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Ministerial Statement on the Situation for Women and Girls in Afghanistan on International Women’s Day

The following is a statement from the Foreign Ministers of Australia, Belgium, Canada, Denmark, Finland, France, Germany, Italy, Japan, the Kingdom of Saudi Arabia, the Netherlands, New Zealand, Norway, the Republic of Korea, Spain, Sweden, Switzerland, Türkiye, the United Arab Emirates, the United Kingdom, and the United States and the High Representative of the European Union.

 

Begin text:

On the occasion of International Women’s Day, March 8, 2023, we united in calling attention to the situation in Afghanistan, which, over the past year and a half, has seen one of the steepest declines globally in the respect for the human rights of women and girls.  Afghan women and girls have been denied access to secondary education, to higher education, to public and political spaces, and to employment opportunities.  Services for supporting victims of gender-based violence have been largely dismantled.  Unless reversed, the harmful effects of these reprehensible measures will be devastating and irreparable for Afghanistan’s economy and society – effects that will be felt by every Afghan.  The full respect for the human rights and fundamental freedoms of women and girls and their equal and meaningful participation in society are not only goals in themselves but also are prerequisites for sustainable economic and political development, social cohesion, stability, and peace in Afghanistan.

We unite in acknowledging the extraordinary courage of women and girls in Afghanistan.  Despite mounting restrictions and intimidation by the Taliban, they continue to support and contribute to their families and communities.  We applaud the many Afghan communities and individuals who have strongly and bravely stood up in support of Afghan women and girls.

We support the calls by the people of Afghanistan for women and girls’ full access to quality education at schools and universities and women’s unrestricted ability to work in all sectors, including humanitarian assistance and basic services delivery, equitable and comprehensive delivery of which is impossible without full participation of women.

We note the December 2022 statement from the Organization of Islamic Cooperation (OIC) that the decision to prevent women and girls from accessing education runs contrary to Islamic law.  We are deeply concerned that Afghanistan is experiencing one of the world’s largest humanitarian crises, with millions on the threshold of starvation.  The Taliban’s edict barring women from working for national and international nongovernmental organizations, and the effects of the edict on some governmental organizations, is already jeopardizing the efforts of humanitarian organizations to reach the more than 28 million Afghans who depend on humanitarian aid to survive.

We acknowledge the key role of the UN in the delivery of humanitarian assistance.  Barring women and girls from receiving an education and excluding women from working in crucial sectors will also severely inhibit the much-needed economic recovery of Afghanistan.

This support for the Afghan people is particularly relevant, as we fear that the Taliban will implement further measures restricting women and girls’ exercise of civil, political, economic, cultural, and social rights, with a dire impact on the future of Afghanistan and its people.

Together we urge the Taliban to respect all people of Afghanistan, deliver on their commitments to the Afghan people and the international community, and reverse all decisions and practices restricting women’s and girls’ exercise of their human rights and fundamental freedoms.

End text.

 

Traduzione di cortesia

 

Dichiarazione Ministeriale sulla situazione delle donne e delle ragazze in Afghanistan in occasione della Giornata Internazionale della Donna

Segue una dichiarazione congiunta dei Ministri di Australia, Belgio, Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno dell’Arabia Saudita, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Norvegia, Repubblica di Corea, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Stati Uniti e dell’Alto Rappresentante dell’Unione Europea.

 

Inizio del testo

In occasione della Giornata Internazionale della Donna, 8 marzo 2023, ci uniamo nel richiamare l’attenzione sulla situazione in Afghanistan, che nell’ultimo anno e mezzo ha visto uno dei più pesanti declini a livello globale per quanto concerne il rispetto dei diritti umani di donne e ragazze. A donne e ragazze afghane è stato negato l’accesso all’educazione secondaria e all’istruzione superiore, nonché a spazi pubblici e politici, e ad opportunità professionali. I servizi di assistenza a vittime di violenza di genere sono stati smantellati. Se non si agisce per invertire questa tendenza, gli effetti dannosi di queste misure riprovevoli avranno risultati devastanti e irreparabili per l’economia e la società afghana – effetti che si ripercuoteranno su tutta la popolazione. Il pieno rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali delle donne e delle ragazze, così come la loro equa e ragionevole partecipazione nella società, non rappresentano soltanto degli obiettivi di per sé, ma sono requisiti imprescindibili per uno sviluppo economico e politico sostenibile, coesione sociale, stabilità e pace in Afghanistan.

Ci uniamo nel riconoscere lo straordinario coraggio delle donne e delle ragazze dell’Afghanistan, che, nonostante le crescenti restrizioni e le pesanti intimidazioni subite dai Talebani, continuano a sostenere e contribuire alle loro famiglie e comunità. Un plauso va alle numerose comunità e individui afghani che si sono schierati con forza e audacia al fianco di donne e ragazze in Afghanistan.

Sosteniamo la richiesta del popolo afghano di garantire a donne e ragazze accesso totale a un’istruzione di qualità nelle scuole e nelle università, e di riconoscere loro la piena disponibilità a lavorare in tutti i settori, compresi quelli dell’assistenza umanitaria e dell’erogazione di servizi, che non potrebbe essere equa e completa senza la totale partecipazione delle donne.

Richiamiamo la dichiarazione rilasciata nel dicembre 2022 dall’Organizzazione della Cooperazione Islamica, secondo cui la decisione di limitare l’accesso all’istruzione a donne e ragazze va contro la legge islamica. Siamo profondamente preoccupati poiché l’Afghanistan sta vivendo una delle più grandi crisi umanitarie mondiali, che ha portato milioni di abitanti sull’orlo della fame. L’editto emesso dai Talebani che proibisce alle donne di lavorare per organizzazioni non governative nazionali e internazionali, e le ripercussioni dello stesso su alcune organizzazioni governative, sta già minando gli sforzi compiuti dalle organizzazioni umanitarie per raggiungere gli oltre 28 milioni di afghani la cui sopravvivenza dipende dagli aiuti umanitari.

Riconosciamo il ruolo fondamentale delle Nazioni Unite nel fornire assistenza umanitaria. Inoltre, proibire a donne e ragazze di ricevere un’istruzione ed escluderle da alcuni settori professionali essenziali, inibirà ulteriormente l’indispensabile ripresa economica dell’Afghanistan.

Questo supporto è particolarmente significativo per la popolazione afghana, poiché temiamo che i Talebani attueranno ulteriori misure restrittive contro l’esercizio dei diritti civili, politici, economici, culturali e sociali delle donne e delle ragazze nel paese, misure che avrebbero un impatto terribile sul futuro dell’Afghanistan e della sua popolazione.

Insieme, esortiamo i Talebani a rispettare tutto il popolo dell’Afghanistan, mantenendo gli impegni presi nei confronti della popolazione e della comunità internazionale, e a invertire tutte le misure e le pratiche che limitano a donne e ragazze l’esercizio dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

 

Fine del testo.

 

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