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Il diritto internazionale umanitario

Il Diritto Internazionale Umanitario (DIU), anche detto ius in bello, è il complesso delle norme che regolano la condotta delle parti nei conflitti armati, internazionali o non internazionali. Scopo principale del DIU è la protezione delle vittime dei conflitti armati, in particolare dei civili, attraverso la limitazione dei mezzi e dei metodi di combattimento. L’Italia è fortemente impegnata nella promozione e diffusione del Diritto Internazionale Umanitario, nel solco di una tradizionale attenzione del nostro Paese per le tematiche umanitarie.

La storia del diritto internazionale umanitario si intreccia con quella del Risorgimento italiano. È sul campo di battaglia di Solferino, durante la Seconda guerra d’Indipendenza (1859) che, Henry Dunant, impressionato dalla sofferenza dei 40.000 morti e feriti abbandonati sul campo, maturò l’idea rivoluzionaria di un soccorso neutrale, indipendente ed imparziale dei feriti. Sulla base di tale intuizione venne istituito il Comitato internazionale della Croce Rossa nel 1863 e, l’anno successivo, adottata la Convenzione di Ginevra sul miglioramento della sorte dei feriti negli eserciti in campagna.

Oggi, a distanza di più di un secolo e mezzo, il Diritto Internazionale Umanitario è chiamato a confrontarsi con nuove e complesse sfide: l’aumento della conflittualità internazionale, la presenza sempre più diffusa di gruppi armati non statali; il controllo del territorio da parte di gruppi terroristici; la crescente difficoltà di distinguere tra combattenti e civili nelle operazioni militari; la protezione degli operatori umanitari; l’outsourcing di attività militari a compagnie private; la possibilità di attacchi cibernetici e l’impiego di sistemi d’arma autonomi (AWS). Si tratta di sfide che richiedono, da una parte, il rafforzamento della diplomazia preventiva e la ricerca di soluzioni politiche ai conflitti in corso; dall’altra, l’esigenza di diffondere e far rispettare il Diritto Internazionale Umanitario.

Richiamandosi allo “Spirito di Solferino”, l’azione umanitaria dell’Italia si ispira ai principi di umanità, neutralità, imparzialità e indipendenza. Il nostro Paese ha aderito a tutti i trattati internazionali più importanti in materia: le Convenzioni dell’Aja del 1889 e del 1907, le quattro Convenzioni di Ginevra del 1949 e i tre Protocolli aggiuntivi, che costituiscono gli atti giuridici di principale riferimento in materia.

Il quadro giuridico

Le Convenzioni adottate all’Aja sono state i primi strumenti giuridici internazionali a codificare le norme che i belligeranti devono osservare durante le ostilità, in particolare regolando l’impiego di armamenti, mezzi e metodi di guerra. Le Convenzioni di Ginevra del 1949 si propongono di salvaguardare soprattutto la popolazione civile, il personale militare fuori combattimento (cd. hors de combat) e le persone non attivamente coinvolte nelle ostilità.

Più nello specifico, la Prima e la Seconda Convenzione di Ginevra impegnano gli Stati firmatari a proteggere i feriti, i malati, i naufraghi, il personale medico, le ambulanze e gli ospedali. La Terza Convenzione regola il trattamento dei prigionieri di guerra, mentre la Quarta Convenzione di Ginevra è dedicata alla protezione della popolazione civile, inclusi coloro che si trovino in potere di una Parte in conflitto o in territorio occupato.

Nel 1977 sono stati inoltre approvati due Protocolli aggiuntivi alle Convenzioni del 1949. Il Primo Protocollo integra la Quarta Convenzione di Ginevra con regole più precise sulle condotte belliche, quali il divieto di attaccare persone e installazioni civili e la limitazione dei mezzi e dei metodi autorizzati. Il Secondo Protocollo aggiuntivo, relativo alla protezione delle vittime dei conflitti armati non internazionali, sviluppa e completa l’art. 3 comune alle Convenzioni di Ginevra e si applica a tutti i conflitti armati che non rientrano nella sfera di applicazione del Primo Protocollo. Infine, il Terzo Protocollo aggiuntivo, approvato nel 2005, introduce un nuovo emblema, il Cristallo Rosso, che può essere utilizzato in tempo di guerra dalle organizzazioni internazionali umanitarie, in alternativa ai simboli tradizionali della Croce e Mezzaluna Rossa, e che ha la caratteristica di non essere collegato, né confondibile con simboli religiosi.

I principi fondamentali del DIU che orientano l’azione militare delle Parti nel conflitto sono: il principio di distinzione tra popolazione civile e combattenti e tra beni di carattere civile e obiettivi militari; il principio di necessità militare; il principio di proporzionalità; il principio di precauzione; il principio di umanità; il divieto di causare mali superflui e sofferenze inutili.

Sulla base di questi principi e delle regole enunciate nelle succitate Convenzioni di Ginevra e Protocolli aggiuntivi, si può sinteticamente affermare che sono proibiti attacchi deliberati   contro i civili, gli attacchi indiscriminati, l’uso di civili come scudi umani, il maltrattamento, la tortura e l’uccisione di prigionieri di guerra.

