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L’Italia aderisce a una Dichiarazione sull’assedio di El Obeid (Sudan)

Dichiarazione Congiunta El Obeid_ITA
Dichiarazione Congiunta El Obeid_ITA

I Ministri degli Esteri di Italia, Francia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Norvegia e Regno Unito hanno adottato una Dichiarazione congiunta per esortare tutte le parti in conflitto in Sudan alla de-escalation, a fronte di una crisi umanitaria di straordinaria gravità che continua a colpire le popolazioni del Paese.

A seguire il testo della dichiarazione:

Noi, Ministri degli Esteri di Paesi partner like-minded, esprimiamo profonda preoccupazione per le notizie relative al protrarsi dell’offensiva contro El Obeid, nonostante i ripetuti appelli a interrompere gli attacchi e a garantire la protezione della popolazione civile.

Lo scorso anno la comunità internazionale ha assistito con sgomento alle atrocità perpetrate a El Fasher, crimini che sono stati ritenuti presentare i “caratteri distintivi del genocidio”. Non possiamo consentire che tali tragedie si ripetano.

Nelle ultime settimane, ripetuti attacchi con droni contro El Obeid hanno causato vittime tra i civili e aggravato la già critica carenza di carburante, derrate alimentari e acqua. Con l’imminente inizio della stagione delle piogge, gli operatori umanitari continuano a fornire assistenza salvavita, pur essendo essi stessi oggetto di attacchi deliberati.

Emergono inoltre segnali credibili circa un’offensiva imminente. Si tratta di un momento decisivo e la comunità internazionale deve agire.

Invitiamo le Forze di Supporto Rapido (RSF) a interrompere immediatamente l’offensiva. I civili devono poter lasciare l’area in condizioni di sicurezza e tutte le parti devono garantire un accesso umanitario rapido, sicuro e senza ostacoli. Le RSF, le Forze Armate Sudanesi (SAF) e i rispettivi alleati devono adoperarsi per una de-escalation, rispettare il diritto internazionale umanitario e onorare gli impegni assunti con la Dichiarazione di Gedda.

Il sostegno esterno continua ad alimentare il conflitto. Rivolgiamo pertanto un appello a tutti coloro che contribuiscono a sostenerlo affinché cessino ogni forma di supporto, e a quanti esercitano influenza sulle parti affinché la utilizzino immediatamente per prevenire ulteriori spargimenti di sangue.

Continueremo a lavorare in stretto coordinamento in seno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e con i partner regionali e internazionali per promuovere una risposta chiara e unitaria: le violenze devono cessare, i civili devono essere protetti e gli autori delle violazioni devono essere chiamati a risponderne.

Ribadiamo il nostro impegno a sostenere un percorso credibile verso la pace attraverso il processo guidato dal Quintetto e invitiamo tutte le parti a parteciparvi in buona fede.

 

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