Questo sito utilizza cookies tecnici (necessari) e analitici.
Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookies.

Investire nei Paesi Scandinavi per le imprese Italiane: aspetti fiscali, strumenti di sostegno finanziario e assetto del Sistema Paese

Osservatorio CNDCEC
Osservatorio CNDCEC

A cura dell’Osservatorio per l’internazionalizzazione delle imprese del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili.

Michele Locuratolo, Roberto Corciulo, Stefano Vignoli.

L’Italia è legata ai Paesi nordici/scandinavi da Convenzioni contro le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e patrimonio ratificate nel corso degli anni: Svezia (1982), Finlandia (1983), Norvegia (1987), Danimarca (2002) e Islanda (2008).

Peraltro, con due di questi cinque Paesi, l’Italia ha stipulato anche Convenzioni contro le doppie imposizioni in materia di imposte sulle successioni, ovvero Svezia (1954) e Danimarca (1966): non sono pochi considerando che il nostro Paese ha sottoscritto appena 7 Convenzioni in materia di successioni. Il tema assume tuttavia rilevanza principalmente nei confronti della Danimarca, in quanto dal 2005 la Svezia ha abolito l’imposta sulle successioni e quindi l’imposta viene prelevata soltanto dallo Stato italiano quando ne ricorrono le condizioni.

Per quanto attiene alle Convenzioni in materia di imposte sui redditi, la tassazione dei dividendi prevede l’applicazione di una ritenuta massima del 15% per tutte le distribuzioni operate da e verso soggetti di tutti questi cinque Paesi con alcune particolarità ovvero un’aliquota ridotta del 10% se la partecipazione è maggioritaria (Finlandia) o almeno pari al 51% (Svezia) e del 5% se la società che paga i dividendi è posseduta, anche indirettamente, per almeno il 10% negli ultimi dodici mesi (Islanda), fino ad azzerarsi se la partecipazione è almeno pari al 25% del capitale sociale per un periodo di almeno dodici mesi (Danimarca).

Per quanto riguarda gli interessi la ritenuta è del 15% (Finlandia, Norvegia e Svezia), ridotta al 10% per la Danimarca e non presente (imponibile soltanto nel Paese di residenza) nella Convenzione con l’Islanda.

In riferimento alla tassazione dei canoni, che comprende anche il noleggio di attrezzature industriali, commerciali o scientifiche, è prevista una ritenuta nello Stato della fonte del 5% per Islanda, Norvegia, Svezia e Danimarca, con quest’ultimo Paese che prevede l’esenzione per i diritti d’autore su opere letterarie, artistiche o scientifiche, salvo quelli relativi a software, pellicole cinematografiche. Caso diverso è quello della Finlandia, che prevede l’esenzione, salvo l’applicazione di una ritenuta del 5% in numerose fattispecie quali i canoni per pellicole cinematografiche, registrazioni, brevetti, marchi, disegni o modelli, know-how e attrezzature industriali e commerciali.

Nel caso dei Paesi UE, quali Danimarca, Finlandia e Svezia, condizioni più vantaggiose che permettono l’azzeramento delle ritenute sono tuttavia previste dalla Direttiva madre-figlia (2011/96/UE) e dalla Direttiva interessi e royalties (2003/49/CE) quando ricorrono le condizioni previste dalle direttive stesse (o dalle legislazioni nazionali, se più favorevoli).

Norvegia e Islanda, pur non facendo parte dei 27 Paesi Comunitari, sono – unitamente al Liechtenstein – membri dello Spazio Economico Europeo (SEE) e beneficiano, anche al fine di rispettare la libertà di stabilimento e di libera circolazione dei capitali, di un trattamento fiscale spesso simile a quello previsto per i comunitari.

Così, anche in assenza di applicazione della Direttiva, l’articolo 27 comma 3-ter del Dpr 600/1973 prevede che la ritenuta in uscita dei dividendi (si pensi alla filiale italiana che distribuisce dividendi alla controllante norvegese) è soggetta a una ritenuta ridotta dell’1,20%.

Numerose sono poi le situazioni in cui rileva l’appartenenza alla SEE, quali – a titolo esemplificativo – ai fini dell’individuazione dei regimi fiscali privilegiati che prevedono l’esclusione dei Paesi SEE, alla possibilità di accedere al consolidato fiscale con due o più “società sorelle” quando la holding è in un Paese SEE, al versamento dell’exit tax prevista dall’articolo 166 del Tuir e all’applicazione della base imponibile catastale ai fini dell’Ivie per gli immobili all’estero.

Per quanto riguarda i soggetti stabiliti in Norvegia è inoltre possibile effettuare l’identificazione ai fini Iva ed anche, in assenza di stabile organizzazione sul territorio, di ottenere il rimborso dell’Iva italiana assolta su acquisti nel nostro Paese ai sensi dell’art. 38‑ter del DPR 633/1972, così come gli operatori italiani possono richiedere il rimborso dell’Iva assolta in Norvegia alle autorità norvegesi.

