Il rafforzamento della cooperazione economica tra Italia e Portogallo nella cantieristica civile e nelle tecnologie digitali, nell’ambito di un più ampio impegno per lo sviluppo dell’economia blu, è stato al centro del recente webinar “Portugal-Italy: Opportunities for Blue Strategic Partnerships”. L’iniziativa è stata organizzata da Fórum Oceano, l’ente coordinatore delle attività governative portoghesi legate all’economia del mare, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Lisbona.
L’evento ha riunito circa cento operatori economici e stakeholder istituzionali, presentando le opportunità offerte dal settore marittimo sia per le aziende italiane sia per le controparti portoghesi. L’obiettivo è stato stimolare nuove iniziative, come missioni imprenditoriali e forum settoriali dedicati, quale primo passo verso relazioni economiche più strette.
Le priorità individuate riguardano cinque ambiti strategici: turismo nautico e costiero; bluetech e osservazione degli oceani; costruzione e riparazione navale; green shipping; acquacoltura e biotecnologie marine. Si tratta di settori con un elevato potenziale per lo sviluppo di collaborazioni e joint venture, non solo a livello bilaterale ma anche verso mercati terzi, alla luce delle opportunità derivanti dagli accordi dell’Unione Europea con MERCOSUR e con l’India. Sul piano multilaterale, è stato inoltre evidenziato il contributo che una collaborazione italo-portoghese può offrire alla crescita di un’economia blu sostenibile e condivisa nel Mediterraneo.
Il tema della sostenibilità è emerso con forza negli interventi, con riferimenti al ruolo centrale della nautica italiana e alle opportunità di cooperazione con le imprese portoghesi. In particolare, ambiti quali i combustibili alternativi, l’elettrificazione dei porti e l’ammodernamento delle flotte rappresentano aree di significativo interesse comune.
Direttamente connesso è il tema dell’integrazione tra filiere industriali e ricerca applicata. Le partnership con le università e i centri di ricerca costituiscono un fattore chiave per lo sviluppo tecnologico e la promozione di soluzioni innovative, come nel caso delle tecnologie underwater e dell’aerospazio, fondamentali per la raccolta, la trasmissione e l’analisi dei dati sull’ambiente marino.
La cooperazione tra le filiere marittime dei due Paesi può dunque svilupparsi su più livelli, estendendo al comparto civile e ai settori connessi un’attenzione già emersa anche in ambito difesa, come dimostrano le trattative per la fornitura di tre fregate alla Marina portoghese da parte di Fincantieri.
Torna a ottobre il Salone Nautico Internazionale di Genova
Da metà febbraio sono ufficialmente aperte le iscrizioni per gli espositori alla 66ª edizione del Salone Nautico Internazionale di Genova, in programma dall’1 al 6 ottobre 2026. Nato nel 1962, l’evento rappresenta uno dei principali appuntamenti a livello internazionale per il settore della nautica e del mare in generale, contribuendo a consolidare il ruolo dell’Italia come leader nel comparto. Il fatturato dell’industria nautica italiana ha registrato negli anni una crescita costante, raggiungendo gli 8,6 miliardi di euro nel 2024.
L’internazionalizzazione si conferma un elemento centrale del Salone: la collaborazione con ICE Agenzia e il Ministero degli Affari Esteri consente di offrire un’accoglienza qualificata ai principali operatori mondiali del settore. Nell’edizione 2026 si terranno i TechTrade Days, format B2B giunto alla seconda edizione e focalizzato su servizi, componentistica e innovazione tecnologica, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo del Salone come piattaforma di riferimento per l’intera filiera nautica sui mercati globali.
L’edizione 2025 ha registrato quasi 125.000 visitatori, oltre 1.000 imbarcazioni esposte e la partecipazione di 45 Paesi, insieme a rappresentanti di primo piano delle istituzioni e dell’industria italiana.