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L’Italia a sostegno dell’Ucraina

Italia a sostegno dell’Ucraina

L’Italia condanna con la massima fermezza l’aggressione ingiustificata e non provocata della Russia contro l’Ucraina, che costituisce una palese violazione del diritto internazionale e dei principi umanitari.
L’Italia sottolinea il suo pieno sostegno all’integrità territoriale dell’Ucraina, alla sua piena sovranità e indipendenza entro i suoi confini internazionalmente riconosciuti e il suo impegno proattivo nell’ambito degli sforzi della comunità euro-atlantica a sostegno dell’Ucraina.
In linea con le priorità della nostra azione diplomatica, chiediamo alla Russia di cessare immediatamente le ostilità, di assicurare un passaggio sicuro ai civili dando il proprio consenso e rispettando i corridoi umanitari e di astenersi da qualsiasi azione che possa colpire infrastrutture civili e critiche o impianti nucleari.
L’Italia continua altresì a chiedere alla Russia di impegnarsi in un dialogo mirato e in negoziati volti a stabilire un cessate il fuoco e misure umanitarie per elaborare una soluzione condivisa e sostenibile del conflitto.
L’Italia sostiene i colloqui e i contatti in corso tra Ucraina e Russia. Siamo consapevoli del grande divario tra le posizioni delle due parti, ma continuiamo a sentirci incoraggiati dalla volontà di entrambi di continuare ad impegnarsi.
A tal fine, l’Italia continuerà ad esercitare pressioni sulla Russia impegnandosi a livello multilaterale per garantire l’isolamento della Russia alla luce del suo insensato disprezzo dei valori, dei principi e delle norme dell’ordine internazionale, e per perseguirne la responsabilità per le gravi violazioni che ha commesso e che continua a commettere.
Durante la sua Presidenza di turno del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, l’Italia ha presieduto la riunione del Comitato nella quale è stata presa la decisione di sancire la cessazione dell’appartenenza della Federazione Russa al Consiglio d’Europa a partire dal 16 marzo.
In ambito OSCE, l’Italia ha condiviso la decisione di attivare il Meccanismo di Mosca dell’OSCE sui diritti umani per l’istituzione di una missione di esperti incaricata di esaminare l’impatto sui diritti umani e umanitari dell’invasione e degli atti di guerra della Federazione Russa nei confronti della popolazione ucraina.
L’Italia sostiene l’azione dell’UE volta ad isolare e ad esercitare pressioni sulla Russia nei vari gruppi e riunioni dell’OMC, nonché a prendere in considerazione azioni per sospendere concessioni o altri obblighi nei confronti della Federazione Russa, quale la sospensione dello status di nazione più favorita. Analogamente, l’Italia sostiene l’azione dell’UE volta a sospendere il processo di adesione della Bielorussia.
Al contempo, l’Italia esorta gli attori principali a fare pressione sulla Russia affinché eserciti moderazione e faccia un passo avanti verso una soluzione diplomatica della crisi attraverso i colloqui di pace.
L’Italia sta lavorando con partner e alleati per individuare, prevenire, monitorare e reagire alla disinformazione russa, alla manipolazione delle informazioni e all’interferenza nelle informazioni.
L’Italia si è unita a più di 40 partner per deferire la situazione in Ucraina al procuratore della Corte Penale Internazionale, al fine di accelerare le indagini su presunti crimini di guerra, crimini contro l’umanità o genocidio commessi in Ucraina. In risposta alla richiesta del Procuratore Khan, l’Italia ha impegnato un contributo volontario di mezzo milione di euro al Fondo fiduciario istituito dalla Procura e ha espresso la disponibilità a schierare diversi esperti a supporto delle indagini della Corte. Fornisce inoltre un contributo aggiuntivo al Fondo fiduciario per le vittime.
L’Italia, unitamente ai suoi partner, ha affermato il proprio sostegno al procedimento avviato dall’Ucraina contro la Russia dinanzi alla Corte Internazionale di Giustizia. Con una dichiarazione congiunta emessa il 13 luglio, l’Italia ha espresso l’intenzione di intervenire nel procedimento per salvaguardare la corretta interpretazione della Convenzione sul genocidio del 1948.
L’Italia è stata tra i principali sponsor della risoluzione sull’”Aggressione contro l’Ucraina” adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 2 marzo e ha partecipato al gruppo che l’ha redatta.
