La Svezia sta vivendo una fase di consolidamento che conferma il suo ruolo di primo piano nell’economia dell’Europa settentrionale. Nel 2025 si è mantenuta tra le economie più competitive a livello globale, rafforzando al contempo la propria vocazione all’innovazione tecnologica e alla sostenibilità. Complessivamente, la nazione scandinava si conferma un hub strategico in continua evoluzione, dove le opportunità legate alla transizione verde si intrecciano con un tessuto industriale all’avanguardia.
L’economia svedese dimostra un notevole dinamismo, trovando linfa in una forte domanda interna e in un export strutturalmente robusto. I dati per il 2025 delineano uno scenario di solida espansione, con una crescita del PIL a prezzi costanti stimata all’1,4%, in accelerazione rispetto allo 0,9% dell’anno precedente, con una previsione di ulteriore crescita al 2,4% nel 2026. Parallelamente, il Paese mantiene una rigorosa disciplina sui conti pubblici: il debito pubblico si attesta al 34,7% del PIL nel 2025, un livello contenuto nel confronto internazionale.
Sul fronte monetario, l’inflazione – misurata dall’indice dei prezzi al consumo – si colloca al 2,1%, segnando una gestione pubblica equilibrata che ha contribuito a preservare il potere d’acquisto dopo le turbolenze degli anni recenti. Questo dinamismo economico sostiene un elevato tenore di vita: secondo i dati più aggiornati dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), nel 2025 il PIL pro capite supera i 54.000 euro, collocando la Svezia tra le economie più prospere a livello globale.
Tuttavia, il quadro non è privo di sfide, a partire dalla crisi del settore edilizio residenziale, dove negli ultimi anni si è registrata una forte diminuzione nella costruzione di nuove abitazioni. A ciò si aggiungono i possibili contraccolpi che l’attuale congiuntura del commercio internazionale può provocare a un’economia fortemente orientata alle esportazioni.
Anche il mercato del lavoro rappresenta un nodo rilevante. In Svezia, si registra infatti una persistente penuria di manodopera, nonostante un tasso di disoccupazione dell’8,9%. La carenza è particolarmente evidente nei settori dell’istruzione, della sanità e dell’informatica, alimentata da un disallineamento tra le competenze possedute e quelle richieste da un’economia sempre più digitale e verde. Le soluzioni proposte includono il rafforzamento della formazione continua e l’adozione di politiche attive volte a favorire l’integrazione dei lavoratori nati all’estero. Attualmente, infatti, il loro tasso di occupazione è di circa 10 punti percentuali inferiore rispetto a quello dei lavoratori nativi.
Il modello svedese punta a rafforzare la struttura produttiva nazionale anche attraverso l’impegno climatico, tanto più rilevante se si considera che nell’area artica le temperature aumentano a una velocità tripla rispetto alla media mondiale. Sebbene la Svezia abbia fissato l’obiettivo della neutralità carbonica entro il 2045, alcune dinamiche recenti rischiano di rallentarne il percorso: tra queste, la riduzione delle tasse sui carburanti e il rallentamento dell’elettrificazione del parco auto. A ciò si aggiunge una minore capacità di assorbimento della CO₂ da parte delle foreste, fattore che potrebbe rendere insufficienti le misure attuali per raggiungere i target intermedi del 2030. Nonostante queste criticità, il Governo resta orientato al rispetto degli impegni climatici. Questa situazione apre interessanti prospettive per le aziende specializzate in tecnologie verdi, ingegneria civile resiliente, gestione delle acque e tecnologie per la sicurezza del territorio.
In questo contesto, il settore manifatturiero – soprattutto nei comparti automobilistico, minerario-metallurgico, del legno e della carta – e la ricerca interdisciplinare rimangono importanti motori della crescita. Con un’industria ad alta intensità di conoscenza, il Paese vanta eccellenze mondiali nell’ICT, nelle telecomunicazioni, nell’automotive, nelle biotecnologie e nel settore chimico-farmaceutico.
Il comparto delle Scienze della Vita si configura come un pilastro strategico dell’economia svedese, coniugando sviluppo economico e transizione ecologica. Il valore del mercato farmaceutico svedese è di circa 5,6 miliardi di euro. Alcune società italiane del settore sono già attive in Svezia, attratte dall’elevato livello di competenze e dalle avanzate capacità tecnologiche del sistema industriale. Ulteriori ambiti di potenziale espansione per le imprese italiane includono l’ICT e le energie rinnovabili. A questi si affiancano settori emergenti e ad alto contenuto tecnologico come il nucleare, l’intelligenza artificiale, le tecnologie per la difesa e la sicurezza, nonché lo spazio.
