L’impegno per il disarmo, il controllo degli armamenti e la non proliferazione rappresenta un elemento qualificante della politica estera italiana.
L’Italia è tradizionalmente attiva su più fronti: in seno alle Nazioni Unite, all’Unione Europea, al G7, nonché nell’ambito dei processi di riesame delle maggiori convenzioni internazionali in materia. In particolare, l’Italia ha presieduto la Conferenza del Disarmo a gennaio-febbraio 2025 e la Prima Commissione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a ottobre-novembre 2025.
Nel campo del disarmo e della non proliferazione l’impegno dell’Italia si struttura anche in relazione all’esistenza di differenti categorie di armamenti.
Solitamente gli armamenti vengono distinti in armi convenzionali ed armi di distruzione di massa. Le prime, generalmente ritenute legittime, vengono definite “convenzionali” in base a due osservazioni: possiedono una capacità distruttiva relativamente contenuta ed hanno effetti discriminanti per cui consentono una maggiore tutela della popolazione civile. Le seconde, invece, comprendenti armi nucleari, biologiche, chimiche sono accomunate dalla caratteristica di possedere un potenziale distruttivo enorme e, soprattutto, indiscriminato.