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US-Europe Joint Statement on Afghanistan

Special Representatives and Special Envoys of the European Union, France, Germany, Italy, Norway, the United Kingdom and the United States met in Oslo on 24 January 2022 to discuss the situation in Afghanistan, including sessions with representatives of the Taliban and civil society actors.

The Special Envoys and Special Representatives:

  1. Focused on the urgency in addressing the humanitarian crisis in Afghanistan and highlighted necessary steps to help alleviate the suffering of Afghans across the country. Participants recognised steps taken to ease access for humanitarian workers, male and female, whilst also expressing concern that there are still certain impediments in place, and participants also reiterated the importance of swiftly removing all conditions and obstacles to the delivery of humanitarian aid.
  2. Raised the importance of respect for human rights and the strong need for an inclusive and representative political system to ensure stability and a peaceful future for Afghanistan.
  3. Urged the Taliban to do more to stop the alarming increase of human rights violations, including arbitrary detentions (to include recent detentions of women’s rights activists), forced disappearances, media crackdowns, extra-judicial killings, torture and prohibitions on women and girls’ education, employment and freedom to travel without a male escort.
  4. Noted with grave concern the absence from, and limitations on access to, secondary schools for girls in many parts of the country and underscored the importance of higher education for women as well as job opportunities for women in all fields. Welcomed the Taliban’s public pledges that all women and girls can access schools at all levels (primary, secondary and tertiary) when schools across the country reopen in March but emphasized the need for practical, budgetary and technical preparations to ensure this becomes a reality.
  5. Reaffirmed our expectation that the Taliban will uphold their commitments on counterterrorism and drug trafficking.
  6. Noted that our governments are expanding relief operations, helping prevent the collapse of social services and supporting the revival of Afghanistan’s economy. Participants noted the importance of increasing cash liquidity and support to the banking sector in order to help stabilize the Afghan economy. Participants further pressed for the development of a transparent, sound strategy to restore confidence in the financial sector.
  7. Made clear that their meetings with the Taliban in no way implied any sense of official recognition or legitimization of the interim government announced by the Taliban in September 2021.
  8. Welcomed updates from the women and civil society actors and the Taliban representatives on the status of their conversations on 23 January and expressed expectations that the Taliban will follow up on concerns put forward by the other Afghans. Participants also emphasized that the source of domestic legitimacy for any future government of Afghanistan will be the Afghan people themselves.
  9. Listened carefully and with concern to the assessments by the civil society actors of the present situation in Afghanistan, including the human rights environment (particularly women’s rights), as well as to descriptions of the grave economic and social challenges facing the country.
  10. Thanked Norway for its gracious hosting of these important meetings.

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– Traduzione non ufficiale –

Comunicato congiunto USA-Europa sull’Afghanistan

I Rappresentanti Speciali e gli Inviati Speciali dell’Unione Europea, di Francia, Germania, Italia, Norvegia, del Regno Unito e degli Stati Uniti si sono incontrati ad Oslo il 24 gennaio 2022 per discutere la situazione in Afghanistan anche nell’ambito di riunioni con rappresentanti dei Talebani e della società civile.
Gli Inviati Speciali e i Rappresentanti Speciali:

1. Hanno rilevato l’urgenza di affrontare la crisi umanitaria in Afghanistan e hanno sottolineato i passi necessari per contribuire ad alleviare le sofferenze degli afgani di tutto il paese. I partecipanti hanno dato atto dei passi effettuati per facilitare l’accesso agli operatori umanitari, uomini e donne, esprimendo al contempo preoccupazione in merito al fatto che continuino a sussistere alcuni impedimenti. I partecipanti hanno altresì ribadito l’importanza di rimuovere rapidamente tutti gli impedimenti e ostacoli alla fornitura di aiuti umanitari.
2. Hanno sollevato la questione dell’importanza del rispetto dei diritti umani e la forte esigenza di un sistema politico inclusivo e rappresentativo che assicuri stabilità ed un futuro pacifico all’Afghanistan.
3. Hanno esortato i Talebani a fare di più per fermare l’allarmante aumento di violazioni dei diritti umani, comprese le detenzioni arbitrarie (ivi incluse le recenti detenzioni di attivisti/e per i diritti delle donne), le sparizioni forzate, la repressione dei media, le uccisioni extragiudiziali, le torture e i divieti relativi all’istruzione di donne e bambine, al lavoro e alla libertà di viaggiare senza un accompagnatore maschile;
4. Hanno rilevato con seria preoccupazione l’assenza e le limitazioni all’accesso alle scuole secondarie per le bambine in molte parti del paese e sottolineato l’importanza dell’istruzione superiore per le donne così come delle opportunità di lavoro per le donne in tutti i campi. Hanno accolto favorevolmente l’impegno espresso pubblicamente dai Talebani in base al quale tutte le donne e le bambine potranno accedere alle scuole di ogni livello (primarie, secondarie e terziarie) allorquando a marzo le scuole riapriranno in tutto il paese, ma hanno sottolineato l’esigenza di preparativi pratici, finanziari e tecnici per assicurare che ciò divenga realtà.
5. Hanno riaffermato la nostra aspettativa che i Talebani mantengano i propri impegni in materia di lotta al terrorismo e traffico di droga.
6. Hanno preso atto che i nostri governi stanno potenziando le operazioni di soccorso, aiutando a prevenire il collasso dei servizi sociali e sostenendo la ripresa dell’economia afgana. I partecipanti hanno preso atto dell’importanza di aumentare la liquidità di denaro e supportare il settore bancario al fine di stabilizzare l’economia afgana. I partecipanti hanno inoltre fortemente auspicato lo sviluppo di una strategia trasparente e solida per ripristinare la fiducia nel settore finanziario.
7. Hanno chiarito che i loro incontri con i Talebani non comportano in alcun modo qualsivoglia riconoscimento ufficiale o legittimazione del governo ad interim annunciato dai Talebani nel settembre 2021.
8. Hanno accolto favorevolmente gli aggiornamenti da parte delle donne, della società civile e dei rappresentanti dei Talebani sui loro colloqui del 23 gennaio e espresso l’aspettativa che i Talebani diano seguito alle preoccupazioni rappresentate dagli altri afgani. I partecipanti hanno inoltre sottolineato che dovrà essere lo stesso popolo afgano ad essere fonte della legittimazione interna per qualsiasi futuro governo dell’Afghanistan.
9. Hanno ascoltato con attenzione e preoccupazione le valutazioni dei rappresentanti della società civile sull’attuale situazione in Afghanistan, compreso l’ambito dei diritti umani (in particolare i diritti delle donne) nonché la descrizione delle gravi sfide economiche e sociali con le quali si trova a confrontarsi il paese.
10. Hanno ringraziato la Norvegia per avere cortesemente ospitato questi incontri.

 

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