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L’Italia a sostegno dell’Ucraina

Italia a sostegno dell’Ucraina

L’Italia condanna con la massima fermezza l’aggressione ingiustificata e non provocata della Russia contro l’Ucraina, che costituisce una palese violazione del diritto internazionale e dei principi umanitari.

L’Italia sottolinea il suo sostegno all’integrità territoriale dell’Ucraina, alla sua piena sovranità e indipendenza, in stretto coordinamento con i nostri partner e alleati della comunità euro-atlantica.

L’Italia condanna con fermezza gli attacchi russi contro le infrastrutture civili critiche, che continuano a peggiorare la situazione umanitaria e le condizioni dei civili. L’Italia è pronta ad operare con i suoi partner per continuare a rafforzare la resilienza delle infrastrutture ucraine.
L’Italia continua a sollecitare la Russia a porre immediatamente fine alle sue misure escalatorie, compresa l’irresponsabile retorica nucleare.

Respingiamo le azioni della Russia presso la centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhya e le crescenti pressioni esercitate sul personale del sito. La sicurezza, la protezione e le salvaguardie dell’impianto nucleare sono fondamentali e sosteniamo pienamente gli sforzi dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica e del suo Direttore Generale, Grossi a questo proposito.

L’Italia è favorevole ad una pace giusta sotto la piena titolarità di Kyiv. L’Italia apprezza la formula di pace del Presidente Zelensky e sostiene il piano in linea di principio, adoperandosi per coinvolgere nelle relative discussioni il più ampio novero di interlocutori globali in grado di svolgere un ruolo costruttivo a favore di una soluzione sostenibile.

L’Italia continuerà ad esercitare pressioni sulla Russia, anche tramite una corretta applicazione delle misure sanzionatorie in vigore, impegnandosi a livello multilaterale per garantire l’isolamento della Russia alla luce del suo insensato disprezzo dei valori, dei principi e delle norme dell’ordine internazionale, e per perseguirne la responsabilità per le gravi violazioni che ha commesso e che continua a commettere.

 

Sostegno italiano all’Ucraina

Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avuto il suo primo contatto internazionale del 2024 con il Presidente ucraino Zelensky il 4 gennaio, segno del forte sostegno italiano all’Ucraina, che rappresenta anche una priorità assoluta dell’attuale Presidenza italiana del G7.

In tale veste il Presidente Meloni si è recato (per la seconda volta) a Kyiv il 24 febbraio 2024 in occasione del 2° anniversario dell’aggressione russa per ribadire tale sostegno, presiedere dalla Capitale ucraina la prima riunione virtuale dei Leader del G7 e firmare con il Presidente ucraino Zelensky l’Accordo Italia-Ucraina sugli impegni di sicurezza e assistenza a lungo termine (Incontro bilaterale con il Presidente Zelensky a Kiev | www.governo.it).

L’Italia è attiva a sostegno dell’Ucraina in ambito multilaterale. Oltre all’impegno in seno all’Unione europea, in ambito G7 è parte della Piattaforma di Coordinamento Donatori per l’Ucraina, nata da una decisione presa dai Leader G7 nel dicembre 2022 per coordinare finanziamenti, progetti e riforme richieste all’Ucraina al fine di promuovere i processi di ricostruzione ed adesione all’UE.

L’Italia ha finora approvato 8 consistenti pacchetti di sostegno militare alla difesa dell’Ucraina, comprensivi di equipaggiamenti sia letali che non letali, basati sulle esigenze delle Forze Armate ucraine. E’ stato prorogato fino a tutto il 2024 il DL Ucraina che consente ulteriori, eventuali aiuti.

L’Italia ha finora organizzato una serie di corsi e attività di formazione specialistica su base bilaterale a favore delle Forze Armate ucraine; altre attività simili sono in corso e in programma.

il 27 gennaio 2023, il Ministro della Difesa italiano e il Ministro delle Forze Armate francese hanno annunciato la decisione di donare congiuntamente alle Forze Armate ucraine un sistema di difesa aerea e antimissile a medio-lungo raggio SAMP/T, nonché di organizzare e condurre congiuntamente l’addestramento del personale ucraino sullo stesso sistema.

