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Nel 2013 Italia tra i ‘top leader’ della politica estera Ue

L’Italia è un po’ meno “fannullona” e un po’ più “volenterosa”, almeno per quanto riguarda le principali questioni di politica internazionale. Secondo il rapporto pubblicato dall’European Council of Foreign Relations, il nostro paese – per quanto riguarda la gestione dei grandi dossier internazionali – ha segnato nel 2013 una “notevole rimonta, che va dal rinnovato impegno sulle questioni di politica estera fino alla cooperazione e lo sviluppo”.


“Peso” politico degli Stati


Quella che emerge è quindi una classifica sul “peso” politico di ciascun Stato membro che ribalta i luoghi comuni sui soliti “primi della classe” e sui “soliti ultimi”: la Francia “è lo stato più attivo”, la Germania perde peso e Roma al contrario ne conquista – passando dalle 3 aree di azione di successo nel 2012 alle 9 attuali. Dalla quarta edizione dello Scorecard Foreign Policy, “che mira a conseguire una valutazione complessiva dell’efficacia della politica estera dell’Unione europea nel corso del passato anno”, emerge inoltre che la performance complessiva in politica estera dell’Europa è stata “nettamente migliore nel 2013 rispetto al 2012”.


Nel dettaglio, il report prende in esame 66 singoli aspetti della politica estera europea in sei settori chiave: le relazioni con gli Stati Uniti, con la Cina, con la Russia, con l’Europa allargata, con Medio Oriente e Nord Africa e infine le prestazioni dell’Europa nelle istituzioni multilaterali e nella gestione delle crisi. Due sono i “successi notevoli” conquistati a livello europeo: l’accordo tra Belgrado a Pristina e l’intesa sul nucleare iraniano.

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