In tema di fiscalità internazionale, i Paesi baltici meritano un’attenzione che va oltre la loro dimensione geografica ed economica. Estonia, Lettonia e Lituania sono legati all’Italia da Convenzioni firmate in tempi relativamente recenti (periodo 1997-1998) ed entrate in vigore progressivamente nel 1999 (Lituania), 2000 (Estonia), 2008 (Lettonia) che riguardano le doppie imposizioni sui redditi e, nel caso di Lettonia e Lituania, anche sul patrimonio.
Le tre Convenzioni presentano una struttura molto simile, a partire dalle ritenute sui dividendi che sono applicate nel Paese della fonte nella misura del 15%, ma si riducono al 5% quando il beneficiario è una società che detiene almeno il 10% del capitale negli ultimi 12 mesi.
Identica è anche la ritenuta sugli interessi e sulle royalties applicata nella misura del 10%, ma con riduzione al 5% per le royalties che riguardano l’uso o la concessione in uso di attrezzature industriali, commerciali o scientifiche.
Le Convenzioni devono essere tuttavia analizzate anche alla luce dei Protocolli che ne costituiscono parte integrante. I Protocolli delle tre Convenzioni introducono la clausola della nazione più favorita, la quale prevede che, quando un Paese baltico stipula una Convenzione con altro Paese OCSEche contenga esenzioni o riduzioni delle ritenute sui canoni, queste si estendono automaticamente anche alla Convenzione con l’Italia.
L’appartenenza dei tre Paesi alla UE permette comunque di beneficiare delle condizioni più vantaggiose che permettono l’azzeramento delle ritenute in applicazione della Direttiva madre-figlia (2011/96/UE) e dalla Direttiva interessi e royalties (2003/49/CE), quando ricorrono le condizioni previste dalle stesse.
Le tre Convenzioni hanno inoltre la particolarità di regolare le plusvalenze da cessione di partecipazioni in società immobiliari, equiparandole alla cessione diretta degli immobili, riconoscendo in base all’articolo 13 paragrafo 3 la potestà impositiva del Paese della fonte anche alle plusvalenze realizzate da cessione di azioni di una società il cui patrimonio consiste principalmente in immobili.
A differenza della maggioranza delle Convenzioni stipulate dall’Italia, i conflitti di duplice residenza di società ed enti vengono risolti, secondo l’articolo 4, in base a un accordo tra le autorità competenti che abbia riguardo oltre alla sede di direzione effettiva, anche al luogo di costituzione e ogni altro elemento pertinente.
Simile al modello OCSE è la definizione che le tre Convenzioni danno alla stabile organizzazione, con la precisazione che un cantiere si considera stabile organizzazione se si protrae per un periodo superiore ai 9 mesi. I protocolli delle Convenzioni introducono, anche in materia di stabile, la clausola della nazione più favorita, quando un Paese baltico conviene con altro Paese Ocse un periodo superiore ai 9 mesi o criteri più restrittivi per l’individuazione della stabile organizzazione: in questo caso il nuovo criterio non si applica direttamente alle stabili organizzazioni nel Paese baltico ma richiede agli Stati contraenti di entrare in trattativa per modificare di conseguenza la Convenzione con l’Italia.
Inoltre le Convenzioni con Lituania e Lettonia (articolo 22) regolano anche la disciplina delle attività offshore connesse all’esplorazione o sfruttamento del fondo e del sottosuolo marino e delle risorse naturali.
I tre Stati baltici condividono la membership UE (dal 2004), l’adozione dell’euro e l’appartenenza alla NATO, ma hanno sviluppato sistemi fiscali profondamente diversi. La scelta del Paese di insediamento può determinare differenziali fiscali significativi su orizzonti pluriennali.
Elementi comuni ai tre paesi
- Eurozona: accesso al mercato unico, libera circolazione di capitali e persone.
- Pillar Two OCSE: tutti e tre hanno rinviato al 2029 l’applicazione della minimum tax del 15% per gruppi con ricavi > €750M.
- CSRD / ESG: obbligo di rendicontazione di sostenibilità per le grandi imprese dal 2025.
- Rete CDI: Estonia 62 trattati, Lettonia ~60, Lituania ~55 convenzioni contro la doppia imposizione.
- Costi operativi: significativamente inferiori rispetto all’Europa occidentale a parità di qualificazione della forza lavoro.
La differenza strutturale principale riguarda il meccanismo di tassazione degli utili societari.
Sistema Cash-Flow (Estonia e Lettonia)
La CIT non si applica agli utili conseguiti, ma esclusivamente agli utili distribuiti. Ogni euro trattenuto in azienda e reinvestito è fiscalmente neutrale fino al momento della distribuzione. In termini di valore attuale, questo equivale a un ammortamento del 100% di qualsiasi investimento di capitale nell’anno zero.