L’Italia è stata anche tra i principali sponsor della risoluzione sulle “Conseguenze umanitarie dell’aggressione contro l’Ucraina” adottata il 24 marzo dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e ha partecipato al gruppo che l’ha redatta.
L’Italia ha aderito al Group of Friends of Accountability formatosi a seguito dell’aggressione contro l’Ucraina.
Nell’ambito del Consiglio per i Diritti Umani (CDU), l’Italia ha sostenuto attivamente le iniziative ucraine volte a denunciare le perduranti violazioni dei diritti umani e a promuovere l’accertamento delle relative responsabilità. All’inizio di marzo l’Italia ha appoggiato la richiesta di tenere un dibattito urgente sulla situazione dei diritti umani in Ucraina ed è stata tra i primi co-sponsor della risoluzione del Consiglio per i Diritti Umani, che ha istituito una commissione d’inchiesta internazionale e indipendente per accertare tutti i presunti abusi e violazioni dei diritti umani e le violazioni del diritto internazionale umanitario che si stanno verificando nell’ambito dell’aggressione della Federazione Russa contro l’Ucraina. In occasione della 49esima sessione del Consiglio per i Diritti Umani, insieme ad altri 50 paesi (compresi tutti gli Stati membri dell’UE, gli USA e il Regno Unito), l’Italia ha anche sottoscritto una dichiarazione congiunta transregionale promossa dalla Polonia in cui ha espresso profonda preoccupazione per il deterioramento della situazione dei diritti umani nella Federazione Russa. Anche all’interno del Consiglio per i Diritti Umani (CDU), insieme ad altri 54 Paesi, compresi tutti gli Stati membri dell’UE, l’Italia ha sostenuto la convocazione della Sessione Speciale del 12 maggio sul deterioramento della situazione dei diritti umani in Ucraina a seguito dell’aggressione russa che ha portato all’adozione di una risoluzione co-patrocinata da tutti gli Stati membri dell’UE e adottata a larga maggioranza (33 voti favorevoli, 2 contrari e 12 astenuti), che approfondisce e rafforza il mandato della commissione d’inchiesta. Abbiamo continuato a richiamare l’attenzione sulla situazione dei diritti umani in Ucraina anche durante la 50a sessione del Consiglio (13 giugno – 8 luglio), anche intervenendo a titolo nazionale nel dialogo interattivo con l’Alto Commissario sulla situazione dei diritti umani in Mariupol.
L’Italia ha co-sponsorizzato la Decisione recentemente adottata dal Consiglio Esecutivo dell’UNESCO per ridurre l’impatto della guerra sul patrimonio culturale dell’Ucraina. Inoltre, l’Italia sta curando la delicata questione della sostituzione della Presidenza russa alla sessione di giugno del Comitato per il Patrimonio Mondiale e della relativa sede ospitante.
L’Italia ha votato la sospensione di tutte le attività svolte dall’OCSE con la Russia e una conseguente decisione del Consiglio dell’OCSE è stata adottata. Inoltre, l’Italia, in qualità di Presidente della Riunione del Consiglio dei ministri dell’OCSE del 2022, ha proposto di discutere la crisi in Ucraina alla Ministeriale di giugno, la più importante riunione annuale dell’Organizzazione; la proposta è stata accolta.
Nel quadro dell’UE, l’Italia ha costantemente sostenuto la decisione della Commissione di rilasciare un primo contributo di 1 miliardo di euro per sostenere i bisogni finanziari a breve termine dell’Ucraina.
L’Italia ha inoltre contribuito all’approvazione del regolamento del Consiglio dell’UE del 24 maggio 2022 che prevede la liberalizzazione temporanea del commercio e altre concessioni commerciali per alcuni prodotti ucraini, misura che può sostenere in modo significativo l’economia ucraina.

  • L’Italia ha approvato un considerevole sostegno militare per la difesa dell’Ucraina.
  • Inoltre, l’Italia ha autorizzato la fornitura di materiale militare non letale destinato all’Ucraina per un valore di 12 milioni di Euro.
  • L’Italia garantisce la sua partecipazione alla forza ad elevata prontezza della NATO (Very High Readiness Joint Task Force – VJTF).
  • L’Italia ha innalzato il livello di allerta delle unità di rinforzo (Immediate Follow-on Forces Group – IFFG) delle forze ad alta prontezza (VJTF).
