Il Piano Mattei, sotto il profilo del suo “apparato di sostegno finanziario”, è strettamente legato al più ampio contesto della “cooperazione internazionale allo sviluppo”.
Il sistema di cooperazione internazionale italiano, istituito dalla Legge 125/2014 (Disciplina generale sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo), include molteplici stakeholder pubblici e privati con competenze e ruoli complementari tra loro.
Gli stakeholder del sistema italiano della cooperazione sono rappresentati nel Consiglio Nazionale per la Cooperazione allo Sviluppo (CNCS).
All’interno di questo novero di attori, la Legge 125/2014 si focalizza in particolare su quattro soggetti:
- il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), che definisce le priorità politiche della cooperazione italiana e ne assicura il coordinamento delle iniziative;
- il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), che mette a disposizione risorse pubbliche attraverso il Fondo Rotativo per la Cooperazione allo Sviluppo (FRCS); tale fondo ha una dotazione di 5,2 miliardi di euro ed è dedicato a fornire crediti concessionali a enti sovrani dei Paesi partner e, in prospettiva, una volta completato il quadro normativo di riferimento, anche al settore privato;
- l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), responsabile dell’attuazione tecnica dei programmi della cooperazione italiana attraverso l’esecuzione e il monitoraggio delle attività sul territorio nei Paesi partner; l’AICS si avvale di contributi a fondo perduto derivanti da risorse pubbliche;
- Cassa Depositi e Prestiti (CDP), che la Legge 125/2014 ha autorizzato ad assolvere i compiti di Istituzione Finanziaria italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. In questa veste, CDP svolge due principali ruoli:
- gestore di risorse pubbliche nazionali, europee o internazionali, anche a dono, destinate a finalità di cooperazione internazionale allo sviluppo. In particolare, CDP gestisce il FRCS per conto del MEF e secondo le decisioni di impiego definite dal MAECI, ed è accreditata presso la Commissione Europea e il Green Climate Fund;
- finanziatore con risorse proprie di iniziative rispondenti a finalità di cooperazione internazionale e di finanza per lo sviluppo, nel limite di 1 miliardo di euro l’anno. Le suddette iniziative possono essere orientate sia verso il settore pubblico, sia verso quello privato dei Paesi partner, e possono essere svolte anche in regime di cofinanziamento con soggetti privati, pubblici o internazionali.
Dal 2019 CDP ha mobilitato circa 3 miliardi di euro in ambiti strategici per il «Sistema Italia», attraverso un mix di risorse e in collaborazione con partner internazionali.
Le fonti di finanziamento complessivamente messe in campo sono state:
- Risorse CDP per una disponibilità annuale di 1 miliardo di euro;
- Fondo italiano per il clima: 4,4 miliardi di euro di dotazione complessiva 2022 – 2026;
- Fondo rotativo per la Cooperazione: 5,2 miliardi di euro di dotazione complessiva;
- Risorse EU: 0,5 miliardi di euro di dotazione in negoziazione.
Le aree geografiche di destinazione di tali risorse hanno visto l’Africa come beneficiaria in misura del 52%, ed i settori principali di destinazione dei fondi sono stati: sicurezza energetica e infrastrutture per il 42%, imprese e insediamenti industriali per il 32%, acqua, agricoltura e sicurezza alimentare per il 26%.
Dal 2021 l’attività in questa direzione ha registrato un rapido ulteriore sviluppo, con un focus crescente verso l’Africa.
Con il Piano Mattei si realizza una gamma di strumenti completa per supportare controparti pubbliche e private con il coinvolgimento dei partner locali.
Gli strumenti a supporto di controparti private sono:
- “Plafond Africa”
Un plafond di 500 milioni di euro di risorse CDP per imprese italiane attive in Africa, con garanzia dello Stato all’80%.
- “Misura Africa”
Plafond di 200 milioni di euro di finanzia agevolata per imprese italiane attive in Africa nell’ambito del Fondo 394 gestito da Simest e che verrà più dettagliatamente descritta più avanti.
- GRAf (Growth and Resilience Platform for Africa)
Piattaforma di co-investimento in fondi con target di 750 milioni di euro, di cui 400 sottoscritti da CDP e African Development Bank.
- AGIA (Alliance for Green Infrastructure in Africa)
Fondo di investimento per accelerare la transizione energetica in Africa. Target 500 milioni di euro, di cui 40 dal Fondo Clima.
Gli strumenti a supporto di controparti pubbliche, invece, sono:
- Fondo Multidonatori African Development Bank
Fondo multidonatori a supporto delle infrastrutture pubbliche. Risorse raccolte: 300 milioni di euro di cui 100 dal Fondo Clima.
- Fondo Bilaterale African Development Bank
Fondo bilaterale a supporto di progetti in paesi e settori prioritari del Piano Mattei. Target 280 milioni di euro
Da citare anche il programma TERRA – (Transforming and Empowering Resilient and Responsible Agribusiness), un programma lanciato nel 2025 da CDP e FAO per migliorare l’accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese agroalimentari in Africa e Turchia.
