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Dichiarazione del Gruppo dei Direttori del G7 sulla non-proliferazione

(Traduzione di cortesia)

 

Preambolo

  1. Noi, Gruppo dei Direttori del G7 sulla non proliferazione (NPDG), siamo fortemente impegnati a sostenere l’architettura internazionale del controllo degli armamenti, del disarmo e della non proliferazione e a rafforzare le azioni per promuovere la pace e la sicurezza internazionali. Ci troviamo a dover affrontare sfide pressanti e senza precedenti che minacciano la sicurezza e la stabilità mondiali e che richiedono un impegno rinnovato e una determinazione incrollabile. Se, da un lato, i regimi di controllo degli armamenti, disarmo e non proliferazione sono stati sempre più sottoposti a pressioni eccezionali, con l’utilizzo ripetuto di armi chimiche, l’evoluzione delle minacce biologiche, il traffico illecito di armi convenzionali e la retorica irresponsabile sulle armi nucleari, dall’altro il G7 continua ad essere fermamente impegnato a collaborare, anche tramite il Partenariato globale contro la diffusione di armi e materiali di distruzione di massa e con altri partner, per difendere e preservare questi regimi.
  2. Ribadiamo la nostra ferma solidarietà nei confronti del popolo ucraino e il nostro risoluto sostegno alla sovranità, all’indipendenza e all’integrità territoriale dell’Ucraina, all’interno dei suoi confini internazionalmente riconosciuti. Ribadiamo la nostra ferma condanna della guerra di aggressione illegale, non provocata e ingiustificabile della Russia contro l’Ucraina. La guerra in corso da parte della Russia è una palese violazione del diritto internazionale, in particolare della Carta delle Nazioni Unite, con gravi conseguenze per la sicurezza internazionale e per gli sforzi mondiali di controllo degli armamenti, di disarmo e non proliferazione. Sottolineiamo l’importanza dei 78 anni di non utilizzo delle armi nucleari. L’irresponsabile retorica nucleare della Russia e l’annunciato dispiegamento di armi nucleari in Bielorussia sono pericolosi e inaccettabili. Le minacce della Russia di utilizzare armi nucleari, per non parlare di qualsiasi utilizzo di armi nucleari da parte della Russia, nell’ambito della sua guerra di aggressione contro l’Ucraina, sono inammissibili. Il sequestro illegale, il costante controllo e la condotta allarmante nella centrale nucleare di Zaporizhzhia (ZNPP) sono inaccettabili e costituiscono un flagrante tradimento dei principi alla base di decenni di sforzi concertati per la sicurezza nucleare. Chiediamo risolutamente alla Russia di impegnarsi, con parole e fatti, a rispettare la Dichiarazione congiunta dei capi di Stato e di governo dei cinque paesi dotati di armi nucleari sulla prevenzione della guerra nucleare e la prevenzione della corsa agli armamenti, in cui si afferma che “una guerra nucleare non può essere vinta e non deve mai essere combattuta”. Le nostre politiche di sicurezza si basano sulla consapevolezza che le armi nucleari, finché continueranno ad esistere, dovranno servire a scopi difensivi, a disincentivare l’aggressione e a prevenire la guerra e la coercizione. Ribadiamo che qualsiasi utilizzo di armi chimiche, biologiche, radiologiche o nucleari da parte della Russia in Ucraina avrebbe gravi conseguenze.

Preservare il controllo degli armamenti nucleari, la non-proliferazione e il disarmo