Di seguito una tabella di comparazione dei principali incentivi fiscali presenti nei Paesi scandinavi:

 

Tabella comparativa fiscale

Paese Imposta società Incentivi R&D Regime fiscale lavoratori esteri Note per investitori
Danimarca 22% Deduzioni elevate e rimborso perdite R&D Expats tax ~27% per max 7 anni Sistema molto stabile, hub logistico e marittimo
Svezia 20,6% Crediti e riduzione contributi su personale R&D 25% reddito esente per specialisti (5 anni) Ecosistema startup tra i più forti d’Europa
Finlandia 20% Crediti fiscali e grant Business Finland Flat tax ~32% per specialisti Forte supporto pubblico a innovazione
Norvegia 22% Credito d’imposta SkatteFUNN Regime ordinario ma con permessi veloci Grande mercato energia, offshore e tecnologia marina
Islanda 20% Credito R&D fino a ~35% Agevolazioni per specialisti Incentivi molto forti per data center ed energia

 

 

Misure di sostegno finanziario e non alle imprese italiane

Il Sistema Italia sostiene e promuove l’avvio o il consolidamento di imprese italiane nei Paesi scandinavi, principalmente con strumenti finanziari gestiti da Simest per conto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale che, per quanto non esclusivi nei mercati in discorso, ben si prestano a facilitare i processi di internazionalizzazione delle imprese italiane in quei mercati.

Simest dispone di quattro leve fondamentali:

  • Finanziamenti agevolati;
  • Investimenti partecipativi e venture capital;
  • supporto all’export credit;
  • Investimenti in equity.

La linea di finanziamenti agevolati si compone di diverse misure, a valere sulle risorse del Fondo 394/81:

  • transizione digitale ed ecologica;
  • certificazioni e consulenze;
  • temporary manager;
  • inserimento nei mercati esteri;
  • e commerce;
  • fiere ed eventi.

Nel loro insieme le misure finanziano le diverse tipologie di spese che l’impresa sostiene nel realizzare processi di internazionalizzazione. Si spazia dagli studi di fattibilità per l’internazionalizzazione all’ apertura di nuove strutture commerciali all’estero o al potenziamento o sostituzione di strutture già esistenti, dall’ inserimento di un temporary manager alla creazione o miglioramento di una piattaforma e commerce propria oppure all’accesso ad una piattaforma di terzi, alla partecipazione a fiere, mostre, eventi e missioni di carattere internazionale.

I programmi di investimenti vengono sostenuti attraverso un finanziamento della durata di 4/6 anni ad un tasso agevolato attualmente del 0,319% oltre a un contributo a fondo perduto del 10% elevabile al 20% in presenza di particolari requisiti.

Gli investimenti partecipativi realizzano il sostegno ai progetti di espansione internazionale attraverso l’acquisizione di partecipazioni di minoranza in imprese italiane o estere detenute da società italiane ed erogando un finanziamento ai soci. Alla partecipazione diretta di Simest è possibile affiancare quella del Fondo 394/81 – sezione venture capital e investimenti partecipativi, uno strumento pubblico che Simest gestisce in convenzione con il Maeci. L’insieme dei due strumenti non può eccedere il 49% della capitalizzazione complessiva prevista.

Il supporto all’export credit, a valere sul Fondo 295/73, si realizza attraverso operazioni di contributo rivolto all’acquirente estero  per ridurre il costo complessivo dei propri finanziamenti, operazioni di contributo rivolto all’esportatore italiano a riduzione del costo dello smobilizzo dei titoli di pagamento, operazioni di contributo rivolto alla banca emittente estera per ridurre il costo complessivo in conto interessi del finanziamento a medio lungo termine di lettere di credito export, ed operazioni di contributo export su leasing all’esportazione, concesso al locatore italiano a riduzione del costo dello smobilizzo di titoli di pagamento emessi dal locatario estero a fronte di contratti di locazione finanziaria o operativa  di beni e servizi di investimento.

Gli investimenti in equity vengono realizzati attraverso il ricorso al Fondo 394/81 e sono destinati a PMI e Mid Cap con significativi percorsi di crescita, finanziariamente solide e concreti piani di sviluppo internazionale.

Anche CDP assiste finanziariamente le imprese italiane, supportando controparti estere (imprese, governi, banche) e concedendo direttamente o indirettamente finanziamenti per l’acquisto di beni e servizi da società italiane o proprie correlate estere al fine di sostenere le esportazioni di beni, servizi o esecuzione di lavori da parte di operatori italiani.

Anche Sace ha in portafoglio strumenti in grado di facilitare lo sviluppo di imprese italiane nei mercati scandinavi, attraverso il rilascio di garanzie per impegni di firma, lo smobilizzo di crediti con operazioni di factoring, cauzioni appalti, cauzioni doganali, prodotti assicurativi come l’assicurazione del credito estero e l’assicurazione degli investimenti in società controllate all’estero.

Completano la gamma di strumenti di sostegno e accompagnamento delle imprese italiane nei processi di internazionalizzazione nei Paesi scandinavi le Agenzia di attrazione investimento di Svezia, Norvegia, Danimarca, Islanda e Finlandia (Invest in Sweden, Invest in Norway, Invest in Denmark, Invest in Iceland, e Invest in Finland), che offrono alle imprese non residenti servizi informativi, di accompagnamento, banche dati e localizzativi.

Il sistema Camerale delle Camere di commercio italiane all’estero è presente con la Camera di Commercio italiana in Danimarca, la Camera di Commercio italiana in Svezia, la Camera di Commercio italo norvegese.

Anche il Sistema Italia è presente in quei Paesi con l’Ufficio Ice in Svezia, a Stoccolma e con i Desk dislocati a Oslo, Copenaghen ed Helsinki, presso le rispettive ambasciate italiane.

Ti potrebbe interessare anche...