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Luigi Di Maio: “Oltre l’emergenza, riparte da Sud il Patto per l’Export” (Il Mattino)

La ripresa del nostro export, avviata sul finire dello scorso anno con esportazioni record per 516 miliardi di euro, rischia di essere frenata da strozzature dal lato dell’offerta che impediscono al Made in Italy di esprimere appieno il suo potenziale. La domanda di Italia c’è e continua ad essere sostenuta, come ci mostrano i dati dell’export 2022 (+22,9 per cento nel primo trimestre), ma le criticità nella logistica e negli approvvigionamenti di energia e materie prime critiche per la nostra manifattura rallentano lo slancio delle nostre imprese.

Consci di tali difficoltà, siamo intervenuti con due importanti misure di sostegno a valere sul fondo 394/81, alle quali è stato destinato uno stanziamento di 1,8 miliardi. La prima, operativa da qualche giorno, prevede finanziamenti a tassi particolarmente agevolati (con quote di fondo perduto fino ad un massimo del 40 percento) utili alla ricerca di destinazioni alternative per le nostre esportazioni, al fine di compensare le quote di mercato perse nei paesi interessati dalle ostilità. La seconda, operativa da settembre, prevede lo stesso meccanismo per quelle imprese che subiscono gravi rincari nell’approvvigionamento di materie prime critiche.

Queste misure rappresentano una risposta concreta nell’attuale emergenza, ma non esauriscono la necessità di lavorare, insieme come Sistema Paese, per rendere le nostre aziende strutturalmente più competitive sui mercati internazionali. Superata l’attuale fase critica, potremo cogliere nuove opportunità, se continueremo ad accrescere le competenze in materia di internazionalizzazione, a sostenere gli ormai ineludibili processi dettati dalle cosiddette transizioni gemelle (digitalizzazione e sostenibilità ambientale), a diffondere la conoscenza e favorire l’accesso ai numerosi strumenti pubblici a disposizione delle nostre imprese.

Nel giugno 2020, in una situazione molto simile, abbiamo lanciato il Patto per l’Export per fronteggiare l’emergenza pandemica e, allo stesso tempo, per gettare le basi della ripresa. A seguito di una consultazione che ha coinvolto 147 associazioni di categoria, abbiamo varato una serie di iniziative a beneficio delle imprese per 7,2 miliardi di euro complessivi. È con lo stesso approccio inclusivo, segno del forte partenariato pubblico-privato che caratterizza l’approccio della Farnesina, che intendiamo rimodulare il Patto per l’Export e porvi al centro i territori.

Primo passo di questa strategia è l’evento che si svolge oggi a Nola. Un nuovo momento di dialogo e confronto con istituzioni, associazioni e imprese del territorio campano utile a definire iniziative “su misura”, che favoriscano l’internazionalizzazione delle aziende e delle produzioni del territorio.

Quest’azione si inquadrerà nell’ambito di uno specifico accordo che sarà concluso, in quell’occasione, tra Maeci, Regione Campania, Agenzia Ice ed i Consorzi delle Aree di Sviluppo delle cinque province campane. Intendiamo così strutturare una cooperazione rafforzata su diversi fronti: formazione per l’internazionalizzazione, informazioni per l’accesso agli strumenti di finanza agevolata, definizione di azioni promozionali dedicate nel quadro dell’ampia programmazione di Ice Agenzia e missioni incoming di investitori esteri.

Nola sarà il primo momento di attuazione del nuovo Patto per l’Export. Seguiranno altre tappe, con l’obiettivo di fare sistema con il territorio. Siamo convinti che questo dialogo sia indispensabile per definire azioni condivise e strumenti a sostegno delle nostre esportazioni sempre più rispondenti alle specificità delle tante filiere d’eccellenza del nostro Made in Italy.

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