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Comunicato della riunione dei Ministri degli Esteri del G7 (Capri, 19 aprile, 2024) – Affrontare le sfide globali, promuovere i partenariati

(Traduzione di cortesia)

Comunicato della riunione dei Ministri degli Esteri

(Capri, 19 aprile 2024)

Affrontare le sfide globali, promuovere i partenariati

DEFINITIVO
19 aprile  

I. INTRODUZIONE

Poiché la comunità internazionale si trova ad affrontare molteplici crisi, noi, i Ministri degli Esteri del G7 di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti d’America, e l’Alto Rappresentante dell’Unione Europea, rinnoviamo il nostro impegno a sostenere lo stato di diritto, i principi umanitari e il diritto internazionale, ivi compreso la Carta delle Nazioni Unite, e a proteggere i diritti umani e la dignità di tutti gli individui.

Reiteriamo la necessità di intraprendere un’azione collettiva volta a preservare la pace e la stabilità e ad affrontare sfide globali quali il cambiamento climatico, l’inquinamento, la riduzione della biodiversità, la salute globale, l’istruzione, la disuguaglianza di genere, la povertà, l’insicurezza alimentare e la malnutrizione, l’estremismo violento e il terrorismo, l’integrità delle informazioni e una transizione digitale che rispetti, protegga e promuova i diritti umani e le libertà fondamentali.

Ribadiamo il nostro impegno a favore di società libere e di principi democratici che permettano a tutti gli individui di esercitare pienamente i propri diritti e le proprie libertà. I diritti umani sono universali, indivisibili, interdipendenti e interrelati.

Riaffermiamo il nostro impegno nei confronti dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile (Agenda 2030) e rinnoviamo gli sforzi per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), giacché le crisi multidimensionali, in particolare la pandemia e i gravi conflitti in corso, hanno rallentato i progressi verso il loro raggiungimento.

Continueremo a lavorare in stretta collaborazione con i nostri partner e con i forum multilaterali competenti, quali il G20. Le sfide globali richiedono solidarietà e una risposta internazionale coesa che cerchi soluzioni condivise per la pace, la stabilità e lo sviluppo, senza lasciare indietro nessuno.

 

II. PROMUOVERE IL PARTENARIATO CON IL MEDITERRANEO E L’AFRICA

Continueremo ad ampliare il partenariato con i Paesi africani e con le organizzazioni regionali, ivi compresa l’Unione africana (UA). Accogliamo con favore la partecipazione dell’UA al G20 come membro permanente e ribadiamo il nostro sostegno al G20 Compact with Africa. Il partenariato G7-Africa è guidato dagli obiettivi dell’Agenda 2063 dell’UA, dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e dell’Accordo di Parigi.

Le conseguenze dell’aggressione russa e della sua strumentalizzazione delle forniture alimentari e delle risorse energetiche hanno interessato in particolare molti Paesi vulnerabili, specialmente in Africa. Da questo punto di vista, la guerra della Russia si sta rivelando non solo una guerra contro l’Ucraina, ma contro i cittadini più poveri e vulnerabili del mondo.

Ribadiamo il nostro forte impegno a favore di una transizione giusta e verde verso le emissioni zero quale elemento centrale dello sviluppo sostenibile e siamo pronti a imprimere nuovo slancio al perseguimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs). Urge lavorare in partenariato unitamente all’intera comunità internazionale e alle parti interessate non governative al fine di accelerare i progressi verso il raggiungimento dell’Agenda 2030 e degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, in linea con l’impegno unanime riaffermato all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite lo scorso settembre.

La vulnerabilità del debito rappresenta una sfida significativa. Sosteniamo pienamente gli sforzi del G20 volti a migliorare l’attuazione del “Quadro comune” in maniera prevedibile, tempestiva, ordinata e coordinata, fornendo chiarezza ai partecipanti. Riconosciamo l’importanza di soluzioni efficaci e a lungo termine, promuovendo il coordinamento tra creditori ufficiali bilaterali e privati. Chiediamo alle Banche Multilaterali di Sviluppo e alle istituzioni finanziarie per lo sviluppo di continuare a svolgere un ruolo chiave a favore dello sviluppo sostenibile attraverso un aumento dei finanziamenti, delle consulenze politiche e dell’assistenza tecnica a beneficio dei Paesi in via di sviluppo, in particolare di quelli più poveri e fragili del continente. In particolare, lo sviluppo economico presuppone che venga garantito l’accesso a sistemi alimentari sostenibili e resilienti, all’assistenza e alla sicurezza sanitaria, nonché a un’energia pulita, accessibile, affidabile, sostenibile e moderna per tutti.

Ribadiamo il nostro impegno a sostenere i governi africani nell’affrontare le circostanze che portano al terrorismo, all’estremismo violento e all’instabilità, nel rispetto dei diritti umani e dello Stato di diritto. Sviluppo e democrazia si rafforzano a vicenda; sottolineiamo pertanto l’importanza di elezioni libere ed eque che soddisfino le esigenze e le aspettative dei cittadini.

Siamo preoccupati per le attività del Gruppo Wagner, sostenuto dal Cremlino, e di altre forze emergenti sostenute dalla Russia, che stanno producendo un impatto destabilizzante, in particolare in Nord Africa, in Africa centrale e nel Sahel. Esortiamo a far sì che tutti i responsabili delle violazioni dei diritti umani siano chiamati a rispondere delle loro azioni.

  1. Libia

Continueremo ad aiutare la Libia a porre fine al suo prolungato conflitto interno, alimentato anche da forze, combattenti e mercenari stranieri, al fine di costruire un futuro più pacifico e prospero e sostenere la sua stabilità, indipendenza, integrità territoriale e unità nazionale. La situazione di stallo politico pone la Libia in una condizione di estrema vulnerabilità nei confronti di attori statali terzi che cercano di controllare la sicurezza, la politica e l’economia del Paese, seminando instabilità in tutto il Paese e nella regione.

Chiediamo quindi a tutti gli attori politici libici di impegnarsi in un dialogo significativo volto a superare l’attuale impasse e a procedere senza indugio verso una tabella di marcia credibile verso elezioni presidenziali e parlamentari nazionali libere, eque e inclusive. È necessario che anche la comunità internazionale sia unita nel perseguire questi obiettivi.

Prendiamo atto con rammarico del recente annuncio del Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Abdoulaye Bathily, circa la sua decisione di dimettersi. Lo ringraziamo per il suo appassionato servizio e rinnoviamo il nostro pieno sostegno alle Nazioni Unite e al ruolo chiave che esse continuano a svolgere in Libia. Chiediamo al Segretario Generale delle Nazioni Unite di nominare senza indugio il suo successore.

  1. Sahel

Esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per il deterioramento della sicurezza nel Sahel, aggravato dal deterioramento dei principi costituzionali dello Stato di diritto, della democrazia e del buon governo e dalla regressione dei quadri di cooperazione regionale.

Tale scenario politico, sempre più precario e imprevedibile, richiede un rinnovato impegno da parte di tutti gli attori e le parti interessate nel riconfigurare le risposte internazionali e regionali alla sfida della dilagante tensione politica, degli scontri e dell’instabilità nel Sahel.

Siamo inoltre profondamente preoccupati per la diffusione delle minacce e delle attività terroristiche, che portano al conflitto e causano una diffusa sofferenza e lo sfollamento della popolazione civile. Siamo sconcertati dalle gravi violazioni dei diritti umani commesse da più parti, ivi compresi gli agenti russi nella regione.

Ci auguriamo di rafforzare ulteriormente la nostra cooperazione con l’Unione Africana, le organizzazioni regionali e le Nazioni Unite al fine di promuovere la stabilità, la sicurezza, il buon governo e lo sviluppo nel Sahel, prevenendo una “propagazione” dell’insicurezza verso il Golfo di Guinea e il Nord Africa, nonché i flussi migratori irregolari verso il Nord Africa, l’Europa e l’emisfero occidentale.

Ci congratuliamo con la Mauritania per aver assunto la presidenza di turno dell’Unione Africana e lodiamo il suo impegno per lo stato di diritto, il buon governo, l’inclusione dei rifugiati e i valori costituzionali. Siamo pronti ad assistere gli Stati del Sahel nell’accelerare la transizione verso il ritorno dell’ordine costituzionale.

  1. Corno d’Africa

Ribadiamo il nostro forte impegno nel promuovere la pace, la sicurezza e la stabilità nel Corno d’Africa. Proseguiamo a fornire sostegno umanitario alle persone più colpite dall’insicurezza alimentare, dalla povertà diffusa, dalla violenza armata, dall’impatto di eventi meteorologici estremi e dallo sfollamento.

Esprimiamo preoccupazione per il Memorandum d’intesa tra l’Etiopia e la regione somala del Somaliland, annunciato nel gennaio 2024. Incoraggiamo sia il governo etiope che quello federale somalo a mantenere aperti tutti i canali di dialogo onde evitare un’ulteriore escalation, lavorando con i partner regionali, nel quadro dell’Unione Africana e attraverso contatti bilaterali, nel rispetto del diritto internazionale e dei principi di sovranità e integrità territoriale sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite.

  1. Somalia

Lodiamo gli importanti progressi a livello istituzionale, macroeconomico e di sicurezza in Somalia. Incoraggiamo le autorità somale a continuare a registrare progressi significativi nella lotta contro Al Shabaab e nel consolidamento del quadro istituzionale, ivi compreso il completamento di un processo di riforma costituzionale trasparente e inclusivo.

Il processo di transizione delle responsabilità di sicurezza alle forze di sicurezza somale va seguito da vicino, soprattutto in vista della fine del mandato della Missione di transizione dell’Unione Africana (ATMIS) in Somalia alla fine del 2024. Accogliamo con favore la pianificazione in corso da parte della Somalia e dell’Unione Africana di una missione multinazionale che segua l’ATMIS con lo scopo di contribuire a mantenere la stabilità mentre la Somalia continua a sviluppare le proprie capacità di sicurezza.

  1. Etiopia

Pur accogliendo con favore gli sviluppi nell’attuazione dell’accordo di cessazione delle ostilità tra il Governo dell’Etiopia e il Fronte popolare di liberazione del Tigrè, esprimiamo preoccupazione per le perduranti e violente tensioni in molte aree del Paese, nonché per le notizie di violazioni e abusi dei diritti umani, la grave crisi economica e la crescente insicurezza alimentare.

Auspichiamo ulteriori e duraturi sviluppi nella tutela dei diritti umani, nella protezione dei civili, nel dialogo politico finalizzato alla risoluzione delle tensioni, nella riconciliazione e nel dialogo nazionale, nella giustizia di transizione e nell’accertamento delle responsabilità per i crimini commessi durante il conflitto.

Chiediamo un impegno analogo da parte di coloro che sono coinvolti nei conflitti in altre regioni dell’Etiopia nel perseguire la pace attraverso il dialogo.

Sottolineiamo l’importanza di ottenere rapidamente il dividendo della pace per le popolazioni colpite dal conflitto attraverso il sostegno alla ripresa e alla ricostruzione, il disarmo, la smobilitazione e la reintegrazione degli ex combattenti e l’attuazione di soluzioni durature per gli sfollati interni.

  1. Sudan

Condanniamo fermamente i combattimenti in corso tra le Forze armate sudanesi e le Forze di supporto rapido in Sudan, dove la situazione umanitaria continua a deteriorarsi a più di un anno dall’inizio della guerra. Notiamo in particolare l’impatto della crisi su donne e ragazze e condanniamo le atrocità in corso commesse da entrambe le parti in conflitto, tra cui lo stupro e altre forme di violenza di genere, ivi compresa la violenza sessuale legata ai conflitti. Siamo preoccupati per il numero crescente di sfollati.

L’ostruzione dell’accesso umanitario da parte delle Forze armate sudanesi e delle Forze di supporto rapido sta causando la morte per fame del popolo sudanese. Esortiamo sia le Forze armate sudanesi che le Forze di supporto rapido a concordare e attuare un cessate il fuoco duraturo senza precondizioni e a stabilire canali di accesso umanitario transfrontalieri e transnazionali sicuri e stabili, anche da più punti di ingresso alle aree più devastate del Sudan. Esortiamo tutti gli attori a tornare ai negoziati e a impegnarsi in un dialogo nazionale che includa le donne e la composita società civile sudanese e che miri a ristabilire istituzioni civili e rappresentative. Un ruolo attivo dell’Africa e il continuo sostegno della comunità internazionale rimangono essenziali per aiutare il Sudan a ripristinare il processo di transizione democratica.

Lodiamo i risultati della Conferenza di Parigi per il Sudan e i Paesi limitrofi, durante la quale sono stati promessi oltre 2 miliardi di euro per sostenere la popolazione civile in Sudan e coloro che hanno cercato rifugio nei Paesi limitrofi nel 2024.

