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Studiare in Italia

Entrare in Italia
Borse di studio, Titoli, Visti-Studio

Trovi l’elenco al seguente link: Per cittadini stranieri.

Ti suggeriamo di consultare anche i siti delle istituzioni della formazione superiore a cui sei interessato e di considerare i finanziamenti del Diritto allo studio regionale (DSU).

Ti consigliamo di verificare i requisiti e le procedure di iscrizione sul sito dell’università italiana a cui intendi iscriverti.

Per verificare se hai bisogno di un visto per studio, consulta la pagina seguente: Il visto per l’Italia. Come regola generale, se hai bisogno del visto turistico per entrare nell’area Schengen, hai sicuramente bisogno del visto per studiare in Italia. Se invece hai la cittadinanza di un Paese esentato dal visto Schengen per soggiorni fino a 90 giorni, hai bisogno del visto solo se il tuo soggiorno studio si protrarrà per più di 90 giorni.

Oltre al visto-studio generico, esistono altre 6 tipologie di visto-studio: studio – immatricolazione università; studio – corso singolo universitario; studio – post-laurea; studio – programma di scambio e mobilità; studio – tirocinio e studio-formazione professionale. Per verificare i requisiti per ognuno di questi tipi di visto, consulta la pagina seguente: Il visto per l’Italia.

Se sei un Cittadino extra-UE residente all’estero che vuole iscriversi a un’università italiana e ha bisogno del visto per studio, devi preiscriverti sul portale Universitaly.

Se sei cittadino UE o cittadino extra-UE già regolarmente soggiornante in Italia e non hai bisogno di un visto, non devi preiscriverti sul portale Universitaly.

Se hai bisogno di un visto, devi preiscriverti sul portale Universitaly. Per gli anni accademici 2026-2027 e 2027-2028, i corsi accademici della formazione superiore per i quali è necessario effettuare la preiscrizione attraverso il portale Universitaly sono i seguenti:

  • corsi di laurea e di laurea magistrale (biennale o a ciclo unico);
  • corsi delle istituzioni dell’Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica (AFAM);
  • corsi erogati dalle Scuole Superiori di Mediazione Linguistica (SSML);
  • programmi di mobilità internazionale Marco Polo e Turandot;
  • corsi delle scuole di specializzazione;
  • corsi di dottorato di ricerca;
  • corsi di perfezionamento;
  • master universitari di primo e secondo livello;
  • corsi singoli;
  • corsi di lingua e cultura italiana presso l’Università per gli Studi Roma Tre, l’Università per Stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria, l’Università per Stranieri di Perugia e l’Università per Stranieri di Siena;
  • corsi propedeutici (Foundation Course)
  • corsi erogati dagli Istituti di Specializzazione in Psicoterapia;

Per richiedere il visto studio per frequentare un corso di lingua italiana, il corso deve essere di livello superiore e deve essere a tempo pieno e di durata determinata.

Uno strumento utile per la valorizzazione delle competenze linguistiche è la certificazione del livello di conoscenza di una lingua, in linea con il “Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue”. Per approfondimenti sul panorama della certificazione della conoscenza della lingua italiana come lingua straniera, è possibile consultare la pagina Certificazioni linguistiche.

Per gli anni accademici 2026-2027 e 2027-2028, se richiedi un visto per l’immatricolazione in un’università italiana (visto studio – immatricolazione università), devi dimostrare una disponibilità minima annuale di € 10.179,85, alla quale va aggiunto il costo del biglietto di ritorno. Se il tuo corso di studi si sviluppa su più anni, è sufficiente che dimostri le disponibilità per il primo anno. Per tutte le altre tipologie di visto per studio, per conoscere l’entità delle risorse richieste, devi fare riferimento alla Tabella A della Direttiva del Ministero dell’Interno del 1°.3.2000, che prevede una quota fissa e una quota giornaliera. Di conseguenza, l’importo totale varia in dipendenza della durata del soggiorno, cioè del corso di studi.

No. Nel caso dei soggiorni per studio, la fideiussione bancaria o la polizza fideiussoria non rientrano fra i documenti considerati idonei a dimostrare la disponibilità di adeguati mezzi di sostentamento. Devi avere garanzie economiche personali, familiari o fornite da istituzioni ed enti italiani (comprese le università), da governi locali, da istituzioni ed enti stranieri considerati affidabili dalla rappresentanza diplomatica italiana di riferimento.

