
Come Paese membro dell’Unione europea, dell’Alleanza atlantica e del G7, l’Italia condanna con la massima fermezza l’aggressione scatenata il 24 febbraio 2022 dalla Federazione russa a danno dell’Ucraina, che costituisce una palese violazione dei principi fondamentali del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario.
Condanniamo i persistenti, massicci e indiscriminati attacchi della Federazione russa al territorio ucraino, anche a danno di obiettivi civili e delle infrastrutture energetiche critiche, che continuano a causare incalcolabili danni e sofferenze alla popolazione ucraina, in particolare alle sue fasce più deboli.
L’Italia sostiene la sovranità, l’indipendenza e l’integrità territoriale dell’Ucraina e contribuisce alla sua autodifesa nei confronti della Federazione russa. Per questo, in coordinamento con i nostri partner e alleati euro-atlantici, siamo impegnati a fornire un pieno e continuativo sostegno ad ogni livello – politico, finanziario, economico, umanitario, militare – al governo di Kyiv e alla popolazione ucraina, partecipando agli sforzi internazionali per la ripresa e la ricostruzione ucraina, con particolare attenzione alla resilienza energetica.
L’Italia sostiene gli sforzi internazionali finalizzati alla facilitazione dei negoziati tra le parti in guerra per giungere a una pace giusta, duratura e in linea con i principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite.
A tal fine, manteniamo alta la pressione sulla Federazione russa – in particolare attraverso l’applicazione delle misure sanzionatorie adottate dall’Unione europea – con il preciso intento di indebolire la macchina bellica di Mosca e di indurla a mettere fine all’aggressione e di impegnarsi in negoziati di pace seri e credibili.
Sostegno italiano all’Ucraina
Le eccellenti relazioni politiche tra Roma e Kyiv si sono ulteriormente rafforzate in ragione del sostegno multidimensionale con cui – sia sul piano bilaterale sia come membro dell’Unione europea, dell’Alleanza Atlantica, del G7 e della Piattaforma Donatori (UDP) – l’Italia ha contribuito e continua a contribuire alla risposta dell’Ucraina nei confronti dell’aggressione russa.Dall’inizio dell’invasione russa nel febbraio 2022 ad oggi, in occasione dei numerosi incontri e contatti al più alto livello tra l’Italia e l’Ucraina – tra cui figurano anche le visite a Kyiv del Presidente del Consiglio Meloni per gli anniversari dell’aggressione nel 2023 e nel 2024, la visita del Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Tajani nell’ottobre 2023 nonché le visite a Roma del Presidente Zelenskyy, da ultimo, nel dicembre 2025 – l’Italia ha reiterato la propria volontà di assicurare un fermo e concreto sostegno all’autodifesa e alla ricostruzione socio-economica dell’Ucraina, oltre che agli sforzi diplomatici a livello internazionale per il raggiungimento di una pace giusta e duratura.
Particolarmente significativa e rilevante è stata anche l’organizzazione, da parte dell’Italia della Conferenza per la Ripresa dell’Ucraina (URC-Ukraine Recovery Conference), ospitata a Roma il 10-11 luglio 2025, il più importante appuntamento annuale per discutere del sostegno economico, delle riforme e della ripresa dell’Ucraina.
L’Italia è parte della Coalizione internazionale per il rientro dei bambini ucraini, da ultimo riunitasi in forma di vertice dei Capi di Stato e di governo a margine della Settimana di Alto Livello dell’80° sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
L’Italia ha finora approvato 8 consistenti pacchetti di sostegno militare alla difesa dell’Ucraina, comprensivi di equipaggiamenti sia letali che non letali, basati sulle esigenze delle Forze Armate ucraine. E’ stato prorogato fino a tutto il 2024 il DL Ucraina che consente ulteriori, eventuali aiuti.
