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Anticorruzione

Anticorruzione

Il Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale è direttamente impegnato in una serie di azioni di Diplomazia Giuridica Anticorruzione (DGA): essa precede la cooperazione giudiziaria e di polizia ed affianca la diplomazia economica.

La sua missione è quella di tutelare e promuovere l’immagine, la reputazione del Paese e l’affidabilità dell’ordinamento e del sistema delle imprese.

La diffusione della cultura della legalità e l’adozione di strumenti di lotta ai comportamenti illeciti e al malaffare sono le armi più efficaci per meglio garantire la competizione fra sistemi economici, la leale concorrenza tra imprese, la qualità della crescita e degli investimenti, l’utilizzo efficace di risorse pubbliche ed un più elevato livello di servizi. Proprio in tale contesto la DGA, strumento ad hoc del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, promuove e sostiene ambienti economici legalmente orientati a fini di crescita sostenibile.

Un tale ambizioso progetto fra l’altro non può essere disgiunto dalla promozione in ogni sede dei nostri modelli normativi, istituti giuridici e buone prassi e dalla divulgazione delle meritorie attività esercitate dai presidi democratici nella prevenzione e nel contrasto ad ogni forma di illegalità anche rispetto ad altre realtà internazionali, in linea con l’Obiettivo 16 degli SDGs, al fine di meglio garantire la competizione fra sistemi produttivi, la leale concorrenza tra imprese, la qualità della crescita e degli investimenti e l’utilizzo efficace di risorse pubbliche.

In tale quadro dall’ampio respiro politico, diplomatico e tecnico-legale, le attività concrete della DGA si declinano in particolare:

– nella partecipazione profilata alle strategie anticorruzione e all’armonizzazione dei quadri normativi presso i fori multilaterali, presentando le buone prassi sotto il profilo della disciplina legislativa e del funzionamento operativo degli apparati giudiziari e amministrativi di contrasto – anche patrimoniale – ai circuiti economici illegali;

– nella promozione e guida in programmi di assistenza tecnica in materia di giustizia e sicurezza, finalizzati alla formazione, al rafforzamento delle istituzioni ed all’ammodernamento dei quadri normativi; ciò corrisponde ad una crescente domanda proveniente da diversi Paesi rivolta all’expertise italiana.

In tale contesto, è di rilievo l’innovativa prassi del Tavolo inter-istituzionale di coordinamento anticorruzione, cui partecipano oltre venti Istituzioni centrali del Paese. Esso mira ad assicurare coerenza alle posizioni italiane ed omogeneità di risultato negli esercizi di valutazione (peer review) ed inoltre dialoga con il settore privato e con la società civile.

I risultati conseguiti hanno fatto riconoscere la suddetta prassi come best practice nel secondo Rapporto UNCAC sull’Italia nel 2019.

 

Ruolo nei fori globali

Il MAECI partecipa attivamente ai lavori del G20, del G7 e dell’OCSE in questa materia e in particolare alle attività del G20 Anti-Corruption Working Group  (ACWG) (https://www.unodc.org/unodc/en/corruption/g20-anti-corruption-resources/by-thematic-area.html).

L’Italia promuove una visione olistica del fenomeno corruttivo, evidenziando i suoi collegamenti con il crimine organizzato e il riciclaggio di capitali illeciti, anche nell’ottica di una moderna declinazione dei principi di responsabilità d’impresa e di compliance.

In particolare l’Italia:

– ha presieduto la Conferenza OCSE sulla Corruzione Internazionale (Parigi 16 marzo 2016: http://www.oecd.org/corruption/oecd-anti-bribery-ministerial-2016.htm).

