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Lituania, un’economia in movimento orientata all’indipendenza energetica

Vilnius
Vilnius

La Lituania si posiziona come un’economia dinamica, caratterizzata da un ambiente attrattivo per gli investitori internazionali. In effetti, nonostante un contesto globale e regionale in costante evoluzione, il Paese baltico continua a registrare risultati macroeconomici che riflettono la solidità del suo sistema produttivo. Secondo i dati disponibili, nel 2025 il Prodotto Interno Lordo (PIL) lituano ha evidenziato una crescita del 2,9%, mantenendosi sulla scia del 3% registrato nel 2024 e in netto recupero rispetto allo 0,7% dell’anno precedente. Questo slancio è sostenuto in particolar modo da un aumento dei salari e dalla ripresa dei consumi privati. A confermare la vitalità del mercato contribuisce poi il crescente afflusso di capitali esteri: nel 2024, secondo i dati della Commissione Europea, gli Investimenti Diretti Esteri (IDE) netti hanno raggiunto il 5,5% del Prodotto Interno Lordo, in aumento rispetto al 4,8% del 2023 e al 3,4% del 2022.

Il Governo, intanto, sta dedicando ingenti risorse all’ammodernamento dell’economia nazionale, focalizzando l’attenzione sulla transizione ecologica e sull’indipendenza energetica, intese in maniera strettamente connessa. Il Paese non si limita, infatti, al raggiungimento dell’autosufficienza in campo energetico, ma sta lavorando a una vera ristrutturazione del settore. Sebbene ad oggi i combustibili fossili d’importazione rappresentino ancora oltre la metà del consumo finale, le nuove direttrici tracciate dal Governo delineano un percorso in cui la progressiva elettrificazione andrà a sostituire in modo definitivo il ricorso ai prodotti fossili. L’obiettivo delle Istituzioni è quello di trasformare la Lituania da Paese storicamente importatore a esportatore netto di elettricità già nella finestra temporale compresa tra il 2028 e il 2030. Spingendo lo sguardo al 2050, il Paese punta a divenire un cruciale hub regionale per l’esportazione di idrogeno verde e dei relativi derivati industriali ad alto valore aggiunto.

Grazie a queste misure, la Lituania mira a diventare uno Stato neutrale dal punto di vista climatico entro i prossimi venticinque anni, un’ambizione supportata da un’apposita cornice normativa, articolata nel Piano Nazionale per l’Energia e il Clima e nella recente Strategia Nazionale per l’Indipendenza Energetica.

Per raggiungere questi traguardi, le Autorità hanno pianificato una notevole capacità di generazione rinnovabile: dieci gigawatt (GW) di eolico onshore, 4,5 GW di eolico offshore e nove GW di energia solare entro il 2050, con investimenti necessari stimati tra i 49 e i 79 miliardi di euro.

I piani di transizione energetica si estendono inoltre al settore della mobilità e dei trasporti. La Legge sui Combustibili Alternativi favorisce l’adozione di veicoli elettrici, incentiva l’uso di biometano e idrogeno e prevede un potenziamento delle infrastrutture di ricarica su tutto il territorio nazionale. In particolare, il Governo ha stabilito che entro la fine dell’anno, il 100% dei nuovi veicoli acquisiti per il trasporto pubblico dovrà essere alimentato con combustibili alternativi, con l’obiettivo di abbandonare entro il 2029 i carburanti fossili usati dai mezzi circolanti. Le Istituzioni hanno quindi stanziato oltre due milioni di euro per la conversione dei veicoli inquinanti, insieme a sussidi fino a 60.000 euro per l’acquisto di autobus ecologici. Sono infine previsti 300 nuovi punti di ricarica per mezzi pesanti e quattro stazioni di rifornimento a idrogeno entro il 2026.

Altri comparti nei quali il Paese sta incanalando massicci investimenti pubblici e privati sono l’ammodernamento della rete di distribuzione elettrica, spesso limitata da infrastrutture che necessitano di adeguamenti tecnologici, e l’efficientamento del tessuto industriale e residenziale.