  1. Riteniamo che il Trattato di non proliferazione delle armi nucleari (TNP) rimanga la pietra angolare del regime mondiale di non proliferazione nucleare e la base per il perseguimento del disarmo nucleare e degli usi pacifici della tecnologia nucleare. Chiediamo agli Stati che non l’hanno ancora fatto di aderire al TNP, rinnovando il nostro sostegno alla sua piena universalizzazione. Il raggiungimento dell’obiettivo di una Conferenza di revisione del TNP da parte degli Stati firmatari nel 2026 è una priorità assoluta per il G7 e ci impegniamo a perseguire il più ampio consenso possibile sulle misure per rafforzare il regime del TNP. Ribadiamo l’impegno inequivocabile per la piena attuazione del Trattato e dei suoi tre pilastri che si rafforzano a vicenda (non proliferazione, disarmo e usi pacifici della tecnologia nucleare). Inoltre, siamo fortemente impegnati a promuovere il dialogo e la cooperazione tra le Parti firmatarie del TNP e accogliamo con favore i percorsi diplomatici che offrono la possibilità di far progredire gli obiettivi del TNP. A tal fine, invitiamo tutte le Parti firmatarie del TNP a proseguire in buona fede i negoziati su misure efficaci relative al disarmo nucleare. Riconosciamo la particolare responsabilità degli Stati dotati di armi nucleari nel portare avanti tali negoziati.
  2. Ricordando la Visione di Hiroshima dei Capi di Stato e di governo del G7 sul disarmo nucleare, nonché la devastazione senza precedenti e l’immensa sofferenza umana che la popolazione di Hiroshima e Nagasaki ha subito a seguito dei bombardamenti nucleari del 1945, ribadiamo il nostro impegno per l’obiettivo finale di un mondo senza armi nucleari con una sicurezza illimitata per tutti, conseguito tramite un approccio realistico, pragmatico e responsabile. Per questa ragione, il calo complessivo degli arsenali nucleari mondiali registrato dalla fine della Guerra Fredda deve continuare e questa tendenza non deve essere invertita.
  3. Pur mantenendo il nostro forte sostegno alla Commissione preparatoria per l’Organizzazione del Trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari, al Centro dati internazionale e al Sistema di monitoraggio internazionale, sottolineiamo l’urgente necessità di far entrare in vigore il Trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari (CTBT). In attesa dell’entrata in vigore del Trattato, chiediamo a tutti gli Stati che non l’hanno ancora fatto di dichiarare e mantenere una moratoria sulle esplosioni da esperimenti di armi nucleari o su qualsiasi altra esplosione nucleare. A tal proposito, deploriamo profondamente la decisione della Russia di revocare la ratifica del Trattato e, esprimendo la nostra grave preoccupazione per le dichiarazioni russe in merito agli esperimenti con esplosivi nucleari, chiediamo a Mosca di continuare ad aderire alla sua moratoria sugli esperimenti nucleari e a rinnovare la ratifica del CTBT. Chiediamo inoltre alla Repubblica Popolare Democratica di Corea (RPDC) di non effettuare ulteriori esperimenti nucleari e di firmare e ratificare il CTBT. Il G7 ribadisce il proprio impegno a sostenere con le risorse necessarie la sostenibilità a lungo termine di tutti gli elementi del regime di verifica del CTBT e invita la comunità internazionale a fare altrettanto.
  4. Il G7 resta impegnato e sottolinea l’importanza dell’avvio immediato dei negoziati, da tempo attesi, per un trattato che vieti la produzione di materiale fissile da utilizzare in armi nucleari o altri ordigni esplosivi nucleari (FMCT), sulla base del Documento CD/1299 e del mandato in esso contenuto. Nell’ambito della costante, rapida e significativa espansione delle scorte di armi nucleari di alcuni Stati, restiamo convinti che tale strumento rappresenterebbe un significativo contributo pratico all’architettura del disarmo e della non proliferazione nucleare. Chiediamo inoltre alla Cina, in quanto unico Stato dotato di armi nucleari del TNP a non averlo fatto, di dichiarare una moratoria sulla produzione di materiale fissile da utilizzare in armi nucleari o altri ordigni esplosivi nucleari.
  5. Il G7 si impegna a collaborare con tutti gli Stati per individuare e attuare ulteriori misure volte a ridurre al minimo il rischio di utilizzo di armi nucleari, ad affrontare le crisi di proliferazione in corso e a rafforzare il controllo degli armamenti. A tal proposito, accogliamo con favore gli sforzi compiuti dagli Stati dotati di armi nucleari per perseguire misure efficaci, quali la riduzione del rischio strategico, le misure di rafforzamento della fiducia e la trasparenza sulle loro dottrine, politiche e capacità nucleari, che sono fondamentali per compiere progressi verso un disarmo coerente con il TNP. Sottolineiamo l’importanza di accrescere la prevedibilità tramite una maggiore trasparenza sulle forze nucleari, sulle dottrine e sui sistemi di lancio. Chiediamo alla Russia e alla Cina di fornire dati sulle loro forze nucleari, sui siti di sperimentazione e sulle dimensioni oggettive dei loro arsenali, seguendo gli sforzi di Stati Uniti, Regno Unito e Francia.
  6. È fondamentale mantenere gli strumenti di prevenzione e gestione delle crisi esistenti e crearne di nuovi, nonché promuovere misure di rafforzamento della fiducia e dialoghi sulla stabilità strategica ed impegnarsi nuovamente nei trattati e negli sforzi per il controllo degli armamenti. A tal proposito, ribadiamo il nostro profondo rammarico per la presunta sospensione del Trattato New START da parte della Russia e chiediamo a quest’ultima di tornare al suo pieno rispetto e di impegnarsi in buona fede con gli Stati Uniti per ridurre i rischi nucleari. Ribadiamo la nostra preoccupazione per l’opaca e rapida espansione dell’arsenale nucleare cinese e per lo sviluppo di sistemi di lancio sempre più sofisticati. Il G7 chiede alla Cina di impegnarsi concretamente nella riduzione del rischio strategico con gli Stati Uniti per promuovere la stabilità, anche tramite una maggiore trasparenza delle politiche, dei piani e delle capacità della Cina in materia di armi nucleari. Il G7 ritiene necessario che il controllo degli armamenti riguardi tutte le armi nucleari, ivi compresi i nuovi sistemi d’arma destabilizzanti e le armi non strategiche.
  7. Tra gli sforzi in corso per rafforzare il controllo degli armamenti vi è il lavoro svolto dal Partenariato internazionale per la verifica del disarmo nucleare (IPNDV), a cui partecipano tutti i membri del G7. Mentre celebriamo il decimo anniversario del Partenariato nel 2024, possiamo riflettere sull’ampio lavoro svolto per costruire la capacità internazionale e la comprensione applicabile ai futuri sforzi di disarmo nucleare. Lo sviluppo di processi e tecnologie realistici da parte dell’IPNDV contribuirà a garantire che i futuri accordi contengano disposizioni di verifica solide che rafforzino la fiducia nel conseguimento e nel mantenimento di un mondo senza armi nucleari.

