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L’Italia può e deve svolgere un ruolo di ponte su cui far passare una collaborazione tra continenti sempre più stretta (Avvenire)

Caro Direttore,

il Continente africano rappresenta da tempo un’assoluta priorità della politica estera italiana. La mia missione in Etiopia e Kenya, in corso in questi giorni, intende rinnovare il contributo concreto che il nostro Paese vuole offrire alla stabilità di uri area ricca di opportunità, ma caratterizzata da tensioni che ne frenano il potenziale di crescita e progresso.

Dall’inizio del mio mandato sono state 23 le missioni che ho compiuto in Africa. A queste si aggiungono quelle che la viceministra Sereni — cui sono delegate anche le questioni relative alla Cooperazione allo sviluppo e le relazioni con i Paesi dell’Africa — svolge regolarmente nel Continente africano dove si trovano 11 dei 20 Paesi prioritari per la nostra Cooperazione. Inoltre la nomina di Emanuela Del Re alla carica di Rappresentante speciale della Ue per il Sahel, prima donna a ricoprire tale carica, testimonia il ruolo sempre più profilato svolto dal nostro Paese in un’area geografica divenuta strategica per la sicurezza di tutta l’Europa e dalla quale sale una domanda di assistenza ai gruppi fragili nei contesti di crisi più gravi. Questi e altri impegni sono stati resi espliciti con il documento strategico “Partenariato con l’Africa” (dicembre 2020), nella consapevolezza di quanto sia fondamentale impostare una visione strategica di lungo termine nei rapporti con un continente destinato nei prossimi anni a diventare il più popoloso e il più giovane in assoluto.

La nostra è una strategia multidimensionale e punta anche a facilitare i partenariati tra imprese italiane e africane. Vogliamo che il nostro Paese sia in grado di cogliere le opportunità offerte dal Continente, che crescerà a ritmi sempre più elevati e in cui il processo di trasformazione e diversificazione produttiva può offrire ampi spazi per le nostre imprese. Il potenziale è significativo: nel20211’interscambio Italia-Africa è stato di 42,1 miliardi, in aumento del 42% rispetto al 2020 e dell’8,6% rispetto al 2019. Con l’iniziativa dedicata a Luca Attanasio, un progetto che il nostro ambasciatore aveva presentato alla Farnesina prima di perdere la vita, stiamo potenziando l’attività di accompagnamento e assistenza delle imprese italiane nell’area subsahariana, attraverso il rafforzamento della rete degli Uffici Ice, con l’apertura di nuovi hub regionali a Nairobi e Dakar, e l’organizzazione di missioni settoriali. Dobbiamo anche saper guardare al futuro, concentrandoci sui partenariati con i Paesi africani per favorire la transizione energetica e l’affermazione delle fonti rinnovabili: temi che sono stati al centro della terza edizione della Conferenza Ministeriale “Incontri con l’Africa”.

Accanto alle opportunità, sono innumerevoli anche le sfide: cambiamenti limatici, sicurezza alimentare ed energetica, radicalismo ed estremismo violento, criminalità transnazionale e sostenibilità dei debiti nazionali, fenomeni migratori. Fronti su cui l’Italia è impegnata a livello bilaterale e multilaterale, come dimostra l’azione condotta dalla Presidenza italiana del G20 nel settore della finanza climatica e per la riduzione del debito dei Paesi africani. Siamo tra i più attivi all’interno della Coalizione Globale contro Daesh, che riunisce 85 Paesi e Organizzazioni e si contraddistingue per un approccio multidimensionale anti-terrorismo con focus su stabilizzazione, foreign fighters, comunicazione, lotta alle fonti di finanziamento. Poche settimane fa a Marrakech si è riunito anche l’Africa Focus Group, creato su impulso dell’Italia, e che a sua volta si occupa di analisi e contrasto del fenomeno terroristico ed è oggi in piena attività con la significativa, costante crescita della partecipazione ai lavori di Paesi africani, come nel caso del Niger che, insieme a noi, Usa e Marocco, co-presiede i lavori. L’Afg svolge un lavoro fondamentale e continuerà a essere sostenuto dall’Italia, a dimostrazione del fatto che per noi il rafforzamento del contrasto al terrorismo è una priorità. Da ultimo, alla riunione del Consiglio Ocse a livello ministeriale presieduta dall’Italia il 9 giugno scorso a Parigi, è stata prevista su nostro impulso una sessione dedicata alla futura partnership tra l’Ocse stessa e il continente africano. Che è particolarmente esposto alle conseguenze dell’aggressione russa all’Ucraina, i cui effetti in termini di scarsità di grano, farina, fertilizzanti, risorse energetiche si sono già fatti sentire sulle economie e sul debito di vari Paesi. La riunione che l’Italia ha organizzato lo scorso 8 giugno, insieme con la Fao, conferma il nostro impegno per aiutare i Paesi del Nord Africa e del Mediterraneo a rafforzare la loro filiera alimentare ed evitare crisi future.

L’espressione “Continente Verticale” indica l’interconnessione profonda tra Europa, Mediterraneo e Africa tre aree interessate da sfide comuni che vanno affrontate con soluzioni condivise. L’Italia può e deve svolgere un ruolo di ponte su cui far passare una collaborazione tra continenti sempre più stretta. Per poter rappresentare davvero un punto di incontro tra regioni e culture diverse, accomunate da un destino condiviso, sta al nostro Paese affermarsi quale partner credibile e affidabile dei Paesi africani. Sappiamo farlo, dobbiamo farlo.

Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

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