  1. Repubblica Democratica del Congo

Condanniamo fermamente la ripresa degli attacchi del Movimento del 23 marzo (M23) nell’est della Repubblica Democratica del Congo (RDC). Esprimiamo grande preoccupazione per il peggioramento della situazione umanitaria e per le sempre più gravi violazioni dei diritti umani e gli abusi di cui è vittima la popolazione. Condanniamo inoltre tutti i gruppi armati che operano nel Paese. Chiediamo l’immediata cessazione delle ostilità e di ogni ulteriore avanzata dell’M23 e il suo ritiro da tutte le aree occupate, come concordato attraverso il processo di Luanda approvato dall’Unione Africana. Chiediamo a tutti i gruppi armati di cessare le ostilità, di ritirarsi dalle aree che controllano e di procedere al disarmo.

Abbiamo espresso profonda preoccupazione per i rapporti del Gruppo di esperti sulla RDC sul sostegno militare straniero all’M23 e sugli interventi militari diretti nel territorio della RDC. Condanniamo qualsiasi sostegno fornito all’M23 e a qualsiasi altro gruppo armato operante nella RDC e chiediamo la sua cessazione e il ritiro immediato di qualsiasi presenza militare straniera non autorizzata dalla RDC. Condanniamo anche il sostegno, in particolare fornito dalle forze militari, ad alcuni gruppi armati come le Forze democratiche per la liberazione del Ruanda (FDLR) e chiediamo la cessazione di tale sostegno.

Sottolineiamo che qualsiasi violazione dell’embargo sulle armi delle Nazioni Unite è inaccettabile ed esortiamo tutti gli Stati a cessare qualsiasi sostegno a questi gruppi armati.

Restiamo impegnati nei processi di Luanda e Nairobi al fine di raggiungere una soluzione diplomatica negoziata al conflitto. Incoraggiamo un efficace programma di disarmo, smobilitazione, recupero comunitario e stabilizzazione e la partecipazione significativa di donne e giovani in tutta la loro diversità. Siamo inoltre pronti a collaborare con le nazioni della Regione dei Grandi laghi al fine di affrontare le cause profonde dei cicli di violenza nell’est della RDC secondo una logica che tenga conto delle preoccupazioni e degli interessi dell’intera regione, anche promuovendo la responsabilità di tutti gli attori responsabili di violazioni e abusi dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale.

 

III. AFFRONTARE L’IMMIGRAZIONE IRREGOLARE, PROMUOVERE LA SPERANZA E LE OPPORTUNITÀ

Riconosciamo che lo sfollamento forzato e l’immigrazione irregolare vanno affrontati in modo integrato, globale ed equilibrato, con uno spirito di responsabilità e impegno comune, in conformità con il diritto internazionale e nel pieno rispetto dei diritti umani.

Sosterremo i nostri partner nell’affrontare le cause profonde dell’instabilità in Africa e in altre regioni e Paesi d’origine, promuovendo al contempo un ciclo di crescita basato sull’enorme potenziale del continente, soprattutto in vista di una transizione giusta e pulita e dell’aumento dell’accesso all’elettricità, offrendo soluzioni alternative all’immigrazione irregolare. Collettivamente, affronteremo le cause dell’immigrazione anche attraverso: un migliore sfruttamento e coordinamento dei nostri finanziamenti per lo sviluppo e il clima; il sostegno agli Stati fragili e coinvolti in conflitti; il rafforzamento della capacità internazionale di affrontare i cambiamenti climatici, i conflitti, la povertà educativa e altre cause dell’immigrazione. Siamo pronti a costruire sinergie tra le iniziative di tutti i partner e di tutte le istituzioni. Continueremo inoltre a sostenere i Paesi africani che ospitano un gran numero di sfollati.

Riconosciamo che il cambiamento climatico è un fattore di moltiplicazione del rischio con un forte impatto sulla mobilità umana. Riteniamo necessario rafforzare ulteriormente le misure di riduzione del rischio di catastrofi, di adattamento e di resilienza al fine di contrastare le cause degli spostamenti involontari nel contesto del cambiamento climatico.

È necessario impedire ai trafficanti di esseri umani e ai trafficanti di persone di continuare a svolgere le loro attività nefaste, smantellando i loro meccanismi di funzionamento. Riconosciamo che le donne e le ragazze sono particolarmente colpite dalla tratta di esseri umani, in particolare dalla tratta a scopo di sfruttamento sessuale. L’ONU e le sue agenzie hanno un ruolo da svolgere in questo senso. I Paesi di origine, transito e destinazione devono lavorare insieme per fermare il traffico di migranti e la tratta di esseri umani e sostenere la dignità e il valore della persona umana, in linea con la Carta delle Nazioni Unite.

Lavoreremo per ridurre l’immigrazione irregolare e realizzare un’immigrazione regolare, sicura e ordinata sulla base delle pertinenti normative nazionali sovrane. Ci impegniamo a trovare modi per meglio affrontare le sfide poste dall’immigrazione irregolare, nel quadro dei nostri obblighi internazionali. Rafforzeremo la cooperazione contro il traffico di migranti e la tratta di esseri umani. A questo proposito, riconosciamo il “Processo di Roma” avviato nel luglio 2023 con una Conferenza internazionale su  Sviluppo e Migrazioni con il duplice obiettivo di combattere i trafficanti di esseri umani e i contrabbandieri e di sostenere lo sviluppo economico. Riconosciamo anche il “Piano Mattei per l’Africa” lanciato dall’Italia. Ricordiamo anche la Dichiarazione di Los Angeles su immigrazione e protezione e il quadro giuridico multilaterale sulla migrazione e la protezione dei rifugiati. I percorsi di migrazione legale possono contribuire alla crescita economica e alla creazione di posti di lavoro dignitosi in linea con gli standard internazionali nei Paesi di origine e di destinazione.

Dobbiamo dare coerenza ai nostri investimenti in aree di priorità condivisa per l’Africa, tra cui la sicurezza alimentare, la nutrizione, lo sviluppo rurale sostenibile, la transizione energetica, lo sviluppo di infrastrutture sostenibili, inclusive, resilienti e di qualità, il superamento dei divari digitali, l’istruzione, la formazione e la qualificazione, l’uguaglianza di genere e il buon governo. Sulla base di uno scambio reciprocamente vantaggioso, affrontando le questioni su un piano di parità e garantendo l’allineamento con le esigenze e le priorità dell’Africa identificate dall’Unione africana, dai governi africani e dai loro popoli, dobbiamo intensificare gli sforzi al fine di raggiungere risultati concreti di sviluppo sostenibile, contribuire alla stabilizzazione delle aree di crisi, combattere il fondamentalismo e affrontare le cause profonde dei flussi migratori irregolari.

 

IV. PROMUOVERE UN INDO-PACIFICO LIBERO E APERTO, GESTIRE L’IMPEGNO IN ASIA

La regione dell’Indo-Pacifico è un motore chiave per la crescita globale, ospitando più della metà della popolazione mondiale.  Ribadiamo l’impegno per un Indo-Pacifico libero e aperto, basato sullo Stato di diritto, inclusivo, prospero e sicuro, fondato sul rispetto del diritto internazionale, in particolare della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare e dei principi di integrità territoriale, sovranità, risoluzione pacifica delle controversie, libertà fondamentali e diritti umani. Sottolineiamo che la pace e la stabilità della regione contribuiscono anche alla prosperità e allo sviluppo dell’intera comunità internazionale. Gli sviluppi nella regione possono influenzare direttamente la sicurezza euro-atlantica.

Riaffermiamo le iniziative individuali dei membri del G7 e accogliamo con favore quelle dei nostri partner, come l’ASEAN, l’IORA, l’Australia, la Repubblica di Corea, l’India e altri Paesi dell’Asia meridionale e delle isole del Pacifico, volte al rafforzamento del loro impegno nella regione. Sottolineiamo il nostro impegno a potenziare ulteriormente il coordinamento tra i G7. In questo contesto, ribadiamo l’importanza di lavorare insieme a tutti i partner regionali.

Riaffermiamo il nostro profondo sostegno alla centralità e all’unità dell’ASEAN, nonché alle iniziative volte a promuovere la cooperazione regionale in linea con le prospettive dell’ASEAN sull’Indo-Pacifico.

Sottolineiamo il nostro impegno a rafforzare ulteriormente il nostro partenariato con i Paesi insulari del Pacifico, sostenendo le loro esigenze e i loro sforzi nell’attuazione della 2050 Strategy for the Blue Pacific Continent. Attendiamo con ansia la quarta Conferenza internazionale sui piccoli Stati insulari in via di sviluppo sul tema “Tracciare la rotta verso una prosperità resiliente” (St. John’s, Antigua e Barbuda 27-30 maggio 2024). Amplieremo il nostro sostegno ai piani della società civile, del settore privato e del mondo accademico per la promozione di un Indo-Pacifico libero e aperto.

  1. Cina

Riconosciamo l’importanza di relazioni costruttive e stabili con la Cina.  Riaffermiamo la necessità di impegnarci con franchezza e di esprimere le nostre preoccupazioni direttamente alla Cina. La Cina è un interlocutore chiave nell’affrontare le sfide globali e siamo pronti a collaborare con essa nelle aree di interesse comune.

Ribadiamo il nostro interesse a una collaborazione equilibrata e reciproca con la Cina, volta a promuovere la crescita economica globale, al fine di consentire relazioni economiche sostenibili ed eque e di rafforzare il sistema commerciale internazionale. I nostri approcci politici non mirano a danneggiare la Cina, né a ostacolarne il progresso e lo sviluppo economico. Tuttavia, siamo preoccupati che le politiche e le pratiche non di mercato della Cina stiano portando a una dannosa sovraccapacità che mina i nostri lavoratori, le nostre industrie e la nostra capacità di ripresa economica. Una Cina in crescita che rispetti le regole internazionali sarebbe di interesse globale. Non ci stiamo dissociando o ripiegando su noi stessi.

Ribadiamo l’importanza di garantire condizioni di parità e un ambiente commerciale trasparente, affidabile ed equo. Il rispetto di un sistema commerciale multilaterale basato su regole e principi di mercato deve essere il tratto distintivo delle nostre relazioni, al fine di proteggere i nostri lavoratori e le nostre imprese da politiche e pratiche sleali e non di mercato, tra cui il trasferimento forzato di tecnologia o la divulgazione illegittima di dati, che distorcono l’economia globale e minano la concorrenza leale. Proteggeremo i nostri lavoratori e le nostre comunità imprenditoriali dalle pratiche sleali, ivi comprese quelle che portano a un eccesso di capacità, creano vulnerabilità nella catena di approvvigionamento e aumentano l’esposizione alla coercizione economica, poiché riconosciamo che la resilienza economica richiede la riduzione del rischio e la diversificazione, ove necessario.

Ribadiamo la necessità di sostenere i principi della Carta delle Nazioni Unite nella loro interezza. A questo proposito, invitiamo la Cina a fare pressione sulla Russia affinché cessi la sua aggressione militare. Esprimiamo forte preoccupazione per i trasferimenti alla Russia, da parte di aziende cinesi, di materiali e componenti a duplice uso per armi e attrezzature per la produzione militare.

Siamo seriamente preoccupati per la situazione nel Mar cinese orientale e meridionale e ribadiamo la nostra ferma opposizione a qualsiasi tentativo unilaterale di cambiare lo status quo con la forza o la coercizione. Continuiamo ad opporci all’uso pericoloso della guardia costiera e delle milizie marittime cinesi nel Mar cinese meridionale e alla ripetuta ostruzione della libertà di navigazione in alto mare dei Paesi, ed esprimiamo seria preoccupazione per il crescente uso di manovre pericolose e di cannoni ad acqua contro le navi filippine a questo proposito. Non esiste alcuna base giuridica per le ampie rivendicazioni marittime della Cina nel Mar cinese meridionale e ci opponiamo alle attività di militarizzazione, coercizione e intimidazione della Cina nel Mar cinese meridionale. Ribadiamo il carattere universale e unitario della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS) e riaffermiamo l’importante ruolo dell’UNCLOS nel definire il quadro giuridico che regola tutte le attività negli oceani e nei mari. Ribadiamo che il lodo reso dal Tribunale arbitrale il 12 luglio 2016 è una pietra miliare significativa, che è giuridicamente vincolante per le parti del procedimento e una base utile per risolvere pacificamente le controversie tra le parti.

Ribadiamo l’importanza della pace e della stabilità attraverso lo Stretto di Taiwan in quanto indispensabili per la sicurezza e la prosperità dell’intera comunità internazionale e chiediamo una risoluzione pacifica delle questioni tra le due sponde dello Stretto. Sosteniamo una partecipazione significativa di Taiwan alle organizzazioni internazionali, ivi comprese l’Assemblea Mondiale della Sanità e le riunioni tecniche dell’OMS, come membro laddove la condizione di Stato non è un prerequisito e come osservatore o ospite laddove lo è. La posizione di base dei membri del G7 nei confronti di Taiwan non è cambiata, ivi compresa la politica di una sola Cina.