La Difesa italiana fa anche parte del Gruppo di Contatto per la Difesa dell’Ucraina – detto anche “Formato Ramstein” – al fine di meglio coordinare e calibrare gli aiuti militari alle Forze Armate ucraine.

L’Italia contribuisce alle iniziative dell’UE a sostegno della resistenza di Kiev. In particolare, il Ministero della Difesa contribuisce con personale e moduli addestrativi alla Missione europea di assistenza militare (EUMAM). Inoltre, il MAECI assicura la contribuzione per parte italiana allo Strumento europeo per la pace (EPF), dunque alle misure di assistenza alle forze armate ucraine e, in prospettiva, alla nuova linea finanziaria da 5 miliardi di Euro dedicata all’Ucraina (Fondo di Assistenza per l’Ucraina, UAF). Infine, il MAECI e il Ministero della Giustizia finanziano la partecipazione di esperti e magistrati italiani alla Missione civile di consulenza strategica (EUAM), per accelerare il processo di riforma nel settore della sicurezza civile e rafforzare lo stato di diritto

L’Italia ha prontamente risposto anche con contributi finanziari nel 2022, mediante 110 milioni di euro a dono e 200 milioni di euro a credito a sostegno al bilancio ucraino nel settore educativo, rispettivamente a cura del MAECI e del MEF. Inoltre, il “Decreto-Legge Aiuti ter” di settembre 2022 ha previsto la partecipazione dell’Italia all’Assistenza Macrofinanziaria eccezionale dell’UE in favore dell’Ucraina attraverso la sottoscrizione di una garanzia da parte del MEF per un importo complessivo massimo di 700 milioni di euro.

A livello europeo, per aiutare l’Ucraina a far fronte alle sue esigenze finanziarie immediate, nel corso del 2022 l’UE, anche grazie al supporto italiano, ha approvato due diversi programmi di assistenza macrofinanziaria (Macro-Financial Assistance – MFA), Emergency MFA ed Exceptional MFA, che hanno fornito un totale di 7,2 miliardi di euro all’Ucraina nel 2022. A dicembre 2022, l’UE ha approvato un pacchetto di sostegno macrofinanziario (MFA+), che ha supportato L’Ucraina nel 2023 per un totale di 18 miliardi di euro, sotto forma di prestiti agevolati.

Infine, il Consiglio europeo straordinario del 1° febbraio ha raggiunto un’intesa sul nuovo Strumento per sostenere la ripresa, la ricostruzione e la modernizzazione dell’Ucraina (Ukraine Facility), del valore massimo di 50 miliardi di euro, di cui 33 a prestito e 17 in sovvenzioni. Il governo italiano ha sempre sostenuto l’adozione di questo Strumento, che è entrato in vigore il 1 marzo 2024.

In termini di assistenza umanitaria, sono stati complessivamente allocati oltre 93 milioni di euro per iniziative rivolte all’Ucraina e ai Paesi limitrofi. Quest’ultima cifra include 32,5 milioni di euro in risposta agli Appelli Umanitari:

  • 6 milioni di euro per lo “Ukraine Humanitarian Fund” dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA);
  • 6 milioni di euro per il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF) per attività in Ucraina;
  • 8 milioni di euro per l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) per contribuire al Piano regionale dell’Organismo e ulteriori 6 milioni di euro in favore del medesimo Organismo per sostenere i rifugiati ucraini in Polonia e Moldova.
  • Complessivamente 4 milioni di euro per il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) per attività in Ucraina;
  • 2 milioni di euro per la Federazione Internazionale delle società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (FICROSS) per attività nei Paesi confinanti e 500.000 euro in favore del medesimo Organismo in Moldova.

Essa include altresì ulteriori contributi (61,15 milioni di euro) destinati ad iniziative condotte al di fuori del quadro delle organizzazioni internazionali:

  • 14 milioni di euro per attività condotte da Organizzazioni della Società Civile (OSC) nei settori della prima assistenza, della protezione e della salute.
  • 650.000 euro per il finanziamento di un’iniziativa attuata dall’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive (INMI), intesa a rafforzare le capacità di erogazione dei servizi di diagnosi e cura delle malattie infettive dell’ospedale di Sighetu Marmației (Romania), che assiste sia la comunità ospitante rumena che i rifugiati ucraini.
  • 46,5 milioni di euro per un bando di emergenza delle OSC italiane in Ucraine e nei Paesi confinanti per attività di assistenza multisettoriale alla popolazione ucraina.