  • L’Italia continua a contribuire al rafforzamento delle seguenti operazioni e attività della NATO nei settori terrestre, aereo e marittimo:
    • Presenza avanzata e rafforzata (eFP): in Lettonia, nell’ambito del Battlegroup a guida canadese, l’Italia ha aumentato l’impiego di truppe e mezzi corazzati.
    • Attività rafforzata di Air Policing/Vigilanza: l’Italia ha aumentato il proprio contributo alla Task Force aerea “Black Storm” dislocata in Romania, garantendo al contempo il suo dispiegamento in Islanda.
    • Misure di sorveglianza: l’Italia contribuisce a tutte le iniziative condotte dalla NATO.
    • Forze navali di reazione immediata: l’Italia fornisce l’ammiraglia e contribuisce allo Standing NATO Maritime Group 2 (SNMG2) dispiegato nel Mediterraneo e nel Mar Nero, e allo Standing NATO Mine Counter Measures Group 2 (SNMCMG2).
  • L’Italia, inoltre, si è offerta di contribuire ai nuovi “Battlegroup di attività di vigilanza rafforzata” (e-VA) in procinto di essere schierati presso i quattro alleati della NATO sul fianco sud-orientale, e specialmente in Bulgaria e Ungheria.
  • L’Italia contribuisce con circa 152 milioni di euro alle misure di assistenza a favore dell’Ucraina previste dall’European Peace Facility (Strumento Europeo per la Pace), per un totale di 1.5 miliardi di euro.

L’Italia ha lavorato con i suoi partner della Ue e del G7 per introdurre sanzioni senza precedenti nei confronti della Russia e della Bielorussia quali:

  • In conformità con le sanzioni europee [Regolamento (EU) 269/2014 e Decisione (PESC) 145/2014], l’Italia ha congelato i beni appartenenti ad oligarchi o persone legate al Cremlino per quasi 2 miliardi di euro e circa 288 milioni di euro in fondi congelati.
  • L’Unione Europea ha inoltre indicato 9 banche (JSC Russian National Commercial Bank, Bank Otkritie, Novikonbank, Promsvyazbank, Bank Rossiya, Sovcombank, VEB, VTB Bank and Sberbank) per il congelamento dei beni. L’Unione Europea [Regolamento (EU) 833/2014 e Decisione (PESC) 2014/512] ha disposto l’esclusione delle 10 principali banche russe (Bank Otkritie, Novikombank, Promsvyazbank, Bank Rossiya, Sovcombank, VEB, VTB BANK, Sberbank, Credit Bank of Moscow e JSC Russian Agricultural Bank) dal network di comunicazione bancaria S.W.I.F.T..
  • La messa al bando delle transazioni della Banca Centrale Russa e il congelamento dei beni della Banca Centrale nella Ue.
  • Sanzioni mirate, controlli sulle esportazioni, messa al bando dei finanziamenti alle esportazioni, nonché divieti di viaggio nei confronti di 1212 persone (tra cui Putin e Lavrov) e 108 entità.
  • Le banche degli Stati membri dell’UE non possono detenere conti bancari di persone o entità russe, anche se solo con sede in Russia, superiori a 100.000 euro.
  • Misure nel campo dei visti contro la Russia: sospensione parziale della applicazione dell’accordo concluso tra la Ue e la Federazione russa per la facilitazione del rilascio dei visti per determinate categorie, esclusa la società civile russa.
  • I crypto asset sono considerati rientranti nella categoria dei “titoli trasferibili” e sono chiaramente compresi nell’ambito delle sanzioni.
  • Lo spazio aereo Ue è stato chiuso a tutti gli aeromobili posseduti, registrati o controllati dalla Russia. Divieto alle navi di registrazione russa di accedere ai porti dell’UE; divieto di trasporto merci su gomma all’interno dell’UE alle imprese di trasporto russe e bielorusse.
  • Russia Today (RT), Sputnik EU for Rossiya RTR / RTR Planeta, Rossiya 24 / Russia 24 e TV Centre International non possono trasmettere nella Ue.
  • Divieto di tutte le transazioni con determinate aziende di stato già soggette a restrizioni al rifinanziamento.
