Traduzione di cortesia. Per la versione originale in lingua inglese clicca qui.
I ministri del Commercio del G20, riuniti a Milwaukee, nel Wisconsin, il 30 settembre e il 1° ottobre 2026, hanno discusso della sovraccapacità strutturale e produttiva in alcuni settori manifatturieri. In quell’occasione, noi, ministri del Commercio di Argentina, Australia, Canada, Unione Europea, Francia, Germania, India, Italia, Giappone, Corea, Messico, Polonia, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti, abbiamo accolto con favore l’attenzione riservata dalla Presidenza statunitense del G20 a tale questione come una delle sue priorità fondamentali, alla luce del crescente riconoscimento a livello internazionale del fatto che la sovraccapacità strutturale e produttiva rappresenti una sfida fondamentale per l’economia globale e per le singole economie.
La discussione in seno al G20 è stata opportuna, dato che tale gruppo ha svolto un ruolo importante nel discutere e nell’impegnarsi ad adottare misure per affrontare questa grave sfida. Nel 2016, a Shanghai, i ministri del Commercio del G20 hanno rilasciato una dichiarazione in cui esprimevano preoccupazione per la sovraccapacità in alcuni settori e per le sue ripercussioni negative sul commercio e sui lavoratori. I ministri del Commercio hanno deciso all’unanimità di partecipare a una Riunione del Comitato per l’acciaio dell’OCSE che ha portato alla creazione del Forum globale sulla sovraccapacità siderurgica (GFSEC), una piattaforma di cooperazione dedicata allo sviluppo e all’attuazione di soluzioni collettive volte ad affrontare il problema della sovraccapacità strutturale e produttiva e a migliorare il funzionamento del mercato nel settore siderurgico.
Qualche mese dopo, in occasione del vertice di Hangzhou del 2016, i leader del G20 hanno dichiarato all’unanimità:
“Riconosciamo che i problemi strutturali, tra cui la sovraccapacità in alcuni settori, aggravati da una debole ripresa economica globale e da una domanda di mercato in calo, hanno avuto un impatto negativo sul commercio e sui lavoratori. Riconosciamo che la sovraccapacità nel settore siderurgico e in altri settori industriali costituisce un problema globale che richiede risposte collettive. Riconosciamo inoltre che i sussidi e altre forme di sostegno da parte del governo o di istituzioni finanziati dallo Stato possono causare distorsioni del mercato e contribuire alla sovraccapacità a livello globale, e che pertanto richiedono un’attenzione particolare. Ci impegniamo a rafforzare la comunicazione e la cooperazione e ad adottare misure efficaci per affrontare le sfide, al fine di migliorare il funzionamento del mercato e favorire l’adeguamento.”
Nonostante tali impegni e gli sforzi intrapresi da alcuni membri del G20, la sovraccapacità strutturale e produttiva è aumentata dal 2016, danneggiando una serie di settori industriali nazionali e le relative catene di approvvigionamento.
Nel corso della Presidenza statunitense del G20, i membri hanno discusso di casi di sovraccapacità strutturale e produttiva in economie che superavano costantemente la domanda globale; tali situazioni non sarebbero esistite in condizioni di mercato, ma sono state create, sostenute o favorite da politiche o interventi governativi. In particolare, la sovraccapacità strutturale e produttiva porta a una sovrapproduzione e a un’eccessiva concentrazione della produzione; scoraggia gli investimenti, la produzione e lo sviluppo delle capacità basati sulle dinamiche di mercato; e compromette le esportazioni basate sul mercato. Riconosciamo che la sovraccapacità strutturale e produttiva in qualsiasi paese pone sfide significative per tutti i suoi partner commerciali, poiché distorce i prezzi e i modelli di produzione, scoraggia l’ingresso di nuovi operatori e ostacola l’innovazione e la concorrenza. Inoltre, tale sovraccapacità strutturale e produttiva in un paese può accentuare la dipendenza dei partner commerciali dai prodotti di quel paese, aumentando così la vulnerabilità di questi ultimi alle pressioni economiche, comprese le restrizioni arbitrarie alle esportazioni. Siamo uniti nella nostra preoccupazione per queste distorsioni e per altre ripercussioni negative.
Nel corso delle nostre discussioni di quest’anno, i membri hanno espresso preoccupazioni riguardo alla sovraccapacità strutturale e produttiva, sia attuale che prevista per il futuro, in molti settori, tra cui, a titolo esemplificativo ma non esaustivo: (i) Automobili e veicoli elettrici (EV); (ii) batterie; (iii) prodotti chimici; (iv) semiconduttori di base; e (v) pannelli solari. Temiamo che, in assenza di interventi tempestivi ed efficaci, la sovraccapacità strutturale e produttiva in questi settori possa paralizzare le nostre industrie nazionali, soppiantare la produzione locale, distruggere posti di lavoro, minare le nostre economie, ostacolare gli sforzi di sviluppo e industrializzazione e, in ultima analisi, abbassare il tenore di vita della nostra popolazione.
Esortiamo tutti i paesi ad adottare misure volte ad eliminare la sovraccapacità strutturale e produttiva nelle loro economie, anche ponendo fine all’uso di politiche e pratiche non di mercato che alterano i mercati e contribuiscono al problema. Si osserva che, in assenza di tali misure, un numero crescente di paesi sta adottando provvedimenti per difendere le proprie industrie, i propri lavoratori e le proprie economie dalle distorsioni derivanti da tali politiche e pratiche. Allo stesso tempo, riconosciamo che tali sforzi individuali saranno più efficaci se i paesi interessati coopereranno, condivideranno le informazioni e adotteranno misure complementari, ove possibile.
A tal fine, siamo determinati a collaborare nell’ambito di nuove piattaforme settoriali dedicate, al fine di approfondire l’analisi e adottare misure efficaci volte ad affrontare il problema della sovraccapacità strutturale e produttiva in settori chiave che destano preoccupazione, a partire da quello automobilistico e dei veicoli elettrici, delle batterie, dei prodotti chimici, dei semiconduttori di base e dei pannelli solari.
I nostri alti funzionari si riuniscono oggi a margine della riunione del Comitato per il commercio dell’OCSE per dare inizio ai nostri lavori. Invitiamo altri paesi, sia membri dell’OCSE che non, a unirsi a noi. Ci impegniamo a riunirci a livello tecnico entro dicembre 2026 per definire i termini di riferimento; condividere informazioni e dati non riservati relativi alla sovraccapacità strutturale e produttiva, al loro impatto su tali settori e alle iniziative volte a mitigarne gli effetti; nonché individuare le lacune informative, avvalendoci, se del caso, dei lavori dell’OCSE e di altre fonti. Ci impegniamo a individuare misure efficaci e, ove possibile, complementari per difendere le nostre economie dall’impatto negativo sul commercio e sui lavoratori causato dalla sovraccapacità strutturale e produttiva. Lavorando insieme, miriamo a creare le condizioni necessarie affinché la concorrenza orientata al mercato nei settori interessati possa tornare a prosperare.