In particolare, la Svezia possiede l’unico spazioporto dell’Europa continentale, un’infrastruttura in grado di supportare il lancio di satelliti sia per clienti commerciali sia per applicazioni in ambito NATO. Questo rappresenta un’opportunità di collaborazione per l’industria e la ricerca italiana.
Il Paese scandinavo presenta una significativa capacità produttiva nei sistemi basati su semiconduttori e sta investendo circa 50 miliardi di euro nella produzione di chip. Oltre ai grandi player, il settore comprende una sessantina di aziende con un fatturato superiore al mezzo miliardo di euro. Parallelamente, Stoccolma sta sostenendo anche lo sviluppo delle tecnologie quantistiche, contribuendo alla formazione di competenze uniche sia in ambito accademico sia per l’industria. Di recente, il Governo svedese ha inoltre presentato la sua prima strategia nazionale per l’Intelligenza Artificiale (IA), che mira a posizionare il Paese tra i primi dieci leader mondiali nel settore.
Riguardo all’energia, tra le fonti energetiche più importanti vi è quella nucleare, che assicura già il 30% del fabbisogno interno. Le autorità svedesi stanno lavorando a una strategia di espansione della capacità nucleare, anche attraverso la costruzione di nuovi impianti, parzialmente finanziati mediante aiuti di Stato. Nel 2025 sono iniziati i lavori per il primo Small Modular Reactor e per la costruzione del primo deposito per il combustibile nucleare esausto. In questo contesto, il Paese offre opportunità di collaborazione sia per la costruzione di reattori modulari di piccola scala, sia per le imprese attive nella progettazione, realizzazione e gestione di impianti nucleari, oltre che per i fornitori di servizi specializzati del settore.
Accanto all’alta tecnologia, la posizione centrale nel Nord Europa e un’eccellente rete infrastrutturale e logistica rimangono pilastri centrali della strategia di attrattività del Paese. La Svezia, membro dell’Unione Europea dal 1995, si consolida come snodo regionale privilegiato per i centri di distribuzione delle multinazionali, fungendo da mercato di prova per l’adozione di nuove tendenze di consumo e per l’implementazione di soluzioni tecnologiche all’avanguardia.
La partnership commerciale strategica tra Roma e Stoccolma
Le relazioni economiche tra l’Italia e la Svezia vivono una fase di sintonia, ben visibile nei dati dell’interscambio commerciale. Nel 2025, il volume complessivo degli scambi ha superato la quota dei 12 miliardi di euro. L’Italia si consolida stabilmente come undicesimo fornitore del Paese scandinavo, con una quota di mercato del 3,4%.
Le esportazioni del Made in Italy verso Stoccolma hanno raggiunto i 6,2 miliardi di euro, garantendo a Roma un saldo commerciale positivo per 382 milioni di euro. A trainare questa dinamica è principalmente l’acquisto di macchine d’impiego generale, che da solo vale oltre un miliardo di euro, coprendo il 17% dell’export italiano verso la Svezia. Seguono con performance rilevanti i medicinali, con 307 milioni di euro, e parti ed accessori per autoveicoli con 306 milioni di euro.
Le importazioni italiane dal Paese scandinavo, pari a quasi 5,8 miliardi di euro, confermano il ruolo di Stoccolma come fornitore chiave per l’industria italiana: l’import si concentra sulla carta per 787 milioni di euro, medicinali per 634 milioni di euro e prodotti siderurgici per 438 milioni di euro.
Le imprese italiane presidiano con successo nel Paese segmenti ad alto valore aggiunto, accompagnando l’evoluzione produttiva svedese. La Svezia non è più dunque solo una destinazione commerciale d’eccellenza, ma un interlocutore con cui costruire filiere integrate nella meccatronica, nell’automazione e nell’agroalimentare.
Elmia Subcontractor, la fiera di eccellenza per la subfornitura meccanica del Nord Europa
Elmia Subcontractor è da oltre 50 anni la fiera internazionale di riferimento del Nord Europa per i fornitori dell’industria meccanica. L’edizione di quest’anno si svolgerà dal 10 al 12 novembre a Jönköping, nella Svezia meridionale. Fondata nel 1975, la manifestazione copre un’ampia gamma di settori, tra cui componentistica meccanica, lavorazione della lamiera, materie plastiche, materie prime, metodi di produzione, nonché utensili e servizi. I comparti coinvolti includono industrie chiave come quella automobilistica, meccanica, elettrica ed elettronica.