Nel 2023, l’Italia ha inoltre contribuito alla risposta internazionale volta a sostenere la resilienza infrastrutturale ucraina allocando un contributo di 10 milioni di euro alla Banca europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo – BERS, a sostegno del settore energetico ucraino.

Specifici finanziamenti a valere sulle risorse disponibili presso il Fondo Migrazioni e il Fondo di Premialità sono inoltre stati destinati a rispondere alle conseguenze della crisi di rifugiati in Ucraina e nella regione. In particolare:

  • 5 per l’Organizzazione Internazionale per le migrazioni (OIM), 5 per UNICEF, per attività a sostegno delle autorità dei Paesi confinanti (Moldova) nella gestione e assistenza ai rifugiati ucraini e 10 milioni per UNHCR per attività in Moldova.
  • 3 milioni di euro all’UNHCR per un progetto volto a portare assistenza alla popolazione sfollata all’interno dell’Ucraina

Il Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale On. Antonio Tajani ha annunciato, in occasione della Conferenza di Roma per la ricostruzione dell’Ucraina (26 aprile 2023), nuovi fondi per 100 milioni di euro a credito di aiuto e 60 milioni di euro a dono in aiuti umanitari e di immediata ripresa – di questi ultimi, 46,5 sono già stati destinati al summenzionato bando per attività di OSC.

  • La conferenza bilaterale di aprile ha dato ampio spazio al settore privato, riconoscendone il ruolo cruciale nel processo di ricostruzione. La Conferenza è stata occasione di incontro per 600 aziende italiane e 150 aziende ucraine nei settori Infrastrutture e Trasporti, Energia e Ambiente, Siderurgia, Agribusiness, Salute, Spazio e Avionica, IT e Servizi.
  • In attuazione inoltre degli annunci della Conferenza di Roma, è stato deliberato un credito di aiuto da 100 milioni di euro per un’iniziativa in cofinanziamento con la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS) dall’importo totale di 200 milioni di euro. Il progetto è volto a ripristinare la capacità energetica di Ukrhydroenergo (azienda di Stato ucraina attiva nel settore elettrico).  Il 2 ottobre 2023 l’Italia ha assunto il patronato sulla ricostruzione della città e della Regione di Odessa,  lanciando contestualmente il progetto denominato “Laboratorio per la ricostruzione” insieme alla Triennale di Milano e al Museo MAXXI di Roma. In tale contesto, inoltre, è stata deliberata un’iniziativa con UNESCO dell’importo di 500.000 euro per la messa in sicurezza della Cattedrale della Trasfigurazione di Odessa, danneggiata dai bombardamenti russi. La collaborazione con UNESCO su Odessa prevede anche la tutela dei 52 siti culturali del centro storico e il masterplan della città.  Inoltre, è stato deliberato un contributo di 500.000 euro a favore dell’OCSE per il “Programma Paese Ucraina”.
  • Contestualmente, è stato anche annunciato che il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) contribuirà al Fondo della Banca Europea degli Investimenti “UE per l’Ucraina” con una garanzia di 100 milioni di euro.

È inoltre ora operativo l’ufficio a Kiev dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.

Contributi in risposta alle conseguenze internazionali della crisi

  • Relativamente ai Paesi limitrofi interessati dalle ripercussioni del conflitto, si segnala un’iniziativa dell’importo di 10 milioni di euro a dono per tramite di UNDP, volta a contribuire al Fondo di vulnerabilità energetica istituito dalla Moldova.
  • Il MAECI finanzia la partecipazione di esperti alla Missione civile UE di partenariato in Moldova (EUPM), che contribuisce a rafforzare le strutture di gestione delle crisi del Paese e a rafforzare la sua resilienza rispetto alle minacce ibride, ivi compresi attacchi cibernetici e attività di manipolazione informativa.
  • In risposta alle ripercussioni internazionali della guerra nel settore della sicurezza alimentare, è stato predisposto un contributo di 2 milioni di Euro nel 2022 e ulteriori 2 milioni di euro nel 2023 per sostenere le attività del Programma Alimentare Mondiale nell’ambito dell’iniziativa “Grain from Ukraine”.

