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Sarajevo,evento per riflettere sul tema della disabilità  

Sarajevo, evento per riflettere sul tema della disabilità
Sarajevo, evento per riflettere sul tema della disabilità

Si è svolto a Sarajevo presso l’Hotel Europa l’evento “La strada che non scegli”, dedicato al tema della disabilità, promosso dall’Ambasciata d’Italia in Bosnia-Erzegovina in collaborazione con l’associazione “Bosnian Doctors for Disabled” (BDfD) e con la locale Società Dante Alighieri. Vi hanno preso parte autorevoli espressioni istituzionali della Bosnia-Erzegovina, tra le quali il Ministro federale per il Lavoro e le Politiche sociali, Adnan Delić, l’Assistant Minister del Ministero statale per i Rifugiati e Diritti umani, Kemo Sarač; la Ministra della Giustizia del Cantone di Sarajevo, Darja Softić-Kadenić, e diversi alti funzionari del Ministero statale degli Affari civili nonché’ membri del Parlamento.

Nell’aprire l’evento, l’Ambasciatore Marco Di Ruzza ha evocato il processo di riforma avviato dall’Italia in attuazione della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, ratificata nel 2009. Sono stati così ricordati, tra gli aspetti maggiormente qualificanti della riforma, la revisione dei processi valutativi per l’accertamento della disabilità, con il rilievo attribuito al principio dell’accomodamento ragionevole, e l’istituzione del Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità. Valorizzata altresì la prossima riunione G7 sul tema “Inclusione e Disabilità” (Umbria, 14-16 ottobre 2024), a conferma della priorità attribuita al tema dall’Italia anche nell’ambito della propria Presidenza del G7.

I lavori sono proseguiti con un dialogo a tre tra la scrittrice bolognese Grazia Gironella, la Presidente della BDfD Amela Velić e il Presidente della Dante Alighieri Adnan Mehmedović, moderatore della serata.  “La strada che non scegli” è infatti il titolo di un libro scritto dalla stessa Gironella, che racconta la toccante storia di Ajlina, una giovanissima ragazza bosniaca la cui vita cambia per sempre dopo un tuffo in piscina. È la storia di una donna da allora tetraplegica, sullo sfondo di una guerra appena finita. È soprattutto, come recita il sottotitolo, una storia vera. Dietro Ajlina si nasconde infatti la stessa Velić: trentotto anni, una laurea alla Facoltà di Filosofia della capitale bosniaco-erzegovese, un italiano e un tedesco perfetti, la dottoressa Velić è stata la vera protagonista dell’evento. Un evento con un duplice obiettivo: da un lato, la promozione di uno splendido libro italiano – “è importante”, ha dichiarato Grazia Gironella, “raccontare la disabilità per creare una società più sensibile e più giusta” – dall’altro, presentare le attività della BDfD. Fondata da un medico austriaco – il prof. Martin Salzer, esperto mondiale nel campo dell’ortopedia – la BDfD assicura infatti dal 2013 assistenza alle persone con disabilità gravi in tutta la BiH, tramite sostegno finanziario, sponsorizzazioni, individuazione di assistenti personali e attività di lobbying  mirate.

“Come dimostra la storia di Ajlina – ha dichiarato Di Ruzza – anche quando la vita mette di fronte a una strada che non scegli, ci può essere comunque una strada che scegli: ossia la strada del coraggio, della tenacia, della forza d’animo e soprattutto dell’impegno a favore degli altri. E questa è la strada che ha scelto Amela Velić”.

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