Salvaguardie nucleari e sicurezza

  1. Ricordando il nostro pieno sostegno al lavoro professionale e imparziale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), sottolineiamo il ruolo cruciale dell’Agenzia nel sostenere l’architettura internazionale di non proliferazione, nel migliorare la sicurezza nucleare e nel promuovere gli usi pacifici della tecnologia nucleare a beneficio di tutti gli Stati membri. Il G7 sostiene l’adozione universale dei principali accordi di salvaguardia, ivi compresi gli Accordi di salvaguardia globale (CSA), il Protocollo aggiuntivo (AP) dell’AIEA e, ove applicabile, il Protocollo sulle piccole quantità (SQP) rivisto. Promuoveremo una catena di approvvigionamento nucleare affidabile e responsabile, in conformità con i più elevati standard di non proliferazione nucleare, ivi compresa l’applicazione del Protocollo aggiuntivo. Sosteniamo ulteriori discussioni all’interno del Gruppo dei fornitori nucleari (NSG) per l’istituzione dell’AP come condizione di fornitura per le esportazioni nucleari o correlate a scopi pacifici.
  2. Il G7 ribadisce la propria grave preoccupazione per le azioni della Russia presso la centrale nucleare ucraina, che mettono in pericolo la popolazione dell’Ucraina, gli Stati vicini e la comunità internazionale nel suo complesso, e che evidenziano la necessità di garantire la sicurezza degli impianti nucleari nei conflitti armati. A questo proposito, ribadiamo il nostro sostegno agli sforzi dell’AIEA per rafforzare la sicurezza nucleare in Ucraina, anche tramite l’istituzione di una presenza costante di esperti dell’AIEA in tutte le centrali nucleari ucraine. Continuiamo a chiedere alla Russia di rispettare appieno i “Sette Pilastri sulla Sicurezza Nucleare” del Direttore Generale dell’AIEA e i Cinque Principi Concreti stabiliti dall’AIEA in risposta alle difficili condizioni valutate nella centrale ZNPP. Chiediamo alla Russia di ritirare definitivamente e incondizionatamente il suo personale militare e civile dall’impianto e da tutta l’Ucraina, di restituire il pieno controllo dell’impianto alle autorità ucraine competenti, in quanto legittime proprietarie, e di astenersi dall’intraprendere qualsiasi azione che possa provocare un incidente nucleare nell’impianto.
  3. I recenti sviluppi internazionali, uniti alle minacce terroristiche, costringono inoltre la comunità internazionale a restare vigile nei confronti della minaccia che i materiali nucleari finiscano nelle mani di terroristi e attori non statali. Il G7 si impegna a promuovere la piena attuazione, da parte di tutti gli Stati, dei più elevati standard di sicurezza, protezione e salvaguardia nucleare, in linea con gli standard e le linee guida dell’AIEA. Ci impegniamo inoltre a contribuire al successo della Conferenza internazionale sulla sicurezza nucleare dell’AIEA del 2024 (ICONS2024) Shaping the Future. Questo evento sarà un’opportunità significativa per sensibilizzare e rafforzare la sicurezza nucleare a livello mondiale. Inoltre, il G7 invita tutti gli Stati che non l’hanno ancora fatto ad aderire e ad attuare appieno gli strumenti fondamentali relativi alla sicurezza nucleare, quali la Convenzione internazionale per la repressione degli atti di terrorismo nucleare (ICSANT), la Convenzione sulla protezione fisica dei materiali nucleari (CPPNM) e i relativi emendamenti. Il G7 sottolinea l’importanza di un resoconto annuale da parte di tutti gli Stati interessati, ivi compresa la Cina, sulle loro scorte di plutonio ad uso civile in modo verificabile e coerente con le Linee guida per la gestione del plutonio (INFCIRC549). Il G7 incentiva inoltre ulteriori impegni politici e l’attuazione del Codice di condotta sulla sicurezza delle sorgenti radioattive e dei suoi documenti guida supplementari.
  4. Il rafforzamento della sicurezza nucleare e dei controlli di sicurezza è essenziale per facilitare gli usi sicuri e pacifici della scienza e della tecnologia nucleare in conformità con il TNP, quale modo per promuovere lo sviluppo e la prosperità e per conseguire gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Sosteniamo l’AIEA nel facilitare gli usi pacifici della tecnologia nucleare da parte di tutti i Paesi, in modo sicuro e sostenibile e, a questo proposito, accogliamo con favore i contributi del Programma di cooperazione tecnica dell’AIEA. Prendiamo inoltre atto del primo Vertice sull’energia nucleare organizzato dall’AIEA, insieme al Belgio, nel marzo 2024. Sottolineiamo che la diffusione delle tecnologie nucleari di nuova generazione, ivi compresi i reattori modulari di piccole dimensioni, dovrebbe rispettare i più elevati standard e orientamenti in materia di sicurezza, protezione e salvaguardia nucleare. Accogliamo inoltre con favore l’istituzione del Gruppo mondiale per l’energia da fusione, una comunità dedicata che lavora all’unisono per accelerare la ricerca e lo sviluppo per la diffusione pacifica, sicura e sostenibile dell’energia da fusione.
  5. Il G7 accoglie con favore l’approccio sicuro, scientifico e responsabile del Giappone in merito allo scarico delle acque trattate dall’Advanced Liquid Processing System (ALPS) presso la centrale nucleare di Fukushima Daiichi della TEPCO, che secondo l’AIEA è conforme ai pertinenti standard di sicurezza internazionali. Il G7 riconosce le attività di monitoraggio effettuate dal Giappone, i cui risultati dimostrano costantemente che i livelli di nuclidi, ivi compreso il trizio, nell’acqua di mare e nei prodotti marini sono significativamente inferiori agli standard riconosciuti a livello internazionale. Inoltre, il G7 sostiene le continue revisioni indipendenti e trasparenti dell’AIEA, nonché il suo monitoraggio e la sua valutazione, fornendo ulteriore fiducia nella sicurezza dello scarico in mare delle acque trattate dall’ALPS.
  6. Ricordiamo l’impegno assunto dai Capi di Stato e di governo del G7 nel 2022, sotto la Presidenza tedesca, a Schloss Elmau, di ridurre ulteriormente la dipendenza dal nucleare civile e dai beni correlati provenienti dalla Russia, anche operando per assistere i Paesi che cercano di diversificare le loro forniture. Per contribuire a far progredire questo importante sforzo, il PNDG ricorda la decisione dei Ministri del clima, dell’energia e dell’ambiente del G7 nell’aprile 2023, sotto la Presidenza giapponese, di istituire un gruppo di lavoro per esplorare un’ulteriore collaborazione, che ha avuto la sua riunione inaugurale nel dicembre 2023, co-presieduta dagli Stati Uniti. Continueremo ad approfondire tali sforzi da parte del G7 e dei suoi partner, per diversificare le catene di approvvigionamento dell’energia nucleare, facilitare lo sviluppo di alternative libere da minacce, coercizione e militarizzazione delle forniture energetiche e, in ultima analisi, individuare una cooperazione sicura, protetta e affidabile sull’energia nucleare, tenendo conto, per quei Paesi che scelgono di utilizzarla, del ruolo dell’energia nucleare nel sostenere gli importanti obiettivi di sicurezza energetica e decarbonizzazione, mentre altri Paesi scelgono opzioni non nucleari per conseguire gli stessi obiettivi.