Le parti a un conflitto devono inoltre fornire adeguata protezione a tutti i gruppi vulnerabili che sono stati costretti a fuggire, ad abbandonare le loro case e/o regioni, quale conseguenza diretta o indiretta del conflitto e violenze, oppure di violazioni dei diritti umani. Non sono consentiti attacchi finalizzati a costringere la popolazione alla fame e a privarla dei mezzi basilari di sostentamento. Attraverso le Convenzioni, gli Stati firmatari si impegnano, inoltre, a rispettare, proteggere e curare feriti, malati e naufraghi in tutte le circostanze e in ogni luogo, senza alcuna senza alcuna discriminazione basata sulla razza, il colore, la religione o la credenza, il sesso, la nascita o il censo.

Il diritto internazionale umanitario garantisce, infine, una speciale protezione ad alcune categorie di persone e infrastrutture, che le parti al conflitto sono tenute a rispettare e proteggere in ogni circostanza: personale medico, unità mediche, trasporti di natura medica ed umanitaria, beni culturali, oltre che nei confronti del personale umanitario che rechi gli emblemi distintivi della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, i cui delegati sono autorizzati a visitare i campi di prigionieri di guerra, gli internati e ad intrattenersi con i detenuti senza testimoni.

 

L’azione dell’Italia in materia

L’Italia ha una lunga storia di collaborazione istituzionale con il Comitato Internazionale della Croce Rossa e con la Federazione Internazionale delle Società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa. Il MAECI, inoltre, vanta una consolidata e fruttuosa cooperazione con la Croce Rossa Italiana, di cui sostiene attività e iniziative, volte in particolare alla disseminazione del DIU verso le Forze Armate e la società civile.

L’Italia ha partecipato alla 34esima Conferenza Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (Ginevra, ottobre 2024), che ha coinciso con il 75esimo anniversario dell’adozione delle Convenzioni di Ginevra. Dopo intense negoziazioni, che hanno visto l’Italia ritagliarsi un ruolo da protagonista, sono state adottate per consenso cinque risoluzioni sull’azione del Movimento nei prossimi anni, relative a: promozione di una cultura universale di rispetto del DIU; protezione dei civili dall’impatto delle tecnologie digitali nei conflitti armati; rafforzamento del quadro legale per la protezione dei civili e la prevenzione dei disastri. Durante la Conferenza Internazionale, l’Italia ha, inoltre, sottoscritto due impegni quadriennali: il primo finalizzato ad incoraggiare una protezione più specifica ed efficiente delle persone con disabilità durante i conflitti e le crisi umanitarie, anche attraverso iniziative di diplomazia pubblica e di sensibilizzazione; il secondo legato al rafforzamento del DIU a livello nazionale. Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, insieme a Croce Rossa Italiana, il CICR e i Governi e le Società Nazionali di Ucraina, Regno Unito e Svizzera.

Inoltre, il nostro Paese ha aderito nel 2025 alla “Iniziativa Globale per il rafforzamento del sostegno politico al Diritto Internazionale Umanitario” promossa sotto l’egida di ICRC. Il progetto mira a mobilitare sostegno politico per il DIU a livello globale, regionale e nazionale nonché a promuovere un’applicazione pratica e rigorosa delle norme umanitarie a garanzia della sua applicazione universale. L’Iniziativa globale costituisce una piattaforma intergovernativa permanente di scambio di prassi e promozione di iniziative congiunte; essa si articola su sette filoni tematici, dedicati rispettivamente a: prevenzione delle violazioni; ruolo delle Commissioni Nazionali sul DIU; diritto internazionale umanitario e pace; protezione delle infrastrutture civili; protezione di ospedali e strutture sanitarie; tecnologie dell’informazione e comunicazione nei conflitti armati, guerra navale.

L’Italia promuove la diffusione e la conoscenza del DIU in tutti i fori multilaterali competenti, in particolare in occasione dei segmenti umanitari del Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC) e dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Ogni anno partecipiamo attivamente alla settimana dedicata alla protezione dei civili che si svolge New York a fine maggio e prevede, tra l’altro, un dibattito aperto in Consiglio di Sicurezza e lo svolgimento di numerosi eventi di alto livello. L’Italia collabora anche con l’Istituto Internazionale di Diritto Umanitario di Sanremo, uno dei più importanti centri di formazione internazionali soprattutto per il personale militare nel settore del diritto internazionale umanitario.

Abbiamo inoltre aderito ad impegni presentati da altri Paesi come la “Dichiarazione sulla protezione del personale umanitario”, promossa nel 2025 dall’Australia e incentrata sulla tutela degli operatori umanitari in zone di conflitto.

È incardinata presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale la “Commissione Nazionale per lo studio e lo sviluppo del diritto internazionale umanitario”, che si compone di rappresentanti del MAECI, del Ministero della Difesa, del Ministero della Giustizia e della Croce Rossa Italiana ed è aperta alla partecipazione della società civile. Il suo ruolo è prevalentemente consultivo, contribuendo allo studio della legislazione interna in materia di DIU e alla valutazione del suo stato di attuazione. Essa svolge, inoltre, una funzione di coordinamento tra diverse Amministrazioni dello Stato interessate e opera in stretto raccordo con la società civile per promuovere anche presso l’opinione pubblica una la conoscenza del diritto internazionale umanitario.