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I Diritti Umani nelle Organizzazioni Internazionali

ONU

Il 14 dicembre del 1955 l’Italia, aderendo alla Carta delle Nazioni Unite, è divenuto uno Stato membro dell’Organizzazione. Ha avuto inizio, allora, una lunga storia di collaborazione, sostegno e impulso alle attività dell’ONU, naturale conseguenza dell’approccio multilateralista che caratterizza la politica estera italiana. L’Italia partecipa da 70 anni alle attività delle Nazioni Unite con impegno crescente, contribuendo al perseguimento dei principi e degli obiettivi della Carta, dal mantenimento della pace e della sicurezza internazionale, alla promozione e difesa dei diritti umani, allo sviluppo sostenibile.

In ambito onusiano, le principali sedi in cui sono trattate le questioni inerenti ai diritti umani sono, da un lato, la Commissione per gli Affari Sociali, Umanitari e Culturali (Terza Commissione) dell’Assemblea Generale con sede a New York e, dall’altro, il Consiglio per i Diritti Umani con sede a Ginevra, organo sussidiario dell’Assemblea stessa: due fori privilegiati per la promozione, il monitoraggio e lo sviluppo di standard internazionali volti a garantire la protezione e la promozione dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.

La Terza Commissione dell’Assemblea Generale esamina annualmente oltre 70 proposte di risoluzione in materia di diritti umani che, una volta negoziate e approvate, sono sottoposte all’adozione finale dell’Assemblea Generale. L’Italia, nei sette decenni come membro dell’Organizzazione, ha partecipato attivamente a tali negoziati e contribuito con determinazione all’elaborazione di Risoluzioni che hanno dato vita a grandi innovazioni sul piano delle norme internazionali, sia giuridicamente vincolanti, sia nell’ambito della soft law. Tra queste, si ricordano le campagne in favore della moratoria universale della pena capitale, le azioni per promuovere l’uguaglianza di genere e i diritti delle donne e delle bambine, le battaglie contro ogni forma di discriminazione religiosa e in favore della libertà di opinione, sono alcuni dei temi che vedono il nostro Paese in prima fila. Grazie anche alla costante opera di mediazione svolta dall’Italia, è stato possibile, con il trascorrere degli anni, attenuare le differenze di posizione tra Paesi, avvicinando le rispettive visioni e consentendo quindi di ampliare il consenso tra la membership onusiana su molti temi.

Il Consiglio per i Diritti Umani è un organo sussidiario dell’Assemblea Generale, istituito dalla stessa con Risoluzione 60/251 del 2006, in sostituzione della precedente Commissione dei Diritti Umani, con il compito di promuovere e proteggere i diritti fondamentali a livello globale, intervenire in caso di violazioni e favorire il coordinamento delle tematiche inerenti ai diritti umani nelle strutture onusiane competenti. Il Consiglio è composto da 47 Stati membri, eletti dall’Assemblea Generale secondo il principio di equa distribuzione geografica per un mandato di durata triennale. Si riunisce in sessione ordinaria tre volte l’anno (a marzo, giugno e settembre), oltre che in eventuali sessioni speciali, convocate su richiesta di un terzo dei suoi membri.

L’Italia è stata eletta quale membro a pieno titolo del Consiglio per il triennio 2026-2028 all’interno del gruppo dei Paesi Occidentali e Altri (WEOG), dopo aver già ricoperto tale incarico nei mandati 2008-2010, 2012-2014 e 2019-2021. Nel corso del mandato attuale, l’Italia intende contribuire in modo costruttivo ai lavori del Consiglio, anche attraverso la partecipazione attiva e la promozione dei suoi meccanismi, tra cui rileva particolarmente l’Esame Periodico Universale (UPR). L’azione italiana nel CDU per il triennio 2026-2028 si concentra su alcune priorità tematiche: la lotta al razzismo, alla xenofobia e a tutte le forme di discriminazione e violenza; la promozione dell’uguaglianza di genere; la tutela dei diritti dei bambini, delle persone con disabilità e di altri gruppi vulnerabili; la moratoria universale della pena di morte; la protezione della libertà di espressione e di religione; il contrasto alla tratta di esseri umani; la salvaguardia del patrimonio culturale e religioso e il sostegno ai difensori dei diritti umani. L’approccio italiano si fonda sul dialogo, sulla mediazione e sulla costruzione di alleanze con Paesi di altri gruppi regionali, al fine di promuovere la più ampia tutela dei diritti fondamentali.