Restiamo preoccupati per la situazione dei diritti umani in Cina, anche nello Xinjiang e in Tibet. Esprimiamo preoccupazione per il deterioramento del pluralismo e dei diritti civili e politici a Hong Kong in seguito alla legge sulla sicurezza nazionale del 2020. Ribadiamo queste preoccupazioni a seguito della recente approvazione dell’ordinanza sulla salvaguardia della sicurezza nazionale ai sensi dell’articolo 23 della Legge fondamentale, che eroderà ulteriormente l’autonomia, i diritti umani e le libertà fondamentali a Hong Kong. La nuova legge renderà più difficile vivere, lavorare e fare affari a Hong Kong e minerà la capacità degli abitanti di Hong Kong di mantenere scambi liberi e aperti con il resto del mondo. Ribadiamo l’invito alla Cina a mantenere gli impegni assunti con la Dichiarazione congiunta sino-britannica e la Legge fondamentale, che sanciscono diritti e libertà e un elevato grado di autonomia per Hong Kong. Inoltre, esortiamo la Cina e le autorità di Hong Kong ad agire in conformità con gli impegni internazionali e con gli obblighi legali vigenti.

Invitiamo la Cina a non condurre o tollerare attività volte a minare la sicurezza e l’incolumità delle nostre comunità e l’integrità delle nostre istituzioni democratiche e ad agire in stretta conformità con gli obblighi previsti dalla Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche e dalla Convenzione di Vienna sulle relazioni consolari. Incoraggiamo la Cina a mantenere i suoi impegni ad agire responsabilmente nel cyber-spazio.

  1. Corea del Nord

Ribadiamo la nostra ferma condanna dell’escalation della Corea del Nord nello sviluppo dei suoi programmi illegali di armi di distruzione di massa (WMD) e di missili balistici. Ribadiamo inoltre il nostro appello per la completa denuclearizzazione della penisola coreana e chiediamo che la Corea del Nord abbandoni tutte le sue armi nucleari, i programmi nucleari esistenti e qualsiasi altro programma relativo alle armi di distruzione di massa e ai missili balistici in modo completo, verificabile e irreversibile, in conformità con tutte le pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Esortiamo la Corea del Nord a tornare al Trattato di non proliferazione delle armi nucleari (TNP) e alle salvaguardie dell’AIEA e a firmare e ratificare il Trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari (CTBT). Ribadiamo che la Corea del Nord non può avere lo status di Stato dotato di armi nucleari in conformità con il TNP. Esortiamo la Corea del Nord a non condurre ulteriori test nucleari. Esortiamo tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite ad attuare pienamente ed efficacemente tutte le pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza e chiediamo ai membri del Consiglio di sicurezza di mantenere i loro impegni. Esortiamo la Corea del Nord a cessare le attività che generano entrate per i suoi programmi illegali di missili balistici e di armi di distruzione di massa, ivi comprese le attività informatiche dannose.

In questo contesto, condanniamo con la massima fermezza la crescente cooperazione militare tra la Corea del Nord e la Russia, compresa l’esportazione della Corea del Nord e l’acquisto da parte della Russia di missili balistici nordcoreani in violazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, nonché l’uso di questi missili da parte della Russia contro l’Ucraina. Siamo inoltre profondamente preoccupati per il potenziale trasferimento di tecnologia nucleare o legata ai missili balistici alla Corea del Nord, in violazione delle relative risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Il veto della Russia alla risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per il rinnovo del mandato del gruppo di esperti del Comitato 1718 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite rende più facile per la Corea del Nord eludere le sanzioni ONU che la Russia aveva precedentemente votato. Esortiamo la Russia e la Corea del Nord a cessare immediatamente tali attività e a rispettare le relative risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Ribadiamo il nostro impegno a contrastare l’elusione delle sanzioni e a rafforzarne l’applicazione. Ci adopereremo maggiormente per il mantenimento del Gruppo di esperti.

Condanniamo fermamente le sistematiche violazioni e gli abusi dei diritti umani da parte della Corea del Nord e la sua scelta di dare priorità ai suoi programmi illegali di sviluppo di armi rispetto al benessere del popolo nordcoreano. Chiediamo alla Corea del Nord di risolvere immediatamente la questione dei rapimenti e di impegnarsi in modo significativo con il sistema dei diritti umani delle Nazioni Unite. Prendiamo atto della progressiva riapertura delle frontiere nordcoreane e chiediamo alla Corea del Nord di cogliere questa opportunità per riallacciare i rapporti con la comunità internazionale, anche attraverso il ritorno in Corea del Nord di tutto il personale diplomatico e umanitario.

Siamo delusi dal continuo rifiuto del dialogo da parte della Corea del Nord e la invitiamo ad accettare le ripetute offerte di dialogo, al fine di migliorare la pace e la sicurezza regionale.

  1. Myanmar

Ribadiamo la nostra ferma condanna del colpo di Stato militare in Myanmar e riaffermiamo il nostro sostegno e la nostra solidarietà al popolo del Myanmar nella sua ricerca di pace, libertà e democrazia. I continui attacchi dei militari che distruggono le infrastrutture civili (tra cui case, scuole, luoghi di culto e ospedali), le ripetute e gravi violazioni dei diritti umani e l’allarmante situazione umanitaria, che colpiscono in particolare coloro che si trovano nelle situazioni più vulnerabili, tra cui bambini, donne e membri di gruppi religiosi ed etnici minoritari, sono inaccettabili. Condanniamo anche la recente applicazione della legge sulla coscrizione del 2010 da parte del regime militare. Il reclutamento forzato di giovani può solo portare a ulteriori violenze e innescare un esodo di massa verso i Paesi vicini.

Esortiamo l’esercito del Myanmar a cessare immediatamente le violenze, a rilasciare tutti i prigionieri detenuti arbitrariamente, a partire dai leader democraticamente eletti, e a stabilire un dialogo inclusivo con tutte le parti interessate, al fine di ripristinare il percorso verso un processo democratico significativo e duraturo. Ribadiamo inoltre il nostro invito ai militari del Myanmar a rispettare i diritti umani e il diritto umanitario internazionale, a desistere da qualsiasi forma di lavoro forzato e a consentire un accesso umanitario rapido, sicuro e senza ostacoli a tutti gli sfollati e alle persone in difficoltà.

Continuiamo a sostenere gli sforzi dell’ASEAN nel promuovere un processo organico e credibile per giungere a una rapida attuazione del consenso in cinque punti. Sottolineiamo l’importanza di un’attuazione completa della risoluzione 2669 (2022) del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e sosteniamo l’ulteriore impegno delle Nazioni Unite nella crisi, anche attraverso la guida dell’inviato speciale delle Nazioni Unite per il Myanmar, recentemente nominato, e la designazione di un coordinatore residente nel Paese. Rimane essenziale accertare le responsabilità per i gravi crimini commessi in Myanmar.

Ribadiamo il nostro appello a tutti gli Stati affinché impediscano o interrompano il flusso di armi e altro materiale a doppio uso, ivi compreso il carburante per aerei, verso il Myanmar. Sottolineiamo la necessità di creare le condizioni per il ritorno volontario, sicuro, dignitoso e sostenibile di tutti i rifugiati e gli sfollati Rohingya e per la giustizia e la responsabilità delle atrocità commesse contro i Rohingya e altre comunità etniche.

 

V. AFFRONTARE LE SFIDE GLOBALI

  1. Finanza e infrastrutture per lo sviluppo

Ribadiamo il nostro impegno a promuovere infrastrutture sostenibili, resilienti, inclusive e di qualità come elemento chiave per il raggiungimento dello sviluppo sostenibile, affrontando il divario di investimenti infrastrutturali nei Paesi a basso e medio reddito. Il Partenariato del G7 per le infrastrutture e gli investimenti globali nonché le iniziative come il Global Gateway dell’UE offrono un contesto di riferimento che utilizzeremo per promuovere la nostra visione di infrastrutture sostenibili ed economicamente valide, sostenute da una procedura trasparente di selezione, appalto e finanziamento dei progetti.

Ribadiamo il nostro impegno a promuovere standard elevati per infrastrutture di qualità al fine di favorire uno sviluppo economico sostenibile e inclusivo.

Intendiamo lavorare insieme per accelerare la mobilitazione di 600 miliardi di dollari entro il 2027, rafforzando la dimensione strategica del Partenariato per le infrastrutture e gli investimenti globali. Proponiamo di agire in stretta collaborazione con i Paesi partner, le Banche Multilaterali di Sviluppo e le istituzioni finanziarie per lo sviluppo, anche attraverso il de-risking, le iniziative di cofinanziamento e i meccanismi di coordinamento rafforzati, sia a livello nazionale che regionale, per promuovere lo sviluppo di una pipeline di progetti bancabili in collaborazione con il settore privato, nonché per supportare la preparazione dei progetti.

Lo sviluppo delle infrastrutture dovrebbe altresì includere una molteplicità di iniziative a sostegno dei partner (in ordine a quadri normativi, mercato del lavoro, accesso all’energia, formazione e ricerca e sistemi sanitari) al fine di offrire opportunità ai più emarginati e vulnerabili e di rafforzare la coesione e l’inclusione sociale.

Promuoveremo un cambiamento innovativo verso investimenti di qualità, in settori chiave che guidano lo sviluppo inclusivo e sostenibile e la resilienza, tra cui la sicurezza alimentare, il clima e l’energia pulita, la biodiversità e la riduzione dell’inquinamento, la connettività, comprese le reti TIC e di trasporto, la resilienza della catena di approvvigionamento globale, la salute, l’istruzione e l’integrazione della parità di genere. Daremo priorità agli sforzi per rafforzare i partenariati con l’Africa, sulla base delle esigenze di investimento del continente e coerentemente con l’obiettivo di accelerare i progressi verso gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), da raggiungersi attraverso risultati concreti, come le attività attualmente in corso lungo il Corridoio di Lobito.  Considerato il loro mandato globale, i Paesi del G7 continueranno inoltre a dispiegare gli investimenti portando avanti la strategia globale del Partenariato per le infrastrutture e gli investimenti globali in altre regioni strategiche, come il lavoro sul Corridoio Economico di Luzon.

Consapevoli degli insufficienti progressi verso l’Agenda 2030 e della necessità di affrontare il divario finanziario in un contesto che annovera un numero crescente di Paesi a basso e medio reddito, esposti a un elevato rischio di indebitamento e con un margine di bilancio limitato per investire nel proprio sviluppo e nel proprio futuro, lavoreremo insieme ai nostri partner e alle istituzioni finanziarie internazionali per favorire l’incremento di finanziamenti a lungo termine per i Paesi in difficoltà. A questo proposito, accogliamo con favore il lancio di schemi di certificazione delle infrastrutture, come il Blue Dot Network e le iniziative Finance to Accelerate the Sustainable Transition Infrastructure, volte a mobilitare maggiori investimenti privati nei mercati emergenti. Ci impegneremo per potenziare il kit degli strumenti finanziari per lo sviluppo al fine di mobilitare ulteriori finanziamenti da parte delle istituzioni finanziarie internazionali, dei partner bilaterali e del settore privato, così da ridurre la povertà e proteggere il pianeta in maniera più efficace.

  1. Sicurezza alimentare e sicurezza nutrizionale

Esprimiamo la nostra preoccupazione per l’aumento dell’insicurezza alimentare e della malnutrizione derivanti dall’impatto combinato del cambiamento climatico, della perdita degli ecosistemi, del crescente numero di conflitti, delle pressioni inflazionistiche e del ridotto margine di bilancio in molte economie in via di sviluppo. Insieme ai partner, siamo impegnati ad affrontare l’aggravarsi della crisi alimentare che colpisce alcune zone dell’Africa. Rafforzare la resilienza dei sistemi agroalimentari è necessario per affrontare efficacemente l’insicurezza alimentare e la malnutrizione.       Pertanto, l’azione coordinata a livello internazionale è più urgente che mai. Garantire la sicurezza alimentare e nutrizionale rimane una sfida per la comunità internazionale e per i Paesi interessati, soprattutto negli hotspot della fame in Africa, vulnerabili ai disagi derivanti da clima e conflitti.

Ribadiamo la nostra intenzione di incrementare gli investimenti per sviluppare filiere alimentari più resilienti e sostenibili, per mitigare i futuri shock alimentari e per diversificare le catene di approvvigionamento alimentare. A tal fine, ribadiamo il nostro contribuito alla trasformazione dei sistemi alimentari sostenibili e resilienti, nello spirito della Roadmap for Global Food Security-Call to Action e della Call to Action per accelerare la trasformazione dei sistemi agroalimentari che il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha condiviso in occasione del Summit sui sistemi alimentari delle Nazioni Unite UNFSS+2 tenutosi a Roma nel luglio 2023. Ricordiamo la dichiarazione d’azione di Hiroshima per una sicurezza alimentare globale resiliente, rilasciata dai leader del G7 e dai Paesi invitati. Ribadiamo inoltre il nostro sostegno alla Dichiarazione di Matera del G20 sulla sicurezza alimentare, la nutrizione e i sistemi alimentari e all’Alleanza globale del G7 per la sicurezza alimentare. Riconosciamo l’importanza di sostenere l’uso efficiente di fertilizzanti e le catene del valore, compresa la produzione locale di fertilizzanti. Il G7 si impegna per il successo del prossimo Nutrition for Growth Summit (Vertice sulla Nutrizione per la Crescita) nel 2025.

Ribadiamo inoltre il nostro impegno a collaborare con le agenzie FAO, IFAD e PAM con sede a Roma. Riconosciamo il ruolo del Comitato per la sicurezza alimentare mondiale come piattaforma inclusiva e multilaterale per la cooperazione in materia di sicurezza alimentare e nutrizione.