Il programma si basa su una garanzia fornita dall’UE fino a 109,5 milioni di euro, erogata tramite il fondo European Fund for Sustainable Development Plus (EFSD+) nell’ambito del Global Gateway. Questa garanzia consentirà a CDP di offrire nuove linee di credito e strumenti di garanzia a istituzioni finanziarie locali selezionate.
ll Centro investimenti della FAO fornirà assistenza tecnica su misura alle banche locali per rafforzare le loro strategie di investimento nel settore, migliorare la gestione del rischio e ridurre il rischio del settore, spesso percepito come troppo volatile a causa di shock climatici e fluttuazione dei prezzi.
Nel corso del recente Forum Italia Kenya del 20 Aprile 2026, CDP, nel quadro del Programma Terra, ha sottoscritto con Equity Bank – primaria banca commerciale privata keniota – un finanziamento di 30 milioni di euro finalizzato ad ampliare il portafoglio crediti della banca keniota a supporto delle micro, piccole e medie imprese operanti in particolare nel settore agricolo.
Nella stessa occasione è stato sottoscritto anche un Memorandum of Understanding tra Cassa Depositi e Prestiti ed Equity Bank volto a promuovere iniziative commerciali tra imprese italiane e keniote, anche attraverso attività di business matching, con l’obiettivo di ampliare le relazioni economico-commerciali bilaterali tra i due Paesi in settori strategici.
MISURA SIMEST: POTENZIAMENTO MERCATI AFRICANI (Misura Africa)
- FINALITÀ
L’Intervento Agevolativo è finalizzato alla realizzazione di investimenti per il rafforzamento patrimoniale, produttivo e commerciale, per l’innovazione, la trasformazione digitale ed ecologica dell’Impresa Richiedente e per la formazione del personale africano realizzati in Italia o in Africa.
- SOGGETTI BENEFICIARI
- Micro imprese
- PMI
- PMI innovative e start up innovative
- Altre imprese (qualsiasi impresa non qualificabile come PMI)
- REQUISITI DEI SOGGETTI BENEFICIARI
Sede legale ed operativa in Italia con almeno due bilanci depositati ed almeno uno tra i seguenti tre:
- il progetto deve riguardare almeno un Paese africano per ameno il 30% del valore del progetto;
- avere un fatturato export pari ad almeno il 5% ed essere stabilmente presente, anche indirettamente, in almeno un paese africano con una sede commerciale o produttiva da almeno 6 mesi (ovvero impegnandosi alla stabile presenza); in alternativa avere un fatturato export verso l’Africa di almeno il 2%, ovvero realizzare importazioni di materie prime strategiche e di altri prodotti da uno o più paesi africani in misura di almeno il 2% del proprio fatturato;
- avere un fatturato di almeno il 10% derivante da operazioni di fornitura verso una o più imprese italiane che hanno un fatturato export pari ad almeno il 5% e che, a loro volta risultino avere una presenza stabile in almeno un paese africano, oppure risultino realizzare esportazioni in misura di almeno il 2% del proprio fatturato oppure risultino realizzare importazioni in misura non inferiore al 2% del proprio fatturato.
- SPESE E PROGRAMMI AMMISSIBILI
- almeno il 60% del programma di investimenti deve riguardare il rafforzamento della propria solidità patrimoniale, anche in Italia, attraverso l’acquisizione di immobilizzazioni materiali, immateriali e finanziarie; rientrano a titolo esemplificativo l’acquisto/leasing di macchinari, apparecchiature produttive, impianti, hardware e software, digitalizzazione dei processi aziendali, spese per la sostenibilità ambientale e sociale, spese per l’inserimento nel paese africano (acquisto nuova struttura o potenziamento di una esistente);
- fino al 40% del totale, il programma di investimenti deve riguardare spese connesse alle precedenti, tra cui spese di formazione del personale in Italia o in Africa, spese per affitto e allestimento di una sede (ufficio, showroom, negozio), spese legate all’inserimento in azienda del personale formato o da formare (spese di viaggio etc.), spese promozionali, studi di fattibilità, spese per l’avvio di contratti di apprendistato per risorse provenienti dal Paese africano;
- spese per consulenze professionali per le verifiche di conformità alla normativa ambientale nazionale;
- spese per consulenze finalizzate alla presentazione e gestione della richiesta di intervento agevolativo Simest e alle attestazioni rese dal Revisore legale.
- AGEVOLAZIONI CONCEDIBILI
L’intervento agevolativo è costituito da un finanziamento agevolato e da un eventuale cofinanziamento (contributo a fondo perduto).
Il finanziamento concedibile massimo non può eccedere il minore tra gli importi costituiti dal 35% dei ricavi medi dell’azienda richiedente nell’ultimo biennio e cinquecento mila euro per le microimprese, due milioni e mezzo di euro per le PMI e le start up innovative e cinque milioni di euro per le altre imprese.
Il cofinanziamento richiedibile è pari al 20% dell’importo dell’intervento agevolativo fino a un massimo di duecentomila euro (de minimis) per le aziende con sede operativa nel Sud, e del 10% (fino a un massimo di centomila euro (sempre de minimis) per le aziende con sede operativa al Centro-Nord.
La durata del finanziamento è di sei anni, di cui due di preammortamento.
L’erogazione del finanziamento avviene in massimo 3 tranche: la prima, pari al 25% del totale concesso, avviene a titolo di anticipo; la seconda, pari ad un ulteriore 25%, avviene con rendicontazione del 50% delle spese di progetto; e la terza ed ultima erogazione avviene a rendicontazione definitiva delle spese di progetto.
In caso di erogazione del finanziamento in tranche, anche il cofinanziamento avviene in tranche.