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Tajani: «Alla Bce dico: basta aumentare i tassi. Siamo pronti per ricostruire l’Ucraina» (Il Giornale di Vicenza)

Non poteva scegliersi periodo peggiore. Fare il ministro degli Esteri, oltre che il vicepremier, mentre a troppe latitudini infuriano guerre sanguinose, non è certo una passeggiata di salute. Antonio Tajani ne è perfettamente consapevole («Non ho la bacchetta magica», dice agli imprenditori vicentini che, come tutti, auspicano soluzioni a stretto giro di posta) ma ha accettato l’invito di Laura Dalla Vecchia, presidente di Confindustria Vicenza, e a palazzo Bonin Longare ha fatto il punto di una situazione tremendamente complicata e in continua, non prevedibile, evoluzione.

Presidente Tajani, lei è alla guida della Farnesina in uno dei momenti più turbolenti di sempre. Abbiamo la guerra in Europa, scatenata dalla Russia di Putin in Ucraina, abbiamo la guerra in Medio Oriente, dopo i massacri scatenati da Hamas in Israele il 7 ottobre e i successivi bombardamenti su Gaza. In più l’Africa ribolle e tra Cina e Stati Uniti c’è alta tensione per la questione Taiwan. Vicenza ha un’economia votata all’export e se si incendiano i mercati si fa dura. Cosa dobbiamo aspettarci?

Non sono un mago ma posso assicurare che il governo italiano, per quel che gli compete, si sta battendo, parlando dal punto di vista economico, per dare alle imprese una prospettiva per il futuro. La guerra in Ucraina, per cominciare, ha acceso la miccia dell’inflazione con l’esplosione dei prezzi delle materie prime, provocando rialzi pazzeschi di gas e prodotti energetici in virtù della dipendenza dalle forniture russe.

A questo proposito, a quasi due anni dall’invasione russa, i prezzi sembrano essere tornati sotto controllo. Pensa sia il momento di cambiare politica monetaria?

Condivido l’appello che ha lanciato il governatore della Banca d’Italia a Christine Lagarde, presidente della Bce: basta con l’aumento dei tassi. In un momento così delicato, quando l’inflazione non è provocata, come negli Stati Uniti, da fattori endogeni ma da fattori esogeni, mi auguro che anche la Bce si ravveda, tenendo conto delle esigenze complessive, non soltanto quelle di una parte di Europa.

L’esplosione del conflitto tra Palestina e Israele ha colto di sorpresa tutti…

Probabilmente ha colto di sorpresa anche Israele. I crimini commessi da Hamas non potranno mai essere dimenticati, ma non dobbiamo confondere Hamas col mondo arabo. Noi siamo amici di Israele, paese con il quale abbiamo delle relazioni industriali importanti, soprattutto per quanto riguarda la tecnologia, ma non solo. Dobbiamo continuare ad avere rapporti molto positivi con tutto il mondo arabo e con il mondo musulmano. Questa non deve essere una guerra di religione, ma deve essere una lotta contro il terrorismo.

Tenendo il focus sull’aspetto economico, si pensa già alla ricostruzione dell’Ucraina. Un’operazione immane. L’Italia è pronta?

Non sappiamo quanto durerà ancora la guerra, ma certamente la ricostruzione dell’Ucraina rappresenta una opportunità. Dobbiamo pensare a che ruolo potranno avere le nostre imprese una volta finita la guerra. Nel 2025 l’Italia avrà la guida del Forum per la ricostruzione dell’Ucraina. Sarà una grande occasione per intervenire in un’area che, prima o poi, sarà anche parte del mercato interno dell’Unione Europea. Aggiungo un’altra zona importante per noi.

Quale?

La zona dei Balcani. Lì abbiamo riacquistato una centralità politica, oltre che militare. Ricordo il grande successo del Business Forum organizzato a Belgrado, dove c’erano anche diversi imprenditori veneti e vicentini.

Alla COP 28 di Dubai si sta parlando di ambiente e la comunità internazionale sta cercando di trovare un’intesa. Quanto ci credete?

Io sono un ambientalista convinto, però bisogna vedere cosa significa essere ambientalisti. È giusto che si parli di lotta al cambiamento climatico perché le conseguenze negative sono sotto gli occhi di tutti. Noi investiremo molto del fondo clima per il Piano Mattei. Perché il cambiamento climatico crea molti problemi, sta distruggendo molta agricoltura. Insomma, io non sono un negazionista.

Però?

Però non sono neanche un sacerdote. Non ho quindi la visione della papessa Greta e del cardinale Timmermans. Non sono un seguace di questa nuova religione panteista che fa dell’ambiente una sorta di nuova divinità alla quale tutto deve essere sottomesso e sottoposto, come se l’uomo non esistesse. Serve invece una difesa dell’ambiente che sia pragmatica, perché noi dobbiamo tenere conto della nostra realtà. Dove vive qualcosa come mezzo miliardo di persone.

A questo proposito diventa centrale la questione energetica. Fino a ieri eravamo dipendenti dalla Russia, ora dobbiamo tendere verso l’autonomia privilegiando il green, l’energia pulita. Dove vuole andare il governo?

Noi possiamo competere se abbiamo una buona politica energetica. Siamo un paese manifatturiero e non possiamo non porci il tema del costo dell’energia. Prima domanda: possiamo essere autosufficienti? Io credo di sì, però serve un percorso di dieci anni.

Ma bastano le rinnovabili?

Le rinnovabili sono importanti, le bio sono altrettanto importanti. Ma amo lavorare pensando a quella che secondo me è la soluzione e che si chiama nucleare. E le piccole centrali di quarta generazione diventano strumenti facilmente utilizzabili.

Presidente Tajani, chiudiamo con l’Europa. Lei è un europeista e il suo curriculum parla per lei. Ma i tre partiti del governo italiano, Fdl, Lega e la sua Forza Italia, militano in tre gruppi diversi nel parlamento europeo. Matteo Salvini ha riunito a Firenze tutti i movimenti identitari che non sono certo molto europeisti. Dove andiamo?

Sono d’accordo con quello che ha detto la presidente Laura Dalla Vecchia all’ultima assemblea: in Europa serve fare delle scelte a livello politico che ci permettano di essere più forti. Quanto ai partiti di centrodestra, spesso ci siamo trovati d’accordo ma con certe frange che fanno parte del gruppo della Lega non possiamo dialogare. C’è una forza politica che dice che i bambini che hanno disabilità devono essere messi in classi differenziali perché se no danneggiano i bambini normali. A me questa cosa fa schifo. Ma non piace neanche alla Lega, che ha una visione opposta. Non faccio propaganda se dico che la cosa migliore è rimanere ancorati ai valori del partito popolare europeo.

  • Autore: Marino Smiderle
  • Testata: Il Giornale di Vicenza

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