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Dichiarazione Ministeriale congiunta sul rischio di carestia in Sudan

Dichiarazione congiunta sul rischio di carestia in Sudan
Dichiarazione congiunta sul rischio di carestia in Sudan

Traduzione di cortesia. per la versione originale in lingua inglese clicca qui.

 

Il Sudan sta vivendo un allarmante peggioramento della propria sicurezza alimentare. Il rischio di carestia nei prossimi mesi, come segnalato dalla Classificazione Integrata delle Fasi di Sicurezza Alimentare, richiede un intervento urgente. Non c’è tempo da perdere per salvare vite umane ed evitare una carestia.

Si stima che 19,5 milioni di persone (il 41% della popolazione del Paese) stiano vivendo elevati livelli di insicurezza alimentare acuta, di cui 5 milioni in condizioni di insicurezza alimentare di emergenza. Se non si interviene immediatamente per invertire la tendenza attuale, il numero di bambini affetti da malnutrizione acuta grave potrebbe superare la cifra prevista di 825.000. Si prevede che il numero delle aree in condizioni di insicurezza alimentare, inizialmente stimato a 14, raddoppi.

Il conflitto è la causa principale della crisi alimentare in Sudan: ha provocato lo sfollamento di milioni di persone, danneggiato le infrastrutture essenziali e compromesso l’erogazione dell’assistenza sanitaria, la produzione alimentare, le catene di approvvigionamento e i mercati. La situazione è aggravata dall’ostruzione sistematica degli aiuti e dagli effetti di El Niño, che hanno causato una riduzione delle precipitazioni e un aggravamento della siccità in oltre metà del Sudan.

Le parti in conflitto hanno la responsabilità primaria di alleviare le sofferenze del popolo sudanese. Esortiamo le parti a rimuovere tutti gli ostacoli all’assistenza umanitaria, a consentire e agevolare un accesso umanitario completo, sicuro, rapido e senza impedimenti, nonché a proteggere il personale umanitario. Se non vengono affrontati, questi ostacoli comprometteranno la capacità della risposta umanitaria di far fronte al rischio di carestia. In pratica, chiediamo alle parti di:

  • Autorizzare le operazioni umanitarie lungo tutte le vie di transito tra le linee di conflitto e transfrontaliere, compreso l’accesso aereo al Darfur, che consentirà il rapido dispiegamento delle operazioni di soccorso e le evacuazioni mediche tempestive degli operatori umanitari;
  • Mantenere la presenza e garantire la protezione del personale umanitario in tutto il Sudan, anche riducendo i tempi di attesa per il rilascio dei visti e lo sdoganamento, estendendo la validità dei visti e dei permessi di viaggio ed eliminando i permessi aggiuntivi, le tasse e gli altri adempimenti burocratici che rallentano la distribuzione degli aiuti;
  • Astenersi dal compiere attacchi contro le infrastrutture civili, compresi i settori agricolo e alimentare, che sono fondamentali per la fornitura di servizi essenziali alla popolazione civile.
  • Rafforzare il coordinamento tra autorità civili e militari per garantire la sicurezza degli operatori umanitari e delle strutture umanitarie.

Di fronte al rischio di una carestia, esortiamo tutti i membri della comunità internazionale ad aumentare con urgenza i finanziamenti per far fronte alle crescenti necessità e a sostenere gli sforzi volti a garantire che gli aiuti raggiungano chi ne ha più bisogno. Incoraggiamo inoltre le istituzioni finanziarie e quelle per lo sviluppo ad adeguare i propri programmi in corso alla situazione della sicurezza alimentare e a concentrarsi sulle aree in cui il bisogno è maggiore. Dobbiamo agire insieme senza indugio per scongiurare la carestia, sostenendo la stagione agricola invernale e rafforzando le risposte guidate a livello locale.

Rimaniamo al fianco del popolo sudanese e delle organizzazioni umanitarie che operano instancabilmente e in condizioni estremamente difficili per prestare assistenza.

Firmato da:

L’On. Dr.ssa Anne Aly, Ministra per lo Sviluppo internazionale dell’Australia

Beate Meinl-Reisinger, Ministra federale per gli Affari europei e internazionali della Repubblica d’Austria

Maxime Prévot, Vice Primo Ministro e Ministro degli Affari esteri, degli Affari europei e della Cooperazione allo sviluppo del Belgio

Hristo Dikanski, Vice Ministro degli Affari esteri della Repubblica di Bulgaria

Randeep Sarai, Segretario di Stato per lo Sviluppo internazionale del Canada

Petr Macinka, Vice Primo Ministro e Ministro degli Affari esteri della Repubblica Ceca

Lars Løkke Rasmussen, Ministro degli Affari esteri della Danimarca

Hadja Lahbib, Commissaria europea per l’Uguaglianza, la Preparazione e la Gestione delle crisi

Margus Tsahkna, Ministro degli Affari esteri della Repubblica di Estonia

Ville Tavio, Ministro del Commercio estero e dello Sviluppo della Finlandia

Jean-Noël Barrot, Ministro per l’Europa e degli Affari esteri della Francia

Dr. Johann Wadephul, Ministro federale degli Affari esteri della Germania

Helen McEntee, Ministra degli Affari esteri e del Commercio della Repubblica d’Irlanda

Antonio Tajani, Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale dell’Italia

Baiba Braže, Ministra degli Affari esteri della Repubblica di Lettonia

Xavier Bettel, Ministro della Cooperazione allo sviluppo e degli Affari umanitari del Lussemburgo

Christopher Fearne, Ministro degli Affari esteri ed europei della Repubblica di Malta

S.W. Sjoerdsma, Ministro del Commercio estero e della Cooperazione allo sviluppo dei Paesi Bassi

Åsmund Aukrust, Ministro dello Sviluppo internazionale della Norvegia

Radosław Sikorski, Vice Primo Ministro e Ministro degli Affari esteri della Repubblica di Polonia

Paulo Rangel, Ministro degli Affari esteri del Portogallo

Juraj Blanár, Ministro degli Affari esteri ed europei della Repubblica slovacca

Tone Kajzer, Ministro degli Affari esteri ed europei della Repubblica di Slovenia

José Manuel Albares, Ministro degli Affari esteri, dell’Unione europea e della Cooperazione della Spagna

Benjamin Dousa, Ministro della Cooperazione allo sviluppo internazionale e del Commercio estero della Svezia

Dominik Stillhart, Capo dell’Aiuto umanitario svizzero e Vicedirettore generale della Cooperazione allo sviluppo svizzera

Massad Boulos, Consigliere senior per gli Affari arabi e africani degli Stati Uniti d’America

Kirsty McNeill, Ministra di Stato per lo Sviluppo internazionale del Regno Unito

Croazia

Cipro

Ungheria

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