In linea con la Emirates Declaration on Resilient Food Systems, Sustainable Agriculture, and Climate Action, approvata alla COP28 da 159 Paesi, tra i quali i Paesi del G7, intensificheremo i nostri sforzi per affrontare il nesso sicurezza alimentare-cambiamento climatico in modo coerente e pragmatico, anche attraverso iniziative come la Vision for Adapted Crops and Soils (VACS).

Sottolineiamo la necessità di un migliore coordinamento delle iniziative e dei progetti internazionali volti a contrastare l’insicurezza alimentare e la malnutrizione, al fine di massimizzare l’erogazione e l’impatto delle risorse già esistenti. Continuiamo ad avere bisogno di soluzioni finanziarie innovative per i sistemi alimentari, soprattutto per quanto riguarda gli investimenti privati responsabili.

  1. Resilienza economica e sicurezza economica

La resilienza economica e la sicurezza economica sono fondamentali per il corretto funzionamento del G7 e delle economie globali in generale. Promuoveremo la cooperazione in conformità con la dichiarazione sulla sicurezza economica rilasciata lo scorso anno dai leader del G7 a Hiroshima. A tal fine, continueremo a impegnarci per rendere le catene di approvvigionamento globali più resistenti e affidabili, soprattutto per i prodotti e le tecnologie critiche.

Continueremo a coordinare il lavoro di de-risking, diversificazione e riduzione delle dipendenze critiche e delle vulnerabilità sistemiche, coinvolgendo attivamente il settore privato.

Sottolineiamo l’importanza di rispettare le norme e gli obblighi internazionali per salvaguardare la sicurezza e la resilienza economica globale e ribadiamo il nostro impegno a costruire la resilienza economica globale e a rispondere alle pratiche che minano il regolamentato sistema commerciale multilaterale, con l’OMC come nucleo centrale. Continueremo a lavorare all’interno del G7 e con partner fidati per realizzare catene di approvvigionamento resilienti, costruite in modo trasparente, diversificato, sicuro, sostenibile, attendibile e affidabile.

Ribadiamo la nostra preoccupazione per la sicurezza di tutte le economie mondiali minacciate dalla coercizione economica e da altre strategie globali fondate su politiche e prassi non commerciali che, favorendo il dominio di mercato, comportano una dannosa sovraccapacità e concentrazione della catena di approvvigionamento, creando così vulnerabilità e dipendenze. Rimaniamo impegnati a rafforzare il nostro coordinamento e la nostra cooperazione all’interno del G7, coinvolgendo allo stesso tempo altri partner internazionali interessati a unirsi ai nostri sforzi. Continueremo a lavorare, principalmente attraverso la Piattaforma di coordinamento sulla coercizione economica, per migliorare la valutazione, la preparazione, la deterrenza e la risposta alla coercizione economica, in conformità con i nostri rispettivi ordinamenti giuridici e in conformità con il diritto internazionale.

Riconosciamo il ruolo chiave dei semiconduttori, elemento critico per garantire la resilienza della catena di approvvigionamento e della sicurezza economica. A tal fine, accogliamo con favore l’istituzione, da parte dei Ministri dell’Industria, della Tecnologia e del Digitale del G7, di un Gruppo di contatto sui semiconduttori (PoC) dedicato a facilitare lo scambio di informazioni e la condivisione delle best practices tra i membri del G7.

  1. Clima, sicurezza energetica e ambiente

Stiamo affrontando le inedite crisi globali derivanti da cambiamento climatico, perdita di biodiversità e inquinamento, che si rafforzano vicendevolmente e sono intrinsecamente collegate, nonché la crisi energetica globale, le minacce per la salute e i danni ambientali, compresi quelli causati o acuiti dall’aggressione della Russia contro l’Ucraina.

La comunità internazionale deve riunirsi e agire con fermezza, indipendentemente dalle divisioni geografiche o politiche, adottando misure concrete collettive volte a raggiungere gli obiettivi globali, come limitare il riscaldamento a 1,5 gradi Celsius al di sopra dei livelli preindustriali e a raggiungere le Net Zero Emissions (CHG) entro il 2050.

A tal fine, ribadiamo il nostro impegno e il nostro appello affinché tutti i Paesi contribuiscano agli sforzi comuni per accelerare la transizione dai combustibili fossili nei sistemi energetici in modo giusto, ordinato, sostenibile ed equo, accelerando in questo decennio critico per il raggiungimento del Net Zero entro il 2050, in linea con la scienza, e per l’uso di tecnologie a basse e zero emissioni.

Ravvisiamo l’esigenza primaria di accelerare la transizione verso le emissioni zero entro il 2050, garantendo al contempo politiche di diversificazione delle fonti e delle forniture energetiche per affrontare i potenziali rischi per la sicurezza dei sistemi energetici, in modo coerente con i nostri obiettivi climatici e di sostenibilità.

Siamo determinati a promuovere l’efficienza energetica come “primo carburante” e ad accelerare lo sviluppo e la diffusione di energia pulita, sicura e sostenibile, riducendo al contempo la nostra dipendenza dai combustibili fossili. Inoltre, è necessario mettere a punto azioni che facilitino l’accesso all’elettricità e alla cucina pulita (“clean cooking”), accelerino le transizioni energetiche pulite sostenibili, giuste e inclusive nei Paesi emergenti e in via di sviluppo, e permettano di attuare rapidamente i Partenariati per una transizione energetica equa.

Siamo determinati a promuovere un’energia accessibile, affidabile, sostenibile e moderna in Africa. Con questo obiettivo, sotto la Presidenza italiana ci auguriamo di continuare a discutere su come il G7 possa concretamente avanzare e contribuire al progresso industriale dell’Africa e alla sua crescita sostenibile, resiliente e inclusiva.

La connessione tra clima, ambiente ed energia è fondamentale per procedere verso i nostri obiettivi in materia di cambiamenti climatici e ambiente, attuando al contempo transizioni economicamente sostenibili, eque e rapide. Cogliere le opportunità offerte da soluzioni tecnologiche innovative e dall’allineamento dei flussi finanziari globali per sostenere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi e del Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework sarà fondamentale per garantire la prosperità e la sostenibilità ambientale, favorendo al contempo lo sviluppo e la riduzione della povertà, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo.

Sottolineiamo il ruolo del G7 come promotore dello sforzo globale messo in atto dal CMA5 per triplicare la capacità energetica rinnovabile a livello globale e raddoppiare il tasso medio di miglioramento dell’efficienza energetica entro il 2030, tenendo conto delle circostanze nazionali, e accogliamo con favore il consenso di tutte le Parti del CMA5 a contribuire al suo raggiungimento.

Dobbiamo svolgere un ruolo chiave nella definizione di sistemi energetici sicuri, sostenibili e accessibili, garantendo transizioni energetiche pulite giuste e inclusive. Ci impegniamo quindi a compiere passi concreti in aree strategiche. Tra queste, riconosciamo il ruolo chiave delle energie rinnovabili, anche di origine biologica sostenibile, dell’energia nucleare per coloro che scelgono di utilizzarla, compresi i reattori modulari avanzati e di piccole dimensioni, dell’efficienza energetica, della riduzione delle emissioni di metano in linea con il Global Methane Pledge, della de-carbonizzazione industriale, delle tecnologie più innovative come l’idrogeno rinnovabile e a zero emissioni e delle tecnologie di gestione del carbonio.  Perseguiremo catene di approvvigionamento sicure, resilienti, accessibili e sostenibili per i minerali e le materie prime critiche, anche attraverso il Partenariato per la sicurezza dei minerali (PSM) e il Forum PSM, e perseguiremo l’attuazione del Piano in cinque punti per la sicurezza dei minerali critici adottato dai Ministri del clima, dell’energia e dell’ambiente del G7. Sottolineiamo inoltre le opportunità offerte dall’economia circolare, tra cui il riciclo e l’uso efficiente delle risorse, nonché le tecnologie innovative. Investire nell’innovazione dovrebbe aiutarci ad affrontare il tema chiave della riduzione dei gas serra nei settori ad alta emissione e a promuovere lo sviluppo di un’economia circolare.

Incentivare i finanziamenti del settore privato e i meccanismi di finanziamento innovativi rappresenta un passo importante per supportare le transizioni energetiche nei Paesi in via di sviluppo, aumentare le risorse per l’adattamento e la resilienza e consentire azioni di risposta alle perdite e ai danni nei Paesi in via di sviluppo, particolarmente vulnerabili agli effetti negativi dei cambiamenti climatici, in particolare i Piccoli stati insulari in via di sviluppo e i Paesi meno sviluppati.

La transizione verso un’economia a emissioni zero, sostenibile, resiliente al clima e positiva per la natura, priva di inquinamento e circolare, dovrà necessariamente coinvolgere tutti i membri della società, per garantire una transizione giusta e inclusiva, che non lasci indietro nessuno. Le donne, i giovani e le popolazioni indigene tendono a pagare il prezzo più alto dei disastri legati ai cambiamenti climatici. A tal proposito, evidenziamo la necessità di responsabilizzare questi settori della società e di includerli negli sforzi per affrontare i cambiamenti climatici e il degrado ambientale. Pertanto, sottolineiamo l’importanza delle soluzioni di tipo naturalistico. L’inquinamento da materie plastiche è un problema globale che richiede un’attenzione urgente. Attendiamo con ansia un accordo globale ambizioso ed efficace per porre fine all’inquinamento da materie plastiche.

La perdita di biodiversità è una minaccia altrettanto grave. Clima, biodiversità e salute umana sono correlati e interdipendenti. Ricordiamo il nostro impegno ad attuare pienamente e rapidamente il Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework (GBF) e a raggiungere ciascuno dei suoi obiettivi, in quanto piano di riferimento per arrestare e invertire la perdita di biodiversità entro il 2030. Sottolineiamo inoltre il ruolo del G7 nel promuovere l’attuazione dell’impegno globale CMA5 per arrestare e invertire la deforestazione e il degrado forestale entro il 2030.

Lavoreremo per mobilitare i finanziamenti a favore dell’ambiente da tutte le fonti pertinenti e per allineare i flussi finanziari e fiscali, compresa l’assistenza internazionale allo sviluppo, con il GBF. Chiediamo inoltre alle Banche Multilaterali di Sviluppo (MDB) di aumentare e rendicontare i finanziamenti a favore dell’ambiente entro la Conferenza delle Parti della Convenzione sulla diversità biologica. Accogliamo con favore il riconoscimento da parte della Decisione del Global Stocktake dell’importanza della natura per il raggiungimento dell’obiettivo di temperatura definito nell’Accordo di Parigi, anche attraverso l’arresto e l’inversione della deforestazione e del degrado forestale entro il 2030.

Considerato il rischio di una crisi idrica globale e la continua mancanza di accesso universale all’acqua e ai servizi igienico-sanitari, chiediamo una maggiore collaborazione a livello multilaterale in linea con la risoluzione UNEA-6 sull’acqua. Accogliamo con favore la Strategia delle Nazioni Unite per l’acqua e i servizi igienico-sanitari e ci impegniamo ad attuare l’Agenda d’azione per l’acqua come risultato chiave della 2023 UN Water Conference. Chiediamo inoltre la rapida nomina di un inviato delle Nazioni Unite per l’acqua.

  1. Salute globale

La salute globale è un prerequisito per lo sviluppo sostenibile. Sulla base di quanto appreso durante la pandemia COVID-19, continueremo a promuovere la salute globale, consapevoli che le emergenze sanitarie rappresentino una sfida globale che richiede una risposta globale.

Sosteniamo una riforma dell’Architettura Globale della Salute che favorisca un approccio più coordinato, rafforzando la Preparazione, Prevenzione e Risposta alle Pandemie (PPR), compreso il finanziamento sostenibile per il potenziamento delle capacità e per la risposta alle emergenze sanitarie, soprattutto attraverso il Fondo per le Pandemie. Riconosciamo l’importanza e ribadiamo il nostro impegno nel raggiungere un risultato equo e positivo dei negoziati in corso per una nuova convenzione, accordo o altro strumento internazionale dell’OMS sulla PPR delle pandemie e per gli emendamenti al Regolamento Sanitario Internazionale 2005 (IHR 2005) entro maggio 2024. Definire in tempo i negoziati è cruciale per sfruttare l’attenzione politica, rafforzare le future risposte alle pandemie e migliorare l’equità.

Ci impegniamo a raddoppiare gli sforzi per far progredire la copertura sanitaria universale, anche sostenendo i Paesi a ripristinare l’accesso ai servizi sanitari essenziali, e per migliorare i tassi di mortalità pre-pandemici entro il 2025. Riaffermiamo inoltre il nostro impegno a investire in sistemi sanitari resilienti, nella fornitura di servizi di assistenza sanitaria di base e in una forza lavoro sanitaria qualificata – anche attraverso l’Accademia dell’OMS – in quanto strumenti essenziali per recuperare il terreno perduto a causa della pandemia COVID-19 e per promuovere la copertura sanitaria universale come elemento essenziale della preparazione alle pandemie.