  • Divieto di partecipazione delle società russe agli appalti pubblici negli Stati membri e l’esclusione di qualsiasi sostegno finanziario agli enti pubblici russi, compresi i programmi dell’UE.
  • Divieto di qualsiasi transazione con persone giuridiche, entità o enti residenti al di fuori dell’Unione i cui diritti di proprietà siano posseduti direttamente o indirettamente per più del 50% da entità segnalate.
  • Divieto di fornire servizi di rating del credito a persone o entità russe.
  • Divieto di nuovi investimenti nel settore energetico russo nonché una restrizione generale alla esportazione di attrezzature, tecnologie e servizi per l’industria energetica russa, ad eccezione dell’industria nucleare e del settore a valle del trasporto energetico.
  • Divieti di esportazione mirati alla tecnologia (ad es. computer quantistici, semiconduttori avanzati, macchinari sensibili e attrezzature di trasporto, compreso il carburante degli aerei); divieti di importazione di prodotti come legno, cemento, fertilizzanti, frutti di mare e liquori.
  • Divieto di acquisto, importazione o trasferimento di petrolio greggio e determinati prodotti petroliferi dalla Russia nell’UE, con un periodo di eliminazione graduale fino a 8 mesi e un’eccezione temporanea per alcuni Stati membri dell’UE che soffrono di una specifica dipendenza dalle forniture russe e non hanno alternative valide.
  • Sono state imposte sanzioni aggiuntive alla Bielorussia sia in settori specifici della economia bielorussa (come l’esclusione delle 4 principali banche bielorusse dalla rete di comunicazione interbancaria SWIFT) e nei confronti di individui mirati.
  • In Italia, il congelamento dei beni di entità, gruppi, individui in elenco è attuato dal Comitato di Sicurezza Finanziaria (CSF), una organizzazione interministeriale e di Autorità nazionali presieduta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (Tesoro). Il MAE ed altre Autorità nazionali (tra cui Il Ministero dell’Interno, il Ministero della Giustizia, la Banca d’Italia, la Unità di Intelligence Finanziaria, la Guardia di Finanza e la Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) fanno parte del Comitato.
  • Sospensione di tutte le autorizzazioni per le esportazioni di prodotti a duplice uso in Russia e Bielorussia fino a nuovo ordine.
  • Dal 25 febbraio l’Italia ha adottato il più alto livello di sicurezza marittima 3 (MARSEC3) non solo nelle acque ucraine colpite dalla guerra, ma anche nella zona economica esclusiva russa del Mar Nero, impedendo così alle navi battenti bandiera italiana di entrare in tutti i porti russi del Mar Nero e di effettuare qualunque attività commerciale.
  • Il comunicato finale della riunione del G7 di Elmau del 26-28 giugno 2022 ha annunciato sanzioni per ridurre le entrate della Russia, compreso l’oro, e azioni per ridurre i picchi del prezzo dell’energia, esplorando misure aggiuntive come i massimali di prezzo.
  • Il 21 luglio il Consiglio dell’UE ha adottato un nuovo pacchetto di sanzioni, il cosiddetto “Maintenance and Alignment Package”, che introduce ulteriori misure settoriali estendendo l’elenco delle persone e degli enti designati.
    Per quanto riguarda le misure economiche settoriali [Regolamento (UE) 833/2014 e Decisione (PESC) 2014/512], il nuovo pacchetto prevede, tra l’altro: il divieto di importazione, acquisto o trasferimento diretto e indiretto di oro di origine russa (l’export più significativo della Russia dopo l’energia), l’estensione dei beni a duplice uso soggetti al controllo delle esportazioni, l’ampliamento del campo di applicazione del divieto di accettare depositi per includere quelli provenienti da entità stabilite in paesi terzi e di proprietà maggioritaria di cittadini russi o persone fisiche residente in Russia. Inoltre, le già esistenti esenzioni per l’acquisto, l’importazione e il trasporto di petrolio sono ora in vigore in tutto il mondo, sono state introdotte nuove eccezioni per l’esportazione di beni medici/farmaceutici e eccezioni (per prodotti farmaceutici, medici e alimentari) per il divieto di transazione con i soggetti elencati nell’allegato XIX.