L’Italia ha finora organizzato una serie di corsi e attività di formazione specialistica su base bilaterale a favore delle Forze Armate ucraine; altre attività simili sono in corso e in programma.
il 27 gennaio 2023, il Ministro della Difesa italiano e il Ministro delle Forze Armate francese hanno annunciato la decisione di donare congiuntamente alle Forze Armate ucraine un sistema di difesa aerea e antimissile a medio-lungo raggio SAMP/T, nonché di organizzare e condurre congiuntamente l’addestramento del personale ucraino sullo stesso sistema.
La Difesa italiana fa anche parte del Gruppo di Contatto per la Difesa dell’Ucraina – detto anche “Formato Ramstein” – al fine di meglio coordinare e calibrare gli aiuti militari alle Forze Armate ucraine.
L’Italia contribuisce alle iniziative dell’UE a sostegno della resistenza di Kiev. In particolare, il Ministero della Difesa contribuisce con personale e moduli addestrativi alla Missione europea di assistenza militare (EUMAM). Inoltre, il MAECI assicura la contribuzione per parte italiana allo Strumento europeo per la pace (EPF), dunque alle misure di assistenza alle forze armate ucraine e, in prospettiva, alla nuova linea finanziaria da 5 miliardi di Euro dedicata all’Ucraina (Fondo di Assistenza per l’Ucraina, UAF). Infine, il MAECI e il Ministero della Giustizia finanziano la partecipazione di esperti e magistrati italiani alla Missione civile di consulenza strategica (EUAM), per accelerare il processo di riforma nel settore della sicurezza civile e rafforzare lo stato di diritto
Dall’inizio dell’invasione russa, l’Italia ha stanziato a titolo di assistenza civile bilaterale in favore dell’Ucraina (al netto, quindi, degli aiuti militari e dei contributi attraverso l’UE) circa 3 miliardi di euro, di cui 310 milioni per il sostegno al bilancio statale di Kyiv. Tali fondi hanno permesso al governo ucraino di continuare ad assicurare la stabilità macro-finanziaria, il pagamento dei salari e delle pensioni, la riparazione di infrastrutture critiche danneggiate dalla guerra, il mantenimento dei servizi pubblici essenziali (ospedali, scuole, centri di accoglienza per gli sfollati).
Il “Decreto-Legge Aiuti ter” di settembre 2022 ha permesso la partecipazione dell’Italia, in qualità di Stato membro dell’Unione europea e attraverso la sottoscrizione di garanzie da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze, ai programmi europei di assistenza macrofinanziaria (Macro-Financial Assistance – MFA) all’Ucraina denominati Emergency MFA, Exceptional MFA (totale 7,2 miliardi di euro nel 2022) ed MFA+ (18 miliardi di euro sottoforma di prestiti agevolati nel 2023).
L’Italia partecipa inoltre, in sede UE, al programma denominato Ukraine Facility, che consente al governo ucraino di continuare, attraverso finanziamenti diretti, a fornire servizi pubblici, affrontare le conseguenze sociali della guerra e sostenere gli sforzi di ripresa, ricostruzione e modernizzazione del Paese fino a 50 miliardi di euro nel periodo 2024-2027 (con contributo italiano calcolato su base GNI). La Facility è principalmente finalizzata a mantenere la stabilità macrofinanziaria, legando il sostegno europeo a una forte condizionalità, relativa in particolare all’approvazione di riforme legislative e amministrative a sostegno del percorso di adesione alla UE. Comprende anche uno strumento finanziario (Ukraine Investment Framework) per facilitare il coinvolgimento del settore privato, ed è dotata di un solido quadro di audit e controllo.
Come Presidenza di turno del G7, l’Italia ha favorito il raggiungimento dell’accordo tra i leader, in occasione del Vertice di Borgo Egnazia del 13-15 giugno 2024, sulla concessione all’Ucraina di un prestito da 50 miliardi di dollari garantito dai profitti straordinari dei fondi sovrani russi immobilizzati, come effetto delle sanzioni adottate dall’Ue contro Mosca in ragione dell’aggressione (iniziativa ERA-Extraordinary Revenue Accelleration).
