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Il testo della seguente dichiarazione è stato diffuso dai Governi degli Stati Uniti d’America, dell’Albania, dell’Argentina, dell’Australia, dell’Austria, del Bahrein, del Belize, della Bosnia, della Bulgaria, del Canada, della Colombia, della Croazia, di Cipro, della Repubblica Ceca, della Danimarca, della Repubblica Dominicana, dell’Estonia, degli Stati Federati di Micronesia, della Finlandia, della Francia, della Germania, della Grecia, dell’Ungheria, dell’Islanda, dell’Irlanda, di Israele, dell’Italia, del Giappone, della Lettonia, della Liberia, del Liechtenstein, della Lituania, delle Isole Marshall, della Moldova, del Montenegro, del Marocco, della Nuova Zelanda, della Macedonia del Nord, della Norvegia, di Palau, di Panama, del Paraguay, della Polonia, del Portogallo, della Repubblica di Corea, della Romania, di San Marino, della Slovacchia, della Slovenia, della Spagna, della Svezia, dei Paesi Bassi, di Trinidad e Tobago, dell’Ucraina, del Regno Unito e dello Yemen.
Il 27 settembre 2025 (alle ore 20:00 EDT), sei risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (UNSCR) – 1696 (2006), 1737 (2006), 1747 (2007), 1803 (2008), 1835 (2008), 1929 (2010) – sono rientrate in vigore a seguito del completamento del processo di “snapback”. La Francia, la Germania e il Regno Unito hanno avviato tale processo in risposta alla persistente e significativa mancata esecuzione da parte di Teheran degli impegni nucleari assunti nell’ambito del Piano d’azione globale congiunto (PACG).
A un anno di distanza, noi, gli Stati firmatari dell’Iniziativa di sicurezza contro la proliferazione (PSI) elencati di seguito, ribadiamo il nostro impegno a proseguire l’attuazione di tutti gli obblighi pertinenti elencati nelle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ripristinate.
Ribadiamo inoltre che la Dichiarazione sui principi di interdizione del 2003 (2003), sottoscritta da tutti i partecipanti alla PSI, afferma la nostra adesione a tutte le norme e i quadri giuridici internazionali pertinenti, comprese le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Ci impegniamo inoltre, in linea con i nostri obblighi derivanti dalle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, a continuare ad adottare misure – nel rispetto delle pertinenti normative nazionali e internazionali e dei relativi impegni – volte a impedire la fornitura, la vendita o il trasferimento all’Iran di articoli, materiali, attrezzature, beni e tecnologie che potrebbero contribuire ad attività nucleari sensibili dal punto di vista della proliferazione o allo sviluppo di sistemi di lancio di armi nucleari, nonché a far rispettare le restrizioni relative alla fornitura, alla vendita o al trasferimento di armi e materiale correlato da o verso l’Iran.
I nostri paesi ribadiscono inoltre il proprio impegno a garantire che vi siano autorità giuridiche e capacità interne sufficienti per contrastare le attività dell’Iran sensibili dal punto di vista della proliferazione. Più concretamente, ci impegniamo a (1) adottare misure efficaci per impedire la vendita, la fornitura e il trasferimento, diretti o indiretti, da e verso l’Iran, di beni provenienti dai territori firmatari della PSI o che transitano attraverso di essi, che potrebbero contribuire alla realizzazione di armi di distruzione di massa, dei relativi vettori (compresi gli UAV) e dei materiali e beni correlati soggetti alle restrizioni sulle armi delle Nazioni Unite ripristinate; (2) adottare procedure semplificate per facilitare il rapido scambio tra i partner della PSI di informazioni rilevanti riguardanti le attività di proliferazione dell’Iran; (3) ove necessario, continuare a riesaminare le nostre normative nazionali per garantire l’efficacia delle nostre misure; e (4) intraprendere azioni specifiche e adeguate a sostegno degli sforzi di interdizione relativi alle attività di proliferazione dell’Iran.
Accogliamo con favore tutti gli sforzi a livello nazionale volti ad adempiere ai nostri obblighi derivanti dalle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, nonché le attività pertinenti che sostengono il nostro obiettivo di impedire all’Iran di dotarsi di armi nucleari, come quelle legate all’operazione “Economic Outcast”.
Esortiamo tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite ad attuare queste risoluzioni e ribadiamo le preoccupazioni di lunga data della comunità internazionale riguardo al programma nucleare dell’Iran. Continueremo a coordinare i nostri sforzi di contrasto alla proliferazione per contrastare qualsiasi tentativo da parte dell’Iran di intraprendere azioni vietate dalle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite volte a riprendere lo sviluppo dei propri programmi nucleari o sui missili balistici. Esortiamo l’Iran a tornare a rispettare i propri obblighi in materia di non proliferazione, a cooperare pienamente con l’AIEA e a rispondere alle preoccupazioni della comunità internazionale in materia di proliferazione.