Tra i punti salienti della fiera figurano aree dedicate a materiali e soluzioni costruttive innovative, tecnologie intelligenti e opportunità di incontro tra acquirenti e fornitori. L’evento ospita inoltre un’arena specificamente dedicata ai temi della sostenibilità. In generale, i visitatori sono professionisti degli acquisti alla ricerca di nuovi fornitori, nonché esperti del settore interessati a monitorare le ultime tendenze e innovazioni.
Nuovo Piano per le Infrastrutture di Trasporto: oltre 100 miliardi per una mobilità integrata
È prevista per le prossime settimane l’approvazione da parte del Governo della proposta di Piano Nazionale per le Infrastrutture di Trasporto relativa al periodo 2026–2037, un documento programmatico che include interventi di manutenzione e sviluppo delle infrastrutture stradali, ferroviarie e marittime. L’iniziativa rappresenta per il Governo svedese un investimento senza precedenti: il quadro finanziario previsto ammonta a oltre 100 miliardi di euro, con un incremento di poco meno di 20 miliardi di euro rispetto al periodo precedente (2014-2025). L’obiettivo è gettare le basi per un sistema di trasporto affidabile, efficiente ed integrato.
Tra le priorità individuate nel Piano figurano la modernizzazione delle infrastrutture per veicoli di maggiore peso e lunghezza, l’ampliamento della capacità ferroviaria e interventi di rafforzamento della sicurezza nazionale.
Nel complesso, sono stati riallocati circa 1,8 miliardi di euro verso 27 progetti ad alta utilità sociale. Tra questi rientrano: la riduzione dell’inquinamento acustico lungo la linea Lommabanan (Kävlinge–Arlöv), la costruzione di una nuova rompighiaccio, il miglioramento dello svincolo stradale di Rotebro, la messa in sicurezza di un passaggio a livello a Knivsta e l’adeguamento dello scalo ferroviario di Tomteboda.
Sul sito della Trafikverket, l’Amministrazione svedese dei Trasporti, sono elencati i progetti di costruzione nel settore: https://bransch.trafikverket.se/en/startpage/
Intervista all’Ambasciatore d’Italia in Svezia, Michele Pala
Ambasciatore, potrebbe illustrarci quali sono i prodotti italiani che riscuotono il maggior successo sul mercato svedese e quale sia l’attuale stato dell’interscambio tra i due Paesi?
Desidero innanzitutto sottolineare come l’andamento dell’interscambio commerciale tra Italia e Svezia stia vivendo una fase estremamente positiva, con i dati ora disponibili relativi al 2025 che indicano, dopo due anni di calo, una crescita delle nostre esportazioni pari al 4,1%. Questo dinamismo ci proietta nuovamente verso un volume d’affari complessivo di oltre 12 miliardi di euro, un traguardo di grande rilievo se si considera che la Svezia, pur vantando un elevatissimo potere d’acquisto, conta una popolazione di circa 10,5 milioni di abitanti. Tali risultati confermano la centralità strategica dei mercati europei, dove la libera circolazione di beni e servizi permette di operare senza le barriere tipiche dei mercati extra-UE. Per quanto concerne i settori più performanti, è interessante notare come la realtà superi i luoghi comuni: sebbene l’immaginario collettivo associ immediatamente l’Italia al settore agroalimentare, è in realtà la meccanica strumentale e l’utensileria a rappresentare, con ampio distacco, la voce principale del nostro export. Naturalmente, comparti come il vino e la gastronomia d’eccellenza mantengono un ruolo fondamentale ma presentano ulteriori margini di sviluppo. Ritengo che le nostre aziende possano trovare grandi opportunità anche nell’agro-biologico, nella biotech, nella green economy e nella mobilità sostenibile. La Svezia si posiziona ai vertici mondiali per capacità innovativa ma anche l’Italia ha molto da offrire in questo ambito che può essere apprezzato in questo mercato, ad esempio in termini di ICT e smart manufacturing, mettendo a disposizione la creatività e la inventiva delle sue imprese.