L’Italia contribuisce attivamente e costruttivamente alle discussioni in corso in ambito Ue e G7 tese all’individuazione di soluzioni utili a far fronte al fabbisogno finanziario del governo ucraino, che siano in linea con i principi di legalità, stabilità finanziaria e monetaria e sostenibilità complessiva.
La Ukraine Recovery Conference di Roma (URC2025) ha avuto come risultato principale la conferma del supporto finanziario concreto all’Ucraina da parte della Comunità internazionale. Sono stati firmati circa 400 accordi a favore della ripresa del Paese, di cui 25 di carattere istituzionale che coinvolgono l’Italia, 9 tra enti locali italiani e ucraini e una ventina di intese B2B e B2G da parte di imprese italiane. Quanto all’entità dei contributi finanziari, la Conferenza ha mobilitato circa 10 miliardi di euro di nuovi fondi pubblici, di cui 314 milioni da parte italiana (tra nuovi fondi a dono e a credito d’aiuto, compresi 150 milioni della nostra Cooperazione) e 5 miliardi di euro di capitali privati.
Costante il sostegno italiano alle infrastrutture critiche, in particolare nel settore energetico, con la sottoscrizione di un co-finanziamento da 200 milioni di euro (di cui 100 milioni a credito d’aiuto della Cooperazione) con la BERS per il ripristino della capacità energetica di Ukrhydronergo dopo la distruzione della diga di Nova Kachovka e con l’erogazione di ulteriori 40 milioni di euro per altri programmi di emergenza, assistenza e sostegno tecnico, anche attraverso la Comunità dell’Energia. Da ultimo, un ulteriore pacchetto da quasi 100 milioni è stato annunciato dal Presidente del Consiglio al Presidente Zelensky in occasione della sua ultima visita in Italia, relativo all’acquisto e alla fornitura di generatori e materiale elettrico, oltre a donazioni di aziende private italiane veicolate dalla Protezione civile, per sopperire alla situazione particolarmente critica del settore energetico all’inizio della stagione invernale, con importanti razionamenti imposti a causa dell’intensificarsi negli ultimi mesi degli attacchi russi mirati alle infrastrutture e alle reti elettrica e del gas.
In termini di assistenza umanitaria, sono stati complessivamente allocati oltre 93 milioni di euro per iniziative rivolte all’Ucraina e ai Paesi limitrofi. Quest’ultima cifra include 32,5 milioni di euro in risposta agli Appelli Umanitari:
- 6 milioni di euro per lo “Ukraine Humanitarian Fund” dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA);
- 6 milioni di euro per il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF) per attività in Ucraina;
- 8 milioni di euro per l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) per contribuire al Piano regionale dell’Organismo e ulteriori 6 milioni di euro in favore del medesimo Organismo per sostenere i rifugiati ucraini in Polonia e Moldova.
- Complessivamente 4 milioni di euro per il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) per attività in Ucraina;
- 2 milioni di euro per la Federazione Internazionale delle società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (FICROSS) per attività nei Paesi confinanti e 500.000 euro in favore del medesimo Organismo in Moldova.
Essa include altresì ulteriori contributi (61,15 milioni di euro) destinati ad iniziative condotte al di fuori del quadro delle organizzazioni internazionali:
- 14 milioni di euro per attività condotte da Organizzazioni della Società Civile (OSC) nei settori della prima assistenza, della protezione e della salute.
- 650.000 euro per il finanziamento di un’iniziativa attuata dall’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive (INMI), intesa a rafforzare le capacità di erogazione dei servizi di diagnosi e cura delle malattie infettive dell’ospedale di Sighetu Marmației (Romania), che assiste sia la comunità ospitante rumena che i rifugiati ucraini.
- 46,5 milioni di euro per un bando di emergenza delle OSC italiane in Ucraine e nei Paesi confinanti per attività di assistenza multisettoriale alla popolazione ucraina.
