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Dichiarazione di Antonio Tajani, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale dell’Italia in qualità di Presidente della Riunione dei Ministri degli Esteri del G7 alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco (17 febbraio 2024)

Prima riunione dei Ministri degli Esteri G7 a presidenza italiana
Prima riunione dei Ministri degli Esteri G7 a presidenza italiana

(Traduzione di cortesia)

 

I Ministri degli Esteri del G7 di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti d’America e l’Alto Rappresentante dell’Unione Europea hanno ribadito la forte unità di intenti nella loro prima riunione tenutasi sotto la Presidenza italiana del 2024.

Hanno rinnovato l’impegno a sostenere lo stato di diritto, i principi umanitari, i diritti umani universali e il diritto internazionale, ivi compresa la Carta delle Nazioni Unite.

Hanno espresso il loro sdegno per la morte in carcere di Alexei Navalny, ingiustamente condannato per le sue legittime attività politiche e la sua lotta contro la corruzione. Hanno chiesto alle autorità russe di chiarire appieno le circostanze della sua morte. Hanno chiesto alla Russia di porre fine all’inaccettabile persecuzione dei dissidenti politici, alla sistematica repressione della libertà di espressione e all’indebita limitazione dei diritti civili.

Sostegno incondizionato all’Ucraina

Alla vigilia della ricorrenza dei due anni dalla brutale aggressione russa contro l’Ucraina, hanno accolto nella loro riunione Dmytro Kuleba, Ministro degli Affari Esteri dell’Ucraina.

Hanno sottolineato che la guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina costituisce una palese violazione dei principi stessi della Carta delle Nazioni Unite. Hanno ribadito la loro ferma volontà di continuare a sostenere l’Ucraina nella difesa della sua libertà, sovranità, indipendenza e integrità territoriale, all’interno dei suoi confini internazionalmente riconosciuti, e hanno lodato l’eccezionale resistenza e la capacità di resilienza dell’Ucraina. Come riconosciuto in occasione della riunione dei Capi di Stato e di governo del G7 a Vilnius lo scorso anno, i membri del G7 hanno confermato che – insieme ai partner internazionali – stanno rapidamente progredendo con l’Ucraina su impegni e accordi di sicurezza specifici, bilaterali e a lungo termine. Hanno espresso la loro determinazione a continuare a coordinarsi con i partner per fornire sostegno militare, finanziario, politico, umanitario, economico e di sviluppo all’Ucraina e al suo popolo, nonché a rafforzare le sanzioni contro la Russia e contro coloro che sostengono materialmente la sua guerra. Hanno inoltre espresso l’intenzione di intensificare gli sforzi contro l’evasione e l’elusione delle sanzioni e delle misure di controllo delle esportazioni. Hanno chiesto a tutti i Paesi di adottare misure attive per impedire l’acquisizione di attrezzature militari e di prodotti a duplice uso da parte del settore della difesa russo da o tramite le loro giurisdizioni.

Hanno condannato i continui attacchi della Russia contro i civili ucraini e le violazioni dei diritti umani. Hanno ribadito il loro impegno a combattere l’impunità chiedendo conto, in conformità con il diritto internazionale, ai responsabili dei crimini che preoccupano l’intera comunità internazionale.

Hanno sottolineato che la Russia dovrà pagare per i danni e le devastazioni che sta causando all’Ucraina e al suo popolo. Hanno elogiato il lavoro svolto finora dai Ministeri delle Finanze e degli Esteri del G7 su questo tema e hanno sostenuto le loro future discussioni. Hanno ribadito la loro determinazione a mantenere immobilizzati i beni sovrani della Russia nelle loro giurisdizioni fino a quando essa non pagherà per i danni causati. I membri del G7 continueranno a esplorare tutte le possibili vie per aiutare l’Ucraina a ottenere un risarcimento dalla Russia, in conformità con i rispettivi sistemi giuridici e con il diritto internazionale. Hanno accolto con favore l’approvazione da parte dell’Unione Europea degli atti giuridici riguardanti le entrate straordinarie detenute da enti privati derivanti direttamente dai beni della Russia immobilizzati per sostenere l’Ucraina.

I membri del G7 hanno confermato che continueranno ad affrontare, insieme ai partner internazionali, le necessità di ripresa più urgenti e a lungo termine dell’Ucraina e a coordinare il sostegno tramite la Piattaforma multi-agenzia di coordinamento dei donatori. Hanno sottolineato l’importanza di rispondere alle esigenze dei più vulnerabili, in particolare donne e bambini. Hanno ricordato l’imminente Conferenza Giappone-Ucraina per la promozione della crescita economica e della ricostruzione, la Conferenza sulla ripresa dell’Ucraina del 2024 che si terrà in Germania e la Conferenza sulla ripresa dell’Ucraina del 2025 che si terrà in Italia.

