L’economia dell’Estonia si trova in una fase di ripresa dopo la recessione causata dalle conseguenze del conflitto in Ucraina, dalle interruzioni delle catene del valore e dall’aumento dei prezzi dell’energia. Nel corso del 2026 è previsto un significativo rafforzamento dei consumi privati, favorito dal recupero della domanda interna, che incoraggerà le imprese a rivedere i propri piani di investimento.
Il Paese vanta inoltre il debito pubblico più basso dell’Unione Europea, un elemento che garantisce al Governo una notevole stabilità per finanziare i futuri disavanzi e i massicci investimenti previsti dalle Istituzioni, compresi quelli nella difesa; in effetti, è di aprile la decisione di aumentare la spesa in questo settore fino a raggiungere una media del 5,4% del Prodotto interno lordo (PIL) entro il 2029, con un incremento di oltre il 2% in un solo anno.
I punti di forza del Paese baltico risiedono in un ambiente favorevole alle imprese, con procedure semplificate, infrastrutture digitali avanzate e una forza lavoro qualificata. Nel 2023, gli investimenti diretti esteri (IDE) hanno raggiunto i due miliardi di euro, in particolare nei settori tecnologico e industriale.
Da alcuni anni, le Autorità sono impegnate nell’elaborazione di direttive volte a promuovere la crescita infrastrutturale e urbanistica del Paese all’insegna della sostenibilità. Le iniziative si inquadrano nella strategia di sviluppo a lungo termine del Piano Territoriale Nazionale 2050, che fissa i principi per l’impiego delle aree terrestri e marittime dell’Estonia e pone le linee guida per successivi e più dettagliati documenti di pianificazione.
I temi del Piano Territoriale Nazionale 2050 dell’Estonia

La transizione verde viene quindi vista come un pilastro dello sviluppo estone. Le Autorità locali stanno peraltro lavorando al Climate-Resilient Economy Act, pensato per definire il percorso economico che dovrebbe condurre il Paese alla neutralità climatica entro il 2050. In questo contesto, il ruolo attribuito alle risorse rinnovabili è centrale. A gennaio è stato approvato il nuovo Piano di Sviluppo Energetico (ENMAK/ESDP 2035), nel quale le fonti di energia pulita (come l’energia eolica e solare con sistemi di accumulo) sono riconosciute quali componenti essenziali per garantire la sicurezza energetica locale. L’inaugurazione del parco solare di Kirikmäe è un passo importante nel percorso di espansione della capacità fotovoltaica, e il settore delle energie rinnovabili nel suo complesso si sta affermando come sempre più attraente per gli investimenti esteri.
Tra i punti toccati dal Piano Territoriale Nazionale 2050 c’è anche la riorganizzazione degli spazi abitativi e, in proposito, il Ministero del Clima ha elaborato un Piano nazionale per la ristrutturazione degli edifici fino al 2050, sempre in linea con i principi della sostenibilità. Obiettivo dell’iniziativa è rendere il patrimonio immobiliare del Paese efficiente dal punto di vista energetico e a basse emissioni di carbonio. Si stima che i settori pubblico e privato dovranno investire complessivamente 8,6 miliardi di euro tra il 2026 e il 2035, supportati da circa 1,5 miliardi di euro in sovvenzioni erogate dallo Stato e in strumenti finanziari. Il progetto mira a ridurre del 20% il consumo medio di energia primaria entro il 2035, concentrandosi in particolare sulla ristrutturazione dei condomini costruiti prima del 2000.
Le Istituzioni intendono guidare questo processo rendendo a emissioni zero tutti i nuovi edifici pubblici a partire dal 2028 e privilegiando soluzioni di costruzione basate su elementi prefabbricati in modo da abbreviare i tempi di esecuzione.
Mobilità sostenibile e infrastrutture digitali
Un approccio sostenibile contraddistingue anche il Piano di Sviluppo dei Trasporti e della Mobilità 2021-2035, che definisce la direzione seguita dal Governo estone per modernizzare il sistema dei trasporti e abbattere le emissioni di gas serra del comparto. Il Piano prevede spese e investimenti complessivi stimati in oltre 12 miliardi di euro, mobilitando risorse del bilancio statale e fondi europei. Lo slancio principale è rivolto al comparto ferroviario, che beneficerà di circa 2,3 miliardi di euro totali: 300 milioni saranno impiegati per l’elettrificazione delle linee passeggeri e merci, mentre 260 milioni sosterranno l’innalzamento delle velocità fino a 160 chilometri orari per collegare Tallinn a Tartu in 90 minuti. In questo quadro, la realizzazione della linea ad alta velocità Rail Baltica, che mira a integrare il Paese nella rete europea e a potenziare il corridoio logistico nord-sud, assorbirà circa 1,6 miliardi di euro.
