Le relazioni fra l’Italia e i Paesi dell’Europa centrale tradizionalmente eccellenti, hanno conosciuto una decisa intensificazione in ragione della maggiore centralità che l’area ha acquisito a seguito dell’aggressione della Federazione Russa all’Ucraina. Il dialogo politico è strutturato e frequente, consentendo discussioni approfondite alla luce delle rispettive sensibilità. Costante è la ricerca di un coordinamento sui principali temi dell’agenda europea ed internazionale, quali l’allargamento, le politiche migratorie, gli sviluppi futuri della difesa europea e le iniziative a favore della competitività dell’Unione.
Le relazioni con la Polonia sono particolarmente intense sul piano politico, economico e culturale. Roma e Varsavia intendono rafforzare ulteriormente il dialogo politico, funzionale anche alla crescita delle relazioni economiche che vedono l’Italia tra i principali partner della Polonia. Si registrano ampie convergenze anche sul tema dell’assistenza all’Ucraina. Le relazioni con l’Ungheria sono tradizionalmente solide sul piano economico e culturale, con un confronto costruttivo e cordiale sui dossier europei di rispettivo interesse. Eccellenti i rapporti con la Repubblica Ceca e la Slovacchia, caratterizzati da frequenti contatti e da relazioni economiche dinamiche, testimoniate dall’ampia presenza di imprese italiane nei due paesi.
I rapporti bilaterali con la Romania, anch’essi di lunga data e molto profondi in ogni ambito, si configurano come un partenariato strategico. Il rapporto con Bucarest è reso particolarmente intenso dalla comunità romena in Italia, di oltre un milione di cittadini. Eccellenti, e molto articolate, anche le relazioni con la Bulgaria. A partire dal 1° gennaio 2025, i due Paesi sono inoltre entrati a pieno titolo nello spazio Schengen, consolidando ulteriormente i legami di integrazione e cooperazione con gli Stati membri dell’Unione Europea. L’intensità delle relazioni offre ampie opportunità di convergenza politica e di cooperazione economica, che si intende ulteriormente approfondire e valorizzare.
L’Italia sostiene con convinzione la Moldova nel percorso di avvicinamento all’Unione Europea ed è parte attiva della “Moldova Partnership Platform” (MPP), forum di sviluppo e partenariato a medio-lungo termine nato nel 2022 per fronteggiare l’impatto sul Paese determinato dalla guerra in Ucraina. I rapporti economico-commerciali sono dinamici, anche grazie alla numerosa comunità moldava residente in Italia, pienamente integrata nel nostro tessuto sociale e produttivo.
I rapporti con i Paesi Baltici (Estonia, Lettonia e Lituania) sono tradizionalmente positivi e fruttuosi. L’Italia è stata tra i primi a riconoscere l’indipendenza delle tre Repubbliche dopo la Prima guerra mondiale e non ha mai riconosciuto la sovranità dell’Unione Sovietica sui loro territori. Particolarmente apprezzato è il nostro contributo alle attività di deterrenza e difesa NATO nella regione, con la partecipazione alle missioni Enhanced Forward Presence e Baltic Air Policing. Le relazioni economiche sono promettenti nei settori delle tecnologie digitali, delle infrastrutture e della difesa.
L’Italia partecipa inoltre, in qualità di osservatore, al Consiglio degli Stati del Mar Baltico (CBSS). Fondato nel 1992, il CBSS è un forum per la cooperazione intergovernativa regionale. Gli attuali membri del Consiglio sono i dieci paesi della regione baltica (Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Islanda, Lettonia, Lituania, Norvegia, Polonia e Svezia; la Russia si è ritirata nel 2022) e la Commissione Europea. Il lavoro del Consiglio si concentra su cinque ambiti prioritari che sono: Ambiente e Sviluppo Sostenibile, Sviluppo Economico, Energia, Istruzione e Cultura e Sicurezza Civile e Dimensione Umana, compresa la lotta contro la tratta di esseri umani.