Armi biologiche e chimiche

  1. Il G7 ribadisce il suo più forte impegno a favore di azioni multilaterali efficaci contro la proliferazione di tutte le armi di distruzione di massa e dei loro vettori. In tal senso, continuiamo a sottolineare la centralità della Convenzione sulle Armi Chimiche (CWC) e della Convenzione sulle Armi Biologiche e Tossiniche (BTWC) e l’importanza di assicurarne la piena ed effettiva attuazione e universalizzazione.
  2. Accogliamo con favore l’approccio costruttivo che la maggioranza degli Stati firmatari sta adottando nei confronti del Gruppo di lavoro sul rafforzamento della BTWC, istituito dalla Nona Conferenza di revisione e presieduto dall’Ambasciatore d’Italia Leonardo Bencini. Accogliamo con favore l’impegno ad esaminare misure concrete per rafforzare la Convenzione in tutti i suoi aspetti e a costruire un consenso interregionale verso il progresso già nel 2025. Ci rallegriamo per l’aumento della presentazione da parte degli Stati firmatari dei rapporti annuali sulle misure di rafforzamento della fiducia e sollecitiamo tutti gli Stati firmatari a presentare tempestivamente i loro rapporti, con l’obiettivo di garantire la trasparenza universale nell’attuazione della Convenzione.
  3. Siamo impegnati a rafforzare la BTWC e riconosciamo la crescente importanza di affrontare le minacce biologiche a livello mondiale. È indispensabile garantire che la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione in campo biologico siano condotti in modo sicuro, responsabile, trasparente e sostenibile. A tale proposito, ci impegniamo a sviluppare un quadro di riferimento per la bio-sicurezza e le azioni volte a incrementare l’impegno multilivello e multisettoriale con le organizzazioni internazionali, il mondo accademico e il settore privato per individuare e promuovere strumenti e misure di bio-sicurezza più forti per le scienze della vita e la salute globale, rafforzare la supervisione nazionale, la trasparenza e le misure di mitigazione del rischio per la ricerca sulle scienze della vita e cercare di aumentare le risorse per sostenere solide misure di bio-sicurezza. Il G7 si adopererà per promuovere norme e pratiche di bio-sicurezza in collaborazione con i partner e la comunità internazionale, anche tramite i forum esistenti in materia di salute globale, scienza e tecnologia e non proliferazione, ivi compreso il Gruppo di lavoro sulla sicurezza biologica del Partenariato globale. Sostenere la prevenzione dei rischi biologici è una priorità, anche in Africa: riconosciamo ed elogiamo gli importanti contributi apportati tramite la Signature Initiative to Mitigate Biological Threats in Africa (SIMBA) del Partenariato Globale. Riteniamo fondamentale costruire sul successo della SIMBA e continuare a rafforzare la preparazione e a potenziare la comunità scientifica africana, a cominciare dalle donne e dai giovani.
  4. Riconosciamo il potenziale trasformativo delle biotecnologie, insieme ad altre discipline come l’IA, nell’affrontare le sfide globali e guidare lo sviluppo sostenibile. Affermiamo il nostro impegno a favorire l’innovazione, a garantire pratiche etiche e a promuovere una gestione responsabile dei progressi biotecnologici a beneficio dell’umanità e dell’ambiente, riconoscendo al contempo l’importanza della trasparenza e di altri contesti per massimizzare gli impatti positivi e affrontare i potenziali rischi e l’accesso equo ai benefici.
  5. Sottolineiamo che qualsiasi uso o minaccia di uso di armi biologiche o chimiche ovunque, in qualsiasi momento, da parte di chiunque, in qualsiasi circostanza, è inaccettabile e che i responsabili dell’utilizzo di tali armi devono essere chiamati a risponderne. Sosteniamo con forza il Meccanismo del Segretario Generale delle Nazioni Unite per le indagini sul presunto uso di armi chimiche e biologiche, l’unico meccanismo internazionale stabilito e incaricato di indagare sulle accuse di uso deliberato di armi biologiche, e accogliamo con favore i continui sforzi dell’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari del Disarmo, con il sostegno degli Stati membri delle Nazioni Unite, per garantire che il meccanismo sia adeguatamente dotato di risorse, attrezzature e operatività per condurre indagini efficaci, ove necessario.
  6. Ribadiamo il nostro fermo sostegno all’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW) e al suo lavoro per sostenere il divieto assoluto di sviluppo, produzione, acquisizione, stoccaggio, conservazione, trasferimento o utilizzo di armi chimiche. Plaudiamo alla professionalità e all’integrità del Segretariato tecnico dell’OPCW e ci congratuliamo con l’OPCW per la distruzione di tutte le scorte dichiarate di armi chimiche nel 2023. Deploriamo i tentativi della Russia di ostacolare il lavoro vitale dell’OPCW tramite attacchi infondati e le continue campagne di propaganda e disinformazione russe, basate sulla diffusione di falsità contro altri Stati, ivi compresa l’Ucraina. Ciò costituisce un modello coerente di comportamento del governo russo volto a oscurare i fatti e a sviare le responsabilità.
  7. Esprimiamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia di Aleksey Navalny e chiediamo al governo russo di chiarire appieno le circostanze della sua morte. Condanniamo con la massima fermezza l’avvelenamento di Sergei e Yulia Skripal nel marzo 2018 e di Aleksey Navalny nell’agosto 2020 con agenti chimici nervini del gruppo “Novichok”. Ricordiamo le domande poste alla Russia il 5 ottobre 2021 da 45 Stati firmatari, tra cui tutti i membri del G7, ai sensi dell’articolo IX della CWC, e chiediamo ancora una volta alla Russia di fornire risposte sostanziali a tali domande. Sosteniamo la dichiarazione rilasciata da 56 Stati firmatari alla Conferenza degli Stati Parte della CWC del novembre 2021, in cui si chiede alla Russia di rendere conto dell’utilizzo di un’arma chimica sul suo territorio. Esortiamo le autorità russe a indagare e a spiegare in modo credibile l’utilizzo di un’arma chimica sul proprio territorio, tenendo conto degli obblighi della Russia ai sensi della CWC.
  8. Esprimiamo la nostra più profonda preoccupazione per l’utilizzo di agenti antisommossa (RCA), ed eventualmente di altre sostanze chimiche, sul campo di battaglia in Ucraina da parte delle forze armate russe. L’utilizzo di agenti antisommossa contro le forze ucraine è stato ampiamente riportato dalla stampa, ivi compresi i media russi controllati dallo Stato. Sottolineiamo che l’articolo I della CWC vieta esplicitamente l’utilizzo di agenti antisommossa come metodo di guerra. Ribadiamo la richiesta presentata a nome di tutti i membri del G7 e di altri Stati al Consiglio esecutivo dell’OPCW, ai sensi dell’articolo IX, comma 3, della Convenzione, di contribuire a chiarire la situazione relativa all’utilizzo ripetuto di questi agenti nelle operazioni di combattimento. Ci rammarichiamo che la Russia non abbia fornito chiarimenti convincenti sulla questione e la esortiamo a chiarire la situazione ai sensi dell’articolo IX, comma 2, della Convenzione. Restiamo impegnati a fornire all’Ucraina ciò di cui ha bisogno per difendersi, ivi compresa la difesa dagli attacchi chimici.
  9. Esprimiamo la nostra più grave preoccupazione per l’utilizzo di armi chimiche da parte del regime siriano in violazione della CWC. Indagini indipendenti condotte a livello internazionale hanno ritenuto il regime siriano responsabile di nove attacchi con armi chimiche da quando la Siria ha aderito alla CWC nel 2013. Siamo altresì preoccupati per la continua mancanza di collaborazione del regime siriano con l’OPCW, in violazione dei suoi obblighi ai sensi della CWC e della Risoluzione 2118 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (UNSCR). Sottolineiamo che le continue discrepanze, lacune e incongruenze nella dichiarazione iniziale della Siria sono allarmanti. Chiediamo alla Siria di rispettare gli obblighi previsti dalla CWC e dalle pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e di dichiarare ed eliminare immediatamente e completamente il suo programma di armi chimiche.
  10. Accogliamo con favore la decisione della Conferenza degli Stati Parte nella sua ventottesima sessione intitolata “Affrontare la minaccia dell’uso di armi chimiche e la minaccia di un uso futuro” sulle misure aggiuntive relative, tra l’altro, ai trasferimenti di sostanze chimiche classificate, dei loro precursori [1] e delle attrezzature alla Siria e chiediamo a tutti gli Stati Parte di cooperare nell’attuazione di questa decisione. Accogliamo inoltre con favore la pubblicazione del quarto rapporto pubblicato dalla Squadra di investigazione e identificazione che identifica l’ISIL come autore di un attacco con armi chimiche [1] a Marea nel 2015. Ciò sottolinea la grave minaccia rappresentata dai gruppi terroristici e dagli attori non statali. Il G7 ribadisce il suo impegno a chiedere conto ai responsabili degli attacchi con armi chimiche in Siria e in altri paesi.