Anche il settore agricolo e agroindustriale della Lituania sta attraversando una fase di trasformazione strutturale, orientata verso la sostenibilità e l’integrazione di tecnologie avanzate. Sebbene l’agricoltura contribuisca attualmente a poco più del 3% dell’economia, essa è responsabile del 21% delle emissioni di gas serra nazionali, principalmente a causa del metano rilasciato dagli allevamenti e dell’ossido di azoto derivante dai fertilizzanti. Per questo motivo, le Istituzioni hanno implementato il Piano Strategico per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale 2023-2027, che incentiva l’espansione delle superfici coltivate con metodo biologico e l’adozione di pratiche conservative come la semina su sodo.

Questo sforzo di ammodernamento è sostenuto dalla forte crescita del clean tech: nel corso del solo 2024, il comparto lituano delle tecnologie pulite ha attratto circa 140 milioni di euro in investimenti pubblici e privati. Le opportunità di sviluppo coinvolgono direttamente anche gli operatori privati locali, con realtà industriali che oggi gestiscono migliaia di ettari di terreni agricoli certificati biologicamente e implementano modelli produttivi basati su nuove tecnologie per la coltivazione e la zootecnia, mentre alcuni gruppi della trasformazione cerealicola stanno espandendo la propria capacità produttiva a livello regionale tramite nuove infrastrutture per la macinazione.

 

L’interscambio con l’Italia

Le relazioni bilaterali tra Italia e Lituania si riflettono in un interscambio commerciale in crescita, che continua a confermare notevoli potenzialità e margini di cooperazione per gli operatori economici. I dati statistici relativi al 2025 posizionano l’Italia come l’undicesimo fornitore della Lituania, permettendo al nostro Paese di conquistare una quota di mercato del 3% a livello locale. Allo stesso tempo, l’Italia figura stabilmente come tredicesimo mercato di destinazione per le merci lituane, assorbendo il 2,5% dell’export totale del Paese baltico.

Analizzando nel dettaglio i valori complessivi dell’interscambio, il 2025 si è chiuso con un volume di esportazioni italiane pari a 1,5 miliardi di euro, in crescita di quasi il 4% rispetto agli 1,44 miliardi registrati nel 2024 e agli 1,46 miliardi del 2023. Anche l’importazione di merci lituane in Italia ha vissuto una fase di progressiva espansione, passando dagli 837 milioni di euro del 2023 ai 900 milioni nel 2024, fino a superare la quota di un miliardo di euro al termine del 2025. La bilancia commerciale si mantiene favorevole all’Italia, registrando nel 2025 un saldo positivo pari a 479 milioni di euro.

Sul fronte dell’export nazionale, il comparto di punta si conferma quello della meccanica avanzata: i macchinari e le apparecchiature si attestano a 299 milioni di euro nel 2025, coprendo da soli poco meno del 20% del totale esportato in Lituania. Buoni risultati giungono anche dal comparto dei prodotti alimentari, delle bevande e del tabacco, che raggiunge la cifra di 236 milioni di euro, pari al 15,7% dell’export. Seguono i prodotti tessili, dell’abbigliamento e i relativi accessori che totalizzano 147 milioni di euro (circa il 10%). A completare questo quadro si inseriscono i flussi legati alla metallurgia di base e ai prodotti in metallo, con 123 milioni di euro, e le esportazioni del settore chimico, che ammontano a 118 milioni di euro.

Sul versante delle importazioni italiane, emerge come il comparto trainante sia di gran lunga quello agroalimentare, con acquisti di prodotti alimentari, bevande e tabacco per 360 milioni di euro, cifra che rappresenta oltre il 35% dell’intero import dal Paese baltico per l’anno 2025. Seguono poi l’esportazione di sostanze e prodotti chimici, con un valore di 115 milioni di euro, pari all’11,3% del totale, e la fornitura di computer e apparecchi elettronici, con 82 milioni di euro.

 

La Lituania al centro della nuova rete per la Mobilità Militare Europea

Per rispondere alla recente evoluzione degli scenari geopolitici, l’Unione Europea mira a istituire uno spazio di mobilità militare integrato entro il 2027, semplificando le procedure transfrontaliere e adeguando i corridoi di trasporto a standard di duplice uso. Per la sicurezza del fianco orientale europeo, diventa centrale il ruolo della Lituania; il Paese partecipa attivamente allo sviluppo della Regione di Mobilità Militare dell’Europa Centro-Settentrionale (CNE MMA), che espande l’asse logistico pre-esistente verso il Baltico. Al fine di garantire la massima fluidità ai movimenti delle forze alleate, il Governo lituano sta accelerando un vasto programma infrastrutturale. Spiccano i lavori su alcune direttrici strategiche, come la Via Baltica e la Rail Baltica, insieme all’asse stradale Augustów-Vilnius e alla diramazione ferroviaria per l’area di addestramento militare di Rūdninkai.