Interventi significativi sono previsti anche nella mobilità urbana, con investimenti per 200 milioni per convertire gli autobus a energie rinnovabili ed elevare al 55% la quota di cittadini che scelgono la mobilità attiva o ciclabile, e nel comparto stradale nazionale, dove fino a 1,94 miliardi di euro saranno stanziati per ammodernare le tre principali direttrici del Paese (da Tallinn verso Tartu, Narva e Pärnu) e pavimentare le vie secondarie in ghiaia entro il 2030, in conformità con gli standard fissati per le Reti transeuropee dei trasporti.
Un ruolo di primo piano per l’economia locale, infine, continuerà a essere svolto dal settore dei servizi, guidato dalle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT). Attraverso il Piano Banda Larga 2030, il Governo punta a colmare il divario di connettività nelle zone rurali e nelle aree poco appetibili per il mercato, garantendo a tutti i cittadini e alle imprese connessioni fisse ad altissima capacità, scalabili fino a un gigabit al secondo, entro la fine del decennio. Sono previsti investimenti pubblici iniziali superiori a 70 milioni di euro per lo sviluppo delle reti di accesso, sostenuti in gran parte dai fondi europei, a cui poi dovrebbero seguire risorse per circa 200 milioni di euro per raggiungere i traguardi prefissati. Le Istituzioni, inoltre, stanno accelerando sulla copertura 5G, destinando quasi 19 milioni di euro per coprire i principali corridoi di trasporto, come la Via Baltica e la Rail Baltica.
Per facilitare questa massiccia espansione tecnologica, il Paese sta portando avanti una revisione normativa che renda obbligatoria l’integrazione delle infrastrutture di comunicazione già nelle fasi di progettazione di nuovi edifici e strade.
L’interscambio bilaterale con l’Italia
Alla luce dei progetti delle Autorità estoni, il consolidamento dei rapporti commerciali e industriali con l’Italia assume notevole rilevanza. L’Italia si posiziona come il nono fornitore globale dell’Estonia, con una quota di mercato del 2,9% nel 2025, e rappresenta il quindicesimo mercato di destinazione per le esportazioni del Paese baltico, con una quota dell’1,7%. Nel 2025, il valore complessivo dell’interscambio ha raggiunto i 957 milioni di euro, confermando una sostanziale tenuta rispetto all’anno precedente e mantenendo un saldo positivo per l’Italia, pari a 350 milioni di euro.
Le esportazioni italiane verso l’Estonia, che nel 2025 hanno totalizzato 654 milioni di euro, sono guidate dalla meccanica strumentale e dalla manifattura di eccellenza. I macchinari e le apparecchiature costituiscono la prima voce dell’export del Made in Italy, pesando per quasi il 19% sul totale, per un valore di 123 milioni di euro. Seguono i metalli di base e i prodotti in metallo con 72 milioni di euro, pari all’11% delle vendite. Buoni risultati si registrano anche nel comparto dei prodotti alimentari, delle bevande e del tabacco, che ha generato ricavi per 68 milioni di euro, e per il settore tessile e dell’abbigliamento, con 59 milioni di euro. Chiudono le sostanze e i prodotti chimici, e gli articoli in gomma e materie plastiche, per un valore di poco superiore ai 50 milioni di euro ciascuno.
Sul fronte delle importazioni italiane, che ammontano a 304 milioni di euro nel 2025 e risultano in crescita del 13,4% rispetto al 2024, prevalgono i prodotti alimentari e le bevande con 79 milioni di euro di acquisti. Quasi altrettanto significativi sono gli arrivi di legno, carta e stampa (58 milioni di euro) e di sostanze chimiche (42 milioni di euro). Le importazioni di computer, apparecchi elettronici e ottici valgono invece 29 milioni di euro, a conferma dello sviluppo tecnologico locale.
