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I rapporti tra India e Italia entrano nella fase di “Partnership strategica speciale” durante la visita a Roma del Primo Ministro Modi, caratterizzata dall’IMEC e dall’accordo di libero scambio con l’UE (ANI News)

Intervista Ministro Tajani ANI
Intervista Ministro Tajani ANI

In che modo l’Italia considera la visita del Primo Ministro Narendra Modi e quali risultati concreti — sul piano diplomatico, economico o strategico — auspica di raggiungere Roma attraverso questo dialogo?

Questo è un momento decisivo per le nostre relazioni bilaterali. Si è trattato della prima visita bilaterale del Primo Ministro Modi in Italia. Abbiamo inaugurato un nuovo capitolo nei rapporti tra i nostri Paesi, aprendo nuove opportunità per valorizzare un potenziale ancora inespresso.

Questa occasione ha posto le basi per un rafforzamento degli scambi politici e imprenditoriali, favorendo l’incremento del commercio reciproco, degli investimenti, delle partnership industriali e della resilienza delle catene di approvvigionamento. I tempi sono maturi per dare concreta attuazione alle priorità condivise in settori chiave quali la manifattura avanzata, la difesa, l’agricoltura, la connettività, la cultura e le tecnologie d’avanguardia. Stiamo inoltre imprimendo nuovo slancio alla cooperazione nell’ambito dell’IMEC e nel continente africano.

 

Negli ultimi anni India e Italia hanno significativamente rafforzato le proprie relazioni bilaterali. Come valuta l’evoluzione del partenariato strategico tra India e Italia, in particolare nei settori del commercio, della tecnologia, della transizione energetica, della cooperazione nel campo della difesa e dell’impegno nell’Indo-Pacifico?

L’India è un partner prioritario per l’Italia. Durante la visita del Primo Ministro Modi, i nostri Paesi hanno elevato le relazioni bilaterali a un Partenariato Strategico Speciale, sulla base del Piano d’Azione Strategico Congiunto Italia-India 2025–2029.

Le nostre economie sono altamente complementari: l’Italia offre tecnologie avanzate e competenze specialistiche, mentre l’India apporta talento e innovazione. L’Italia sta rafforzando ulteriormente i legami attraverso iniziative quali l’attrazione di studenti indiani e il lancio di INNOVIT India, un nuovo hub dell’innovazione volto a connettere i nostri ecosistemi.

La cooperazione nel settore della difesa è anch’essa in forte crescita, sostenuta dall’Accordo di Cooperazione in materia di Difesa e dalla roadmap industriale adottata dai nostri Ministri della Difesa. Ciò aprirà la strada a partnership come il progetto dell’hub elicotteristico Leonardo–Adani Defence & Aerospace. L’India riveste inoltre un ruolo centrale nella strategia italiana per l’export, come dimostrano i tre forum imprenditoriali bilaterali organizzati nel solo 2025.

Anche la transizione energetica offre ulteriori opportunità per le nostre imprese, alla luce della rapida crescita della domanda energetica indiana. Allo stesso tempo, l’India è fondamentale per la stabilità dell’Indo-Pacifico e per la sicurezza internazionale. Condividiamo la visione di Nuova Delhi per un Indo-Pacifico “libero, aperto e inclusivo” e intendiamo ampliare ulteriormente la cooperazione in materia di sicurezza e presenza navale nella regione.

Il nostro partenariato sta inoltre avanzando nei settori dello spazio e dell’intelligenza artificiale. I recenti scambi hanno confermato una forte convergenza strategica. Un esempio è rappresentato dalla cooperazione sull’IA antropocentrica — comprese le iniziative in Africa sostenute dall’AI Hub for Sustainable Development di Roma — che evidenzia il nostro impegno comune per innovazione, resilienza e crescita sostenibile.

 

Poiché si prevede che il commercio bilaterale cresca in misura significativa nei prossimi anni, quali settori saranno i principali motori della prossima fase della cooperazione economica tra India e Italia? Inoltre, in che modo il proposto Accordo di Libero Scambio tra India e Unione Europea potrebbe rimodellare i flussi commerciali e di investimento tra i due Paesi?

La prossima fase della cooperazione economica tra Italia e India si fonderà su un partenariato già solido e in espansione, con esportazioni italiane verso l’India cresciute significativamente nel 2025 (+9,4%). Questo slancio si riflette nell’intensa attività istituzionale e imprenditoriale, inclusi tre forum economici e il Comitato Congiunto per la Cooperazione Economica tenutisi nel corso del 2025.