Per sostenere questo sforzo di modernizzazione logistica, le Istituzioni lituane stimano un fabbisogno aggiuntivo di 3,5 miliardi di euro, a fronte degli 1,69 miliardi stanziati dall’Unione Europea per il periodo 2021-2027. Parallelamente, in un’ottica di sinergia regionale, è in fase di pianificazione l’istituzione di una Zona di Mobilità Militare Tri-Baltica, un’iniziativa volta a creare uno spazio logistico continuo e privo di barriere in tutta l’area nord-orientale del continente.

 

La leadership di Vilnius nella mobilità a zero emissioni

La riduzione delle emissioni e l’impegno per incrementare l’uso del trasporto pubblico, che entro la fine del decennio dovrebbe salire dal 12% al 18%, sono due punti fondamentali nei piani governativi per un sistema di trasporti sostenibili, e su questo punto, la capitale Vilnius si presenta come laboratorio urbano. Per ridurre l’utilizzo dell’auto privata dall’attuale 48% al 30% degli spostamenti entro il 2030, le Autorità locali stanno rinnovando la flotta pubblica, che entro il 2027 dovrebbe inoltre avere il 78% di mezzi elettrici. Questa modernizzazione è accompagnata dall’estensione della rete ciclabile a 220 chilometri e dall’introduzione di una Zona a Basse Emissioni nel centro storico, con lo scopo di abbattere i gas serra del 72% entro il 2030. A supporto, c’è la nuova applicazione istituzionale Judu, progettata per raccogliere in un’unica piattaforma l’emissione di biglietti, la pianificazione degli itinerari e i servizi di mobilità condivisa.

 

Intervista all’Ambasciatore d’Italia in Lituania, Emanuele de Maigret

 

Qual è lo stato dell’arte della presenza italiana in Lituania e in quali aree economiche si concentra maggiormente il nostro tessuto imprenditoriale?

La presenza italiana in Lituania è oggi articolata e dinamica. Negli ultimi anni abbiamo assistito a un progressivo rafforzamento dei rapporti economici bilaterali, sostenuto da una crescente complementarità tra le eccellenze produttive italiane e l’elevato livello di innovazione dell’economia lituana.

Il Sistema Italia a Vilnius opera in modo pienamente integrato attraverso l’Ambasciata, che accompagna le imprese nel dialogo con le istituzioni locali, il Desk ICE, che offre assistenza operativa nella ricerca di partner e opportunità commerciali, e l’Istituto Italiano di Cultura, che contribuisce a consolidare quella reputazione di affidabilità e qualità che rappresenta uno dei principali punti di forza del nostro Paese.

Sul territorio sono presenti diverse aziende italiane a partecipazione diretta, operanti in settori di rilievo strategico. Tra queste figurano realtà consolidate come il Gruppo Marzotto, nel settore tessile, e il Gruppo Gavazzi, attivo nel comparto ICT.

I comparti tradizionalmente più forti restano quelli dei macchinari e delle tecnologie industriali, primo settore dell’export italiano verso la Lituania, seguiti dall’agroalimentare, dal tessile-abbigliamento, dalla chimica e dalla metallurgia. Accanto a questi, stanno emergendo nuove aree di collaborazione ad alto contenuto tecnologico. La Lituania si sta infatti affermando come uno dei poli più dinamici dell’Europa centro-settentrionale nei settori delle life sciences, dei laser, delle tecnologie digitali, della cybersecurity e dell’innovazione dual-use. In questo contesto si stanno aprendo interessanti prospettive anche per le imprese italiane attive nell’aerospazio, nella difesa, nelle biotecnologie e nelle tecnologie avanzate.

Più che un semplice mercato di sbocco, la Lituania si sta configurando sempre più come un partner con cui sviluppare progetti comuni, ricerca, innovazione e investimenti in filiere strategiche per la competitività europea.

 

Guardando ai beni e ai servizi italiani, quali sono le eccellenze e i fattori competitivi più ricercati e valorizzati dai partner e dai consumatori in Lituania?

