiamo mantenere i conti in ordine. La credibilità finanziaria dell’Italia è fondamentale.

«L’obiettivo dell’estensione fino a 60mila euro di reddito resta? E con che tempistiche?»

Certamente. Il nostro obiettivo rimane quello di arrivare a 60mila euro e intendiamo lavorare per raggiungerlo con la prossima manovra economica, compatibilmente con le condizioni della finanza pubblica e la situazione internazionale. Non ci fermiamo a 55mila euro.

«Quali sono, invece, le principali misure in manovra a favore del settore produttivo?»

Il sostegno alle imprese è un pilastro della manovra. Abbiamo rafforzato il credito d’imposta per gli investimenti nella Zes unica del Mezzogiorno, previsto misure per investimenti energetici, innovazione e digitalizzazione, con un’attenzione speciale alle piccole e medie imprese. Sono confermati gli incentivi per chi assume, il principio più assumi meno paghi’. Sono previste agevolazioni per la rivalutazione dei beni d’impresa, per esempio i capannoni, con un trattamento fiscale più favorevole.

«Si è reso nuovamente necessario un contributo per la manovra da banche e assicurazioni per circa 5 miliardi di euro…»

Forza Italia non ha una visione punitiva nei confronti del sistema bancario. Sarebbe un errore gravissimo per un Paese che nell’economia reale nelle imprese, nel risparmio delle famiglie ha i principali punti di forza. Ma abbiamo anche il dovere di garantire un’e distribuzione del carico fiscale. La nostra Costituzione sancisce il principio della progressività: chi ha di più deve contribuire di più. Ma con equilibrio. Per questo Forza Italia si e battuta e ha ottenuto la tutela delle banche di prossimità, delle realtà più piccole e delle fondazioni bancarie. Una grande banca può sostenere un contributo che per un piccolo istituto potrebbe incidere pesantemente. Le banche del territorio sono fondamentali per la raccolta del risparmio, i mutui alle famiglie e l’accesso al credito di piccole e medie imprese. Chiedere di più a chi ha di più è giusto. Punire chi produce ricchezza sarebbe un errore.

«A copertura della legge di bilancio 2027 si aggiunge anche la richiesta di un contributo da 700 milioni da parte delle società energetiche. Che ratio c’è dietro?»

Nasce dalla volontà di distribuire in maniera più equa e sostenibile il contributo richiesto ai diversi settori dell’economia Non sarebbe stato giusto concentrare tutto il peso sul sistema bancario e assicurativo. E prematuro parlare di cifre. Ma voglio sottolineare un principio generale: gli utili non sono una colpa. Sono il risultato dell’attività economica e rappresentano una risorsa per nuovi investimenti, crescita e occupazione.

«Al nuovo raddoppio della Tobin Tax si aggiunge il fatto che i titoli di banche, assicurazioni ed energia valgono il 60,9% del Ftse Mib. Non c’è il rischio che Piazza Affari risulti meno attrattiva per gli investitori, anche esteri, e i risparmiatori?»

Non credo che questa manovra comprometta l’attrattività del no- stro mercato, ma dobbiamo continuare a vigilare sugli effetti degli interventi fiscali. La fiducia degli investitori si costruisce con la stabilità politica, la solidità dei conti pubblici e la certezza delle regole. Noi vogliamo attrarre nuovi capitali, valorizzare il risparmio degli italiani e rafforzare il ruolo di Piazza Affari nel finanziamento delle imprese.

«Alla luce di questi obiettivi c’è qualche misura che Forza Italia vorrebbe riuscire a inserire durante l’iter parlamentare nel ddl Bilancio?»

Gli italiani dispongono di circa 2 mila miliardi di euro di risparmio depositato nel sistema bancario. E una risorsa straordinaria che dobbiamo riuscire a mobilitare maggiormente, su base volontaria, per sostenere gli investimenti produttivi, le infrastrutture e lo sviluppo delle imprese. Più investimenti privati significano più crescita e maggiori possibilità per lo Stato di destinare risorse alla riduzione delle tasse e al miglioramento dei servizi. E poi temiamo particolarmente alla previdenza dedicata per le donne e gli uomini delle forze dell’ordine e delle forze armate. Chi garantisce ogni giorno la nostra sicurezza, rischiando la propria vita, merita un riconoscimento concreto anche sul piano previdenziale.

«Restando con lo sguardo al futuro, che impatto si aspetta dalla manovra?»

Mi aspetto che contribuisca a consolidare la crescita e a rafforzare la fiducia nell’economia italiana. Il nostro obiettivo è proseguire il risanamento dei conti pubblici fino ad arrivare all’uscita dalla procedura europea per deficit eccessivo. Ma la grande sfida che abbiamo davanti è mobilitare nuovi investimenti, soprattutto privati, nei grandi progetti infrastrutturali del Paese. Penso alle reti ferroviarie e stradali, all’energia, alla digitalizzazione, all’AI, alla ricerca e all’innovazione tecnologica. Servono investimenti, ma serve anche meno burocrazia.

 

  • Autore: Silvia Valente
  • Testata: Milano Finanza

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