Riconosciamo che il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità e l’inquinamento stanno drammaticamente influendo sulla salute globale e sulle minacce di malattie non trasmissibili e infettive. Stiamo quindi affrontando queste sfide in modo coerente e strategico, attraverso l’approccio “One Health” che riconosce la salute delle persone legata alla salute degli animali, delle piante e del nostro ambiente comune.

In questo contesto, ribadiamo che la resistenza antimicrobica è una priorità fondamentale e lavoreremo a stretto contatto per il successo della prossima riunione ad alto livello dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite sulla resistenza agli antimicrobici, che si svolgerà nel settembre 2024.

  1. Uguaglianza di genere

Ribadiamo il nostro impegno a dare un nuovo impulso all’uguaglianza di genere. Richiamiamo la Dichiarazione e la Piattaforma d’azione di Pechino e i documenti finali delle conferenze di revisione e confermiamo la nostra determinazione a realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030.

Riaffermiamo la continua leadership globale del G7 sull’uguaglianza di genere e sulla promozione e protezione dei diritti delle donne e delle ragazze in tutta la loro diversità, nonché delle persone LGBTQIA+. Esprimiamo la nostra forte preoccupazione per il regresso globale dei diritti delle donne, inclusi la salute e i diritti sessuali e riproduttivi, e per l’eccessivo impatto che i conflitti e le crisi hanno su di esse.

L’uguaglianza di genere e l’emancipazione femminile sono un prerequisito fondamentale per sradicare la povertà, stimolare la prosperità e la crescita sostenibile e inclusiva e costruire società pacifiche, eque e inclusive.  Riconosciamo che le attività di assistenza non retribuite e il lavoro domestico rappresentano i principali ostacoli alla piena, equa e significativa partecipazione delle donne e hanno un impatto negativo sull’empowerment economico delle donne, compromettendo la loro capacità di lavorare a tempo pieno o in posizioni di responsabilità.  Riaffermiamo il valore significativo dell’iniziativa della World Bank Invest a supporto dell’assistenza all’infanzia e puntiamo, entro il 2035, a sostenere 200 milioni di donne che entreranno nel mondo del lavoro, investendo così negli sforzi per colmare il divario globale nell’assistenza all’infanzia.

Dobbiamo perseguire l’uguaglianza di genere come priorità trasversale per promuovere e proteggere i diritti di donne e ragazze e dei membri di gruppi minoritari, compresa la loro capacità di esercitare i propri diritti umani, garantendo la libertà da ogni forma di discriminazione e di violenza di genere. Dobbiamo rafforzare la loro sicurezza economica e la loro emancipazione, aumentando e affrontando gli ostacoli alla loro partecipazione e costruendo la loro resilienza contro gli impatti del cambiamento climatico, anche favorendo il loro accesso ai posti di lavoro dei settori verdi e blu, fondamentali per il nostro futuro e per quello del nostro pianeta. Promuoveremo la salute e i diritti sessuali e riproduttivi (SRHR), anche all’Assemblea generale delle Nazioni Unite e al Vertice sul futuro.

Le donne e le ragazze sono eccessivamente colpite da conflitti e crisi che possono acuire le disuguaglianze di genere già esistenti ed esporre donne e ragazze a maggiori rischi di violenza, sfruttamento e discriminazione. Il coinvolgimento di donne e ragazze in tutti i settori legati alla prevenzione, alla gestione e alla risoluzione dei conflitti e alla riduzione del rischio di catastrofi è fondamentale per creare e garantire una pace sostenibile e inclusiva e per affrontare le cause profonde dei conflitti. In linea con la Risoluzione 1325 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e con le successive risoluzioni su “Donne, Pace e Sicurezza” (WPS), sottolineiamo l’importanza della piena, paritaria e significativa partecipazione e leadership delle donne in tutti i processi decisionali politici e nella loro concreta attuazione, attraverso le organizzazioni della società civile femminile, i partner non governativi e in tutti i settori politici, della sicurezza e dello sviluppo. Ribadiamo il nostro impegno a proteggere le donne e le ragazze dalla violenza sessuale e di genere prima, durante e dopo i conflitti, a garantire la responsabilità degli autori e a fornire sostegno e servizi ai sopravvissuti.

  1. Disastri e riduzione del rischio

Ribadiamo il nostro impegno a rafforzare e accelerare l’attuazione del Quadro di Riferimento di Sendai per la Riduzione del Rischio di Disastri e dell’Iniziativa “Allerta precoce per tutti”, intensificando la cooperazione internazionale.

Riconosciamo l’interrelazione delle cause e degli effetti dei disastri, in particolare di quelli indotti dal cambiamento climatico, su diversi aspetti, tra cui la pace e la stabilità, la sicurezza locale, regionale e internazionale, la salute, l’istruzione, la parità di genere e la vulnerabilità. Rinnoviamo il nostro impegno ad agire in anticipo rispetto alle catastrofi, lavorando in modo trasversale sul Nesso Umanitario-Sviluppo-Pace (il Triplo Nesso). Il nostro obiettivo è ridurre i rischi, anticipare e prepararsi ai disastri, ridurre al minimo l’impatto dei disastri sulle comunità e sulle infrastrutture per non ostacolare il progresso dello sviluppo.

Sottolineiamo l’importanza dei risultati della COP28 in termini di operatività dei nuovi accordi di finanziamento per rispondere alle perdite e ai danni, compreso il fondo. Accogliamo con favore gli impegni già assunti nei confronti del fondo e incoraggiamo un ulteriore sostegno, da fornire su base volontaria e da un’ampia varietà di fonti di finanziamento. Questo fa parte del nostro più ampio impegno ad assistere i Paesi in via di sviluppo che sono particolarmente vulnerabili agli effetti negativi del cambiamento climatico.

  1. La governance globale

Ribadiamo l’importanza di mantenere e rafforzare l’ordine internazionale libero e aperto basato sullo stato di diritto, nel rispetto della Carta delle Nazioni Unite, e l’importanza fondamentale della cooperazione internazionale e multilaterale nella promozione della pace, della stabilità e della prosperità. Condividiamo l’ambizione del Segretario Generale delle Nazioni Unite per un multilateralismo inclusivo, interconnesso ed efficace, come delineato nel Rapporto “La nostra agenda comune”. Attendiamo con ansia il Vertice ONU sul futuro come un’opportunità per accelerare questi sforzi, affrontare le sfide globali e accelerare i progressi sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs).

Per ripristinare l’unità di intenti tra gli Stati membri dell’ONU e per rendere la cooperazione internazionale e multilaterale più forte, efficace, inclusiva, democratica, efficiente e trasparente, ci impegniamo a contribuire attivamente al Vertice sul futuro come opportunità per promuovere il dialogo e trovare soluzioni condivise a problemi comuni. I diritti umani, uno dei pilastri fondanti del sistema delle Nazioni Unite, saranno la nostra bussola comune in tutto il Patto per il futuro. Accogliamo con favore l’ultimo rapporto del Segretario Generale delle Nazioni Unite sulla sicurezza umana. Ci impegniamo a lavorare con tutti gli Stati membri dell’ONU per rafforzare il ruolo del Segretario Generale delle Nazioni Unite e dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Ci impegniamo inoltre a riformare il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Riaffermiamo la necessità di rafforzare le istituzioni finanziarie internazionali e sottolineiamo il ruolo delle Banche Multilaterali di Sviluppo (MDB) nella realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), anche in contesti di crisi. Sosteniamo gli sforzi in corso per la riforma delle Banche Multilaterali di Sviluppo (MDB), compresa la roadmap per l’evoluzione del Gruppo Banca Mondiale (WBG), al fine di affrontare meglio le sfide globali. A questo proposito, attendiamo con ansia le riunioni annuali del WBG e del Fondo Monetario Internazionale.

Sottolineiamo il ruolo chiave delle Banche Multilaterali di Sviluppo (MDB) nell’affrontare sfide globali come il cambiamento climatico, le pandemie, la fragilità e i conflitti, che sono fondamentali per raggiungere la riduzione della povertà e uno sviluppo sostenibile che sia inclusivo e resiliente.

  1. Prevenzione e gestione dei conflitti, sostegno alle operazioni di pace delle Nazioni Unite

Rinnoviamo il nostro impegno a rafforzare gli sforzi di costruzione della pace e di prevenzione dei conflitti per affrontare sfide di sicurezza sempre più complesse e interconnesse. Dobbiamo costruire società resilienti, difendere i diritti umani, sostenere il buon governo e investire nelle persone per raggiungere una pace sostenibile. Condanniamo la violenza sessuale e di genere, soprattutto se legata a situazioni di conflitto armato.

Apprezziamo il ruolo delle Nazioni Unite e sosteniamo un approccio integrato alla costruzione e al mantenimento della pace. Sosteniamo la Commissione di Peacebuilding in quanto coordinatore di tutti gli stakeholder e organo consultivo per gli altri organi delle Nazioni Unite e sosteniamo il Fondo per il Peacebuilding come strumento fondamentale per garantire un finanziamento adeguato alla prevenzione dei conflitti e la costruzione della pace.

Ribadiamo che le operazioni di mantenimento della pace e le missioni politiche speciali delle Nazioni Unite sono strumenti preziosi per prevenire l’escalation e il ripetersi dei conflitti e per proteggere i civili laddove è previsto il mandato.

Riaffermiamo inoltre il nostro sostegno generale alla “Nuova agenda per la pace”, all'”Azione per il mantenimento della pace” e all'”Azione per il mantenimento della pace Plus” del Segretario Generale delle Nazioni Unite per riformare e rafforzare tali operazioni, basate sulla prevenzione dei conflitti. Miglioreremo le capacità e lavoreremo per garantire la sicurezza e l’incolumità di coloro che vengono impiegati, ad esempio attraverso il Programma di partenariato triangolare delle Nazioni Unite.

Sottolineiamo l’importanza di rafforzare l’attuazione globale delle agende Donne, Pace e Sicurezza (WPS), Giovani, Pace e Sicurezza (YPS) e Bambini e Conflitti Armati (CAAC).

  1. Un cyberspazio globale resiliente, l’intelligenza artificiale

Ribadiamo il nostro impegno per un cyberspazio aperto, interoperabile, affidabile e sicuro. Apprezziamo molto il ruolo del Cyber Group di Ise-Shima nel definire un terreno comune.

Pur facendo affidamento sulla leadership dei governi e delle organizzazioni internazionali, riconosciamo l’importanza del modello multistakeholder, con il prezioso contributo del settore privato nella promozione dello sviluppo tecnologico, e della società civile nella creazione di una comprensione comune delle minacce e di soluzioni per migliorare la sicurezza informatica.

Poiché la comunità internazionale si trova sempre più spesso di fronte ad attività dirompenti condotte attraverso i sistemi di tecnologia dell’informazione e della comunicazione (TIC), ribadiamo che il diritto internazionale, compreso il diritto umanitario internazionale e il diritto internazionale dei diritti umani, si applica nel cyberspazio. Chiediamo la piena attuazione delle norme esistenti in materia di comportamento responsabile degli Stati nel cyberspazio e incoraggiamo gli Stati ad approfondire la comprensione di come il diritto internazionale si applica al cyberspazio.

Condanniamo le attività informatiche dannose e continueremo a collaborare a livello nazionale e nelle sedi multilaterali per aumentare la responsabilità nel cyberspazio. Aumenteremo la nostra cooperazione contro le attività informatiche pericolose, comprese quelle sponsorizzate dallo Stato. Siamo determinati a proteggere i nostri sistemi democratici e le nostre infrastrutture critiche da minacce informatiche dannose. Esprimiamo la nostra preoccupazione per il crescente numero di attacchi ransomware, in particolare contro ospedali e strutture sanitarie, e a questo proposito ricordiamo le norme relative al comportamento responsabile degli Stati nel cyberspazio, che sottolineano l’impegno degli Stati a non permettere consapevolmente che il loro territorio sia utilizzato per atti illeciti a livello internazionale utilizzando le TIC, e a rispondere alle richieste appropriate per mitigare le attività TIC dannose partite dal loro territorio e dirette alle infrastrutture critiche di un altro Stato.  Accogliamo con favore iniziative internazionali significative, come la Counter Ransomware Initiative e il Pall Mall Process, che contribuiscono ad aumentare la consapevolezza e a migliorare il coordinamento della sorveglianza.

Esortiamo i Paesi a emanare una legislazione in linea con le disposizioni della Convenzione sulla criminalità informatica del Consiglio d’Europa (Convenzione di Budapest) e a impegnarsi nell’adesione al trattato. Esortiamo inoltre i Paesi a utilizzare pienamente la Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale come strumento per combattere la criminalità informatica.

Invitiamo la comunità internazionale a ispirarsi al quadro di comportamento responsabile degli Stati nel cyberspazio per ridurre i rischi per la pace e la stabilità internazionale e rendere il cyberspazio un dominio meno conteso. Sottolineiamo l’importanza delle misure volte a rafforzare la fiducia, la cooperazione internazionale e lo sviluppo delle capacità. Affermiamo il nostro sostegno al “Programma d’azione per incoraggiare il comportamento responsabile degli Stati nell’uso delle TIC nel contesto della sicurezza internazionale”, quale meccanismo permanente e orientato all’azione per tenere discussioni sulla sicurezza informatica alle Nazioni Unite a partire dal 2025.