Nel 2023, l’Italia ha inoltre contribuito alla risposta internazionale volta a sostenere la resilienza infrastrutturale ucraina allocando un contributo di 10 milioni di euro alla Banca europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo – BERS, a sostegno del settore energetico ucraino.
Specifici finanziamenti a valere sulle risorse disponibili presso il Fondo Migrazioni e il Fondo di Premialità sono inoltre stati destinati a rispondere alle conseguenze della crisi di rifugiati in Ucraina e nella regione. In particolare:
- 5 per l’Organizzazione Internazionale per le migrazioni (OIM), 5 per UNICEF, per attività a sostegno delle autorità dei Paesi confinanti (Moldova) nella gestione e assistenza ai rifugiati ucraini e 10 milioni per UNHCR per attività in Moldova.
- 3 milioni di euro all’UNHCR per un progetto volto a portare assistenza alla popolazione sfollata all’interno dell’Ucraina
Il Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale On. Antonio Tajani ha annunciato, in occasione della Conferenza di Roma per la ricostruzione dell’Ucraina (26 aprile 2023), nuovi fondi per 100 milioni di euro a credito di aiuto e 60 milioni di euro a dono in aiuti umanitari e di immediata ripresa – di questi ultimi, 46,5 sono già stati destinati al summenzionato bando per attività di OSC.
- La conferenza bilaterale di aprile ha dato ampio spazio al settore privato, riconoscendone il ruolo cruciale nel processo di ricostruzione. La Conferenza è stata occasione di incontro per 600 aziende italiane e 150 aziende ucraine nei settori Infrastrutture e Trasporti, Energia e Ambiente, Siderurgia, Agribusiness, Salute, Spazio e Avionica, IT e Servizi.
- In attuazione inoltre degli annunci della Conferenza di Roma, è stato deliberato un credito di aiuto da 100 milioni di euro per un’iniziativa in cofinanziamento con la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS) dall’importo totale di 200 milioni di euro. Il progetto è volto a ripristinare la capacità energetica di Ukrhydroenergo (azienda di Stato ucraina attiva nel settore elettrico). Il 2 ottobre 2023 l’Italia ha assunto il patronato sulla ricostruzione della città e della Regione di Odessa, lanciando contestualmente il progetto denominato “Laboratorio per la ricostruzione” insieme alla Triennale di Milano e al Museo MAXXI di Roma. In tale contesto, inoltre, è stata deliberata un’iniziativa con UNESCO dell’importo di 500.000 euro per la messa in sicurezza della Cattedrale della Trasfigurazione di Odessa, danneggiata dai bombardamenti russi. La collaborazione con UNESCO su Odessa prevede anche la tutela dei 52 siti culturali del centro storico e il masterplan della città. Inoltre, è stato deliberato un contributo di 500.000 euro a favore dell’OCSE per il “Programma Paese Ucraina”.
- Contestualmente, è stato anche annunciato che il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) contribuirà al Fondo della Banca Europea degli Investimenti “UE per l’Ucraina” con una garanzia di 100 milioni di euro.
È inoltre ora operativo l’ufficio a Kiev dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.
Contributi in risposta alle conseguenze internazionali della crisi
- Relativamente ai Paesi limitrofi interessati dalle ripercussioni del conflitto, si segnala un’iniziativa dell’importo di 10 milioni di euro a dono per tramite di UNDP, volta a contribuire al Fondo di vulnerabilità energetica istituito dalla Moldova.
- Il MAECI finanzia la partecipazione di esperti alla Missione civile UE di partenariato in Moldova (EUPM), che contribuisce a rafforzare le strutture di gestione delle crisi del Paese e a rafforzare la sua resilienza rispetto alle minacce ibride, ivi compresi attacchi cibernetici e attività di manipolazione informativa.
- In risposta alle ripercussioni internazionali della guerra nel settore della sicurezza alimentare, è stato predisposto un contributo di 2 milioni di Euro nel 2022 e ulteriori 2 milioni di euro nel 2023 per sostenere le attività del Programma Alimentare Mondiale nell’ambito dell’iniziativa “Grain from Ukraine”.