Minacce regionali

  1. Esprimiamo grave preoccupazione per le continue attività destabilizzanti dell’Iran in Medio Oriente e nei paesi limitrofi, anche tramite il suo sostegno ad Hamas, Hezbollah, Houthi e altri attori non statali, nonché tramite lo sviluppo di programmi per missili balistici e veicoli di lancio spaziali e il trasferimento di missili e tecnologia correlata, ivi compresi i veicoli aerei senza pilota (UAV) e altri armamenti. Chiediamo a Teheran di utilizzare invece la sua influenza su questi gruppi per attenuare le tensioni regionali. Chiediamo inoltre all’Iran di cessare la fornitura di armi convenzionali avanzate ad attori statali e non statali. A tale proposito, condanniamo con fermezza il sostegno dell’Iran alla guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina, tra l’altro tramite la fornitura di UAV, utilizzati per attacchi incessanti che colpiscono la popolazione civile. L’Iran deve astenersi dal fornire missili alla Russia, il che equivarrebbe ad un’escalation inaccettabile. Se l’Iran dovesse procedere a fornire missili balistici o tecnologia correlata alla Russia, saremo pronti a rispondere rapidamente e in modo coordinato, anche con nuove e significative misure contro l’Iran. Rimaniamo impegnati nell’applicazione di controlli globali per affrontare le crescenti sfide poste dalla diversione di materiali e tecnologie a duplice uso, fondamentali per le armi e il loro sviluppo, ivi compresi gli UAV, ampiamente utilizzati dalla Russia nella sua guerra contro l’Ucraina e da altri in altri paesi.
  2. Il G7 rimane determinato nella convinzione che l’Iran non dovrà mai sviluppare o acquisire un’arma nucleare e che una soluzione diplomatica è il modo migliore per risolvere le preoccupazioni internazionali relative al programma nucleare iraniano. L’Iran ha continuato a produrre, installare e far funzionare migliaia di centrifughe avanzate, ben oltre i limiti dell’accordo sul nucleare iraniano (JCPoA) e con un aumento irreversibile delle conoscenze. Ha continuamente accumulato uranio altamente arricchito per il quale non ha alcuna giustificazione civile credibile, minando al contempo le attività di verifica e monitoraggio dell’AIEA, come riportato nel quadro previsto dalla Rrisoluzione 2231 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Le recenti dichiarazioni pubbliche rilasciate dall’Iran in merito alle sue capacità tecniche di produrre armi nucleari sono estremamente preoccupanti e sollevano interrogativi sull’impegno dell’Iran ad adempiere ai suoi obblighi giuridici nell’ambito del TNP. Chiediamo all’Iran di cessare immediatamente la continua espansione delle sue attività nucleari e di adempiere, senza ulteriori indugi, ai suoi obblighi giuridici e ai suoi impegni politici nel campo della non proliferazione.
  3. Esprimiamo profonda preoccupazione per il fatto che l’Iran non abbia ancora fornito all’Agenzia risposte tecnicamente credibili in merito alle questioni di salvaguardia in sospeso, nonostante i ripetuti inviti e l’adozione di tre risoluzioni in materia da parte del Consiglio dei Governatori dell’AIEA dal 2020. Chiediamo all’Iran di rispettare e attuare appieno tutti gli obblighi previsti dall’accordo di salvaguardia previsto dal TNP e di collaborare appieno con l’AIEA. L’Iran deve fornire tutte le informazioni tecnicamente credibili e l’accesso a tutti i luoghi e i materiali ritenuti necessari dall’Agenzia per chiarire e risolvere efficacemente tutte le questioni di salvaguardia in sospeso senza ulteriori ritardi. Ciò include l’adozione delle azioni essenziali e urgenti specificate nella risoluzione adottata dal Consiglio dei Governatori dell’AIEA nel novembre 2022. Se l’Iran non dovesse attuare tali azioni, il Consiglio dovrà essere pronto ad intraprendere azioni appropriate per ritenerlo responsabile e far sì che risponda del suo operato. Chiediamo inoltre all’Iran di revocare le de-designazioni [1] di ispettori esperti dell’AIEA, che incidono significativamente sulla capacità dell’Agenzia di condurre efficacemente le proprie ispezioni in Iran.
  4. Il G7 condanna con fermezza il costante sviluppo da parte della Repubblica Democratica Popolare di Corea (RDPC) di armi nucleari, di altre armi di distruzione di massa (WMD) e di missili balistici, anche tramite lanci spaziali che utilizzano la tecnologia dei missili balistici, che sono tutti in palese violazione delle molteplici risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e rappresentano una minaccia sempre più grave per la sicurezza internazionale. La dottrina nucleare di Pyongyang che porta ad una escalation è fonte di grave preoccupazione, ivi compresa la sua pericolosa retorica sull’utilizzo delle armi nucleari. Ribadiamo che queste azioni sconsiderate non possono e non potranno mai conferire alla RPDC lo status di Stato dotato di armi nucleari ai sensi del TNP o uno status speciale di qualsiasi tipo. Qualsiasi ulteriore esperimento nucleare sarà affrontato con una risposta rapida e ferma da parte degli Stati del G7. Il G7 ribadisce il suo impegno per lo smantellamento completo, verificabile e irreversibile (CVID) delle armi nucleari della Corea del Nord, dei programmi nucleari esistenti, di qualsiasi altra arma di distruzione di massa e dei programmi di missili balistici, in conformità con tutte le pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Chiediamo con forza alla RPDC di cessare ogni ulteriore escalation, a rispettare le pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e a ritornare al TNP e alle salvaguardie dell’AIEA e a rispettarle appieno. Chiediamo alla RPDC di accettare le ripetute offerte di dialogo avanzate da tutte le parti interessate, tra cui Giappone, Repubblica di Corea e Stati Uniti.
  5. Chiediamo a tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite di attuare appieno ed efficacemente tutte le pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e chiediamo ai membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di rispettare i loro impegni. In questo contesto, sottolineiamo il ruolo cruciale del Comitato 1718 e del suo gruppo di esperti e condanniamo con fermezza l’utilizzo del veto da parte della Russia in seno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per bloccare l’estensione del mandato del gruppo di esperti. Ribadiamo il nostro impegno a contrastare le attività di elusione delle sanzioni [1] della RPDC, ivi compresi i trasferimenti illeciti da nave a nave. Siamo seriamente preoccupati per il furto di criptovaluta e il riciclaggio di denaro della RPDC, nonché per i guadagni all’estero dei lavoratori nel settore IT e degli operai della RPDC di redditi che finanziano le sue forze affiliate e i programmi illegali di armi di distruzione di massa e missili balistici. Inoltre, ribadiamo la grave preoccupazione per la crescente cooperazione militare tra Mosca e Pyongyang e condanniamo con fermezza l’esportazione della RPDC e l’approvvigionamento da parte della Russia di missili balistici della RPDC e di altre armi e materiale correlato da utilizzare nella sua guerra di aggressione contro l’Ucraina, che violano direttamente le pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Chiediamo alla RPDC di cessare di fornire qualsiasi assistenza alla Russia e d’interrompere immediatamente qualsiasi trasferimento di armi. Siamo inoltre profondamente preoccupati per il potenziale trasferimento di tecnologia nucleare o legata ai missili balistici dalla Russia alla RPDC.
  6. Esprimiamo profonda preoccupazione per il continuo mancato rispetto da parte del regime siriano dell’accordo di salvaguardia dell’AIEA legato al TNP [1] in relazione alla costruzione di un reattore nucleare non dichiarato a Dair Alzour. Accogliamo con favore il recente viaggio in Siria del Direttore Generale dell’AIEA, Rafael Grossi, e continuiamo a chiedere al regime siriano di cogliere l’opportunità di questo impegno per collaborare appieno e in modo costruttivo con l’AIEA al fine di risolvere le questioni di salvaguardia in sospeso relative al sito.