    Per quanto riguarda le misure individuali [Regolamento (UE) 269/2014 e Decisione (PESC) 145/2014], le nuove sanzioni introducono l’obbligo per le persone elencate di segnalare i propri beni alle Autorità Nazionali Competenti (ANC), cd “reverse reporting”, e che le persone fisiche e giuridiche, gli enti e gli organismi forniscano immediatamente ogni informazione che faciliti il ​​rispetto del regime sanzionatorio.
    Infine, il nuovo pacchetto aggiunge 48 persone – principalmente politici e militari – e 9 entità, tra cui Sberbank, una delle istituzioni finanziarie più importanti della Russia, all’elenco designato.
  • Organizzazione di un’accoglienza efficace dei rifugiati ucraini in Italia. Ad oggi sono arrivati in Italia 150.791 rifugiati. La maggior parte sono donne (79.945) e bambini (46.783).
  • Sono stati stanziati oltre 800 milioni di euro per sostenere i profughi ucraini in Italia.
  • Il MAE sta coordinando un gruppo di lavoro sui flussi dei rifugiati e sugli sforzi per l’accoglienza al fine di aumentarne le capacità.
  • Il Ministero dell’Interno ha aumentato le capacità dei Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS) e del Sistema di Accoglienza e Integrazione (SAI) per un totale di 21.000 unità. Il Dipartimento della Protezione Civile italiana ha aumentato la sua capacità ricettiva a 30 mila unità.
  • Il MAE sta inoltre guidando uno sforzo di coordinamento con la rete dei consoli ucraini di Roma, Milano e Napoli per facilitare lo scambio di informazioni sui bambini non accompagnati e sui rifugiati ucraini.
  • Il Ministero per le Pari Opportunità e la Famiglia ed il MAE hanno costituito un Gruppo di lavoro sui minori, unitamente al Dipartimento della Protezione Civile (DPC) italiana e con la partecipazione dell’UNHCR, dell’UNICEF e della OIM per valutare le esigenze e coordinare azioni concrete rispetto alle specifiche situazioni dei minori e degli adottati ucraini.
  • Il Dipartimento della Protezione Civile (DPC) italiana, di concerto con il Ministero della Salute, ha svolto le azioni in materia di screening COVID-19 (all’ingresso e fino a 48 ore da allora) e vaccinazione dei rifugiati, comprese le vaccinazioni non Covid-19 e cicli di immunizzazione dei bambini, secondo le regole definite dal Ministero della Salute. L’assistenza sanitaria è prestata alle stesse condizioni dei cittadini italiani per un periodo annuale rinnovabile una volta richiesta la protezione temporanea, con esenzione dalle spese sanitarie. In assenza di tale richiesta, l’assistenza sanitaria è assicurata con la più ampia erogazione di servizi a favore delle persone fragili, donne, bambini e anziani.
  • Il governo italiano ha applicato la decisione del Consiglio UE di introdurre la protezione temporanea in conformità alla Direttiva UE 2001/55/CE.
  • Nel corso degli interventi coordinati con le Agenzie ONU sul terreno, l’Italia sta finanziando (con il suo Fondo per le Migrazioni) un progetto di 10 milioni di euro sviluppato con UNHCR in Moldova per migliorare la capacità del Paese di assistere i rifugiati provenienti dall’Ucraina, con un accento specifico sulle esigenze dei minori e di altre persone vulnerabili.
  • Ulteriori progetti sono in fase di elaborazione in Moldova, in collaborazione con IOM e UNICEF, per un valore complessivo di 10 milioni di euro.
  • Viene trasmesso un bollettino informativo televisivo giornaliero in lingua ucraina dalla rete nazionale informativa della società del servizio pubblico radiotelevisivo pubblico (RAI-RaiNews24) per fornire informazioni utili sull’accoglienza e informazioni aggiornate sul conflitto in corso ai rifugiati ucraini e alla comunità ucraina in Italia.
  • I cittadini ucraini e i cittadini di altri Paesi terzi che provengano dall’Ucraina e che arrivino sul territorio italiano a seguito degli eventi in corso possono viaggiare gratuitamente per raggiungere il primo luogo di destinazione o accoglienza entro un periodo massimo di cinque giorni dal loro ingresso alle seguenti condizioni:
    a. Sui treni della società “Trenitalia” che gestiscono servizi Intercity, Eurocity e regionali sul territorio italiano. Altre società ferroviarie che forniscono servizi di trasporto sul territorio italiano possono offrire viaggi gratuiti ai medesimi soggetti su base volontaria;
    b. Sulla rete stradale nazionale;
    c. Servizi di trasporto marittimo per le isole.