Donazioni di beni (umanitari e per la resilienza energetica)
Dall’inizio dell’emergenza, la Cooperazione Italiana ha organizzato donazioni e trasporti di beni umanitari per circa 75 tonnellate, anche nel quadro del Meccanismo unionale di Protezione Civile, avvalendosi dei servizi della Base di Pronto Intervento Umanitario delle Nazioni Unite UNHRD) di Brindisi:
- circa 5 tonnellate di kit sanitari donati alla Croce Rossa Italiana per la successiva consegna alla consorella ucraina a Chernivtsi il 3 marzo 2022.
- circa 20 tonnellate di materiali umanitari arrivate a Niemce, Polonia l’11 e il 14 marzo 2022 per successiva consegna in Ucraina.
- circa 19,4 tonnellate di beni umanitari di vario genere verso la Moldova arrivate il 14 e il 18 marzo 2022, per sostenere le strutture di accoglienza del Paese.
- Circa 15 tonnellate di beni (di cui 9 messe a disposizione dalla Cooperazione Italiana e oltre 6 messe a disposizione dalla Fondazione Francesca Rava) verso l’Ucraina via Romania arrivate il 18 e 21 giugno 2022.
- Circa 15 tonnellate di beni umanitari messi a disposizione dalla Cooperazione Italiana per le attività della OSC italiana “CUAMM – Medici con l’Africa” in Ucraina (primo trasporto di 6 tonnellate arrivato a Siret il 9 giugno 2022 e il secondo trasporto di 9 tonnellate arrivato a Chernivtsi il 29 novembre 2022).
Inoltre, l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) ha finalizzato un contratto di acquisto di 52 generatori di diverso voltaggio, già consegnati.
Sempre nel quadro del Meccanismo unionale di protezione civile, il Servizio nazionale di protezione civile ha offerto altri beni umanitari all’Ucraina, alla Slovacchia, alla Polonia e alla Moldova.
- Anche il settore privato italiano, mediante il Dipartimento della Protezione Civile italiana, ha contribuito a sostenere la protezione delle infrastrutture ucraine, donando materiali e strumenti di vario genere (fra le aziende donatrici si segnalano: Chiesi Farmaceutica S.p.A., ENI S.p.A., TotalEnergies S.p.A., Terna S.p.A., SNAM S.p.A., Italgas Reti S.p.A.).
- Al riguardo, da citare anche l’iniziativa di ENEL “Ray of Hope”. Nel marzo 2023, Enel si è impegnata a donare all’Ucraina 5.876 pannelli solari fotovoltaici con una capacità totale di circa 2 MW, per fornire soluzioni off-grid che assicurino la fornitura ininterrotta di elettricità a edifici pubblici ucraini critici, come scuole e ospedali.
L’Italia ha partecipato alle edizioni della Conferenza per la ripresa dell’Ucraina (URC-Ukraine Recovery Conference) di Londra (21-22 giugno 2023) e di Berlino (11-12 giugno 2024).
La URC2025 organizzata dall’Italia a Roma il 10 e 11 luglio 2025 è stata la quarta Conferenza per la ripresa dell’Ucraina, che ha continuato la serie annuale di eventi politici di alto livello dedicati alla ricostruzione e alla modernizzazione del Paese dall’inizio della guerra di aggressione su vasta scala scatenata dalla Russia, secondo il principio “building back better”.
Allargando a 360 gradi il coinvolgimento dei partner istituzionali e privati nella ricostruzione del Paese, in coerenza con i risultati delle precedenti Conferenze di Lugano, Londra e Berlino, governi, organizzazioni internazionali, istituzioni finanziarie, imprese, regioni, municipalità e società civile si sono incontrati con l’impegno condiviso di rafforzare la resilienza dell’Ucraina per tutto il tempo necessario. I partecipanti hanno rappresentato i vari gruppi di stakeholder, dimostrando il loro forte impegno per il futuro dell’Ucraina.