Quali suggerimenti si sente di dare alle imprese italiane che intendono investire in Svezia e a quali interlocutori dovrebbero rivolgersi?
Il “Sistema Italia” in Svezia è strutturato per offrire un supporto completo e coordinato attraverso l’azione sinergica dell’Ambasciata, dell’Ufficio ICE di Stoccolma e della Camera di Commercio italo-svedese. Operiamo in modo integrato per fornire alle aziende strumenti concreti di orientamento. Oltre ai servizi specifici offerti dall’ICE per le piccole e medie imprese, l’Ambasciata assicura un costante ruolo di coordinamento per la valorizzazione del marchio Italia. Proprio in questi giorni abbiamo pubblicato la prima “Guida agli Affari in Svezia”, un documento che fornisce indicazioni esaurienti sui settori più promettenti, su come avviare un’attività, gestire gli adempimenti burocratici e interfacciarsi con le strutture locali. In un Paese che nutre una profonda e sincera simpatia per tutto ciò che è italiano, le attività di public diplomacy e gli eventi promozionali svolgono un ruolo cruciale a maggior ragione quando si può contare su sedi molto significative ed attrattive come lo sono l’Ambasciata (un edificio di particolare pregio storico ed architettonico) e l’Istituto Italiano di Cultura (disegnato anche negli arredamenti interni da Gio Ponti)..Mi lasci poi sottolineare anche l’importanza della diplomazia scientifica la quale, grazia alla presenza di un addetto, ci consente di completare efficacemente l’attività del Sistema Italia anche sul versante della cooperazione scientifico-tecnologica che interpretiamo non solo per la sua primaria valenza nell’ambito della ricerca, ma anche per tutte le ricadute di business che ne possono scaturire.
Considerando i grandi progetti strategici attualmente in discussione a Stoccolma, quali sono gli ambiti che potrebbero attrarre maggiormente gli investimenti delle nostre aziende?
Il panorama infrastrutturale svedese sta per attraversare una fase di profondo rinnovamento. In primavera sarà adottato il piano nazionale decennale che prevede investimenti per circa cento miliardi di euro destinati a colmare il gap nei settori ferroviario, stradale e portuale. Parallelamente, l’ingresso formale della Svezia nella NATO, avvenuto nel marzo 2024, ha introdotto nuove esigenze di ammodernamento che non riguardano solo gli armamenti, ma coinvolgono l’intero concetto di difesa che qui viene declinato come “totale”. Questo include la sicurezza delle comunicazioni, la cyber-sicurezza e la resilienza delle infrastrutture critiche, ambiti in cui le nostre aziende grandi e piccole possono trovare spazi significativi. Un altro settore in forte espansione è quello dello spazio; grazie al centro di lancio di Esrange a Kiruna – unico nel territorio continentale dell’Unione Europea -, la Svezia punta a diventare un polo europeo per i lanci orbitali, offrendo una piattaforma ideale per la nostra industria aerospaziale di eccellenza. Non meno importante è la svolta energetica del Paese, che ha deciso di riattivare le proprie centrali nucleari puntando anche sui reattori modulari (SMR), un campo in cui le imprese italiane possono inserirsi come partner tecnologici. Vorrei inoltre menzionare l’industria mineraria: oltre al ferro e all’uranio, le Autorità contemplano la riapertura di siti per l’estrazione di terre rare. Un ulteriore ambito di primario interesse è rappresentato dall’elevato potenziale della Svezia nel campo dell’innovazione e dell’intelligenza artificiale (IA). La recente pubblicazione della nuova strategia nazionale svedese per l’IA delinea un quadro di sviluppo che offre significativi punti di convergenza con il percorso di potenziamento tecnologico che l’Italia sta portando avanti. In una prospettiva europea, la collaborazione tra i nostri Paesi è fondamentale non solo per governare in modo efficace le sfide poste da questa trasformazione, ma soprattutto per coglierne appieno le opportunità in termini di business. C’è anche il settore delle scienze della vita, nel quale la Svezia vanta centri di eccellenza mondiale e in cui i nostri ricercatori si fanno valere. Infine, in un Paese dove la superficie forestale rappresenta ben il 70% del territorio totale, la gestione sostenibile delle foreste e le tecnologie per la cattura del carbonio (CCS) rappresentano frontiere tecnologiche già presidiate con successo da grandi player italiani, i quali realizzeranno a Stoccolma uno dei sistemi di filtraggio della CO2 più avanzati d’Europa.