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EU – Dassù briefs Lower House – Europe resolve divisions over Mediterranean

The chaos in Libya and its need for a “Marshall Plan”, divisions over the complex Mediterranean region, European Union foreign policy and a united and effective Europe, were the issues confronted today in a briefing by Deputy Foreign Minister Marta Dassù before the lower house foreign affairs commission on EU foreign and security policy.


Libya, a “Marshall Plan” to quell the chaos


Libya is “already Somalia”, since “total chaos” reigns – this was the alarm launched by Marta Dassù as she spoke today before the Lower House, making no secret of how “unmanageable” the situation has become and how the “black hole of Misurata is now the principal font of the migration problems” that Europe, and Italy, are going to have to face. The Deputy Minister commented on “our crucial role in efforts to put things right”, underscoring nevertheless, the additional need for “a sort of international ‘Marshall Plan’ “ to raise that “disaggregated” country out of a political paralysis, infighting and terrorism, two years on from the end of the Gaddafi regime, at risk of spreading “to the Sahel, for example”.


From the Mediterranean to energy, the EU needs to update common strategy


Touching on more specific community aspects, Dassù explained that “the only foreign policy that has worked is enlargement”, while other dossiers, such as the Mediterranean Neighbourhood Policy “remain fraught with division”. In the Balkans, for example, we have “exported democracy and common standards to countries that are not modernised, but where the EU does not offer membership it is less effective”, she added. Instead, in the case of the Mediterranean, divisions among the interests of “major nations such as France, the UK and Germany” have weighed on decisive fronts such as Libya and Syria. For that reason, Dassù underscored, the EU must “update a common strategy that has not changed since 2003” in order to “have a more prominent role in global challenges”. This updating, according to the deputy minister, should also be channeled through the energy dossier, where “the EU should have a common policy negotiated with major suppliers” such as Russia, Azerbaijan and the Arab Emirates to “reduce the energy price divide with the United States”.

Ue – Audizione Dassù alla Camera – Europa superi divisioni su dossier Mediterraneo

Il caos libico e la necessità di un “Piano Marshall” per il Paese nordafricano. Le falle, soprattutto in una regione complessa come il Mediterraneo, della politica estera dell’Unione Europea e la necessità, per l’Europa, di essere più unita e efficace. Sono questi i due punti principali afrrontati dal Vice Ministro degli Esteri Marta Dassù nel corso di un’audizione alla commissione Affari Esteri della Camera sugli orientamenti della politica estera e di sicurezza dell’Ue.


Libia, un “Piano Marshall” per risollevarla dal caos


La Libia “è già Somalia” perché regna il “caos totale”, è l’allarme lanciato da Marta Dassù a Montecitorio, dove il Vice Ministro non ha nascosto come la situazione nel Paese sia “ingestibile” e il “buco nero di Misurata è la fonte dei principali problemi migratori” che devono affrontare l’Europa e l’Italia. Il Vice Ministro ha poi rimarcati il “nostro ruolo primario per cercare di mettere a posto le cose”, sottolineando, tuttavia, come sia anche necessaria “una sorta di piano Marshall” internazionale per risollevare un Paese “disgregato” da paralisi politica, guerriglia e terrorismo ad oltre due anni e mezzo dalla fine del regime di Gheddafi, che rischia di contagiare anche il suo “retroterra, ad esempio la fascia del Sahel”


Da Mediterraneo a energia, per Ue necessario aggiornare strategia comune


Soffermandosi sugli aspetti più propriamente comunitari, Marta Dassù ha spiegato come “l’unica politica estera europea che ha funzionato è l’allargamento”, mentre su altri dossier come il vicinato mediterraneo “rimangono divisioni”. Nei Balcani, ad esempio, abbiamo “esportato democrazia e standard comuni in Paesi non modernizzati, ma quando l’Ue non offre una membership è meno efficace”, ha aggiunto il Vice Ministro. Nel Mediterraneo, invece, pesano le divisioni tra gli interessi di “grandi paesi come Francia, Gran Bretagna e Germania” che hanno pesato in fronti decisivi come “Siria e Libia”. Per questo, ha sottolineato Marta Dassù, l’Ue deve “aggiornare la sua strategia comune, ferma a quella elaborata nel 2003”, per “contare di più nelle sfide globali”. Un aggiornamento che, secondo il Vice Ministro, andrebbe effettuato anche sul dossier energetico, dove l’Ue “dovrebbe avere una politica comune di negoziato con i grandi fornitori” come Russia, Azerbaigian ed Emirati Arabi, per “ridurre il divario dei prezzi energetici con gli Stati Uniti”.

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