Hanno accolto con favore la decisione del Consiglio europeo del dicembre 2023 di avviare i negoziati per l’adesione dell’Ucraina all’Unione europea. Hanno sottolineato l’importanza che l’Ucraina continui ad attuare sforzi di riforma in linea con il percorso euro-atlantico che ha abbracciato.

Hanno condannato con forza i trasferimenti di armi della Corea del Nord alla Russia, che violano direttamente le pertinenti Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Hanno inoltre espresso profonda preoccupazione per il potenziale trasferimento alla Corea del Nord di tecnologia nucleare o legata ai missili balistici o per eventuali trasferimenti russi alla Corea del Nord di armi convenzionali o altri prodotti a duplice uso, in violazione delle pertinenti Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che minaccerebbero ulteriormente la pace e la stabilità nel mondo. Hanno riconosciuto che gli sviluppi nell’Indo-Pacifico possono influenzare direttamente la sicurezza euro-atlantica.

Hanno chiesto all’Iran di smettere di assistere l’esercito russo e la sua guerra di aggressione contro l’Ucraina. Hanno inoltre chiesto a tutti i Paesi di impedire la fornitura di componenti o altri articoli ai programmi di velivoli senza pilota (UAV) dell’Iran, che sono destinati a sostenere lo sforzo bellico della Russia.

Hanno ribadito il loro sostegno agli sforzi dell’Ucraina – anche tramite il processo della “Formula di pace” – per promuovere una pace globale, giusta e duratura, in conformità con il diritto internazionale, in particolare con la Carta delle Nazioni Unite e tramite l’impegno con la più ampia gamma di partner ed attori mondiali.

Hanno condannato l’irresponsabile retorica nucleare della Russia, la sua posizione di intimidazione strategica, il suo annuncio di aver dispiegato armi nucleari in Bielorussia, in una fase sempre più instabile e pericolosa, e la sua messa in discussione dei regimi di controllo degli armamenti al fine di minarli.

Hanno ribadito che il sequestro, il continuo controllo e la militarizzazione della centrale nucleare di Zaporizhzhia da parte della Russia sono inaccettabili e hanno riaffermato il loro pieno sostegno agli sforzi dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica.

Situazione in Medio Oriente e nel Mar Rosso

I membri del G7 hanno condannato con la massima fermezza gli attacchi terroristici di Hamas e di altri gruppi terroristici contro Israele, iniziati il 7 ottobre 2023. Hanno chiesto ad Hamas di cessare i continui attacchi contro Israele e hanno sottolineato il diritto di Israele a difendersi in conformità con il diritto internazionale. Hanno esortato Hamas a rilasciare tutti gli ostaggi senza precondizioni. Hanno espresso profondo rammarico per il pesante e inaccettabile tributo che questo conflitto ha avuto sui civili.

Hanno chiesto un’azione urgente per affrontare la catastrofica crisi umanitaria a Gaza, in particolare la tragica situazione di 1,5 milioni di civili che si rifugiano a Rafah e hanno espresso profonda preoccupazione per le conseguenze potenzialmente devastanti sulla popolazione civile di un’ulteriore operazione militare su larga scala di Israele in quell’area. Hanno sottolineato che garantire un accesso umanitario completo, rapido, sicuro e senza ostacoli alla Striscia di Gaza in tutte le sue forme rimane una priorità assoluta e che tutte le parti devono consentire un sostegno umanitario senza ostacoli per i civili, ivi compresi cibo, acqua, cure mediche, carburante, ripari, telecomunicazioni e accesso per gli operatori umanitari. Hanno sottolineato la necessità di stabilire sistemi efficaci per la sicurezza dei convogli di aiuti e delle sedi umanitarie e di consentire l’ingresso di più personale, veicoli e attrezzature delle Nazioni Unite e la distribuzione sicura degli aiuti, poiché sono urgentemente necessarie più linee di rifornimento e il flusso di assistenza umanitaria a Gaza deve essere aumentato in modo significativo. Hanno espresso preoccupazione per il rischio di sfollamento forzato dei civili palestinesi da Gaza.

I membri del G7 hanno espresso l’intenzione di operare per una pausa prolungata e duratura delle ostilità che porti a un cessate il fuoco sostenibile e per l’attuazione urgente delle Risoluzioni 2712 e 2720 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ivi compresi i corridoi per facilitare l’assistenza urgentemente necessaria, la circolazione dei civili e il rilascio degli ostaggi. Hanno ribadito che i cittadini stranieri devono poter continuare a partire.

Hanno ribadito con forza l’importanza per tutte le parti di proteggere i civili, soprattutto quelli più vulnerabili, in particolare donne e bambini, nel rispetto del diritto umanitario internazionale.

Hanno ricordato che, dall’inizio della crisi, i membri del G7 hanno fornito attivamente assistenza umanitaria alle popolazioni colpite.

I membri del G7 hanno riconosciuto il ruolo cruciale svolto dalle agenzie delle Nazioni Unite e da altri attori umanitari. Si aspettano che l’UNRWA fornisca piena trasparenza e faccia piena luce sulle gravi accuse rivolte al suo personale e prenda provvedimenti immediati. Si aspettano risultati tempestivi delle indagini annunciate dalle Nazioni Unite.

