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L’omaggio dell’Italia alla biblioteca di Sulaymaniyah

L’omaggio dell’Italia alla biblioteca di Sulaymaniyah
L’omaggio dell’Italia alla biblioteca di Sulaymaniyah

Il Console d’Italia a Erbil, Michele Camerota, ha consegnato al Governatore di Sulaymaniyah, Havel Abubaker, 60 libri in italiano, appositamente acquistati e inviati dalla Direzione Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale della Farnesina, destinati ad arricchire la neo-istituita biblioteca letteraria multilingue della città. L’iniziativa fa seguito alla richiesta del Governatore indirizzata a tutte le rappresentanze diplomatiche operanti nella Regione autonoma del Kurdistan iracheno, accolta con entusiasmo dal Consolato e dal MAECI.

Alla consegna, presso il palazzo del Governatore, dove ha sede la biblioteca, il Console Camerota ha sottolineato l’importanza prioritaria che l’Italia attribuisce alla diplomazia culturale come strumento di promozione e come mezzo per incentivare il dialogo tra i popoli. Il Console ha inoltre sottolineato che i libri sono stati selezionati con la finalità di offrire un ampio e variegato excursus di celebri autori italiani del passato ma anche giovani autori contemporanei, a conferma di un dinamico e sempre vivace panorama letterario. Tra i titoli, si ritrovano le note opere di Boccaccio, Machiavelli e Manzoni insieme alle più recenti di Umberto Eco, Alessandro Baricco, Elena Ferrante, Melania Mazzucco, Andrea Pazienza, Rossana Rossanda, Emanuele Trevi, Sandro Veronesi, passando per gli intramontabili classici di Calvino, Collodi, Pasolini, Campana, Fallaci, Ginzburg, Merini, Montale, Morante, Moravia, Pavese, Pirandello, Sciascia, Svevo, Quasimodo, senza tralasciare alcuni volumi sull’arte e il design italiano.

Il Governatore Abubaker ha omaggiato il Console con una copia in curdo del Pinocchio di Collodi ed espresso parole di profondo apprezzamento per il contributo italiano al progetto. Ha quindi enfatizzato l’inestimabile capitale culturale che caratterizza l’Italia da cui ne consegue la forte attrattività che essa riveste per la popolazione curda, ricordando le missioni archeologiche italiane attive nella provincia.

La cerimonia si è conclusa con l’intento di proseguire nel rafforzamento delle relazioni culturali, già particolarmente intense, che legano l’Italia all’Iraq e alla regione del Kurdistan.

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