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G7 Foreign Ministers’ Statement on Preserving Peace and Stability Across the Taiwan Strait

We, the G7 Foreign Ministers of Canada, France, Germany, Italy, Japan, the United Kingdom, the United States of America, and the High Representative of the European Union, reaffirm our shared commitment to maintaining the rules-based international order, peace and stability across the Taiwan Strait and beyond.

We are concerned by recent and announced threatening actions by the People’s Republic of China (PRC), particularly live-fire exercises and economic coercion, which risk unnecessary escalation. There is no justification to use a visit as pretext for aggressive military activity in the Taiwan Strait. It is normal and routine for legislators from our countries to travel internationally. The PRC’s escalatory response risks increasing tensions and destabilizing the region.

We call on the PRC not to unilaterally change the status quo by force in the region, and to resolve cross-Strait differences by peaceful means. There is no change in the respective one China policies, where applicable, and basic positions on Taiwan of the G7 members.

We reiterate our shared and steadfast commitment to maintaining peace and stability across the Taiwan Strait and encourage all parties to remain calm, exercise restraint, act with transparency, and maintain open lines of communication to prevent misunderstanding.

 

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Traduzione di cortesia

​​”Dichiarazione dei Ministri degli Esteri del G7 sul mantenimento della pace e della stabilità nello Stretto di Taiwan”

​Noi Ministri degli Esteri del G7, Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito, Stati Uniti d’America e l’Alto Rappresentante dell’Unione Europea, ribadiamo il nostro impegno congiunto a mantenere l’ordine internazionale fondato sul diritto, la pace e la stabilità nello Stretto di Taiwan e oltre.

Esprimiamo preoccupazione per le azioni minacciose recenti ed annunciate da parte della Repubblica Popolare Cinese (PRC), in particolare per le esercitazioni militari “live-fire” e la coercizione economica, che richiano di innescare un’escalation non necessaria. Non è in alcun modo giustificabile usare una visita quale pretesto per un’attività militare aggressiva nello Stretto di Taiwan. E’ normale e di routine che i legislatori dei nostri paesi viaggino a livello internazionale. La risposta in escalation della PRC rischia di aumentare le tensioni e di destabilizzare la regione.

Invitiamo la PRC a non cambiare unilateralmente lo status quo nella regione tramite la forza e a risolvere le differenze nello Stretto con strumenti pacifici. Non c’è alcun cambiamento nelle rispettive  politiche di una sola Cina, laddove applicabili, e nelle posizioni di base su Taiwan da parte dei paesi membri del G7.

Ribadiamo il nostro impegno condiviso e fermo a favore del mantenimento della pace e della stabilità nello Stretto di Taiwan ed incoraggiamo tutte le parti a mantenere la calma, esercitare moderazione, agire con trasparenza e mantenere aperti i canali di comunicazione per prevenire incomprensioni.

 

 

 

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