– ha fornito un rilevante contributo all’UK Anti-Corruption Summit (Londra 12 maggio 2016) ricevendo apprezzamenti dagli Organismi internazionali per la qualità degli impegni (commitments) assunti nell’occasione e un pubblico riconoscimento delle Autorità britanniche per le misure di contrasto patrimoniale utilizzate in materia di corruzione; https://www.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/522710/Italy.pdf

– ha elevato, grazie al ruolo dell’ANAC, il proprio profilo sul versante della prevenzione e dello sviluppo delle collaborazioni con l’OCSE, l’OLAF e la BEI. L’ANAC, fra l’altro, ha stipulato intese tecniche bilaterali con Autorità corrispondenti di altri Paesi; Link

In ambito G20, il nostro Paese ha partecipato ai lavori dell’ACWG operativo dal 2010  In questo foro, l’Italia:

– nel 2014 co-Presidente del Gruppo di Lavoro insieme all’Australia, ha guidato la definizione e l’adozione degli Alti Principi G20 sulla Beneficial Ownership Transparency (BOT) al fine di tutelare l’integrità e la trasparenza del sistema al fine di prevenire la corruzione, l’evasione fiscale e il riciclaggio di denaro da parte di opache persone giuridiche e fisiche;

-nel 2015, sotto la Presidenza di Turchia e Stati Uniti, ha contribuito alla definizione dei Principi G20 per promuovere l’integrità negli appalti pubblici;

– nel 2016, nel corso della Presidenza Cinese, anche alla luce della vicenda dei Panama Papers, ha esposto in ambito ACWG i fondamenti del sistema nazionale di recupero dei beni (asset recovery) e ha condiviso l’esperienza nel campo dell’assistenza tecnica anticorruzione (capacity building);

-nel 2017, ha esposto i tratti principali del regime giuridico in materia di responsabilità delle persone giuridiche (D. Lgs. 231/2001), fornendo input per l’adozione degli Alti Principi G20 sulla responsabilità degli enti per fatti di corruzione, promuovendo l’inserimento, nell’Implementation Plan G20 ACWG 2017/2018, di uno specifico linguaggio in materia di capacity building, Ha altresì presentato una relazione sui legami tra criminalità organizzata e corruzione, in vista di una possibile azione dell’ACWG:

Link

– nel 2021, la Presidenza italiana del G20, è stata chiamata a contribuire alla preparazione e allo svolgimento della Sessione Speciale dell’Assemblea Generale sulla Corruzione (UNGASS).

Ha svolto in questi mesi il ruolo di guida sul piano giuridico e di modello di riferimento in questo settore a livello globale. In tale ambito, ha acquisito deliverables ambiziosi ed innovativi in tema di misurazione della corruzione e lotta alle nuove forme di crimine organizzato ed economico.

Nel distinto ambito G7, l’Italia, in continuità con l’azione svolta dalla precedente Presidenza giapponese, ha promosso nel 2017 l’adozione per consenso di “key messages” sull’integrità nel settore pubblico.

Link

Nello stesso contesto, la Presidenza italiana ha organizzato un innovativo seminario sulla misurazione della corruzione (Roma, 27 ottobre 2017) al fine di rappresentare più accuratamente i livelli effettivi di corruzione e tracciare il nesso tra corruzione e variabili economiche e sociali. Ciò per affinare gli interventi di prevenzione e repressione e ridurre lo iato esistente tra percezione soggettiva del fenomeno corruttivo e realtà effettuale dell’ordinamento giuridico.

In ambito UNCAC, l’Italia ha sponsorizzato l’adozione di due Risoluzioni sulla corruzione nello sport (Ris. 7/8/2017 e 8/4 2019). Ciò, nell’ottica delle varie forme di malaffare che si manifestano nel mondo sportivo (manipolazione di gare, scommesse illegali, doping, devianze nell’assegnazione dei grandi eventi sportivi e turbativa degli appalti e delle concessioni ad essi collegati, ecc) che sono oltretutto dannose anche sul piano dei valori rappresentati dallo Sport, tenuto conto dell’importanza dello sport e dei valori olimpici di integrità e leale competizione per lo sviluppo della personalità umana.

Ha altresì promosso l’adozione di una RISOLUZIONE (8/10 2019) in materia di misurazione della corruzione, per il superamento degli indici meramente percettivi.

Il MAECI ha promosso l’Italian Business Integrity Day, che ha permesso di veicolare il messaggio dell’impegno del Paese nella lotta integrata e multidisciplinare alla corruzione anche del settore privato per creare migliori condizioni di attrazione delle imprese estere nel mercato italiano: http://businessintegrity.transparency.it/italian-business-integrity-day-nelle-ambasciate).