  • Subito dopo l’inizio della aggressione da parte della Russia, l’Italia ha dato un contributo di 1 milione di euro alle attività di primo soccorso del CICR
  • Il 27 febbraio il Ministro degli esteri Di Maio ha approvato il trasferimento di 110 milioni di euro per sostenere il bilancio generale del governo ucraino. Tale ammontare è a disposizione del Ministero del tesoro ucraino dal 28 febbraio.
  • Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha concesso prestiti aggiuntivi fino a 200 milioni di euro.
  • L’Italia ha risposto con un contributo di 25 milioni di euro agli appelli umanitari lanciati dal sistema delle Nazioni Unite e dalla Croce Rossa Internazionale, per sostenere le attività umanitarie a favore delle persone vulnerabili in Ucraina così come dei rifugiati nei paesi limitrofi.
  • La Cooperazione Italiana ha stanziato 14 milioni di euro per sostenere le iniziative umanitarie realizzate dalle Organizzazioni della Società Civile Italiana (OSC) in risposta alla crisi ucraina. L’invito a presentare proposte è scaduto l’8 luglio e i progetti proposti sono attualmente in fase di revisione.
  • È stato istituito un meccanismo di coordinamento, presieduto dalla Vice Ministra Sereni, con le organizzazioni della società civile attive a sostegno del popolo ucraino.
  • Il Ministero della Salute sta supervisionando la raccolta di generi medici sanitari (tramite il Servizio Sanitario Nazionale) che saranno spediti dalla Protezione Civile italiana per il tramite del Meccanismo di protezione civile dell’Unione Europea (MPCEU) a luoghi che si trovano nei paesi limitrofi dell’Ucraina. È stata inoltre istituita una valutazione giornaliera della disponibilità di letti in diversi reparti quali: terapia intensiva, oncologia, pediatria, neonatologia, dialisi, e ustioni per renderli disponibili attraverso il MPCEU.
  • Il Ministero degli Affari Esteri sta facilitando accordi di gemellaggio e altre intese tra comuni italiani e ucraini con l’obiettivo di: (i) proporre progetti concreti per la ricostruzione di infrastrutture chiave, siti e istituzioni culturali di alto valore, secondo le esigenze e priorità evidenziate dalle autorità ucraine; (ii) fornire supporto e capacity building alle amministrazioni locali in Ucraina nel loro sforzo di convergere verso gli standard dell’UE; (iii) rafforzare i contatti interpersonali, al fine di facilitare i ricongiungimenti familiari tra la diaspora ucraina in Italia e i loro parenti in patria.
  • L’Italia sta anche fornendo assistenza in natura per contribuire ad alleviare la situazione umanitaria in Ucraina.
    • La Cooperazione italiana ha donato quasi 5 tonnellate di materiale sanitario alla Croce Rossa Italiana da consegnare alla corrispondente organizzazione Ucraina.
    • La Protezione Civile Italiana ha inviato materiali attraverso la Polonia (200 tende per un totale di 1.000 persone, 1.000 lettini da campo, 1.000 sacchi a pelo) medicine e attrezzature mediche attraverso la Romania, 23 ambulanze e tre cucine da campo.
    • La Protezione Civile Italiana ha coordinato la spedizione, attraverso la Polonia, di oltre 1500 pallet di beni umanitari verso l’Ucraina.
    • Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco italiano ha donato 45 veicoli alla controparte ucraina. La spedizione, coordinata dalla Protezione Civile Italiana, è partita in treno verso la Slovacchia. I Vigili del Fuoco hanno inoltre donato 4 veicoli alla Moldova.
    • La Protezione Civile italiana ha anche consegnato alla Slovacchia un campo di emergenza atto ad assistere fino a 250 persone. Un campo di emergenza simile, che può ospitare fino a 500 persone, è stato donato alla Moldova. È stata inoltre consegnata all’UNHCR una tensostruttura per fornire riparo agli sfollati in Ucraina.
    • La Cooperazione italiana ha organizzato una donazione con un cargo di circa 20 tonnellate di beni umanitari partito dalla Base di Pronto Intervento delle Nazioni Unite di Brindisi UNHRD (in gran parte materiale logistico quali tende, coperte, generatori, stufe per tende, lampade e kit igienico-sanitari). I beni sono arrivati a Niemce, in Polonia, l’11 e il 14 marzo.