L’Italia gode in Lituania di una posizione privilegiata che affonda le proprie radici nella storia. È la figura di Bona Sforza d’Aragona, Granduchessa di Lituania e Regina di Polonia nel XVI secolo, a incarnare simbolicamente quell’incontro tra le nostre culture che ancora oggi continua a produrre effetti concreti. Tra arte, design, moda, enogastronomia e qualità della vita, l’Italia è percepita come un punto di riferimento naturale e gode di un patrimonio di reputazione e fiducia difficilmente eguagliabile.

Questo capitale di immagine si riflette anche nei rapporti economici. Nel 2025 l’export italiano verso la Lituania ha raggiunto 1,5 miliardi di euro, confermando il ruolo del nostro Paese tra i principali partner commerciali del mercato lituano. I consumatori e gli operatori economici locali apprezzano non soltanto la qualità dei prodotti italiani, ma anche quei valori di creatività, autenticità, affidabilità e attenzione al dettaglio che il Made in Italy continua a rappresentare.

Particolarmente forte è l’interesse per le eccellenze agroalimentari, in un mercato sempre più orientato alla qualità e alla valorizzazione delle produzioni di origine. Ne abbiamo avuto una conferma in occasione della Festa della Repubblica di quest’anno, durante la quale abbiamo scelto di presentare le eccellenze della Regione Piemonte, riscontrando grande apprezzamento da parte degli ospiti.

La dimensione culturale svolge, in questo senso, un ruolo essenziale. La Lituania è un Paese che attribuisce grande valore al proprio patrimonio storico e identitario, e la cooperazione culturale con l’Italia è oggi particolarmente intensa. Il 2026, segnato dall’Anno della Cultura lituana in Italia e inserito nel più ampio quadro del Programma culturale italo-lituano 2025-2026, offre un’occasione straordinaria per rafforzare ulteriormente un dialogo già molto vivo.

In questo contesto si inseriscono iniziative di particolare rilievo. Tra queste, la mostra Caravaggio: Santa Maria Maddalena in estasi, inaugurata presso il Museo Nazionale del Palazzo dei Granduchi di Lituania, rappresenta un evento unico: si tratta della prima esposizione in assoluto di un’opera di Caravaggio in Lituania e consente al pubblico di ammirare un dipinto a lungo ritenuto perduto. Ancora più simbolica è la donazione alla Lituania della scultura Lupo dell’artista italiano Davide Rivalta, installata sulla collina di Gediminas, luogo fondativo della storia nazionale lituana e simbolo della nascita di Vilnius. Raffigurando l’animale simbolo tanto di Vilnius quanto di Roma, l’opera richiama idealmente le leggende delle due capitali e celebra il 35° anniversario del ristabilimento delle relazioni diplomatiche tra Italia e Lituania. Il progetto è stato promosso dal Ministero italiano della Cultura e realizzato in collaborazione con il MAECI, l’Ambasciata d’Italia a Vilnius, l’Istituto Italiano di Cultura e qualificati partner lituani del settore pubblico e privato.

A queste iniziative si affianca un’attività culturale costante e capillare. L’Ambasciata ospita la collezione permanente Arte in Ambasciata: Italia Contemporanea a Vilnius, che riunisce 45 opere di 42 artisti italiani contemporanei, mentre il progetto Tracce d’Italia in Lituania ha valorizzato, anche attraverso i canali digitali, i luoghi della presenza storica, artistica e simbolica italiana nel Paese. A questo lavoro si affianca l’attività dell’Istituto Italiano di Cultura, che promuove ogni anno iniziative nei settori della lingua, della letteratura, del cinema, della musica, delle arti visive e dell’architettura. Tra le più recenti, la mostra fotografica Connessioni. Modernità architettonica tra Italia e Lituania, dedicata al modernismo nei due Paesi. La programmazione comprende inoltre iniziative dedicate all’enogastronomia italiana, come il format Food and Beverage – Italian Icons, e progetti volti a mantenere vivo il legame con il pubblico locale, anche attraverso una comunità di ex alunni dei corsi di lingua italiana.

 

Quali sono i nuovi trend economici in Lituania che potrebbero interessare le nostre imprese?