Ribadiamo il sostegno del G7 alla resilienza informatica dell’Ucraina e accogliamo con favore le iniziative multilaterali volte a fornire assistenza, come il meccanismo di Tallinn.

Continueremo a coordinare e, ove possibile, a unire i nostri sforzi per aiutare i Paesi a migliorare la loro capacità di affrontare le molteplici sfide della sicurezza informatica e della resilienza. Lo scambio di informazioni sui rispettivi progetti nazionali può aiutare a identificare le best practices. Ci ispireremo a un approccio guidato dalla domanda e mireremo a integrare pienamente la cybersicurezza nello sviluppo digitale, come evidenziato dall’Accra Call for Cyber Resilient Development. A tal fine, continueremo a collaborare, ove necessario, con le istituzioni finanziarie internazionali, ad esempio la Banca Mondiale, e con il settore privato.

Le attività informatiche pericolose stanno interrompendo i servizi fondamentali nei Paesi del G7 – tra cui ospedali, aziende energetiche e idriche – e costano alle nostre economie miliardi di dollari di interruzioni. Ci impegniamo ad adottare misure concrete per migliorare la nostra resilienza informatica collettiva.

Considerando il ruolo chiave e complementare svolto dai responsabili politici di alto livello e dalle Agenzie Nazionali per la Cybersecurity nel garantire uno spazio cibernetico sicuro e nel promuovere la collaborazione internazionale a livello politico e tecnico, accogliamo con favore anche il primo incontro a livello di G7, previsto a Roma il 16-17 maggio, siamo decisi a continuare ad analizzare le molteplici applicazioni dell’intelligenza artificiale e di altre tecnologie nuove ed emergenti, in modo da trovare un equilibrio efficace tra gli usi vantaggiosi per le persone e la necessità di mitigare i potenziali impatti negativi in alcuni ambiti, tra cui il cyberspazio. A questo proposito, riconosciamo l’importanza di portare avanti i nostri sforzi per garantire un’IA sicura, protetta e affidabile, centrata sull’uomo e basata sui diritti umani, anche attraverso l’avanzamento dei risultati del Processo di Hiroshima sull’IA, e di promuovere l’interoperabilità tra i quadri di governance dell’IA per sostenere la nostra visione comune.

Poiché le nuove tecnologie stanno definendo il futuro delle nostre società, approviamo la risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite “Cogliere le opportunità di sistemi di intelligenza artificiale sicuri, protetti e affidabili per lo sviluppo sostenibile”, adottata e co-sponsorizzata da 123 Paesi. Ci impegneremo inoltre a fornire contributi al Global Digital Compact, alla revisione del WSIS+20 e al Patto per il futuro delle Nazioni Unite, al fine di proteggere un Internet aperto, libero, sicuro e inclusivo per le generazioni future, governato attraverso processi multilaterali e tutelando la possibilità per tutti di condividere informazioni e comunicare in modo libero e sicuro, assicurandoci che le voci delle generazioni più giovani, delle economie emergenti e dei Paesi in via di sviluppo siano adeguatamente ascoltate.

Riconosciamo il nesso tra IA e cybersecurity e ci impegniamo a contrastare i rischi posti che l’IA potrebbe rappresentare per la cybersecurity. Sottolineiamo inoltre l’importanza di garantire la sicurezza informatica dei sistemi di IA e prendiamo atto della pubblicazione Linee Guida Internazionali per lo Sviluppo Sicuro dei Sistemi di Intelligenza Artificiale.

  1. Contrastare le minacce ibride, tra cui la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri

Gli interventi esterni malevoli, comprese le attività informatiche illecite e la manipolazione delle informazioni e le ingerenze straniere (FIMI), costituiscono una sfida crescente per le società democratiche di tutto il mondo, poiché mettono a repentaglio i valori democratici, i diritti umani, i processi di governo, la stabilità politica e i partenariati internazionali. Tali operazioni puntano a fuorviare e ingannare i nostri cittadini, a interferire nei nostri processi democratici, a destabilizzare i governi e le istituzioni democratiche, a minare i valori condivisi, a creare e sfruttare attriti culturali e sociali, nonché a influenzare negativamente la nostra capacità di condurre la politica estera e di sicurezza. La manipolazione delle informazioni e le ingerenze straniere minacciano di destabilizzare il tessuto stesso del sistema internazionale, basato sulle regole, e vengono esacerbate dallo sfruttamento delle tecnologie emergenti, come l’intelligenza artificiale (IA).

Ci impegniamo ad affrontare il rischio potenziale derivante dall’uso improprio delle nuove tecnologie a fini di disinformazione e il ruolo dell’IA in materia di manipolazione delle informazioni e ingerenze straniere, soprattutto in vista delle prossime elezioni.

L’IA ha le potenzialità per rafforzare la democrazia, favorendo la resilienza, la trasparenza, l’impegno civico e la partecipazione, nonché la fruizione dei servizi e delle informazioni governative. L’IA può tuttavia anche essere utilizzata per indebolire la democrazia, ad esempio attraverso operazioni volte al controllo degli elettori, alla manipolazione delle informazioni e alla limitazione dell’impegno civico. Temiamo che gli Stati autoritari e gli attori non statali possano sfruttare in modo improprio le tecnologie attuali ed emergenti al fine di compromettere la democrazia e la fiducia nelle elezioni e di danneggiare il sistema informativo.

La manipolazione delle informazioni e le ingerenze straniere influiscono negativamente sulla capacità dei cittadini di prendere decisioni razionali e informate, fattore alla base delle istituzioni democratiche, puntando a minare la loro fiducia nei governi e nelle società democratiche. La disinformazione può essere utilizzata per polarizzare la società; spesso sostiene attività estremiste violente ed è alimentata da attori stranieri malevoli. Le campagne di disinformazione online sono ampiamente utilizzate da una serie di attori malevoli per creare o esacerbare le tensioni.

Gli attori statali e non statali adottano sempre più spesso tattiche ibride, anche attraverso i loro agenti. In particolare, la Russia, sin dall’inizio del conflitto contro l’Ucraina, accompagna gli sforzi militari compiuti sul campo di battaglia con tattiche ibride, tra cui i cyber attacchi, la manipolazione dell’informazione e le ingerenze straniere. Condanniamo l’uso diffuso della FIMI e dell’IA da parte del governo russo e dei suoi agenti per sostenere la guerra di aggressione contro l’Ucraina e alimentare ulteriori tensioni a livello globale. Forti della nostra volontà di promuovere la resilienza dei sistemi informativi, incrementeremo il livello di coordinamento per stabilire un quadro operativo comune e sviluppare risposte condivise alla manipolazione delle informazioni. Per combattere la manipolazione delle informazioni e le ingerenze straniere e promuovere l’integrità del sistema informativo è necessario un impegno che coinvolga tutta la società e tutti i governi.

Ci impegniamo a proteggere il nostro ambiente informativo e i valori democratici da qualsiasi tentativo di manipolazione da parte di attori stranieri. Ci impegniamo a sostenere la libertà e l’indipendenza dei mezzi di comunicazione sia a livello nazionale che internazionale e a promuovere il pluralismo e la libertà di espressione. Insieme, puntiamo a rafforzare la consapevolezza e la resistenza dell’opinione pubblica nei confronti della manipolazione delle informazioni e delle ingerenze straniere promuovendo l’educazione, tra cui iniziative di alfabetizzazione digitale, mediatica e informativa, e campagne di sensibilizzazione che affrontino anche la disinformazione di genere.

Intendiamo intensificare lo sforzo coordinato volto a prevenire, individuare, rispondere e mitigare al meglio le minacce legate alla manipolazione delle informazioni e alle ingerenze straniere, in modo da contrastare tempestivamente l’impatto delle minacce ibride. Dato che nel 2024 miliardi di cittadini in tutto il mondo si recheranno alle urne, la tutela di elezioni eque e libere da interferenze straniere riveste un ruolo centrale nell’agenda del G7.

Chiediamo inoltre alle società tecnologiche, in particolare alle piattaforme social, di intensificare le iniziative di prevenzione e contrasto alle campagne di manipolazione delle informazioni e alle ingerenze straniere e di ridurre l’eventuale ricorso improprio all’IA per tale scopo, anche attraverso una maggiore trasparenza.

Attraverso il Meccanismo di risposta rapida (RRM) del G7 stiamo migliorando il coordinamento tra stati al fine di identificare e rispondere alle diverse e mutevoli minacce alle nostre democrazie. Siamo determinati a intensificare gli sforzi tesi a proteggere i nostri sistemi democratici e le società aperte dalla manipolazione delle informazioni e dalle ingerenze straniere, anche attraverso la condivisione di informazioni e di analisi e l’individuazione di opportunità per una risposta coordinata.

  1. Repressione digitale e transnazionale

Le nuove tecnologie di sorveglianza, tra cui l’intelligenza artificiale e i programmi di spionaggio commerciali, consentono ai governi stranieri e ai loro agenti di monitorare, tracciare e colpire in modo più efficace e invasivo gli individui. Siamo impegnati a contrastare il ricorso improprio alla tecnologia contro i difensori dei diritti umani, i giornalisti, i presunti oppositori politici e altri membri della società civile.

La repressione transnazionale (TNR), che consiste nell’attraversare i confini degli Stati per intimidire, mettere a tacere, attaccare e/o uccidere dissidenti, attivisti per i diritti umani e coloro che esercitano pacificamente i propri diritti umani e libertà fondamentali, ha un impatto negativo sulla libertà di parola, sulla libertà di espressione e su altre libertà fondamentali. Costituisce una delle manifestazioni più dannose esercitate da governi autoritari che mirano a esportare forme di governo repressive a livello extraterritoriale. Condanniamo fermamente questo tipo di attacchi ai danni di attivisti, critici e giornalisti.

  1. Controllo degli armamenti, disarmo e non proliferazione, spazio extra-atmosferico

Rimaniamo fermamente impegnati a sostenere l’architettura internazionale di non proliferazione e disarmo. Desideriamo che gli sforzi in materia di disarmo e non proliferazione proseguano e si rafforzino al fine di creare un mondo più sicuro, stabile e protetto. Condividiamo la dichiarazione del Gruppo dei Direttori del G7 per la non proliferazione.

Nutriamo grande preoccupazione per la continua guerra di aggressione condotta dalla Russia contro l’Ucraina e per la retorica e le azioni irresponsabili sul nucleare, nonché per il continuo sviluppo dei programmi nucleari e di missili balistici da parte di Corea del Nord e Iran. Questi sviluppi rappresentano una grave minaccia per la pace e la sicurezza internazionale e richiedono da parte nostra un’azione unitaria in difesa dei regimi globali di disarmo e non proliferazione.

Nel ricordare la Visione di Hiroshima dei leader del G7 sul disarmo nucleare, rinnoviamo il nostro impegno nei confronti dell’obiettivo finale di vivere in un mondo senza armi nucleari e con una sicurezza illimitata per tutti, raggiungibile attraverso un approccio realistico, pragmatico e responsabile.

A questo scopo, rimaniamo intenzionati a rafforzare il Trattato di non proliferazione nucleare (TNP) e a promuoverne l’attuazione attraverso tutti e tre i pilastri su cui si fonda, che si rinforzano reciprocamente. Ribadiamo la centralità del TNP quale pietra angolare del regime di non proliferazione nucleare e base per il perseguimento del disarmo nucleare e degli usi pacifici della tecnologia nucleare.

Sottolineiamo l’urgente necessità di far entrare in vigore il Trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari (CTBT) e di fornire risorse sufficienti a garantire il funzionamento continuo e la sostenibilità a lungo termine di tutti gli elementi del sistema di verifica del CTBT. Nell’attesa che il Trattato entri in vigore, invitiamo tutti gli Stati che non l’hanno ancora fatto a introdurre nuove moratorie, o a mantenere in vigore quelle esistenti, sui test nucleari o su qualsiasi altra esplosione nucleare. Esprimiamo profondo rammarico di fronte alla revoca da parte della Russia della ratifica del Trattato e siamo gravemente preoccupati per le dichiarazioni russe in merito agli esperimenti con esplosivi nucleari. Esortiamo Mosca a mantenere la moratoria sui test nucleari.

Chiediamo l’immediato avvio dei negoziati, da tempo attesi, per un trattato sulla messa al bando della produzione di materiale fissile per armi nucleari o altri ordigni esplosivi nucleari (FMCT), esortando al contempo tutti gli Stati che non l’hanno ancora fatto a definire e rispettare moratorie volontarie sulla produzione di tale materiale.

Rispettiamo i più elevati standard di sicurezza e non proliferazione nucleare. Sottolineiamo il ruolo cruciale svolto dall’AIEA nel sostenere l’architettura internazionale di non proliferazione, nel rafforzare la sicurezza nucleare e le misure di salvaguardia e nel promuovere gli usi pacifici della tecnologia nucleare a beneficio di tutti gli Stati membri. Ricordiamo l’impegno dei leader del G7 ad esaminare le misure per ridurre la dipendenza da beni ad uso civile connessi al nucleare provenienti dalla Russia e ad assistere i Paesi che cercano di diversificare le loro forniture. Sosteniamo il metodo sicuro, trasparente e basato sulla scienza adottato dal Giappone per gestire in modo responsabile lo smaltimento delle acque trattate dal sistema di filtraggio Advanced Liquid Processing System e per coordinarsi in modo proattivo con scienziati, partner e con l’AIEA.

