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Pistelli: «Servono politiche sociali. Il modello-Brasile è quello vincente» (La Stampa)

Viceministro Lapo Pistelli, ancora 800 milioni di persone soffrono la fame, ma i dati Onu mostrano qualche progresso…


«Molto lavoro va ancora fatto, sappiamo che l’Agenda del Millennio che si esaurisce non è stata pienamente rispettata. I toni trionfalistici non servono. Però si è generata una dinamica virtuosa che affianca all’aiuto pubblico tradizionale il settore privato. In alcune zone si sono messi in moto processi di crescita imponenti».


Alcuni paesi – il Brasile, il Malawi, il Madagascar – hanno adottato politiche di successo. Modelli replicabili?


«Un primo fattore è la presa d’atto che la politica di aiuti per essere efficace ha bisogno di un contesto preciso: occorrono cornici istituzionali, politiche, dei diritti umani. E poi in alcuni di questi Paesi sono state adottate politiche di riduzione delle disuguaglianze interne. È una linea progressista che il governo italiano sostiene, e che stiamo cercando di inserire nella posizione europea.


Quando i governi mettono in moto meccanismi per ridurre le disuguaglianze sociali poi si vedono i risultati positivi. Il caso del Brasile da questo punto di vista è eccezionale. É un modello vincente».


Anche lei è alle prese con i tagli richiesti da Renzi? Ce la farà a salvare i fondi per lo sviluppo?


«In due anni abbiamo arrestato la caduta e accresciuto quelle risorse, per riportare l’Italia a livelli più congrui. La spesa in politiche di sviluppo è un investimento sulla proiezione internazionale del paese e nel consolidamento delle aree vicine. Confido che nella legge di Stabilità si consideri questo un aspetto da potenziare. Ma sono ottimista, oggi questa è politica estera».

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