Anche la presenza diretta delle imprese italiane nel Paese è consolidata. Secondo i dati pubblicati da InfoMercatiEsteri, nel 2024 è stata registrata una partecipazione italiana in 86 imprese di diritto locale, generalmente di piccole dimensioni e soprattutto nei servizi di informazione e comunicazione (quasi il 30% della presenza italiana complessiva). Seguono le attività professionali, scientifiche e tecniche (27,8%), il commercio all’ingrosso e al dettaglio (23%) e le attività immobiliari (20,9%). Si registra inoltre la presenza di imprese nelle attività finanziarie e assicurative (18,4%). Lo stock di investimenti diretti esteri netti italiani in Estonia, al 2025, si attesta a 235 milioni di euro, evidenziando margini importanti per rafforzare ulteriormente la cooperazione, in special modo lungo le filiere dell’edilizia sostenibile, delle reti digitali e delle energie rinnovabili in cui il Governo locale sta infondendo sempre maggiore slancio.
La lunga tradizione degli scisti bituminosi
L’industria estone degli scisti bituminosi è tra le più sviluppate al mondo. Questi banchi di roccia composti in parte da minerali e in parte da materia organica, sono impiegati nelle centrali elettriche come combustibili per la produzione di energia e calore e per decenni hanno rappresentato una fonte energetica irrinunciabile per il Paese.
Oltre alla generazione energetica, le attività industriali producono circa cinque milioni di tonnellate di cenere all’anno, ritenuta un sottoprodotto di rilievo nell’ottica dell’economia circolare. La cenere estone è infatti adatta per l’industria delle costruzioni (ad esempio per cemento e asfalto) e come ammendante per i terreni agricoli. Inoltre, secondo recenti analisi, i livelli di diossina risultano ampiamente inferiori alle soglie normative europee.
Il Paese ha tuttavia intrapreso un cammino di diversificazione e si sta preparando a ridurre gradualmente l’utilizzo di questo combustibile. Per sostenere la transizione, la regione di Ida-Virumaa – cuore dell’estrazione di scisti bituminosi in Estonia – è entrata anche nel programma del Fondo per una Transizione Giusta (JFT) dell’Unione Europea, con l’obiettivo di ottenere sostegno per la creazione di nuovi posti di lavoro e aiutare la comunità ad adattarsi a un futuro a basse emissioni di carbonio.
Un Ministero per affrontare i cambiamenti climatici
Nel 2023, il Ministero dell’Ambiente estone ha cambiato nome in Ministero del Clima per abbracciare la missione di guidare la società verso un modo di pensare e di agire rispettoso dell’ambiente.
La nuova denominazione è stata accompagnata anche da un nuovo assetto dirigenziale. La guida congiunta affidata al Ministro dell’Energia e al Ministro delle Infrastrutture sottolinea l’importanza assegnata a una pianificazione delle attività che tenga conto dell’interazione tra i diversi settori: le politiche di contrasto al cambiamento climatico e di costruzione di un’economia pulita sono infatti concepite per operare e apportare benefici diffusi in tutti gli ambiti sociali.
Intervista all’Ambasciatore d’Italia in Estonia, Stefano Catani
Ambasciatore, può parlarci delle attività italiane in Estonia? Dove operano maggiormente le imprese italiane nel Paese?
L’Estonia rappresenta un mercato relativamente contenuto in termini di dimensioni, ma di grande interesse strategico per le imprese italiane grazie alla sua elevata apertura internazionale, alla stabilità del contesto economico e a uno degli ecosistemi digitali più avanzati d’Europa. In questo senso, il Paese va considerato non soltanto come una destinazione commerciale, ma come un partner tecnologico e innovativo inserito nello spazio nordico-baltico. Nel 2025, l’interscambio commerciale ha sfiorato il miliardo di euro, con le esportazioni dall’Italia verso l’Estonia pari a 654 milioni di euro, mentre le importazioni dall’Estonia verso l’Italia hanno raggiunto i 304 milioni di euro. Per quanto riguarda gli investimenti, nel 2025 lo stock complessivo ha raggiunto quota 235 milioni di euro.
In Estonia operano circa 20 imprese con partecipazione italiana. Le aziende italiane sono presenti in diversi comparti tradizionali del Made in Italy, dall’agroalimentare, al petfood, alla meccanica, alla farmaceutica e all’immobiliare. Negli ultimi anni, tuttavia, si è assistito a un crescente interesse verso settori ad alto valore aggiunto, quali le tecnologie digitali, la cybersecurity, l’automazione industriale, l’energia, le infrastrutture e le soluzioni innovative per la pubblica amministrazione e le città intelligenti.
L’Estonia offre inoltre un ambiente particolarmente favorevole alla collaborazione tra imprese, startup, università e centri di ricerca. La rapidità dei processi amministrativi, l’elevato livello di digitalizzazione e una forte cultura dell’innovazione rendono il Paese un interlocutore naturale per molte eccellenze italiane.
