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Partecipazione del Vice Presidente del Consiglio Tajani alla riunione del Consiglio Nazionale per la Cooperazione allo Sviluppo

Consiglio Nazionale per la Cooperazione allo Sviluppo
Consiglio Nazionale per la Cooperazione allo Sviluppo

Il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, affiancato dal Vice Ministro Edmondo Cirielli, presiede alla Farnesina la decima riunione plenaria del Consiglio Nazionale per la Cooperazione allo Sviluppo (CNCS).

“La cooperazione allo sviluppo è parte integrante e qualificante della politica estera e sarà una delle componenti essenziali del Piano Mattei per l’Africa che il Governo si appresta a varare”, ha dichiarato il Vicepremier. “Attraverso la nostra Cooperazione mettiamo a disposizione del continente africano professionalità, strumenti e risorse indispensabili per promuovere e realizzare lo sviluppo sostenibile dell’Africa, incidendo anche, in maniera concreta ed efficace, sulle cause delle migrazioni irregolari. Per questo lavoriamo, con tutti gli attori della Cooperazione Italiana, per offrire alternative concrete a tanti giovani che non devono essere costretti a ricorrere ai trafficanti di essere umani come unica via di fuga dalla povertà”.

L’evento permette un confronto costruttivo sulle strategie, le linee di indirizzo e le modalità per rafforzare ulteriormente l’efficacia e l’impatto dell’azione della nostra Cooperazione allo Sviluppo nel mondo.
La riunione del CNCS – un organismo che riunisce oltre 70 tra i principali soggetti pubblici e privati, profit e non profit, della cooperazione allo sviluppo, come previsto dall’art. 16 della Legge 125/2014 – testimonia ancora una volta la vitalità del sistema italiano di cooperazione allo sviluppo che trova nell’approccio multi-attoriale un importante punto di forza, come più volte riconosciuto dalla comunità internazionale.

Di fronte a conflitti, violazioni dei diritti umani, emergenze umanitarie e crescente instabilità, legata anche a sfide globali come l’insicurezza alimentare, la transizione energetica e il cambiamento climatico, emerge in maniera sempre più evidente la necessità di assicurare maggiori sinergie e complementarietà tra l’azione delle amministrazioni centrali e locali, del settore privato, del mondo accademico, del terzo settore, delle diaspore e la cooperazione spontanea di missionari, fondazioni, enti benefici e religiosi.

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