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Crescita economica e transizione climatica nel National Wealth Fund britannico

Crescita economica e transizione climatica nel National Wealth Fund britannico
Crescita economica e transizione climatica nel National Wealth Fund britannico

Il Regno Unito ha definito una nuova architettura finanziaria finalizzata a coniugare crescita industriale e obiettivi di transizione climatica. Elemento centrale di tale evoluzione è il National Wealth Fund (NWF), il cui obiettivo – come indicato nel Piano strategico recentemente pubblicato – è quello di mobilitare 100 miliardi di sterline (115 miliardi di euro) nei prossimi cinque anni per sostenere la creazione di 200.000 posti di lavoro e contribuire alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica di 500 milioni di tonnellate entro il 2050.

Nato dall’integrazione della UK Infrastructure Bank (UKIB), operativa tra il 2020 e il 2024, il National Wealth Fund ha acquisito parte significativa del capitale e delle competenze della precedente struttura. Il Fondo si configura come un catalizzatore di risorse pubbliche e private, con una dotazione iniziale di 27,8 miliardi di sterline (oltre 32 miliardi di euro) proveniente dal bilancio dello Stato. La logica di intervento è quella del crowding in, ovvero l’utilizzo di capitale pubblico per ridurre il rischio percepito dagli investitori privati e incentivarne l’allocazione verso settori nei quali il rischio di mercato potrebbe altrimenti limitare l’innovazione.

Il Piano strategico del Fondo si articola su tre pilastri fondamentali.

Il primo riguarda il sostegno alle opportunità di crescita nel settore dell’energia pulita, ambito centrale per il raggiungimento degli obiettivi di neutralità climatica.

Il secondo è finalizzato ad accelerare gli investimenti su tutto il territorio del Regno Unito, con l’obiettivo di ridurre le persistenti disparità regionali.

Il terzo mira a rafforzare i settori considerati strategici per la sovranità e l’autonomia economica del Paese, riducendo le dipendenze dall’estero.

Per l’attuazione dei propri interventi, il NWF dispone di una gamma diversificata di strumenti finanziari, privilegiando in particolare il finanziamento tramite debito e la concessione di garanzie, che consentono alle imprese di accedere al credito a condizioni più favorevoli. Pur avendo una vocazione prevalentemente di finanziatore, il Fondo può in casi eccezionali effettuare anche investimenti in equity, assumendo partecipazioni nel capitale delle imprese. Questa opzione è riservata a fasi avanzate di sviluppo e a partecipazioni di minoranza, per evitare distorsioni del mercato e garantire una gestione prudente delle risorse pubbliche. La dimensione media degli investimenti è pari a circa 100 milioni di sterline (116 milioni di euro), con una soglia minima di 25 milioni (circa 29 milioni di euro), salvo specifiche indicazioni governative per operazioni di particolare rilevanza strategica.

Le aree di intervento riflettono le priorità individuate dalla Modern Industrial Strategy britannica: sviluppo portuale, cattura e stoccaggio del carbonio (CCUS), idrogeno, batterie per veicoli elettrici, acciaio verde, reti elettriche, energia nucleare e rigenerazione urbana. La struttura del Fondo resta tuttavia flessibile, poiché settori quali intelligenza artificiale, semiconduttori, difesa e scienze della vita sono costantemente monitorati e possono essere oggetto di intervento in presenza di opportunità rilevanti.

Nonostante sia operativo da poco tempo, il NWF mostra già un’attività significativa. Circa un terzo del capitale iniziale, pari a 8,4 miliardi di sterline (9,7 miliardi di euro), è stato impiegato a sostegno di 70 aziende sul territorio nazionale. A tale ammontare si aggiunge il finanziamento aggiuntivo di 36,6 miliardi di sterline (circa 42,4 miliardi di euro) destinato alla centrale nucleare di Sizewell C, principale progetto infrastrutturale energetico del Paese. In linea con il secondo pilastro della Strategia, particolare attenzione è riservata allo sviluppo delle aree meno avanzate. Tra le operazioni già avviate figurano la riqualificazione del porto di Ardersier, nelle Highlands scozzesi, destinato a supportare lo sviluppo dell’eolico offshore, e un progetto di cattura del carbonio nella valle del Tees, nel nord-est dell’Inghilterra. In Irlanda del Nord, inoltre, le risorse del Fondo hanno contribuito all’estensione della rete in fibra ottica a 315.000 abitazioni.

Il National Wealth Fund rappresenta uno degli elementi del quadro istituzionale predisposto per rispondere alle sfide derivanti dall’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea (UE). Tale processo ha infatti determinato la necessità di sviluppare nuovi strumenti di sostegno agli investimenti, in sostituzione di quelli precedentemente gestiti a livello comunitario. L’attuale sistema si articola in quattro principali istituzioni, ciascuna con una funzione specifica lungo il ciclo di vita delle imprese.

Si parte da Innovate UK, agenzia per l’innovazione che accompagna le start-up dalla fase ideativa allo sviluppo del prodotto. Segue la British Business Bank, con una dotazione di 25,6 miliardi di sterline (29,7 miliardi di euro), che sostiene la crescita delle piccole e medie imprese. Il National Wealth Fund interviene nella fase successiva, concentrandosi su aziende mature e settori strategici. Infine, UK Export Finance supporta l’internazionalizzazione delle imprese esportatrici. Questo sistema è completato da istituzioni finanziarie regionali e da Great British Energy, ente dedicato alla produzione energetica. Il coordinamento è affidato all’Office for Investment, incardinato presso il Department for Business and Trade, che funge da punto di riferimento per investitori e imprese.

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