L’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati ha ospitato, giovedì 16 luglio, la presentazione dell’Annuario statistico ISTAT-ICE e del Rapporto di ICE Agenzia “L’Italia nell’economia internazionale”, due pubblicazioni di riferimento per capire l’evoluzione del commercio estero e dell’economia mondiale e la posizione che l’Italia occupa in questo contesto.
L’iniziativa, caduta nell’anno del centenario di fondazione dei due istituti, è stata presenziata da alte cariche istituzionali e ha incluso un momento di confronto tra imprenditori protagonisti del Made in Italy sulle sfide e le opportunità del settore.
Con l’Annuario “Commercio estero e attività internazionali delle imprese”, giunto alla sua 28a edizione, l’Istituto nazionale di statistica e ICE Agenzia predispongono un’ampia base informativa utile per lo studio dello scenario economico internazionale e per analizzare la presenza delle imprese italiane sui mercati esteri. L’opera si caratterizza come una raccolta di dati, con oltre mille tavole statistiche, mappe interattive e grafici; inoltre, per buona parte delle voci analizzate viene fornito anche l’andamento storico degli ultimi dieci anni.
L’Annuario, a cui contribuisce anche la Banca d’Italia, è disponibile soltanto online e include un link per accedere al Rapporto redatto da ICE Agenzia.
Questa edizione 2025-2026 del Rapporto “L’Italia nell’economia internazionale” segna il traguardo del 40o anno di pubblicazione dello studio dedicato al posizionamento competitivo del sistema produttivo italiano nel contesto dell’economia globale. Dopo un’approfondita panoramica sullo scenario economico mondiale, il Rapporto entra nel dettaglio dell’economia italiana, con analisi sull’import, l’export, i mercati di destinazione, la produzione a livello territoriale e il profilo degli operatori impegnati nelle attività di esportazione. Un ultimo capitolo descrive le azioni e i servizi di ICE Agenzia a sostegno delle imprese italiane. L’opera è arricchita infine da una serie di approfondimenti sui temi di maggiore attualità ed è accompagnata da un documento di sintesi con un’appendice statistica.
Entrambi i documenti redatti da ICE Agenzia e ISTAT prendono in esame anche la dimensione territoriale degli scambi commerciali italiani e offrono una fotografia delle imprese operanti nel settore. Nel 2025, segnala in particolare il Rapporto di ICE Agenzia, la crescita delle esportazioni ha mostrato una marcata differenziazione territoriale: il Centro ha registrato l’aumento più sostenuto (13,2%), mentre il Nord-Ovest, con un +2,3%, e il Nord-Est, con un +2%, hanno evidenziato dinamiche inferiori alla media. Il Mezzogiorno ha segnato una contrazione (-1,2%).
Riguardo agli operatori, ICE Agenzia evidenzia che la struttura dell’export resta fortemente concentrata: gli operatori maggiori, con fatturato all’esportazione superiore a 50 milioni di euro, sono pari all’1,1% del totale (che conta 126.491 unità) ma generano il 60,2% delle vendite complessive. L’analisi dell’andamento dell’export nel periodo 2023-2025 conferma come la crescita sia attribuibile soprattutto alle imprese di dimensioni più grandi e alle multinazionali, in particolare a quelle a controllo estero.
Le imprese non multinazionali, pur incidendo per circa un quinto dell’export nazionale, mantengono tuttavia un ruolo rilevante nella manifattura: tra le imprese impegnate nell’export dal 2017 al 2025, il 77,8% non appartiene a gruppi multinazionali e le piccole imprese rappresentano oltre il 50% del totale.
Come è cresciuto l’export italiano nel 2025
Secondo i dati diffusi da ICE Agenzia, nel 2025 la vendita di manufatti è cresciuta del 3,2%, consentendo all’Italia di mantenere la quinta posizione tra gli esportatori mondiali in questo ambito, con una quota del 3,26%. Nell’Area dell’euro, tale quota sale all’11,87%.
La crescita è stata trainata soprattutto dall’industria farmaceutica, seguita dal comparto metallurgico, dai prodotti alimentari e dai mezzi di trasporto, in particolare navi e aeromobili, che hanno compensato la flessione degli autoveicoli. Flessioni hanno registrato anche i comparti tradizionalmente rilevanti, come la moda e la chimica. La meccanica, primo settore per valore esportato, è rimasta sostanzialmente stabile.
Anche le esportazioni di servizi sono aumentate (+5,6%), sostenute dal turismo e dai servizi alle imprese.
Sul piano geografico, Svizzera e Stati Uniti hanno fornito i contributi più significativi alla crescita dell’export, seguiti da Spagna e Francia.