A conferma del proprio impegno, l’Italia ha aderito a tutte le principali convenzioni internazionali adottate in ambito ONU in materia di diritti umani, tra cui: la Convenzione internazionale sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale; i due Patti internazionali sui diritti civili e politici e sui diritti economici, sociali e culturali del 1966 e i relativi Protocolli opzionali; la Convenzione sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne e il suo Protocollo opzionale; la Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti e il suo Protocollo opzionale; la Convenzione sui diritti del bambino e i suoi tre Protocolli opzionali; la Convenzione internazionale per la protezione di tutte le persone dalla sparizione forzata; la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità e il relativo Protocollo opzionale.

Nell’ambito del sistema delle Nazioni Unite, l’Italia sostiene l’azione dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani (OHCHR), il quale ha il compito di rafforzare il coordinamento e l’efficacia degli organismi onusiani in materia di diritti umani. Il nostro Paese è impegnato a tutelare l’indipendenza di tale organismo e sostiene le sue attività anche attraverso contributi finanziari a programmi del suo Ufficio. Inoltre, il nostro Paese collabora con gli Esperti indipendenti e i Relatori Speciali delle Nazioni Unite su questioni tematiche e situazioni-Paese relative ai diritti umani; partecipa attivamente alle attività degli Organi dei Trattati ONU responsabili dell’attuazione delle Convenzioni internazionali delle quali è parte, fornendo informazioni e presentando regolarmente i rapporti periodici previsti dalle stesse.

Unione europea

L’Unione europea non rappresenta unicamente un’associazione di Paesi che cooperano in settori di reciproco interesse, ma anche una comunità di valori. In particolare, essa “si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze”, come sancito dall’articolo 2 del Trattato sull’Unione Europea (TUE).

In tale prospettiva, il 7 dicembre 2000 le istituzioni europee hanno adottato la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea che, con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, ha acquisito lo stesso valore giuridico dei Trattati. L’Unione si è così dotata di un parametro normativo centrale in materia di diritti fondamentali, la cui tutela e promozione si esplicano sia nel diritto interno e nelle politiche degli Stati, quanto sul piano dell’Azione esterna dell’Unione in quanto tale, orientando le relazioni con i Paesi terzi e la partecipazione dell’UE alle altre organizzazioni internazionali.

L’Agenzia dell’Unione Europea per i diritti fondamentali (FRA), istituita nel 2007 e con sede a Vienna, svolge un ruolo centrale nella tutela dei diritti umani all’interno dell’UE, fornendo assistenza e consulenza alle istituzioni europee e alle autorità nazionali nell’attuazione del diritto dell’Unione, oltre a supportare gli Stati membri e le istituzioni nella definizione di misure ed iniziative efficaci in materia di diritti fondamentali.

Sul piano internazionale, l’Italia, in qualità di Stato membro dell’Unione europea, contribuisce alla definizione e all’attuazione del Piano d’Azione dell’UE per i Diritti Umani e la Democrazia 2020-2024, prorogato al 2027, attraverso la partecipazione ai lavori del Consiglio e mediante la propria azione diplomatica. Tale Piano rappresenta la strategia di riferimento dell’UE per la promozione dei diritti umani e dei valori democratici a livello globale, attraverso cinque aree prioritarie, tra cui: la tutela delle persone, il rafforzamento della democrazia, la gestione delle nuove tecnologie e la cooperazione internazionale, con specifica attenzione al sostegno alla libertà dei mezzi di comunicazione, al contrasto della disinformazione e alla promozione dell’uguaglianza di genere e dei diritti delle persone con disabilità.

 

Consiglio d’Europa

L’Italia, tra i Paesi fondatori del Consiglio d’Europa, ne rappresenta tuttora uno dei principali pilastri, figurando peraltro tra i maggiori contributori al bilancio dell’Organizzazione. Il Consiglio d’Europa, sin dalla sua origine in seguito alla Seconda Guerra mondiale, rappresenta una sede privilegiata per la promozione e la salvaguardia dei valori fondamentali del continente, quali la democrazia, i diritti umani e l’identità culturale europea, nonché per l’elaborazione di risposte condivise alle principali sfide sociali che interessano l’Europa.