Il nostro obiettivo è accompagnare un numero crescente di imprese italiane verso opportunità che non si limitano all’esportazione di prodotti, ma comprendono anche investimenti, partenariati industriali, cooperazione tecnologica e sviluppo congiunto di soluzioni innovative per i mercati europei e internazionali.
Quali pilastri del Made in Italy riscuotono il maggior successo sul mercato estone e presentano una domanda più solida e dinamica?
Il Made in Italy continua a godere in Estonia di un’immagine estremamente positiva, associata a qualità, affidabilità, innovazione e capacità di coniugare tradizione e modernità. I comparti dell’agroalimentare, del vino, dell’arredamento e del design mantengono una posizione di rilievo e incontrano l’apprezzamento di consumatori sempre più attenti alla qualità e alla sostenibilità dei prodotti.
Accanto a questi settori, emerge tuttavia una crescente domanda per quello che potremmo definire il “Made in Italy tecnologico”. Le imprese estoni riconoscono infatti il valore delle competenze italiane nella meccanica avanzata, nell’automazione, nelle tecnologie industriali, nelle tecnologie verdi, nelle soluzioni per l’efficienza energetica e nelle infrastrutture.
Questa evoluzione riflette la trasformazione dell’economia estone, fortemente orientata all’innovazione e alla digitalizzazione. In tale contesto, il valore aggiunto italiano non risiede soltanto nella qualità del prodotto finale, ma anche nella capacità di offrire know-how, soluzioni personalizzate e competenze tecnologiche avanzate.
Il successo del Made in Italy in Estonia è quindi sempre più legato alla combinazione tra creatività, innovazione e capacità industriale: caratteristiche che consentono alle nostre imprese di dialogare efficacemente con un mercato sofisticato, competitivo e aperto alla sperimentazione.
Al di là di quei comparti tradizionali, quali mercati o filiere emergenti offrono oggi nuove opportunità per il know-how italiano in Estonia?
Tra gli ambiti più promettenti figurano certamente le tecnologie digitali, la cybersecurity, l’intelligenza artificiale, le soluzioni per l’e-government e la trasformazione digitale dei servizi pubblici e privati. L’Estonia è un punto di riferimento internazionale in questi settori e rappresenta un contesto particolarmente favorevole allo sviluppo di collaborazioni tecnologiche e industriali.
Un secondo ambito di grande interesse riguarda la transizione energetica e la sostenibilità ambientale. Gli investimenti in energie rinnovabili, reti intelligenti, efficientamento energetico e tecnologie verdi offrono opportunità significative per le imprese italiane che operano in questi comparti.
Particolare attenzione merita inoltre il settore della difesa e della sicurezza. Il rafforzamento delle capacità di difesa dell’Estonia e dell’intera regione baltica sta generando nuovi investimenti in infrastrutture strategiche, tecnologie avanzate, cybersecurity e sistemi dual-use, creando interessanti prospettive di collaborazione per le aziende italiane specializzate.
Da considerare anche il settore aerospaziale, dove l’Estonia vanta un grande expertise nei nano-satelliti e nella cyber sicurezza applicata agli oggetti in orbita, mentre l’Italia ha una filiera di altissima qualità in grado sia di realizzare i satelliti che di portarli nello spazio. Al riguardo, questo autunno realizzeremo la terza conferenza sulla cooperazione spaziale italo-estone, segno tangibile della crescente cooperazione in questo settore.
Infine, l’ecosistema delle startup e delle imprese innovative rappresenta un terreno naturale di cooperazione. L’Estonia è uno dei Paesi europei con la più alta densità di startup innovative e offre numerose opportunità di partenariato per imprese, investitori e centri di ricerca italiani. La nostra presenza per la terza volta alla fiera Latitude59 – la principale fiera tech dell’innovazione e del digitale dedicata alle start-up più innovative, che ha visto nel 2026 3.500 partecipanti da 70 Paesi, tra cui oltre 900 startupper e 600 investitori (con portfolio gestiti per un totale di oltre 30 miliardi di euro) – con uno stand italiano, realizzato dall’ICE, ne è la prova.
Qual è il giusto approccio per un’impresa intenzionata a sbarcare sul mercato locale e quali dinamiche estoni richiedono maggiore attenzione?