Il G7 si impegna a collaborare con tutti gli Stati per individuare e attuare ulteriori misure volte a ridurre al minimo il rischio di utilizzo di armi nucleari e a rafforzare il controllo degli armamenti. Ricordiamo la Dichiarazione congiunta dei leader dei cinque Stati dotati di armi nucleari, rilasciata il 3 gennaio 2022, sulla prevenzione della guerra nucleare e la lotta alla corsa agli armamenti, per ribadire che una guerra nucleare non può essere vinta e non deve mai essere combattuta. Esortiamo la Russia a impegnarsi, con parole e fatti, a rispettare i principi sanciti in tale dichiarazione. Accogliamo con favore la trasparenza con cui gli Stati del G7 dotati di armi nucleari hanno fornito informazioni sulle proprie forze nucleari e sulle dimensioni oggettive dei loro arsenali nucleari. Invitiamo gli Stati che non l’hanno ancora fatto a seguirne l’esempio.

Ribadiamo il nostro profondo rammarico per la presunta sospensione del Trattato New START da parte della Russia, che esortiamo a tornare ad applicare il Trattato nella sua interezza e a impegnarsi con gli Stati Uniti per ridurre i rischi nucleari. Siamo inoltre preoccupati per la continua e rapida espansione degli arsenali nucleari cinesi e per lo sviluppo di sistemi di lancio sempre più sofisticati, effettuati in assenza di trasparenza, che comprende la fornitura di dati e dimensioni oggettive relativi agli arsenali nucleari, o di misure volte al controllo degli armamenti e alla riduzione dei rischi adottate in buona fede. Il G7 esorta la Cina ad avviare trattative per la riduzione del rischio strategico con gli Stati Uniti al fine di promuovere la stabilità attraverso una maggiore trasparenza delle politiche, dei piani e delle capacità della Cina in materia di armi nucleari.

Sottolineiamo l’importanza dell’educazione al disarmo e alla non proliferazione, incoraggiando altri leader, i giovani e chiunque altro a visitare Hiroshima e Nagasaki. Riconosciamo il ruolo fondamentale svolto dal controllo degli armamenti convenzionali, dalle misure di rafforzamento della fiducia e dalla riduzione del rischio regionale nel ridurre il rischio di escalation armata o di errori di calcolo, nel migliorare la fiducia e la trasparenza e nel promuovere la stabilità strategica tra gli Stati.

Le armi convenzionali continuano a essere utilizzate per la coercizione regionale, per accrescere le tensioni internazionali e in atti di aggressione militare che hanno provocato un numero smisurato di vittime tra la popolazione civile.  Per questo motivo è necessario attuare con urgenza accordi e impegni per il controllo delle armi convenzionali e il disarmo che tengano conto dei fattori umanitari.

Nel ribadire il nostro forte impegno a favore di un’efficace azione multilaterale contro la proliferazione di tutte le armi di distruzione di massa e dei relativi vettori, sottolineiamo il bisogno di universalizzare e attuare pienamente la Convenzione sulle armi chimiche (CAC) e la Convenzione sulle armi biologiche e tossiniche (BTWC).

Cercheremo attivamente di far progredire gli sforzi del gruppo di lavoro sul rafforzamento della BTWC al fine di esaminare e sviluppare misure concrete per migliorare l’attuazione della Convenzione.

Riconosciamo che affrontare le minacce biologiche a livello mondiale sia una priorità assoluta. A fronte di una tecnologia in rapido progresso e di rischi biologici sempre più elevati, è fondamentale assicurarsi che la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione in campo biologico siano condotti in modo sicuro, protetto, responsabile, trasparente e sostenibile. Rafforzare le disposizioni nazionali, coinvolgere le organizzazioni internazionali, il mondo accademico e il settore privato rimane di primaria importanza per promuovere e stabilire misure normative efficaci in materia di biosicurezza e bioprotezione in ambito scientifico e sanitario.

Ribadiamo quanto sia importante affrontare le sfide della biosicurezza nel continente africano, aumentare la preparazione e potenziare la comunità scientifica africana, coinvolgendo donne e giovani. Riconosciamo gli importanti progressi compiuti attraverso la Signature Initiative to Mitigate Biological Threats in Africa (SIMBA), un’iniziativa faro del Partenariato globale contro la diffusione di armi e materiali di distruzione di massa guidato dal G7, per rafforzare le capacità di biosicurezza e bioprotezione, i quadri nazionali, il monitoraggio e l’intelligence sulle epidemie e la non proliferazione in Africa.

Nell’ambito di questo sforzo generale, lavoreremo insieme al G7, al Partenariato Globale contro la diffusione di armi e materiali di distruzione di massa guidato dal G7, alla BTWC, all’OMS e ad altri forum internazionali competenti per innalzare il livello globale di bioprotezione e biosicurezza.

Ci impegniamo a mantenere e aggiornare i controlli sulle esportazioni di materiali, tecnologie e ricerche che potrebbero essere utilizzati per sviluppare armi di distruzione di massa e i relativi vettori, anche attraverso regimi multilaterali di controllo delle esportazioni e la cooperazione con tutti gli attori internazionali responsabili.

Ribadiamo il ruolo chiave del Partenariato globale del G7 nell’affrontare le minacce poste dalla proliferazione delle armi di distruzione di massa e dei materiali CBRN e nel sostenere i Paesi vulnerabili di tutto il mondo affinché sviluppino le capacità necessarie per mitigare al meglio ogni tipo di minaccia CBRN. Accogliamo con favore il lancio della nuova iniziativa del Partenariato globale per contrastare la disinformazione sulle armi di distruzione di massa.

In collaborazione con i nostri partner, continueremo a valutare i rischi posti dalle esportazioni di tecnologie a duplice uso, sempre più avanzate. Ove necessario e in base ai nostri rispettivi quadri giuridici, coopereremo e promuoveremo gli sforzi per attuare controlli sulle esportazioni al fine di fronteggiare i rischi per la sicurezza internazionale.

Nel 2024 celebreremo il decimo anniversario del Partenariato internazionale per la verifica del disarmo nucleare (IPNDV), a cui partecipano tutti i membri del G7. Lo sviluppo di processi e tecnologie realistici da parte dell’IPNDV contribuirà a garantire che i futuri accordi prevedano solide disposizioni di verifica.

I servizi, i dati e le attività legate allo spazio sono sempre più fondamentali per il funzionamento delle nostre economie e per l’attuazione delle politiche pubbliche per il benessere dei nostri cittadini. Tuttavia, assistiamo a livello globale a un’intensificazione delle minacce e allo sviluppo di capacità volte a ostacolare l’uso pacifico dello spazio.

Ribadiamo l’importanza di sostenere il quadro giuridico esistente per le attività nello spazio extra-atmosferico, in particolare il Trattato sui principi che governano le attività degli Stati in materia di esplorazione ed utilizzazione dello spazio extra-atmosferico, compresa la Luna ed altri corpi celesti (il “Trattato sullo spazio extra-atmosferico”). Rimaniamo impegnati a promuovere la cooperazione internazionale, la trasparenza e le misure volte a rafforzare la fiducia per promuovere un comportamento responsabile con l’obiettivo di migliorare la sicurezza spaziale per tutti gli Stati. Al contempo, resteremo vigili e investiremo nella resilienza dei servizi spaziali contro le attività potenzialmente ostili.

Ribadiamo l’obbligo per tutti gli Stati firmatari di rispettare pienamente il Trattato sullo spazio extra-atmosferico, compreso il divieto di mettere in orbita intorno alla Terra oggetti che trasportino armi nucleari o qualsiasi altro tipo di arma di distruzione di massa.

  1. Contrasto al terrorismo e alla criminalità transnazionale

Condanniamo il terrorismo in tutte le sue forme e ribadiamo la nostra determinazione a proteggere la libertà e la sicurezza delle nostre società, sostenendo la democrazia, lo Stato di diritto, il rispetto dei diritti umani, compreso il diritto di essere liberi da interferenze arbitrarie o illegali nella vita privata, la libertà di espressione e la libertà di religione o di credo.

Le reti terroristiche non conoscono confini e la lotta al terrorismo richiede un forte approccio collettivo e condiviso a livello internazionale che comprenda la lotta al finanziamento del terrorismo e alla propaganda terroristica. Dobbiamo riconoscere e affrontare le nuove minacce derivanti dall’uso da parte di attori malevoli di tecnologie emergenti, come i droni e l’intelligenza artificiale, oltre al rischio di attacchi chimici, biologici e radiologici che rimangono una seria minaccia. Va riconosciuto anche il potenziale uso delle tecnologie per contrastare il terrorismo e l’estremismo violento.

La lotta al terrorismo richiede un approccio olistico, volto anche a prevenire l’estremismo violento. È indispensabile prevenire la radicalizzazione alla violenza online e offline, sia in carcere che nelle società, attraverso il lavoro con la società civile, le organizzazioni guidate dalle donne, i leader locali e le comunità. Dovremmo lavorare per promuovere la riabilitazione e il reinserimento degli ex terroristi, al fine di reinserirli nella società con un rischio ridotto di recidiva. Intendiamo rafforzare la condivisione delle informazioni e la cooperazione internazionale, promuovendo lo sviluppo di capacità a livello nazionale e con i partner, anche per quanto riguarda la gestione delle frontiere. Tutti i nostri sforzi si basano sul rispetto dei diritti umani e dei principi dello Stato di diritto.

Anche la criminalità organizzata rappresenta una grave minaccia per le nostre società e i nostri cittadini e non conosce confini. La criminalità organizzata può trarre vantaggio dall’insicurezza, dall’instabilità e dai conflitti causati dal terrorismo e può anche essere un mezzo con cui i gruppi terroristici sostengono le loro attività. Anche il terrorismo può fare leva sulla criminalità organizzata. Il traffico di esseri umani, il contrabbando di armi, il traffico di droga, i reati contro l’ambiente, il traffico di beni culturali, il riciclaggio di denaro e la corruzione possono trovare un terreno fertile quando si sfruttano guerre e conflitti. Il rafforzamento delle capacità in materia di giustizia e sicurezza per contrastare l’economia illecita può contribuire a promuovere società inclusive e pacifiche.

Ribadiamo il nostro impegno a combattere la criminalità organizzata e i suoi profitti illeciti, concentrandoci su nuovi rischi quali la criminalità informatica. La tratta di persone e il traffico di migranti sono diventati, così come il traffico di droga, le principali fonti di reddito della criminalità organizzata. Siamo fermamente impegnati a porre fine allo sfruttamento criminale di soggetti vulnerabili e ad abbattere il modello di business dei gruppi criminali organizzati.

Ribadiamo inoltre il nostro impegno a combattere la produzione e la distribuzione illecita di droghe sintetiche, tra cui il fentanyl. Il traffico illecito di fentanyl e altre droghe sintetiche alimenta le grandi organizzazioni criminali transnazionali, caratterizzate da flessibilità e resilienza, che operano in tutto il mondo con i mezzi finanziari e gli strumenti per corrompere la società, minare la governance e indebolire le istituzioni governative in tutto il mondo. Insieme, riaffermiamo il nostro impegno a contrastare la produzione, la distribuzione e la vendita di stupefacenti illeciti; a condividere le informazioni sulle minacce esistenti e a impegnarci in indagini congiunte e in azioni di contrasto; a schedare i precursori chimici e le altre droghe, in conformità con le raccomandazioni delle Nazioni Unite e di altri organismi internazionali; a coordinare congiuntamente gli sforzi con i principali partner internazionali, in particolare con i Paesi in cui vengono prodotte le droghe sintetiche; a partecipare a forum multilaterali, come la Coalizione globale contro le minacce delle droghe sintetiche, che uniscono i Paesi e le istituzioni chiave nella lotta contro il flagello delle droghe letali; nonché a promuovere interventi e servizi di salute pubblica per coloro che ne hanno bisogno.  Individualmente e collettivamente, reprimeremo le reti criminali globali che alimentano i decessi per overdose, interromperemo i meccanismi finanziari illeciti che sostengono queste reti, sequestreremo le droghe mortali prima che entrino nelle nostre comunità e forniremo farmaci e cure salvavita. Siamo pronti a collaborare con altri governi per affrontare queste sfide transnazionali e a sostenere la Coalizione globale per affrontare le minacce delle droghe sintetiche.

Accogliamo con favore il prezioso contributo del Gruppo G7 Roma-Lione in materia di prevenzione e lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata transnazionale.

  1. Lotta alla corruzione

Siamo consapevoli che la corruzione e i relativi finanziamenti illeciti e proventi del crimine sottraggono risorse pubbliche, alimentano spesso la criminalità organizzata e minano la governance democratica. La corruzione e la finanza illecita minano anche i progressi di tutti gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

Ribadiamo il ruolo fondamentale che la Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione (CNUC) e i suoi organi di supporto svolgono nella lotta globale alla corruzione. Ci impegneremo a sostenere ulteriormente e a migliorare l’efficacia del suo meccanismo di revisione dell’attuazione, soprattutto in vista della prossima fase di revisione.