Hanno espresso la loro disponibilità a sostenere l’Autorità Palestinese nell’intraprendere le riforme indispensabili per consentirle di assumersi le proprie responsabilità all’indomani del conflitto, sia a Gaza che in Cisgiordania.

I membri del G7 hanno confermato che si stanno adoperando, anche imponendo sanzioni o altre misure, per negare ad Hamas la possibilità di raccogliere fondi per compiere ulteriori atrocità. Hanno continuato a fare pressione affinché le denunce di violenza sessuale da parte di Hamas e di altri gruppi terroristici siano indagate e documentate appieno e gli autori siano chiamati a risponderne.

I membri del G7 hanno sottolineato che tutte le parti devono astenersi da azioni unilaterali che minano la prospettiva di una soluzione basata su due Stati. Hanno sottolineato che l’aumento della violenza dei coloni estremisti dall’inizio del conflitto è ingiustificato e minaccia le prospettive di una pace duratura e che i coloni estremisti responsabili di atti di violenza contro le comunità palestinesi devono essere chiamati a risponderne.

Hanno sottolineato la necessità di una fine permanente e sostenibile del conflitto, poiché israeliani e palestinesi hanno lo stesso diritto di vivere in sicurezza, dignità e pace. Hanno inoltre sottolineato che una soluzione praticabile al conflitto può essere solo il risultato di uno sforzo regionale coordinato. Hanno ribadito il loro impegno a favore di una pace duratura e sostenibile, basata sulla soluzione dei due Stati, tramite un rinvigorimento degli sforzi nel processo di pace in Medio Oriente, che preveda che Israele e uno Stato palestinese vitale vivano fianco a fianco in pace, sicurezza e riconoscimento reciproco. Hanno sottolineato la necessità di impegnarsi ampiamente nel tracciare ed attuare un percorso sostenibile verso la realizzazione di questa visione. Hanno apprezzato tutti gli sforzi compiuti a tal fine.

I membri del G7 hanno ribadito di opporsi a tutte le discriminazioni basate sulla religione o sul credo e hanno chiesto un’efficace protezione di tutte le comunità religiose. Hanno respinto con forza l’antisemitismo e l’islamofobia in qualsiasi forma.

I membri del G7 hanno sottolineato che stanno operando intensamente – insieme ai partner della regione – per evitare che il conflitto si aggravi e si diffonda ulteriormente. Hanno espresso particolare preoccupazione per la situazione lungo la cosiddetta Linea Blu e per il rischio di escalation tra Hezbollah e Israele. Hanno sottolineato il ruolo essenziale di stabilizzazione svolto dalle Forze armate libanesi (LAF) e dalla Forza di interposizione in Libano delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL) nel mitigare tale rischio. Hanno esortato tutte le parti coinvolte a dar prova di moderazione e ad adoperarsi per la de-escalation.

Hanno sottolineato che la continua fornitura di armi e materiale correlato da parte dell’Iran agli Houthi, in violazione della Risoluzione 2216 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, e ad altri attori non statali nella regione, ha aumentato pericolosamente le tensioni.

Hanno formulato le loro condoglianze per la morte di tre militari statunitensi, uccisi a seguito di un attacco con un drone in Giordania perpetrato da un gruppo di miliziani allineati con l’Iran il 28 gennaio.

I membri del G7 hanno rinnovato la loro più ferma condanna degli attacchi perpetrati dagli Houthi contro le navi commerciali che transitano nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden e le navi della Marina Militare che le proteggono. Hanno sottolineato che questi attacchi violano il diritto internazionale, mettono a repentaglio vite innocenti e minacciano i diritti e le libertà di navigazione. In conformità con la Risoluzione 2722 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, hanno ribadito il sostegno ai Paesi che esercitano il diritto di difendere le proprie navi dagli attacchi, in linea con il diritto internazionale.

Hanno accolto con favore l’imminente lancio dell’operazione marittima dell’UE Aspides e i continui sforzi dell’operazione Prosperity Guardian, guidata dagli Stati Uniti, insieme al sostegno del Regno Unito, per proteggere queste rotte di navigazione cruciali, poiché la sicurezza marittima e i diritti e le libertà di navigazione sono fondamentali per garantire la libera circolazione di beni essenziali verso destinazioni e popolazioni in tutto il mondo.

I membri del G7 hanno inoltre ribadito la loro chiara determinazione che l’Iran non dovrà mai sviluppare un’arma nucleare. Hanno espresso la loro profonda preoccupazione per la continua escalation del programma nucleare iraniano, che non ha alcuna giustificazione civile credibile e lo porta pericolosamente vicino a vere e proprie attività legate alle armi. Una soluzione diplomatica rimane il modo migliore per affrontare le preoccupazioni internazionali.

 

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