    • La Cooperazione italiana ha fornito alle autorità moldave circa 20 tonnellate di materiali umanitari, spediti dal deposito UNHRD di Brindisi il 14 e il 18 marzo.
    • La Cooperazione Italiana ha donato 6 tonnellate di beni umanitari per le attività dell’OSC italiano “CUAMM – Medici con l’Africa” in Ucraina, inviate dall’UNHRD Brindisi in Ucraina via Romania (arrivato a Siret il 9 giugno).
    • La Cooperazione Italiana ha organizzato il trasporto di 15 tonnellate di beni umanitari (di cui 9 donate dalla Cooperazione Italiana e oltre 6 tonnellate dalla Fondazione “Francesca Rava”). Le spedizioni sono arrivate in Romania il 18 e 21 giugno e successivamente sono state trasferite in Ucraina.
  • Grazie ad un contributo di 17 milioni di dollari USA, nel 2021 l’Italia è stata tra i dieci principali donatori del Fondo Centrale per la Risposta alle Emergenze dell’ONU (CERF). Lo stesso ammontare verrà stanziato nel 2022 a supporto dell’Ucraina e di altre crisi umanitarie.
  • L’Italia ha adottato una strategia per sostituire gradualmente gli attuali 29 miliardi di metri cubi annui di fornitura di gas dalla Russia aumentando le forniture (sia attraverso i gasdotti che GNL) dai partner e delle fonti esistenti.
  • Agiamo in sinergia con i principali attori nazionali per rilanciare la produzione nazionale di gas, massimizzare la capacità degli impianti di rigassificazione esistenti e rafforzare le infrastrutture critiche, anche attraverso ulteriori 10 miliardi di metri cubi dalla nuova capacità di rigassificazione offshore.
  • I livelli di riserve di gas in Italia sono tra i più alti dell’UE. L’Italia ha una capacità di stoccaggio superiore al 20% del suo consumo annuo, sia nello stoccaggio commerciale che nella riserva strategica pubblica.
  • L’Italia è stata determinante nell’adozione della comunicazione REPowerEU e ha sostenuto la revisione del regolamento dell’UE sullo stoccaggio del gas, che prevede che gli impianti di stoccaggio del gas nell’UE debbano essere riempiti fino all’80% della loro capacità entro novembre 2022.
  • Il governo italiano ha proposto e sostiene con forza un tetto massimo al prezzo del gas in Europa. Il provvedimento spezzerebbe il circolo vizioso tra le aspettative di riduzione delle importazioni dalla Russia e la spinta al rialzo del prezzo del gas che rappresenta anche per Mosca una cospicua fonte di entrate.
  • L’Italia è stata anche tra i principali sponsor della Piattaforma per l’acquisto di energia dell’UE, il nuovo meccanismo di coordinamento volontario che riunisce la Commissione e gli Stati membri e che supporterà l’acquisto di gas e idrogeno per l’Unione, aperto anche a Ucraina e Moldova.
  • La nostra strategia di diversificazione è una risorsa comune per la sicurezza energetica complessiva dell’UE.
  • La creazione del Corridoio Meridionale del gas/TAP, dal Mar Caspio all’Italia, si è rivelata essere uno sforzo lungimirante poiché si tratta dell’unico progetto energetico aggiunto in Europa nell’ultimo decennio che non dipende dalla Russia e ha il potenziale di raddoppiare la sua capacità nel medio termine.
  • La diversificazione energetica dell’UE beneficia anche del ruolo centrale dell’Italia nel Mediterraneo in generale, compreso il bacino levantino come membro fondatore dell’East Mediterranean Gas Forum [EMGF]. Ora più che mai, l’approccio inclusivo e cooperativo dell’Italia sarà determinante per sbloccare ulteriormente il potenziale energetico della Regione, al fine di aumentare la nostra sicurezza energetica comune.
  • Per calmierare gli alti prezzi del greggio e prevenire eventuali problemi legati alle forniture, l’Italia ha partecipato a due rilasci di scorte petrolifere decisi da tutti i membri dell’Agenzia Internazionale per l’Energia: il primo all’inizio di marzo, per 60 milioni di barili, e il secondo ad aprile, per ulteriori 120 milioni di barili. In entrambe le occasioni, l’Italia ha rilasciato il sesto maggior quantitativo di riserve tra i paesi partecipanti.