Armi convenzionali

  1. I trasferimenti illeciti e l’accumulo destabilizzante di armi convenzionali, in particolare di armi leggere e di piccolo calibro (SALW), costituiscono una grave preoccupazione per la sicurezza mondiale, in quanto contribuiscono a facilitare la violenza, i conflitti e le violazioni dei diritti umani, colpendo in modo sproporzionato i gruppi emarginati quali donne, ragazze e persone LGBTQ+, in particolare in quelle regioni già alle prese con disordini politici e sociali. Siamo determinati a prevenire i trasferimenti illeciti e ad affrontare l’accumulo destabilizzante di armi convenzionali e munizioni, nonché ad aumentare la sicurezza degli arsenali, anche mettendo in campo le nostre competenze tecniche, condividendo le migliori pratiche e aderendo ai regimi multilaterali di controllo delle esportazioni e agli strumenti internazionali volti a regolamentare le armi convenzionali, nonché a prevenire e combattere il loro commercio illecito. In tale contesto, ci impegniamo a contribuire al successo della quarta Conferenza di revisione del Programma d’azione delle Nazioni Unite per prevenire, combattere ed eliminare il commercio illegale di armi leggere e di piccolo calibro in tutti i suoi aspetti (UN PoA). Sottolineiamo l’importanza di considerare le nuove tecnologie in modo appropriato e nel loro contesto: le sfide che pongono alle misure consolidate di controllo delle SALW e le opportunità che presentano per rafforzare il programma d’azione delle Nazioni Unite e l’attuazione dello strumento internazionale per il rintracciamento.

33. Il G7 attribuisce la massima priorità all’universalizzazione e alla piena attuazione della Convenzione sulle proibizioni o restrizioni sull’uso di alcune armi convenzionali che possono essere ritenute eccessivamente dannose o aventi effetti indiscriminati – la Convenzione su alcune armi convenzionali (CCW) e i suoi Protocolli. La CCW e i suoi protocolli sono strumenti fondamentali di diritto internazionale umanitario e meritano un indiscutibile sostegno. Inoltre, sosteniamo gli obiettivi umanitari della Convenzione di Ottawa. Il G7 è impegnato a rafforzare la protezione dei civili dalle conseguenze umanitarie derivanti dall’utilizzo di armi esplosive, in particolare nelle aree popolate, che possono avere un impatto devastante e conseguenze umanitarie a lungo termine. Esortiamo tutte le parti in conflitto armato a rispettare appieno i loro obblighi ai sensi del diritto internazionale umanitario, anche quando utilizzano armi esplosive al fine di ridurre al minimo i danni ai civili.