L’Estonia è un mercato altamente digitalizzato e fortemente integrato nelle catene del valore europee e nordiche. Proprio per queste caratteristiche, le imprese italiane che intendono sviluppare la propria presenza nel Paese dovrebbero guardare all’Estonia non soltanto come a un mercato di sbocco, ma come a un partner con cui costruire relazioni di lungo periodo.
L’esperienza dimostra che gli operatori estoni apprezzano particolarmente affidabilità, rapidità decisionale, competenza tecnica e capacità di proporre soluzioni concrete. Si tratta di un contesto imprenditoriale caratterizzato da una cultura manageriale pragmatica, orientata ai risultati e all’innovazione, nel quale la qualità del prodotto rimane importante ma deve essere accompagnata da un forte contenuto di servizio e da una chiara proposta di valore.
Per le aziende italiane è quindi fondamentale investire nella conoscenza del mercato, sviluppare una presenza costante e individuare partner locali qualificati. In molti settori, soprattutto quelli legati alle tecnologie digitali, all’energia, alle infrastrutture e all’innovazione industriale, la creazione di partnership e progetti congiunti può risultare più efficace di una semplice strategia commerciale.
Un altro elemento distintivo è rappresentato dalla straordinaria digitalizzazione del Paese. Le imprese che operano in Estonia si confrontano con interlocutori abituati a procedure snelle, servizi online e processi decisionali rapidi. Il fiore all’occhiello è la cosiddetta e-residency, che permette di aprire un’impresa di diritto estone completamente online senza risiedere nel Paese. L’evento simbolo in tale ambito è il Tallinn Digital Summit, forum organizzato dal Governo estone dedicato alla governance digitale, alla cybersicurezza e all’innovazione tecnologica che riunisce politici, imprenditori ed esperti di IT per discutere del futuro della transizione digitale. Comprendere questa cultura dell’innovazione e della semplificazione amministrativa costituisce un fattore importante per operare con successo.
L’Ambasciata, insieme agli altri attori del Sistema Italia, è impegnata nel sostenere le imprese interessate a cogliere queste opportunità, favorendo il dialogo con le istituzioni e con il tessuto economico locale.
Ci sono in previsione progetti o lavori che potrebbero interessare le nostre aziende in Estonia?
Le prospettive per le imprese italiane appaiono particolarmente interessanti in diversi ambiti strategici che saranno al centro degli investimenti estoni nei prossimi anni.
Un primo settore riguarda le infrastrutture e la connettività regionale. Progetti di grande portata come Rail Baltica, destinato a rafforzare i collegamenti tra i Paesi baltici e il resto dell’Unione europea, continuano a generare opportunità per aziende attive nell’ingegneria, nelle costruzioni, nelle tecnologie ferroviarie e nei servizi collegati. Nel bilancio statale per il 2026, l’Estonia ha previsto uno stanziamento di 435,7 milioni di euro per Rail Baltica, nell’ambito di investimenti ferroviari complessivi pari a 684,2 milioni di euro.
Un secondo ambito di crescente rilevanza è quello della difesa e della sicurezza. Il rafforzamento delle capacità di difesa nazionali – il nuovo polo delle industrie della difesa, la linea di difesa baltica o il cosiddetto “muro di droni” – e della resilienza delle infrastrutture critiche sta determinando nuovi investimenti che possono incontrare le competenze di molte imprese italiane.
Particolarmente dinamico è anche il settore della transizione energetica. L’Estonia sta accelerando gli investimenti nelle energie rinnovabili – ivi incluso l’uso dei biocarburanti -, nell’efficienza energetica, nelle reti intelligenti e nelle tecnologie per la sostenibilità ambientale, creando opportunità significative per operatori specializzati e fornitori di soluzioni tecnologiche. È al vaglio anche l’introduzione dell’energia nucleare con modello Small Modular Reactor.
Infine, meritano attenzione gli investimenti nell’innovazione digitale, nella ricerca applicata e nello sviluppo di nuove tecnologie. L’ecosistema estone continua ad attrarre startup, centri di ricerca e imprese innovative, favorendo la nascita di collaborazioni internazionali ad alto valore aggiunto.
In questo contesto, l’Italia dispone di competenze industriali, tecnologiche e scientifiche di assoluto livello che possono contribuire in maniera significativa ai processi di modernizzazione e crescita del Paese. La nostra ambizione è favorire una presenza sempre più qualificata delle imprese italiane in Estonia, promuovendo non solo opportunità commerciali, ma anche partenariati strategici e progetti di collaborazione di lungo periodo.