Lo studente regolarmente ammesso che richieda il visto per studio-immatricolazione università deve dimostrare che la propria famiglia dispone dei mezzi economici sufficienti per mantenerlo agli studi in Italia. Se un soggetto esterno al nucleo familiare (associazioni  parenti residenti in Italia o cittadini italiani) garantisce il suo mantenimento con una dichiarazione di ospitalità e un impegno scritto (dimostrando allo stesso tempo le risorse necessarie), questo costituisce un elemento positivo, ma non determinante, per l’ottenimento del visto. La decisione spetta agli uffici visti locali.

Non sarà necessario. Il visto costituisce il permesso di entrare in Italia la prima volta con la motivazione riportata sull’etichetta visto (studio – immatricolazione università, in questo caso). Entro 8 giorni lavorativi dall’ingresso in Italia, devi presentare una richiesta di permesso di soggiorno all’ufficio immigrazione della questura competente per il comune di residenza. Il permesso di soggiorno è il titolo che legittima la presenza dello straniero in Italia. Deve essere rinnovato prima della sua scadenza.

I titoli di studio stranieri non sono automaticamente riconosciuti in Italia. Per informazioni sulle forme di riconoscimento, consulta il sito del CIMEA. Se intendi intraprendere un percorso di studi o un percorso professionale in Italia e la procedura di riconoscimento prevede il coinvolgimento di autorità straniere e uffici consolari italiani all’estero, ti consigliamo di avviare la procedura con congruo anticipo prima di trasferirti in Italia.

Il titolo di studio deve essere legalizzato dalle autorità competenti del Paese in cui è stato emesso e deve essere munito di una traduzione ufficiale. Per informazioni generali su legalizzazioni e traduzioni ufficiali, ti consigliamo di leggere la pagina Traduzione e legalizzazione di documenti di questo sito.

La dichiarazione di valore in loco di un titolo di studio o professionale straniero è un documento di natura informativa, prodotto dalla autorità consolari italiane all’estero, che gli istituti di formazione e le amministrazioni competenti per il riconoscimento dei titoli in Italia possono utilizzare per la valutazione dei titoli stessi. Puoi verificare la procedura di richiesta sul sito dell’ambasciata o consolato italiano competente per il luogo in cui è stato ottenuto il titolo.

Ti puoi rivolgere all’Ufficio III della Direzione Generale per i Servizi ai Cittadini all’Estero e le Politiche Migratorie del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che offre un servizio di assistenza ai rifugiati per la richiesta di rilascio delle dichiarazioni di valore (Dichiarazione di valore per i titolari di protezione internazionale in Italia – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale).

Sì. Il tuo permesso di lungo soggiorno ti dà diritto a viaggiare negli altri paesi Schengen fino a un massimo di 90 giorni ogni 180 giorni. Tieni presente che non tutti i paesi europei sono paesi Schengen. Prima di comprare il biglietto di viaggio, consulta l’elenco dei paesi Schengen.

Se sei cittadino di un Paese per il quale non è richiesto il visto per soggiorni di breve durata (fino a 90 giorni), puoi rimanere in Italia e nell’area Schengen anche dopo la scadenza del tuo permesso di soggiorno, per un massimo di ulteriori 90 giorni. Per maggiori informazioni oltre che rivolgersi all’ufficio immigrazione è utile consultare il sito dell’EES.

Se sei cittadino di un paese per il quale è richiesto un visto anche per soggiorni di breve durata, non puoi rimanere nel paese dopo la scadenza del tuo permesso di soggiorno.

Sì. Il permesso di soggiorno per studio consente di svolgere un’attività lavorativa part-time per un massimo di 20 ore settimanali, anche per l’intero anno ma per non più di 1.040 ore annuali.

Sì, se l’attuale permesso per studio è ancora valido. Devi stipulare un contratto di soggiorno per lavoro con il futuro datore di lavoro presso lo Sportello Unico Immigrazione (SUI). Questa materia è di competenza degli uffici immigrazione delle questure italiane. Puoi trovare informazioni più dettagliate sui siti web delle prefetture.

Devi verificare con l’istituto di formazione straniero presso il quale vuoi continuare gli studi. Potrebbe esserti richiesta la legalizzazione del tuo titolo italiano e una traduzione nella lingua del Paese in cui lo vuoi far valere (o in una lingua veicolare). In Italia le legalizzazioni di atti amministrativi (quali i titoli di studio) sono una competenza degli uffici legalizzazioni delle prefetture. Elenchi di traduttori giurati sono disponibili presso i tribunali italiani. Nel suo sito il CIMEA dedica una sezione al riconoscimento dei titoli italiani all’estero.