Tecnologie emergenti ed intelligenza artificiale

34. Il rapido sviluppo delle dirompenti tecnologie emergenti pone molteplici opportunità e minacce che richiedono attenzione e attenta considerazione. Poiché tecnologie come l’intelligenza artificiale, anche per abilitare funzioni e sistemi autonomi, e l’informatica quantistica, continuano ad evolversi e a maturare, avranno probabilmente un profondo impatto sul controllo degli armamenti, sulla non proliferazione e sul disarmo. In tale contesto, ci impegniamo a bilanciare i vantaggi di queste tecnologie e a mitigarne i rischi. Riconoscendo che queste tecnologie hanno un forte impatto sul futuro delle operazioni militari, cerchiamo di dare forma al dibattito mondiale sul loro utilizzo militare responsabile, al fine di garantire il rispetto del diritto internazionale applicabile, in particolare del diritto internazionale umanitario, tenendo conto delle considerazioni umanitarie. Ci impegniamo ad adottare misure adeguate per garantire lo sviluppo, il dispiegamento e l’uso responsabile delle capacità militari di intelligenza artificiale e accogliamo con favore tutte le azioni che promuovano un comportamento responsabile, inclusa la condivisione delle migliori pratiche e, ove necessario, lo sviluppo di nuove norme e misure internazionali. Sosteniamo i processi in corso sull’uso responsabile dell’intelligenza artificiale e sull’autonomia in ambito militare, che possono fornire i mezzi per costruire un ampio consenso internazionale interregionale ed incentivare un dibattito costante sulla sua adozione. 35. Incentiviamo i partecipanti al Gruppo di esperti governativi sulle tecnologie emergenti nel settore dei sistemi di armi letali autonomi, tenutosi nel quadro della CCW, ad impegnarsi per adempiere al proprio mandato di “formulare, per consenso, una serie di elementi di uno strumento, senza pregiudicarne la natura, e di altre possibili misure per affrontare le tecnologie emergenti nel campo dei sistemi d’arma autonomi letali” e di presentare un rapporto alla settima Conferenza di revisione della CCW nel 2026. La CCW è particolarmente adatta a tenere queste discussioni dato che la Convenzione è uno strumento di diritto internazionale umanitario e che le delegazioni delle Alte Parti contraenti includono abitualmente membri con competenze militari, tecniche e politiche.

Contrastare la proliferazione di missili ed altre tecnologie critiche

  1. Continuiamo ad essere gravemente preoccupati per l’accelerazione della proliferazione delle tecnologie balistiche e di altri missili, ivi comprese quelle relative agli UAV, che costituiscono una minaccia alla sicurezza regionale e mondiale. Ricordando l’“Iniziativa sulla lotta alle attività missilistiche illecite e/o destabilizzanti” dell’NPDG del G7 varata dalla Presidenza francese nel 2019, restiamo impegnati nel contrastare tutte le attività di proliferazione missilistica e nel rafforzare la governance missilistica. Ribadiamo il nostro impegno nei confronti del regime di controllo della tecnologia missilistica (MTCR) e invitiamo tutti gli Stati ad aderire unilateralmente alle linee guida MTCR e a ribadire l’importanza dei principi fondamentali alla base della non proliferazione dei missili balistici in conformità con la Risoluzione 1540 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
  2. Sosteniamo con fermezza l’universalizzazione del Codice di condotta dell’Aia contro la proliferazione dei missili balistici (HCoC) quale misura di trasparenza e rafforzamento della fiducia che incentiva comportamenti responsabili e moderazione nello sviluppo, negli esperimenti e nell’impiego di missili balistici in grado di fornire armi di distruzione di massa, e mira a frenare e prevenire la proliferazione di tali missili balistici. Il G7 chiede a tutti i paesi, in particolare a quelli che possiedono grandi arsenali missilistici, che continuano a sviluppare tecnologie missilistiche, e stanno sviluppando i propri programmi missilistici spaziali, di aderire all’HCoC. Sottolineiamo l’importanza di garantire la trasparenza nei lanci di missili balistici e negli esperimenti dei veicoli di lancio spaziale, anche tramite notifiche pre-lancio ai sensi dell’HCoC.
  3. Sottolineiamo che i controlli sulle esportazioni restano uno strumento fondamentale di non proliferazione nel mantenimento della sicurezza e della stabilità internazionale e riconosciamo il ruolo centrale dei regimi multilaterali di controllo delle esportazioni, che supportano la capacità degli Stati di trasferire tecnologia con fiducia e sicurezza. Ci impegniamo a rafforzare i controlli sulle esportazioni di materiali, tecnologia e ricerca che potrebbero essere utilizzati per sviluppare armi di distruzione di massa e relativi vettori, nonché potrebbero portare ad un accumulo destabilizzante di armi convenzionali, anche tramite regimi multilaterali di controllo delle esportazioni e in collaborazione con tutti gli attori internazionali responsabili. Ribadiamo il nostro impegno a esaminare e rivedere i nostri rispettivi controlli, anche coordinando i nostri sforzi e sostenendo il lavoro per aggiornare gli elenchi multilaterali dei regimi di controllo delle esportazioni per tenere il passo con i rapidi sviluppi tecnologici. Collaboreremo e promuoveremo inoltre gli sforzi per adattare i controlli sulle tecnologie emergenti, secondo i nostri rispettivi quadri giuridici, che salvaguardano la pace e la sicurezza internazionali.
  4. Ribadiamo l’importanza di un’azione coordinata per contrastare il trasferimento illecito di tecnologia immateriale e in stretta collaborazione con il mondo accademico e il settore imprenditoriale in tal senso. Promuovendo un ambiente in cui la scienza, la tecnologia e la legittima collaborazione nella ricerca possano prosperare, siamo decisi ad affrontare le sfide poste dall’uso improprio e dalla diversione illecita delle tecnologie fondamentali per lo sviluppo di armi di distruzione di massa, dei loro vettori e per i programmi di tecnologia militare avanzata da parte di attori statali e non statali.