Ribadiamo inoltre il nostro impegno ad attuare tempestivamente ed efficacemente gli standard del GAFI in materia di trasparenza della titolarità effettiva delle persone giuridiche e degli istituti giuridici, sottolineando l’importanza di strumenti di responsabilità che impediscano ai soggetti corrotti di accedere ai nostri territori e ai nostri sistemi finanziari.

Riconosciamo inoltre le sfide affrontate da alcuni Paesi in via di sviluppo nel rispettare gli standard internazionali volti a combattere la corruzione e la finanza illecita, e incoraggiamo le istituzioni finanziarie internazionali a coordinare e aumentare i loro sforzi per sostenere i Paesi nelle loro attività, in particolare i Paesi fragili e colpiti da conflitti.

  1. Minacce alla sicurezza marittima

Rinnoviamo il nostro impegno a promuovere un sistema cooperativo di governance internazionale per gli oceani e i mari e a mantenere l’ordine marittimo basato sulle regole del diritto internazionale, in particolare la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS) e i principi di integrità territoriale, sovranità, risoluzione pacifica delle controversie, nonché le libertà fondamentali e i diritti umani. In questo contesto, riconosciamo il ruolo fondamentale delle corti e dei tribunali internazionali, compreso il Tribunale internazionale del diritto del mare.

Ribadiamo con fermezza di condannare gli atti di pirateria e le rapine a mano armata in mare, il terrorismo e la criminalità organizzata transnazionale nel settore marittimo, il traffico di esseri umani, il contrabbando di migranti, il traffico di armi e stupefacenti, la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN) e tutte le altre attività marittime illegali. Ribadiamo l’importanza della titolarità nazionale e regionale nel perseguire la lotta contro le attività illegali in mare.

 

VI. AFFRONTARE LE QUESTIONI REGIONALI

  1. Balcani occidentali

Riconfermiamo il nostro impegno comune a favore della sicurezza, della prosperità economica e della prospettiva europea dei sei Paesi dei Balcani occidentali come investimento cruciale per la pace e la stabilità. Sottolineiamo l’importanza di portare avanti le necessarie riforme interne, in particolare per quanto riguarda lo stato di diritto, compresa la lotta alla criminalità organizzata, alla finanza illecita e alla corruzione.

Sosteniamo pienamente ogni ulteriore progresso in materia di cooperazione e integrazione regionale, anche attraverso l’attuazione del Mercato Regionale Comune, e incoraggiamo le élite politiche locali a compiere progressi decisivi in materia di riconciliazione regionale. A tal fine, invitiamo il Kosovo e la Serbia ad attuare senza ulteriori indugi l’Accordo sul percorso di normalizzazione e il relativo Allegato di attuazione adottati nel 2023. Esortiamo entrambe le parti a impegnarsi in modo costruttivo nell’ambito del dialogo facilitato dall’UE, astenendosi da provocazioni, retorica incendiaria e azioni non coordinate.

Respingiamo fermamente qualsiasi tentativo da parte di attori interni o esterni di minare la sovranità, l’integrità territoriale e il carattere multietnico della Bosnia-Erzegovina. Sosteniamo pienamente il mandato esecutivo dell’operazione EUFOR ALTHEA per sostenere le autorità della Bosnia-Erzegovina nel mantenere un clima di sicurezza nel Paese.

Esortiamo tutte le parti in Bosnia-Erzegovina a mettere da parte la retorica divisiva e incendiaria, a evitare qualsiasi atto che possa destabilizzare il Paese e a concentrarsi sulle riforme interne che avvicinerebbero il Paese alla realizzazione delle sue aspirazioni euro-atlantiche. Accogliamo con favore la decisione del Consiglio europeo di avviare, nel marzo 2024, i negoziati per l’adesione della Bosnia-Erzegovina all’Unione europea. Sosteniamo il mandato dell’Alto rappresentante Christian Schmidt.

  1. Caucaso meridionale

Esortiamo l’Armenia e l’Azerbaigian a rimanere pienamente impegnati nel processo di pace per raggiungere una pace dignitosa e duratura basata su principi quali il non ricorso alla forza, il rispetto della sovranità, l’inviolabilità dei confini e l’integrità territoriale. Richiamiamo la dichiarazione congiunta rilasciata dalle parti il 7 dicembre 2023 e le incoraggiamo a mantenere questo spirito di cooperazione nelle loro future interazioni. Un’ulteriore escalation sarebbe inaccettabile.

Invitiamo l’Azerbaigian a rispettare pienamente gli obblighi previsti dal diritto umanitario internazionale e incoraggiamo misure appropriate per garantire il rimpatrio sicuro, dignitoso e sostenibile dei rifugiati e degli sfollati che desiderano tornare alle loro case.

Il G7 e i suoi membri sono pronti a facilitare ulteriori contatti costruttivi a tutti i livelli, in particolare nell’ambito dei quadri negoziali stabiliti dall’UE e dagli USA, di cui lodiamo gli sforzi costanti.

Ribadiamo la necessità di rispettare la Dichiarazione di Alma Ata del 1991, con la quale l’Armenia e l’Azerbaigian si riconoscono reciprocamente l’integrità territoriale e la sovranità. Incoraggiamo una maggiore cooperazione regionale e la riapertura di tutti i confini, compreso quello tra Armenia e Turchia.

  1. Paesi dell’Asia centrale

Restiamo fermi nel sostenere la sovranità, l’indipendenza, l’integrità territoriale e il diritto all’autodeterminazione dei Paesi dell’Asia centrale.

Ci impegniamo a rafforzare la nostra cooperazione con i Paesi dell’Asia centrale per affrontare le sfide regionali, tra cui le conseguenze dell’aggressione russa all’Ucraina e il perdurante impatto della situazione in Afghanistan, la minaccia terroristica regionale, nonché la gestione delle risorse idriche e dei cambiamenti climatici e la promozione dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

Incoraggiamo un ulteriore rafforzamento della cooperazione regionale, in particolare nel campo della connettività e delle infrastrutture, compreso il Corridoio di Mezzo, per facilitare gli scambi tra i Paesi dell’Asia Centrale, rafforzare le catene di approvvigionamento globali, promuovere il commercio, creare collegamenti per gli investimenti e l’energia, fornire una diversificazione economica e aumentare la resilienza, sostenendo al contempo i diritti del lavoro e la protezione dell’ambiente.

Continueremo a sostenere l’attuazione delle riforme socio-economiche e politiche annunciate nei Paesi dell’Asia centrale. Sosteniamo lo sviluppo della partecipazione civica e politica in tutta la regione, il rafforzamento dello Stato di diritto e la salvaguardia dei diritti umani.

  1.  Afghanistan

Continuiamo a sostenere il popolo afghano. Condanniamo le continue e sistematiche violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali perpetrate dai Talebani, in particolare dei diritti politici, economici e sociali di donne e ragazze, nonché dei diritti dei membri delle minoranze etniche e religiose. Ci rammarichiamo profondamente del fatto che i Talebani non abbiano fatto alcun passo concreto per avviare un processo politico inclusivo con gli afghani sul futuro del Paese. La pace e la stabilità in Afghanistan richiederanno l’instaurazione di un processo politico inclusivo e rappresentativo che permetta all’Afghanistan di adempiere ai suoi obblighi internazionali e che includa la piena, equa, sicura e significativa partecipazione delle donne afghane, sostenendo i diritti umani e le libertà fondamentali.

Intendiamo rimanere vigili per evitare il rischio che l’Afghanistan funga da base in cui ospitare o esportare il terrorismo in altri Paesi.

Occorre garantire una partenza sicura a tutti gli afghani che desiderano lasciare il Paese, nonché l’accesso umanitario e la possibilità di fornire efficacemente aiuti umanitari.

Sosteniamo il mandato del Rappresentante speciale del Segretario Generale, della Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (UNAMA) e del Relatore speciale sulla situazione dei diritti umani in Afghanistan.

Ci impegniamo a nominare tempestivamente un inviato speciale delle Nazioni Unite, conformemente alle raccomandazioni della valutazione indipendente dell’ONU e come previsto dalla risoluzione 2721 del Consiglio di Sicurezza.

VII. COOPERAZIONE CON AMERICA LATINA E CARAIBI

Una più forte cooperazione con i Paesi dell’America Latina e i Caraibi è di fondamentale importanza, visti i valori e gli interessi comuni che ci legano. Ci impegniamo a collaborare ulteriormente con la regione per affrontare le sfide globali, anche proteggendo il sistema internazionale basato sulla cooperazione e sul diritto internazionale, affrontando i disastri naturali e i cambiamenti climatici, contrastando la criminalità organizzata transnazionale e promuovendo il commercio e gli investimenti volti a migliorare la resilienza socio-economica.

  1. Haiti

Esprimiamo la nostra solidarietà alla popolazione di Haiti, sottoposta a livelli di violenza senza precedenti ad opera di bande criminali. Ribadiamo il nostro sostegno ai continui sforzi internazionali volti a rafforzare le istituzioni pubbliche e le forze dell’ordine, nonché a combattere le bande criminali, le cui attività illegali hanno portato a un netto deterioramento della sicurezza e della situazione umanitaria del Paese.

Incoraggiamo la comunità internazionale a rafforzare il sostegno umanitario alla popolazione haitiana. Sottolineiamo l’urgente necessità di proteggere le donne e i bambini di Haiti, che stanno soffrendo in modo smisurato a causa della recente e rapida escalation di violenza.

Accogliamo con favore la risoluzione 2699 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che autorizza il dispiegamento di una missione multinazionale di supporto alla sicurezza (MSS), in stretta cooperazione e coordinamento con il governo di Haiti, volta a sostenere gli sforzi della polizia nazionale haitiana per ristabilire la sicurezza nel Paese e creare condizioni favorevoli allo svolgimento di elezioni libere ed eque. Lodiamo il governo del Kenya per la sua disponibilità a guidare la missione. Occorre compiere ogni sforzo per fornire rapidamente un solido sostegno finanziario alla missione, in modo che possa dispiegarsi il prima possibile. La popolazione di Haiti non può aspettare.

Accogliamo con favore anche la risoluzione 2700 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che proroga di un anno il regime di sanzioni per Haiti. Tale regime promuove la responsabilità estendendo l’embargo territoriale sulle armi e la capacità di sanzionare individui ed entità responsabili o complici di azioni che minacciano la pace e la sicurezza ad Haiti.

Lodiamo l’esito del Vertice CARICOM tenutosi a Kingston, in Giamaica, l’11 marzo e l’impegno assunto dalle parti haitiane per l’attuazione di un accordo di governance transitoria inclusivo.

Sosteniamo gli sforzi in atto da parte dell’Ufficio integrato delle Nazioni Unite ad Haiti e invitiamo gli attori politici a colmare le loro differenze e a impegnarsi in un dialogo nazionale lungimirante, trasparente ed equo, indispensabile alla stabilizzazione del Paese.

Ribadiamo quanto sia importante che il processo per trovare soluzioni durature all’attuale crisi umanitaria e di sicurezza sia guidato e gestito dagli haitiani.

  1. Nicaragua

Chiediamo al governo del Nicaragua di porre fine alle violazioni dei diritti umani, alla repressione diffusa e alle relative violazioni e abusi contro la società civile, i popoli indigeni, gli accademici, gli studenti, la stampa indipendente e gli attori politici e religiosi.

Esortiamo le autorità a rilasciare immediatamente e senza condizioni tutti i prigionieri politici e a rispettare i propri obblighi internazionali. Condanniamo la chiusura delle OSC e gli attacchi sistematici alle istituzioni e alle organizzazioni religiose, tra cui la Chiesa cattolica e i suoi ministri, molti dei quali sono stati arrestati e successivamente esiliati, insieme a centinaia di attori politici e membri della società civile, ai quali è stata tolta la cittadinanza. Chiediamo al Governo di ripristinare la loro cittadinanza in base alle convenzioni internazionali.

Chiediamo inoltre al governo nicaraguense di tenere elezioni libere ed eque, consentendo ai membri dell’opposizione di esercitare i loro diritti alla libertà di riunione e di parola.

  1. Venezuela

Siamo profondamente preoccupati per la crisi politica, economica e umanitaria attualmente in corso in Venezuela. Chiediamo che il Venezuela implementi rapidamente gli Accordi di Barbados dell’ottobre 2023, con particolare riguardo alle garanzie elettorali e all’invio di missioni internazionali di osservazione elettorale, al fine di assicurare elezioni libere ed eque.

Siamo profondamente preoccupati per le recenti decisioni adottate per impedire ai membri dell’opposizione di esercitare i propri diritti politici fondamentali e per le continue detenzioni e vessazioni nei confronti dei membri dell’opposizione. Chiediamo l’immediato rilascio dei prigionieri politici ancora detenuti.

Seguiamo da vicino gli sviluppi tra Venezuela e Guyana sulla regione dell’Essequibo e chiediamo al Venezuela di astenersi da iniziative destabilizzanti. La questione deve essere risolta nel rispetto del diritto internazionale.

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