La Lituania attraversa una fase di notevole dinamismo economico. Dopo una crescita del PIL del 2,8% nel 2025, le previsioni per il 2026 indicano un’ulteriore accelerazione, sostenuta dagli investimenti pubblici, dall’innovazione tecnologica e dal rafforzamento della sicurezza europea. In questo contesto, quattro tendenze meritano particolare attenzione da parte delle imprese italiane.

La prima riguarda la difesa e le tecnologie dual-use. La decisione del Governo lituano di portare la spesa per la difesa al 5,38% del PIL nel 2026 rappresenta uno degli investimenti più significativi attualmente in corso in Europa. Oltre alle infrastrutture militari, la domanda si concentra su aerospazio, cybersecurity, tecnologie avanzate, droni, sensoristica e sistemi di comando e controllo. In questo contesto, l’Italia può contare su un posizionamento già consolidato grazie alla presenza di attori di primo piano come Leonardo e l’Agenzia Spaziale Italiana, che negli ultimi anni hanno rafforzato il dialogo con le istituzioni e gli operatori lituani. Grazie alle competenze sviluppate dall’industria italiana e alla consolidata cooperazione nell’ambito della NATO, l’Italia è oggi considerata un interlocutore credibile in un settore destinato a crescere ulteriormente nei prossimi anni.

Un secondo ambito di grande interesse è quello delle infrastrutture e della connettività. Il progetto Rail Baltica, destinato a collegare i Paesi baltici alla rete ferroviaria europea ad alta capacità, sta entrando nelle fasi più avanzate della sua realizzazione. Diverse aziende italiane sono già coinvolte nella progettazione e nella realizzazione delle opere e il progetto continua a offrire opportunità significative nei settori dell’ingegneria, delle costruzioni e delle tecnologie integrate.

Anche il settore energetico offre prospettive interessanti. La crescente attenzione della Lituania per la sicurezza e l’autonomia energetica sta favorendo nuove collaborazioni industriali, come dimostra il dialogo avviato con l’azienda italiana Newcleo sulle tecnologie nucleari di nuova generazione.

Infine, la Lituania si sta affermando come uno degli ecosistemi dell’innovazione più dinamici dell’Europa centro-settentrionale. Il Paese vanta un settore fintech tra i più sviluppati dell’Unione europea, una crescente specializzazione nelle life sciences, una forte vocazione digitale e un ecosistema di startup particolarmente vivace. Si tratta di ambiti nei quali le imprese italiane possono trovare partner tecnologici qualificati e sviluppare nuove forme di collaborazione, andando oltre la tradizionale relazione cliente-fornitore.

 

Che consigli strategici darebbe a un operatore italiano che si affaccia per la prima volta sul mercato della Lituania? Quali peculiarità culturali o di business è fondamentale non sottovalutare?

Il primo consiglio è di non lasciarsi ingannare dalle dimensioni del mercato. Con meno di tre milioni di abitanti, la Lituania potrebbe apparire a prima vista un Paese periferico; in realtà è un’economia moderna, altamente digitalizzata e pienamente integrata nel mercato unico europeo. Vilnius, che genera oltre il 40% del PIL nazionale, è oggi una capitale dinamica, internazionale e fortemente orientata all’innovazione.

La seconda raccomandazione è di considerare la Lituania non soltanto come un mercato di destinazione, ma come una piattaforma per sviluppare partnership e progetti in un contesto europeo e transatlantico. Le imprese lituane sono generalmente molto aperte alla cooperazione internazionale, adottano processi decisionali rapidi e mostrano una forte propensione all’innovazione. Per questo motivo, le aziende italiane che ottengono i migliori risultati sono spesso quelle che si presentano non come semplici fornitori, ma come partner capaci di condividere competenze, tecnologia e visione di lungo periodo.

Le imprese italiane possono inoltre contare su un vantaggio reputazionale significativo. L’Italia gode in Lituania di un’immagine estremamente positiva, costruita nel tempo attraverso la cultura, il design, l’innovazione e la qualità del Made in Italy. È un capitale di fiducia che facilita l’apertura di molte porte, ma che deve essere accompagnato da una presenza costante sul territorio e da un impegno concreto nella costruzione di relazioni durature.

In questo percorso, il Sistema Italia – dall’Ambasciata al Desk ICE fino all’Istituto Italiano di Cultura – è a disposizione delle imprese per favorire contatti, individuare opportunità e accompagnare la costruzione di partnership solide e di lungo periodo.

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