I settori chiave continueranno a comprendere la meccanica, la manifattura avanzata e la componentistica automotive, accanto a nuove opportunità nella transizione energetica e nelle tecnologie pulite, come le energie rinnovabili e il recupero energetico dai rifiuti. Ulteriori potenzialità di crescita riguardano anche l’agroalimentare, le infrastrutture, i trasporti, gli ecosistemi dell’innovazione e i comparti ad alta tecnologia, inclusi spazio, difesa e intelligenza artificiale applicata alla robotica e alla manifattura.

L’Accordo di Libero Scambio tra UE e India potrebbe rappresentare una svolta nei rapporti commerciali bilaterali e aprire importanti opportunità per entrambe le economie. Oltre all’impatto economico, l’Accordo riveste un forte valore strategico in una fase di incertezza geopolitica, rafforzando i legami tra due grandi democrazie.

Parallelamente, Italia e India stanno lavorando per ampliare gli investimenti bilaterali, in particolare nei settori dell’innovazione digitale, dell’aerospazio, della difesa e dell’automotive. Intendiamo progettare, sviluppare e produrre sempre più insieme, costruendo catene del valore resilienti. Le imprese indiane vedono sempre più l’Italia come porta d’accesso alle tecnologie e ai mercati europei, mentre le aziende italiane considerano l’India non soltanto una destinazione per l’export, ma anche un hub strategico per produzione e ricerca e sviluppo all’interno delle catene globali del valore.

 

Il Corridoio Economico India-Medio Oriente-Europa (IMEC) è stato considerato un’iniziativa trasformativa di connettività tra India ed Europa. Alla luce dell’attuale instabilità e dei conflitti in Asia occidentale, come valuta l’Italia la futura sostenibilità dell’IMEC e la visita del Primo Ministro Modi può contribuire a rilanciare il momentum politico ed economico del progetto?

L’attuale crisi impone certamente una rivalutazione del calendario di attuazione dell’IMEC nel breve e medio periodo. Tuttavia, essa conferma anche la validità della visione di lungo termine del progetto, che rimane rilevante per la diversificazione, la crescita e la competitività delle nostre economie, nonché per la sicurezza delle catene di approvvigionamento. L’IMEC può contribuire a rafforzare la resilienza dei Paesi coinvolti, adattando le connessioni commerciali, energetiche e digitali allo scenario internazionale incerto.

La visita del Primo Ministro Modi a Roma ha fatto seguito a una serie di contatti ad alto livello tra i nostri governi e imprenditori. Possiamo fare leva su tali relazioni per intensificare la cooperazione bilaterale nei trasporti marittimi, nei porti, nelle connessioni digitali e nelle procedure doganali accelerate. È proprio questa l’infrastruttura portante sulla quale l’IMEC può avanzare e iniziare presto a produrre risultati concreti. L’importanza attribuita dall’Italia all’IMEC si è riflessa anche nell’evento ospitato a Trieste lo scorso marzo per promuovere una prospettiva italiana sullo sviluppo del corridoio e della più ampia rete di connettività ad esso collegata.

 

Alla luce delle crescenti preoccupazioni relative alla sicurezza marittima, alla resilienza delle catene di approvvigionamento e alle interruzioni energetiche — in particolare nell’area dello Stretto di Hormuz — ritiene che possa emergere un maggiore coordinamento tra India e Italia in materia di connettività, sicurezza marittima e tutela delle rotte commerciali strategiche?

India e Italia sono tra gli attori maggiormente colpiti dall’attuale crisi. Condividiamo le stesse preoccupazioni in quanto naturali potenze marittime. Analogamente all’India, il Golfo è cruciale per la nostra sicurezza energetica, poiché importiamo dalla regione una quota significativa del nostro gas e del nostro petrolio. Manteniamo un dialogo stretto e continuo con il settore privato, al fine di individuare rotte alternative e calibrare meglio il nostro impegno diplomatico con i partner regionali. In questo contesto, la cooperazione con l’India è essenziale: garantire un transito sicuro ed efficiente nell’area è fondamentale per i nostri flussi commerciali bilaterali.

Nell’intera regione indo-mediterranea promuoviamo entrambi i principi della libertà di navigazione e siamo attivamente impegnati nella tutela delle catene di approvvigionamento, della stabilità e della sicurezza. Monitoriamo pertanto con estrema attenzione la situazione nello Stretto di Hormuz. L’Italia continua a essere in prima linea negli sforzi internazionali volti a garantire la sicurezza delle rotte marittime nel Mar Rosso e nell’Oceano Indiano occidentale.

In tale contesto, la connettività sta assumendo una dimensione sempre più strategica nella nostra cooperazione. Un esempio significativo è rappresentato dal progetto di cavo sottomarino Blue & Raman, destinato a fungere da ponte digitale tra il Mediterraneo, il Golfo e l’India.

 

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