Donazioni di beni (umanitari e per la resilienza energetica)

Dall’inizio dell’emergenza, la Cooperazione Italiana ha organizzato donazioni e trasporti di beni umanitari per circa 75 tonnellate, anche nel quadro del Meccanismo unionale di Protezione Civile, avvalendosi dei servizi della Base di Pronto Intervento Umanitario delle Nazioni Unite UNHRD) di Brindisi:

  • circa 5 tonnellate di kit sanitari donati alla Croce Rossa Italiana per la successiva consegna alla consorella ucraina a Chernivtsi il 3 marzo 2022.
  • circa 20 tonnellate di materiali umanitari arrivate a Niemce, Polonia l’11 e il 14 marzo 2022 per successiva consegna in Ucraina.
  • circa 19,4 tonnellate di beni umanitari di vario genere verso la Moldova arrivate il 14 e il 18 marzo 2022, per sostenere le strutture di accoglienza del Paese.
  • Circa 15 tonnellate di beni (di cui 9 messe a disposizione dalla Cooperazione Italiana e oltre 6 messe a disposizione dalla Fondazione Francesca Rava) verso l’Ucraina via Romania arrivate il 18 e 21 giugno 2022.
  • Circa 15 tonnellate di beni umanitari messi a disposizione dalla Cooperazione Italiana per le attività della OSC italiana “CUAMM – Medici con l’Africa” in Ucraina (primo trasporto di 6 tonnellate arrivato a Siret il 9 giugno 2022 e il secondo trasporto di 9 tonnellate arrivato a Chernivtsi il 29 novembre 2022).

Inoltre, l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) ha finalizzato un contratto di acquisto di 52 generatori di diverso voltaggio, già consegnati.

Sempre nel quadro del Meccanismo unionale di protezione civile, il Servizio nazionale di protezione civile ha offerto altri beni umanitari all’Ucraina, alla Slovacchia, alla Polonia e alla Moldova.

  • Anche il settore privato italiano, mediante il Dipartimento della Protezione Civile italiana, ha contribuito a sostenere la protezione delle infrastrutture ucraine, donando materiali e strumenti di vario genere (fra le aziende donatrici si segnalano: Chiesi Farmaceutica S.p.A., ENI S.p.A., TotalEnergies S.p.A., Terna S.p.A., SNAM S.p.A., Italgas Reti S.p.A.).
  • Al riguardo, da citare anche l’iniziativa di ENEL “Ray of Hope”. Nel marzo 2023, Enel si è impegnata a donare all’Ucraina 5.876 pannelli solari fotovoltaici con una capacità totale di circa 2 MW, per fornire soluzioni off-grid che assicurino la fornitura ininterrotta di elettricità a edifici pubblici ucraini critici, come scuole e ospedali.

L’Italia ha partecipato convintamente alla Conferenza internazionale sulla ricostruzione dell’Ucraina organizzata a Londra il 21-22 giugno 2023 e altrettanto farà quest’anno con l’edizione di Berlino (11-12 giugno).

L’Italia ospiterà a Roma la Conferenza del prossimo anno, che si focalizzerà su 4 dimensioni (riforme, settore privato, governo locale, capitale umano), nell’arco di due giorni, con 60 delegazioni nazionali, 1.500 persone, 500 manager di aziende, oltre ad enti locali e società civile. Essa sarà articolata in una sessione d’apertura a livello di Capi di Stato e di Governo, seguita da una sessione dei Ministri degli Esteri G7, sessioni tematiche, un Business Forum e una Business Fair.

L’Italia ha accolto in totale 191.475 ucraini in fuga dalla guerra, beneficiari di protezione internazionale, di protezione temporanea o di altre forme di protezione nazionale.

L’Italia sostiene inoltre pienamente il percorso europeo dell’Ucraina e ha contribuito attivamente alla decisione assunta dal Consiglio Europeo del dicembre 2023 di aprire con Kyiv i negoziati di adesione all’UE.