Sotto l’egida del Consiglio d’Europa, il 4 novembre 1950 è stata firmata a Roma la “Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo” (CEDU) che ha predisposto un sistema di tutela internazionale senza precedenti, considerato ancora oggi come il sistema regionale di protezione dei diritti umani più avanzato al mondo. Il sistema di monitoraggio previsto dalla CEDU e, in particolare, il ruolo precipuo esercitato dalla Corte europea dei diritti dell’Uomo, offrono difatti ai singoli individui, vittime di violazioni dei loro diritti fondamentali, la facoltà di invocare il controllo giudiziario sul rispetto degli stessi mediante il ricorso alla Corte. Tale facoltà è rafforzata da uno dei principi cardine del funzionamento del sistema, quale l’obbligatorietà delle sentenze della Corte di Strasburgo per gli Stati membri, che sono chiamati a rispettarle ed implementarle nei loro ordinamenti interni.

Una proficua collaborazione con la Corte EDU ha consentito di ridurre drasticamente il numero dei ricorsi italiani pendenti, passati da circa 14.400 alla fine del 2013 a 2.788 al 1° luglio 2026, con una riduzione di circa l’81%. Ciò è stato possibile grazie al distacco di magistrati italiani presso la Cancelleria della Corte e ad un accordo con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, rinnovato per il periodo 2026-2029, per il finanziamento delle posizioni di quattro giuristi temporanei italiani.

Istituzioni di particolare rilievo che agiscono nell’ambito del Consiglio d’Europa sono il Commissario europeo per i diritti umani e la Commissione europea per la democrazia attraverso il diritto, meglio nota come Commissione di Venezia. Il Commissario, istituzione indipendente e imparziale, ha il mandato di promuovere il rispetto dei diritti umani nei 47 Stati Membri del Consiglio d’Europa mediante un dialogo permanente con le rispettive autorità, al fine di promuovere lo sviluppo di strutture nazionali a tutela dei diritti umani.

La Commissione di Venezia fornisce consulenza giuridica ai Paesi membri del Consiglio d’Europa, assistendoli nell’adeguamento delle proprie strutture giuridico-istituzionali agli standard europei e internazionali in materia di democrazia, diritti umani e Stato di diritto. Nata nel 1990, la Commissione è composta da “esperti indipendenti di fama internazionale per la loro esperienza nelle istituzioni democratiche o per il loro contributo allo sviluppo del diritto e della scienza politica”. Dal dicembre 2025 Presidente della Commissione è la Prof.ssa italiana Marta Cartabia; altro membro italiano è il Prof. Cesare Pinelli (Università di Roma La Sapienza).

OSCE

La dimensione umana – intesa come l’insieme delle questioni attinenti a diritti umani, democratizzazione e stato di diritto – ha sempre ricoperto un ruolo primario nell’ambito delle attività dell’Organizzazione per la Sicurezza e Cooperazione in Europa (OSCE).

Il principale strumento di promozione all’interno di tale Organizzazione è l’ODIHR (Office for Democratic Institutions and Human Rights), con sede a Varsavia. Oltre a sviluppare l’azione di assistenza nel campo della tutela dei diritti umani, l’attività di monitoraggio elettorale e di consulenza giuridico-costituzionale nei Paesi in transizione, l’ODIHR organizza ogni anno, in collaborazione con la Presidenza in esercizio, la Conferenza di Varsavia sulla Dimensione Umana. Trattasi della più rilevante occasione di incontro in ambito OSCE in tema di diritti umani e democrazia, cui prendono parte le delegazioni dei 57 Paesi membri dell’Organizzazione, centinaia di ONG e rappresentanti della società civile. Altrettanto importante è il ruolo svolto dall’Alto Commissario per le Minoranze Nazionali e dal Rappresentante per la Libertà dei Media, che ha il compito di coordinare la difesa della libertà e dell’indipendenza dei giornalisti e degli operatori dei media nell’area OSCE.

In occasione della sua Presidenza in esercizio OSCE del 2018, l’Italia ha inaugurato la Conferenza sulla lotta all’antisemitismo che, a partire da quel momento, è divenuto uno degli eventi tradizionalmente organizzati da ogni Presidenza in esercizio. Inoltre, l’Italia ha finanziato il progetto di elaborazione di una guida pratica sui crimini d’odio contro i cristiani, pubblicata da ODIHR nel luglio 2025 (Understanding Anti-Christian Hate Crimes and Addressing the Security Needs of Christian Communities — A Practical Guide).