Partenariato globale

  1. Ribadiamo il ruolo unico svolto dal Partenariato globale (GP) guidato dal G7 nel contrastare la diffusione di armi e materiali di distruzione di massa. Per più di venti anni, il GP, composto attualmente da 31 membri, è stato una forza trainante dietro gli sforzi mondiali per prevenire, individuare e rispondere alle minacce poste dall’acquisizione e dall’uso di armi CBRN e materiali correlati da parte di Stati e terroristi. Ci impegniamo a sostenere la leadership del G7 nella realizzazione di programmi di riduzione della minaccia di armi di distruzione di massa di grande impatto e a continuare ad adattare ed evolvere i propri sforzi di rafforzamento delle capacità e di assistenza in risposta allo scenario in continua evoluzione. Elogiamo la nuova iniziativa di contrasto alla disinformazione sulle armi di distruzione di massa del GP e la sua maggiore attenzione nell’affrontare le minacce poste dall’intelligenza artificiale e dalle tecnologie emergenti e dirompenti, nonché l’iniziativa di condivisione delle informazioni, che espande il coordinamento con l’Ucraina oltre le minacce nucleari e radiologiche per affrontare anche le minacce chimiche e biologiche.
  2. Il G7 prende atto del ventesimo anniversario della Risoluzione 1540 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e ribadisce il proprio sostegno all’effettiva attuazione di tale risoluzione. Dalla sua adozione 20 anni fa, la Risoluzione 1540 è diventata una componente vitale dell’architettura globale di non proliferazione. Incentiviamo tutti gli Stati ad attuare appieno la risoluzione e ad offrire sostegno agli Stati che necessitano di assistenza.

Spazio extra-atmosferico

  1. Restiamo pienamente impegnati nella prevenzione di una corsa agli armamenti nello spazio extraatmosferico in tutti i suoi aspetti tramite la promozione di comportamenti spaziali responsabili, la cooperazione internazionale e misure di trasparenza e di rafforzamento della fiducia. Il G7 ritiene che stabilire norme, regole e principi per comportamenti spaziali responsabili sia un modo pragmatico per migliorare la sicurezza, mitigare le minacce nei confronti dei sistemi spaziali e ridurre i rischi di percezione errata, errori di calcolo ed escalation. Riaffermiamo l’imperativo del rispetto del Trattato sullo spazio extra-atmosferico, sottolineando che l’Articolo III stabilisce gli obblighi degli Stati firmatari di svolgere attività di esplorazione e utilizzo dello spazio extra-atmosferico in conformità con il diritto internazionale, che include la Carta delle Nazioni Unite e il diritto umanitario internazionale, e ci impegniamo nuovamente a coinvolgere la comunità internazionale nel sostenere e rafforzare un ordine internazionale basato sulle regole per lo spazio extra-atmosferico.
  2. Chiediamo a tutti gli Stati di astenersi da una retorica o da azioni aggressive in relazione allo spazio extra-atmosferico che possano accrescere il rischio di errori di calcolo o di escalation, ivi compresi gli esperimenti distruttivi di missili anti-satellite ad ascesa diretta (ASAT). Facendo seguito alla Risoluzione 77/41 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, accogliamo con favore gli impegni nazionali a non condurre tali esperimenti, già assunti da 38 Stati membri delle Nazioni Unite, ivi compresi tutti gli Stati del G7, come un passo avanti pragmatico e tangibile per una maggiore sicurezza e sostenibilità nello spazio extra-atmosferico e incentiviamo altri a seguire l’esempio. Ribadiamo la necessità di collaborare con tutti gli Stati e gli attori nel settore spaziale per rafforzare la sicurezza, la protezione, la stabilità e la sostenibilità dello spazio extra-atmosferico e aiutare tutti gli Stati a trarre vantaggio dall’esplorazione e dagli usi pacifici dello spazio extra-atmosferico.

Prospettive di genere

  1. Elogiamo tutti gli sforzi volti a integrare e migliorare le prospettive e le considerazioni intersettoriali di genere e di diversità nel lavoro di disarmo e non proliferazione, che possono fornire spunti fondamentali su come donne, uomini, ragazzi e ragazze possono essere colpiti in modo diverso dai conflitti armati e dalle armi. Sosteniamo con fermezza la partecipazione piena, equa e significativa delle donne ai processi negoziali e ai forum tramite i meccanismi di non proliferazione e disarmo quali, a puro titolo esemplificativo, i processi di revisione del TNP e della BTWC, l’AIEA e l’OPCW. Ribadiamo inoltre l’importanza di conseguire l’uguaglianza di genere non solo al tavolo dei negoziati, ma anche nella fornitura di servizi a coloro che sono direttamente colpiti dalle armi, quali le armi convenzionali, tramite l’attuazione del disarmo e del controllo degli armamenti sensibili al genere, dell’educazione e della sensibilizzazione.
  2. Il G7 sottolinea la necessità di attuare soluzioni a lungo termine per garantire che le conoscenze nel campo della non proliferazione, del controllo degli armamenti e del disarmo non vadano perse e che la prossima generazione di esperti sia ben formata e dotata di opportunità di carriera. Tramite azioni mirate, quali corsi e formazione, ci impegniamo a incentivare i giovani professionisti ad entrare in campo e i professionisti di medio livello a migliorare ulteriormente le proprie competenze. Sosteniamo attivamente gli sforzi mondiali volti a migliorare l’istruzione e lo sviluppo professionale e prendiamo atto del contributo di iniziative quali la Giornata internazionale per il disarmo e la sensibilizzazione sulla non proliferazione, di recente istituzione, per coinvolgere costantemente i giovani a livello mondiale. Incentiviamo i leader, i giovani e le persone di tutto il mondo a visitare Hiroshima e Nagasaki per accrescere e sostenere la consapevolezza sulla realtà dell’utilizzo delle armi nucleari di cui si può essere testimoni a Hiroshima e Nagasaki. Siamo fortemente impegnati a sostenere i giovani, l’uguaglianza di genere e l’inclusione in questo campo. Apprezziamo le iniziative dedicate a questo obiettivo, quali l’Iniziativa Young Women Next Generation (YWNGI) istituita dal Consorzio per la non proliferazione [1] e il disarmo dell’UE (EUNPDC), il Fondo Youth Leader per un mondo senza armi nucleari finanziato dal Giappone, il P5 Young Professionals Network, i gruppi Black Sea e Central Asian Women in Nuclear Network e lo U.S.-Black Sea Nonproliferation Professionals Exchange finanziato dagli Stati Uniti ed altre iniziative correlate. Esprimiamo altresì il nostro sostegno a ulteriori iniziative regionali di formazione e rafforzamento delle capacità, tra cui il programma Visiting Fellows del James Martin Center for Nonproliferation Studies e scuole/reti in America Latina e Africa. Inoltre elogiamo e sosteniamo il lavoro di formazione fondamentale del Centro di non proliferazione di Odessa (OdCNP).