La conferenza ha riflettuto i “principi di Lugano”, incluso un approccio a livello olistico (whole of society), per la ripresa attraverso il significativo coinvolgimento di un’ampia varietà di soggetti coinvolti.
La URC2025 si è concentrata sulle seguenti quattro dimensioni tematiche già al centro della Conferenza di Berlino quali pilastri della ripresa postbellica dell’Ucraina:
Settore privato – Per raggiungere la crescita economica e una ricostruzione di successo, il capitale privato è fondamentale. La URC2025 ha affrontato le preoccupazioni del settore privato, tra cui sicurezza, finanziamenti e assicurazioni, eccesso di regolamentazioni e mercato del lavoro.
Capitale umano – La ripresa dell’Ucraina dipende dalla mobilitazione del capitale umano, dal favore della coesione sociale, dall’approccio all’inclusività, con l’obiettivo di liberare il potenziale di tutti i cittadini, sia in patria che all’estero, in particolare donne e giovani. Le sfide chiave includeranno – tra le altre – la reintegrazione di persone sfollate interne, rifugiati e veterani nella vita civile. La collaborazione tra gli stakeholder, la società civile e la diaspora ucraina è fondamentale per preservare e far crescere il capitale umano nazionale per una ricostruzione sostenibile.
Dimensione regionale e locale – Gli attori locali e regionali sono fondamentali per la ricostruzione dell’Ucraina, basandosi sulla riforma della decentralizzazione. La Conferenza ha sottolineato il ruolo dell’autogoverno locale e delle amministrazioni statali regionali nella ripresa, nell’accesso finanziario e nel rafforzamento delle capacità.
Riforme e integrazione UE – Mantenendo lo spirito delle Conferenze svoltesi sul tema fino al 2022, la URC2025 ha messo anche in evidenza i progressi delle riforme ucraine nel contesto della sua resilienza economica e del processo di adesione all’Unione europea.
Co-presieduta dal Presidente del Consiglio Meloni e dal Presidente Zelensky, la URC2025 ha previsto cinque sessioni plenarie, 28 panel di discussione, 14 workshop del Recovery Forum, sette laboratori, una decina di riunioni multilaterali (fra cui quella dello Steering Committee della Piattaforma Donatori G7+) e una fiera internazionale con 120 stand.
Con circa settemila partecipanti, 75 delegazioni ufficiali, 400 intese sottoscritte, la URC2025 è stata la più partecipata e produttiva fra tutte le edizioni finora svoltesi.
Importanti questioni trasversali come la stabilità macroeconomica, la resilienza e la sicurezza, le infrastrutture, l’edilizia abitativa, l’energia, la protezione del clima, la ripresa verde, la cultura, la sanità, le questioni di genere, l’istruzione, l’ambiente, la scienza-tecnologia-innovazione e le disabilità sono state integrate nelle dimensioni sopra menzionate.
La fiera congressuale ReBuild Ukraine di Varsavia (13-14 novembre 2025) ha visto la partecipazione di 70 aziende italiane collocate attorno ad un Padiglione Italia, decine di incontri B2B e B2G e la firma di importanti accordi di collaborazione, alla presenza di tutto il sistema Paese. Essa fa seguito alla URC2025, fornendo l’occasione per continuare a sviluppare il fondo equity europeo (European Flagship Fund for the Reconstruction of Ucraine), lanciato a Roma per mobilitare capitali privati, e approfondire le conversazioni sugli investimenti nei settori dell’energia, delle infrastrutture e del dual use.
L’Italia ha accolto in totale 191.475 ucraini in fuga dalla guerra, beneficiari di protezione internazionale, di protezione temporanea o di altre forme di protezione nazionale.
L’Italia sostiene inoltre pienamente il percorso europeo dell’Ucraina e ha contribuito attivamente alla decisione assunta dal Consiglio Europeo del dicembre 2023 di aprire con Kyiv i negoziati di adesione all’UE.
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