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Dichiarazione congiunta dei ministri degli Esteri del G7 su El-Obeid (Sudan)

Veduta esterna del palazzo della Farnesina, sede del ministero degli Esteri

Traduzione di cortesia. Per la versione originale in lingua inglese clicca qui.

 

Noi, ministri degli Esteri del G7 – Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti d’America – e l’Alto Rappresentante dell’Unione Europea, esortiamo le Forze di Supporto Rapido e i gruppi armati alleati a cessare immediatamente qualsiasi azione che possa portare a ulteriori atrocità o mettere in pericolo i civili a El-Obeid, compresi gli attacchi con droni e gli ostacoli all’accesso umanitario. A seguito delle atrocità commesse durante l’assedio e l’attacco di El Fasher da parte delle Forze di Supporto Rapido, restiamo profondamente preoccupati per le presunte gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e del diritto internazionale dei diritti umani nelle regioni del Kordofan e del Darfur, nonché nel Nilo Azzurro in Sudan.

Esortiamo le Forze di Supporto Rapido, nonché le Forze Armate sudanesi e i gruppi armati alleati, a rispettare gli obblighi che loro incombono ai sensi delle norme del diritto internazionale umanitario e del diritto internazionale dei diritti umani, a seconda dei casi. I civili devono essere protetti. Chiediamo alle parti in conflitto di garantire un passaggio sicuro e volontario e di facilitare un accesso umanitario rapido e senza ostacoli a El-Obeid e nei dintorni, nonché in tutto il Paese.

Esortiamo le Forze Armate sudanesi, le Forze di Supporto Rapido e i gruppi armati alleati a cessare immediatamente le ostilità e ad avviare negoziati diretti in buona fede. Chiediamo alle Forze Armate sudanesi di porre fine al loro ripetuto rifiuto delle misure di allentamento delle tensioni proposte e alle Forze di Supporto Rapido di dare attuazione agli impegni assunti nell’ambito della Dichiarazione di Jeddah, cosa che finora hanno costantemente omesso di fare.

Sosteniamo gli sforzi dell’inviato personale del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Pekka Haavisto, volti a favorire la distensione a El-Obeid, e appoggiamo gli sforzi più ampi in corso da parte del Quad e del Quintetto per raggiungere una tregua umanitaria, seguita da un cessate il fuoco permanente e da un dialogo politico indipendente, inclusivo, trasparente e guidato da figure civili.

Siamo uniti nella nostra determinazione a promuovere la responsabilità per tutte le violazioni del diritto internazionale umanitario e del diritto internazionale dei diritti umani commesse da tutte le parti in conflitto. Rimaniamo impegnati a sostenere le vittime e i sopravvissuti, anche attraverso iniziative volte a garantire che tali violazioni non si ripetano.

Esortiamo tutti gli attori esterni, come stabilito nei principi di Berlino, a cessare di fornire, direttamente o indirettamente, sostegno armato, logistico o finanziario alle parti in conflitto e ad astenersi da qualsiasi azione che possa esacerbare le tensioni e alimentare il conflitto. Esortiamo il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ad estendere l’embargo sulle armi nella regione del Darfur all’intero territorio sudanese.

Riaffermiamo il nostro impegno incrollabile a favore della sovranità, dell’unità e dell’integrità territoriale del Sudan. Respingiamo ogni iniziativa unilaterale che rischi di portare alla divisione del Paese e ribadiamo il nostro impegno a sostenere le aspirazioni democratiche del popolo sudanese.

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