Sistema Tradizionale (Lituania)
La CIT si applica sull’utile imponibile dell’esercizio, indipendentemente dalla distribuzione. Il differenziale rispetto al modello cash-flow è compensato da un pacchetto di incentivi mirati particolarmente generoso.
| Voce | Estonia | Lettonia | Lituania |
| Modello CIT | Cash-flow | Cash-flow | Tradizionale |
| Aliquota standard | 22% (su dist.) | 20% (su dist.) | 17% |
| Utili reinvestiti | 0% | 0% | Tassati |
| Regime PMI / startup | 0% (non dist.) | 15%+6% PIT opz. | 0% (1°-2° anno); 7% < €300k |
| Banche / credito | 22% + Security Tax | 20% + soprattassa 20% | 22% |
| IP / Patent Box | — | — | 7% su brevetti e SW |
| Pillar Two OCSE | Rinviato 2029 | Rinviato 2029 | Rinviato 2029 |
Oltre alla CIT, la pianificazione degli investimenti in questi Paesi richiede di considerare il carico fiscale complessivo su dividendi, plusvalenze e costo del lavoro.
| Voce | Estonia | Lettonia | Lituania |
| PIT standard | 22% flat | 25% / 33% progr. | 20% / 32% progr. |
| IVA | 24% | 21% | 21% |
| Contributi sociali (datore) | ~33% | ~23,6% | ~1,77% |
| Plusvalenze immobiliari | 22% | 3% | 17% |
| Redditi da locazione | 22% | 5% | 17% |
Le aliquote di ritenuta alla fonte si applicano ai pagamenti verso soggetti non residenti. Le aliquote dello 0% sono generalmente riconosciute verso soggetti UE/SEE in presenza dei requisiti della Direttiva Madre-Figlia o della Direttiva Interessi e Royalties. I trattati CDI possono ridurre ulteriormente le ritenute.
| Ritenuta alla fonte | Estonia | Lettonia | Lituania |
| Dividendi | 22% / 0% UE | 0% / 20% | 0% / 17% |
| Interessi | N/A non res. | 0% / 20% | 0% / 10% |
| Royalties | 10% non res. | 0% / 20% | 0% / 10% |
| Fee management | 22% (CDI appl.) | 20% (CDI appl.) | N/A |
| Convenzioni CDI | 62 | ~60 | ~55 |
Gli strumenti di agevolazione
| Incentivo | Estonia | Lettonia | Lituania |
| Reinvestimento utili | 0% strutturale | 0% strutturale | Non applicabile |
| R&S — deduzione | Sussidio ~4% | Non significativo | Deduzione 3× (300%) |
| IP / Patent Box | — | — | 7% su brevetti/SW |
| Zone speciali (ZES/FEZ/SEZ) | — | SEZ + Porti Franchi | FEZ: 0% x 10aa + 50% x 6aa |
| Grandi investimenti | Ammort. 100% anno 0 | LIR + ammort. 100% | Full expensing perm. 2026 |
| Nuove imprese | 0% (utili non dist.) | Regime 15%+6% | 0% CIT 1°-2° anno |
| Ecosistema / FDI | e-Residency 100k+ | Green Corridor | Investment Highway 2025 |
Estonia — Il Reinvestimento come Incentivo Strutturale
- CIT 0% su utili non distribuiti: l’intero sistema è concepito per non penalizzare il reinvestimento. Qualunque somma trattenuta in azienda — per macchinari, R&S, espansione — è esente da imposta.
- e-Residency: oltre 100.000 e-residenti da 181 paesi, 27.000 aziende costituite. Solo nel 1° semestre 2025: €68M di gettito fiscale diretto. Costituzione online in 30 minuti.
- Startup ecosystem: più unicorni pro capite d’Europa (Skype, Wise, Bolt, Pipedrive); posizione #11 globale StartupBlink 2025.
- e-Residency mobile 2027: rollout previsto del sistema biometrico card-free, stima +20% costituzioni societarie.
Lettonia — Zone Strategiche e Nuovo Regime Opzionale
- CIT 0% su utili non distribuiti: come Estonia, sistema cash-flow con aliquota 20% al momento della distribuzione.
- Nuovo regime opzionale 2026: per società con soli soci persone fisiche: CIT 15% (15/85) + PIT 6% sui dividendi — riduzione dell’onere fiscale integrato.
- SEZ e Porti Franchi: Riga, Ventspils, Liepāja, Rezekne: riduzione CIT, esenzione da imposte immobiliari, infrastrutture logistiche.
- Large Investment Relief (LIR): riduzione CIT proporzionale all’entità dell’investimento e all’occupazione generata; cumulabile con SEZ.
- Green Corridor (LIAA): percorsi autorizzativi accelerati per FDI ad alto valore
Lituania — Il Campione Europeo di R&S e IP
- Triple Deduction R&S: le spese ammissibili per ricerca e sviluppo sono deducibili al 300% dal reddito imponibile — tra i regimi più generosi dell’UE.
- Patent Box 7%: aliquota CIT ridotta al 7% (vs. 17% standard) sui redditi da sfruttamento commerciale di brevetti e software protetti da copyright, dal 2025.
- Free Economic Zones (FEZ): CIT allo 0% per i primi 10 anni + 50% di riduzione per i successivi 6 anni; FEZ attive a Kaunas, Klaipėda, Šiauliai e altre località.
- Investment Highway (nov. 2025): riforma strutturale: permessi 10× più veloci, chiarezza fiscale per grandi investimenti produttivi.
- Full expensing macchinari: deducibilità integrale e permanente degli investimenti in beni strumentali dal 2026.