  • Per quanto riguarda l’assistenza a Kiev in campo energetico, l’Italia, attraverso il suo operatore del sistema di trasmissione (TSO), ha sostenuto fin dall’inizio la richiesta del governo ucraino di sincronizzare la sua rete elettrica con quella europea, dopo la sua disconnessione dalla rete russa.
  • L’Italia continua ad impegnarsi, sia a livello multilaterale che europeo, e con i nostri partner e fornitori di energia, per raggiungere una sostanziale transizione all’energia pulita che consideriamo l’unica soluzione per raggiungere una sicurezza energetica duratura e un’autonomia strategica.
  • È stato creato un fondo speciale di 500.000 euro per assistere gli studenti universitari ucraini e i ricercatori e professori ucraini che partecipano a progetti nelle nostre università e centri di ricerca. Il Parlamento Italiano ha successivamente elevato il fondo a un milione di Euro, ampliando i criteri di selezione. Il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca ha sollecitato gli istituti di istruzione superiore ad assegnare borse di studio e adottare altre iniziative per sostenere gli studenti ucraini; al 20 aprile hanno risposto oltre 70 istituzioni, contribuendo con oltre 1000 borse di studio ed impegnandosi ad accogliere e assistere fino a 750 studenti.
  • Per supportare la continuità didattica, il Ministero dell’Istruzione ha stanziato una somma iniziale di 1.000.000 di euro da assegnare alle istituzioni scolastiche per l’inclusione degli studenti ucraini nelle scuole italiane. L’inclusione scolastica degli studenti ucraini è assicurata dagli Uffici Scolastici Regionali del Ministero dell’Istruzione in collaborazione con gli enti locali (Regioni, Prefetture, Protezione Civile, Autorità Locali, Servizi Sanitari). Vi è inoltre un costante coordinamento con il Consiglio dell’UE e gli Stati membri per dare una risposta coordinata alle richieste del Ministero dell’Istruzione ucraino veicolate anche bilateralmente a livello politico.
  • È stato adottato un apposito regolamento affinché gli studenti ucraini iscritti al Sistema educativo italiano non siano obbligati a sostenere gli esami finali di primo e secondo ciclo. Parallelamente, in collaborazione con l’Ambasciata ucraina, il Ministero dell’Istruzione sta organizzando sedi dedicate a Milano, Roma e Napoli dove gli studenti ucraini possono sostenere gli esami online per accedere alle Università ucraine.
  • È stata pubblicata sul sito del Ministero dell’Istruzione una sezione interamente dedicata all’emergenza ucraina (https://www.istruzione.it/emergenza-educativa-ucraina/).
  • Il Ministero della Cultura dell’Italia ha adottato un programma di 2.000.000 di euro per sostenere gli artisti ucraini, offrendo loro residenze e relative attività. Inoltre il Ministero della Cultura sta collaborando con le autorità ucraine e i partner internazionali per salvaguardare il patrimonio culturale ucraino in pericolo.
  • Il Ministero della Cultura italiano ha acquistato e consegnato, attraverso il Meccanismo di Protezione Civile dell’Unione Europea (UCPM), materiale di emergenza ad hoc per la protezione, conservazione e trasporto del patrimonio culturale ucraino a rischio.
  • Il Ministero della Cultura italiano, in coordinamento con l’UNESCO e il Ministero della Cultura e della Politica di Informazione dell’Ucraina, offre supporto per la candidatura del centro storico di Odessa a patrimonio mondiale dell’UNESCO. Il Ministero della Cultura sta inoltre monitorando, in coordinamento con le autorità ucraine, i danni al patrimonio culturale ucraino a rischio, prestando particolare attenzione ai siti del patrimonio mondiale dell’UNESCO, ai siti dell’elenco provvisorio dell’UNESCO e ad altri siti di interesse nazionale.
  • Il Ministero della Cultura sta rafforzando la cooperazione tra l’Unità dei Carabinieri per la protezione del patrimonio culturale e le autorità competenti ucraine al fine di fornire ulteriore assistenza nella protezione del patrimonio a rischio e di includere il patrimonio culturale ucraino nelle banche dati italiane in modo che possa essere monitorato e tutelato dai traffici illeciti.